Wednesday 08 February 2012, 04:33

Gli articoli con tag: " RAI3 "

Fabio Fazio e Sergio Marchionne, se l’intervista non è patinata

0E’ necessario riflettere sul ruolo di Fabio Fazio nell’intervista di domenica sera a Sergio Marchionne sul servizio pubblico. Abituato a commuoversi nel vedere in studio Michail Gorbaciov o Bill Gates e vendere libri e dischi presentando sempre i suoi ospiti come se fossero John Lennon o Alessandro Manzoni, nonché a ringraziare condiscendente tutti i suoi invitati come fossero il Mahatma Gandhi, Fabio Fazio è risultato totalmente inadeguato a fronteggiare un intervistato che usava quello spazio come un atto di guerriglia.

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Bruno Carletti, aumentata la pena in appello

ansa_8460990_51530 index Bruno Carletti, l’ex direttore artistico del Teatro Lauro Rossi di Macerata, che il 4 luglio 2006 aveva picchiato e tentato di strangolare l’ex moglie Francesca Baleani, per poi abbandonarla per morta in un cassonetto dei rifiuti dal quale si era solo casualmente salvata dopo settimane di coma, è stato condannato oggi in appello a nove e quattro mesi, pena aumentata rispetto alla scandalosa sentenza di primo grado.

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Nel Sud del mondo rinasce l’infodiversità

Foto di: Sanja GjeneroIntervista di Bernardo Parrella a Gennaro Carotenuto per Apogeonline

Il citizen journalism intacca il latifondo mediatico nelle democrazie occidentali e fa emergere la vivacità dei paesi all’ombra dei mainstream media. Intervista a Gennaro Carotenuto

Il giornalismo partecipativo nelle sue varie incarnazioni è una delle pratiche simbolo del nuovo modo di fare informazione nell’era delle tecnologie mobili e digitali. Un trend che acquisterà sempre più centralità nel futuro di redazioni e cittadini, in modo particolarmente marcato nel mondo non occidentale. Nella nebulosa informativa odierna, i grandi gruppi editoriali restano tali pur se scricchiolanti, ma la speranza corre via internet, dove milioni di liberi cittadini rilanciano e commentano fatti (o almeno provano a farlo) e dove libertà di stampa vuol dire biodiversità informativa. Di questo abbiamo parlato con Gennaro Carotenuto, autore del recente volume Giornalismo partecipativo: Storia critica dell’informazione al tempo di Internet (Nuovi Mondi) e docente di Storia del giornalismo e dei nuovi media all’Università di Macerata.

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Report di chi?

le avventure del topino Despereaux foto

La petizione che  invio http://www.firmiamo.it/reportnondevechiuderefirmalapetizione è perchè “La TV nazionale Rai non garantisce più  ai giornalisti di Report (rai 3) la copertura legale. Significa che gli inviati di Milena Gabanelli, da sempre attivi nel denunciare le illegalità  e i soprusi che ci circondano, dovranno provvedere di tasca propria alle spese legali cui, da bravi inchiestisti, vanno continuamente incontro. I sottoscritti firmatari con la presente CHIEDONO alla società  RAI Radiotelevisione Italiana S.p.A, il ripristino della copertura legale per gli inchiestisti del programma Report, trasmesso su Rai3, al fine di assicurare il libero esercizio della loro professione per arrivare alla verità  e rivelarla agli italiani”.

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La classe operaia c’è ancora. Tanto è vero che le danno mazzate da ogni parte

TG nazionale su RAI3 delle 14, in coda a tutto, ma meglio questo che niente, un filmato proveniente dalla Korea del Sud dove si vedono scontri tra poliziotti ed operai.

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Il dolore usato contro la verità.

Cosmo. Terra. Italia. Giorno 10 dopo il terremoto. Rai – Radiotelevisione Italiana.

Che la nostra amata Rai non godesse di ottima salute lo sapevamo tutti, e non è certo una novità. Nonostante questo spero, vizio di noi pericolosi bolscevichi comunisti, che ci sia anche chi ha il coraggio di indignarsi per l’atteggiamento con cui il servizio pubblico ha gestito questi dieci giorni di “emergenza” seguiti al tragico terremoto di lunedì scorso.

Fin dalla mattina del 6 Aprile tutte le reti Rai si sono impegnate a seguire minuto per minuto l’evolversi della situazione nei paesi rimasti coinvolti; le drammatiche testimonianze dei sopravvissuti e i racconti delle famiglie distrutte dal sisma hanno riempito tutte le edizioni dei telegiornali, spinti dall’onda emotiva che stava invadendo tutto il Paese; un Paese strano, il nostro, che solo di fronte alle grandi tragedie capaci di sconvolgere l’opinione pubblica, riesce a dare il meglio di sé, riesce a mostrare “l’altra Italia” già protagonista negli anni della Resistenza e dei movimenti giovanili degli anni sessanta e settanta.

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Fuorilegge in Musica: Opa Cupa?

(L’immagine è tratta da FeliciNaufragi )

Opa è fatta di tre lettere, una parola  che molti conoscono come Offerta Pubblica di Acquisto. Ne intendo un’altra di Opa quella che comunemente in greco  significa “Su!” da usare quando non solo i piedi sono a terra. Un’ Opa sola e non Opa Opa come quella cantata nelle hits internazionali, usata come Jingle da Olimpiadi,  colonna sonora della pubblicità. L’Opa che intendo io diventa perfino Cupa nell’Allegria dei naufragi e  canta incita come in questo video qui.

“Mentre gli anziani signori erano nei tekedes fumando l’hashish e cantando tra di loro, il resto del paese non si guardava in faccia aspettando che qualcuno inventasse la musica”.

Da noi si suona solo una musica, poco importa se davanti ad uno schermo, su una seggiola o in discoteca:  passo dopo passo vanno avanti gli altri, quelli che aprono ben altri cancelli, a furia di manganelli e decreti, ronde e violenze, comunicati e convegni mondiali.

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Classe dirigente: Italo Bocchino

Bocchino_Italo

 

Italo Bocchino:

“Avrei voluto che vincesse John McCain perché è portatore di valori cattolici”.

Sentito stamane dal mio medico nel programma “il caffé” di Corradino Mineo, su Rai3.

Ancora squadrismo neofascista, stavolta l’assalto è alla RAI e a “Chi l’ha visto?”

Scontri, i filmati a "Chi l'ha visto?" Rai assalita, minacce ai redattori

Ricevo e pubblico con estrema preoccupazione. Ci stiamo già abituando allo squadrismo neofascista come fenomeno endemico nella nostra società?

Scontri, i filmati a "Chi l’ha visto?" Rai assalita, minacce ai redattori

Dopo la messa in onda delle aggressioni del Blocco studentesco in piazza Navona

Telefonate a Rai3: "Vi abbiamo identificato a voi ed ai vostri familiari"

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Quotidiani storici, Grillo e il V2-day, Sofri e giornalismo in italia

Marco Travaglio sul suo Blog pubblica un interessante articolo che mostra ciò che realmente, almeno in parte, sta accadendo al giornale del già PCI poi PDS, fondato da Gramsci, “baluardo” dell’editoria partitica di sinistra (?!).

L’Unità potrebbe presto subire lo stesso trattamento che i tempi recenti hanno subito altri giornali e periodici italiani, pochi ricordano che “Panorama” era considerato un settimanale di sinistra, mentre oggi sappiamo tutti bene cosa rappresenta e che ispirazione politica ha; recente è la notizia della metamorfosi del famoso periodico “Airone”, rivista ambientalista ispirata, anche graficamente, al ben più famoso “National Geographic”, che ormai vanta una edizione italiana; Airone, dicevamo, che muta, portando in copertina tette e culi, nel solco della migliore tradizione giornalistica italiana…

Il gruppo Espresso-Repubblica si è fortunosamente salvato dalla scure Berlusconiana, nel periodo di ascesa politica del cavaliere, che lo obbligava a rinunziarvi, per poi cadere sotto la pressione vaticana e quella “democratica” del neo-PD.

Ed oggi anche il maggior quotidiano della sinistra, risorto miracolosamente pochi anni fa, rischia uno stravolgimento editoriale degno dei migliori funamboli, in fondo riporto per intero l’articolo di Marco Travaglio che spiega nel dettaglio le operazioni in corso.

In questo quadro di disfatta giornalistica si inseriscono due personaggi noti alle cronache: Grillo e Sofri, il primo organizza un secondo Vaffanculo-day, dedicato stavolta ai giornali, corrotti da potere e da proprietari, a sentir Grillo, sempre più politicizzati. La politicizzazione non credo sia una novità, i giornali nascevano storicamente da movimenti politici, e continueranno a farlo, il problema più che altro è di corruzione economica; i quotidiani han bisogno di soldi per esser stampati, soldi pubblici, sponsor, investimenti, e, per quanto riguarda l’Italia, in minima parte, soldi che vengono dai lettori. Sofri, intervistato su rai3 da Fazio, parlando dei sui ex-compagni di avventura, e notando come molti di loro siano oggi direttori, o vice, di testate giornalistiche nazionali e non, minimizzava tale lavoro, dicendo che in realtà diventa direttore di un giornale chi è poco ambizioso, perchè tale lavoro è poca cosa.

Sofri non ha dopotutto tutti i torti, sono davvero i direttori ad influenzare la politica editoriale di un giornale? Quanta influenza ha su di loro la proprietà? E quanta gli sponsor?

Dentro un giornale ormai diventa più ambizioso il lavoro di addetto al marketing, addetto alle vendite o alla raccolta pubblicitaria, tutte mansioni per cui non c’è nemmeno bisogno di sostenere un noioso esame per entrare in un albo.

Quanti e quali sono gli editori seri rimasti in Italia? Com’è la situazione nel resto d’Europa e del mondo? C’è una soluzione?

Leggi il pezzo di Marco Travaglio: “Premiata clinica “L’Unità”

Ballarò, siparietto tra Mieli e Floris

Paolo Mieli: la classe politica degli anni ’50, che pure era una classe politica rispettata, in proporzione guadagnava molto di più di quella di oggi.

Giovanni Floris: Direttore, abbiamo verificato. Negli anni ’50 il rapporto tra lo stipendio di un parlamentare e quello di un operaio era 6 a 1. Oggi è di 10 a 1. Quindi è aumentata.

Paolo Mieli: E vabbè, ma quelli erano altri tempi, non si può comparare.

mieliballaro

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Insegnare preparati

Con Giuseppe Terruzzi e Antonio di Gennaro:

Giuseppe Terruzzi: Ho letto il suo commento a Citati, sull’ipotesi provocatoria di raddoppiare gli stipendi agli insegnanti. Premesso che sono anch’io insegnante da trent’anni e … Leggi tutto

E se il caso della bimba bielorussa finisse a “Chi l’ha visto”?

Il salace Massimo Gramellini nel suo Buongiorno su La Stampa di oggi, prova a riportare l’attenzione un po’ scemata sul caso della bambina bielorussa della quale non si sa nulla di certo da più di due settimane. In genere per le scomparse di bambini, almeno a medio termine (come in questo caso), l’attenzione aumenta. In questo caso invece l’attenzione scema perché l’opinione pubblica è stata artatamente indotta a pensare che la bambina sia in buone mani. E invece più passano le ore più appare chiaro che la bambina non è in buone mani.
Sembra che La Stampa di Torino sia l’unico quotidiano (come abbiamo fatto rilevare qui e con la straordinaria lettera di Francesca Sforza qui) ad avere a cuore le sorti di questa creatura. Bisogna pensare che ci sia un patto tacito tra la polizia che sa dov’è la bambina ma … Leggi tutto

Il paese dei conformisti: una domanda sul caso di Federico Aldrovandi

C’è almeno una domanda sul caso di Federico Aldrovandi che non è possibile non porsi. Sul suo caso c’è almeno un sito ed un blog, quindi non vale la pena dilungarsi sui dettagli. Federico, un diciottenne incensurato, forse (e sottolineo forse) è stato massacrato di botte da quattro poliziotti la notte del 25 settembre 2005 a Ferrara. La versione ufficiale parla di malore. Chi scrive ha passato a Ferrara praticamente tutte le due settimane successive alla morte di Federico. Ha parlato con centinaia di ferraresi e nessuno gli ha mai parlato di Aldrovandi. Come mai?

Vent’anni fa poteva un “Federico X” morire nelle circostanze perlomeno dubbie nelle quali è morto Aldrovandi senza suscitare … Leggi tutto

Piccoli leccaculo crescono

In queste settimane, a causa dell’uscita del mio libro “Franco e Mussolini”, sto concedendo parecchie interviste sul tema. Tra recensioni e interviste ci sarebbero parecchie cose interessanti da raccontare. Devo dire però che sono nella media molto soddisfatto con uscite come quella sul Corriere della Sera o presentazioni come quella su Rai3. Però c’è stata un’intervista … Leggi tutto