Wednesday 08 February 2012, 20:09

Gli articoli con tag: " Radio3 "

Da Ciudad Juárez a Radio3Mondo, intervista a Gennaro Carotenuto

Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo.

Dopo i femminicidi, che continuano, Ciudad Juárez è diventata lo scenario di una sanguinosa guerra di narcos, nella quale corpi dello Stato parteggiano per l’una o per l’altra parte.

Intanto i morti, soprattutto ragazzi poveri senza alternative né futuro nel fallimento del modello neoliberale che negli ultimi 40 anni aveva nella città la propria massima espressione con centinaia di maquiladoras, in appena due anni, sono già 4.600 e i rifugiati 100.000.

Così oggi Juárez è la città più violenta al mondo nel silenzio dei grandi media che preferiscono guardare colpevolmente altrove mentre la guerra produce anche decine di "omicidi politici" di sindacalisti, difensori dei diritti umani, militanti dei movimenti sociali.

A Radio3Mondo Anna Maria Giordano intervista Gennaro Carotenuto in diretta da Ciudad Juárez.

Ascolta da questo link di Radio Rai l’audio (dal minuto 10 circa) e commenta su Giornalismo partecipativo.

Presto online il reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio.

“Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet”, il libro

copertina-web-Giornalismo-partecipativo

Gennaro Carotenuto, Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet, Modena, Nuovi Mondi, 2009, pp. 351. ISBN: 9788889091715, Acquista subito al prezzo speciale di 10.20 Euro.

Il conformismo, la sciatteria, la sudditanza culturale, il servilismo e il carrierismo sono i primi motori di omologazione dei media tradizionali. Una speranza viene da Internet.

Nella nebulosa informativa, i “media personali di comunicazione di massa”, dove milioni di liberi cittadini possono dire la propria, libertà di stampa vuol dire biodiversità informativa e giornalismo come bene comune.

Secoli prima che la nostra Costituzione garantisse il “diritto di stampa”, nella Venezia di fine Quattrocento era già stato codificato il “privilegio di stampa”. Ancora oggi l’imprinting del giornalismo ufficiale, che si fa scudo con la grande storia del Quarto potere, è la corrività con l’establishment politico ed economico.

La concentrazione editoriale spacciata per libertà d’espressione sta cancellando, senza bisogno di censure, le voci di interi spezzoni della società mentre gli sponsor si pongono come unici interlocutori del giornalismo.

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“Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet”, il libro

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Gennaro Carotenuto, Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet, Modena, Nuovi Mondi, 2009, pp. 351. ISBN: 9788889091715, Acquista subito al prezzo speciale di 10.20 Euro.

Il conformismo, la sciatteria, la sudditanza culturale, il servilismo e il carrierismo sono i primi motori di omologazione dei media tradizionali. Una speranza viene da Internet.

Nella nebulosa informativa, i “media personali di comunicazione di massa”, dove milioni di liberi cittadini possono dire la propria, libertà di stampa vuol dire biodiversità informativa e giornalismo come bene comune.

Secoli prima che la nostra Costituzione garantisse il “diritto di stampa”, nella Venezia di fine Quattrocento era già stato codificato il “privilegio di stampa”. Ancora oggi l’imprinting del giornalismo ufficiale, che si fa scudo con la grande storia del Quarto potere, è la corrività con l’establishment politico ed economico.

La concentrazione editoriale spacciata per libertà d’espressione sta cancellando, senza bisogno di censure, le voci di interi spezzoni della società mentre gli sponsor si pongono come unici interlocutori del giornalismo.

Se il collateralismo tra mass media e potere è un consolidato processo storico e solo ciò che è vendibile è rappresentato, i media disegnano una società unidimensionale dove interi mondi sono oscurati, travisati o criminalizzati. In una società dove, usando le parole di Noam Chomsky, il giornalismo è “la fabbrica del consenso”, tutti i migranti sono delinquenti e tutte le donne aspiranti veline.

La crisi etica ed economica della stampa è accelerata dal medium che incarna l’informazione del futuro: Internet. A 15 anni dall’arrivo dei giornali in Rete è tempo di ripercorrerne la storia: le edizioni digitali rappresentano finora un’occasione mancata, usata per abbassare i costi, precarizzare i giornalisti e omologare verso il basso il messaggio.

Trent’anni di informazione digitale rappresentano però anche un parallelo processo di democratizzazione dell’informazione. La Rete offre sinapsi e tecnologia libera, rompendo la gabbia della concentrazione editoriale. Abbassando l’asticella permette a milioni di soggetti di far circolare notizie non filtrate dal mainstream.

Con luci e ombre, da molto prima della nascita dei blog, del Web 2.0, dei social network, la Rete ha reso possibile un giornalismo diffuso e partecipativo, dal basso, ma non per questo meno verificabile. Se i media tradizionali si basano sulla cooptazione, il “giornalismo partecipativo” fonda la propria autorevolezza sulla revisione tra pari caratteristica della comunità scientifica e sulla comunicazione aperta. Siamo di fronte a un’erosione del latifondo mediatico e a una Riforma agraria dell’informazione?

Gennaro Carotenuto insegna Storia del giornalismo e dei nuovi media e Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Macerata. Giornalista pubblicista, dal 1998 collabora con Radio3Rai e scrive per il trimestrale Latinoamerica dal 1992.
Ha collaborato con quotidiani come El País, La Stampa, La Jornada. Dal 1997 è analista di politica internazionale del settimanale uruguayano Brecha. Dal 1995 sperimenta il giornalismo partecipativo con un proprio sito personale: http://www.gennarocarotenuto.it. Nel 2005 ha pubblicato Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo (Sperling&Kupfer). Nel 2007 ha curato il volume Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione (EUM).

Leggi online:

il sommario

l’introduzione

dal Capitolo 1 – La “fine del giornalismo”?

dal Capitolo 2 – “Gli uomini preferirono le tenebre alla luce”: l’incubo del Quinto potere

dal Capitolo 3 – “Zapatistas in Cyberspace”. Un’email dal Chiapas

Grazie a voi!

Gennaro Carotenuto, Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet, Modena, Nuovi Mondi, 2009, pp. 351. ISBN: 9788889091715, Acquista subito al prezzo speciale di 10.20 Euro.

Bolivia a Radio3Mondo

Dovevo a parecchi il link all’intervista a Radio3Mondo sulle elezioni in Bolivia (dal minuto 11 in avanti).

Bolivia a Radio3Mondo

Alle 11.40 intervista a Gennaro Carotenuto sulle elezioni in Bolivia a RAI Radio3Mondo.

Tra psicosi e superficialità, che fare?

In medio stat virtus: per affrontare razionalmente i problemi bisognerebbe essere capaci di mantenere sempre un atteggiamento il più possibile riflessivo ed equilibrato. Nei confronti dell’influenza A, come scrive Umberto Veronesi, esiste una via di mezzo tra la psicosi e la superficialità. … Leggi tutto

Honduras, il ritorno di Manuel Zelaya a Radio3Mondo

Alle 11.40 in diretta a Radio3Mondo, Radio Rai, intervista di Annamaria Giordano a Gennaro Carotenuto sul ritorno di Mel Zelaya in Honduras. Ascolta la registrazione a questo link.

Manuel Zelaya è tornato in Honduras, la dittatura reprime, ore di speranza e paura

Mel A quasi tre mesi dal colpo di stato del 28 giugno, il presidente legittimo dell’Honduras Manuel Zelaya è ritornato a Tegucigalpa e sta incontrando la Resistenza al golpe nell’Ambasciata brasiliana che lo ospita. Il ritorno si configura come una dimostrazione di forza oltre che del movimento democratico honduregno del Brasile e dei governi integrazionisti latinoamericani.

Migliaia e migliaia di honduregni stanno infatti manifestando l’appoggio a Zelaya, circondando l’Ambasciata e la sede ONU che ha parlato loro al grido di “Patria, restitución (ritorno di Zelaya) o muerte”.

Intanto la dittatura di Roberto Micheletti ripristina per l’ennesima volta il coprifuoco, blocca i cellulari, reprime ed intima (sic) al governo brasiliano di consegnare il presidente.

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.

Leggi anche: Il giorno dell’insurrezione pacifica in Honduras?

Honduras, il ritorno di Manuel Zelaya a Radio3Mondo

Honduras, a Radio3Mondo, Radio3 Rai martedì 7 alle 11.30 intervista a Gennaro Carotenuto

logo_Radio3MondoA questo link la registrazione della puntata di Radio3Mondo, Radio3 RAI, con l’intervista di Emanuele Giordana a Gennaro Carotenuto sul golpe in Honduras subito dopo quella a Sergio Romano sul G8.

E così non sia

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E’ passata ieri la processione davanti casa, nell’unica via percorribile dalle auto, dalle persone, nella parte dove il  mio paese – in quanto ci vivo-  non sembra solo morire, è di fatto ripiegato su sè stesso e ridiscende la via stretta, non tanto da non fare entrare un’automobile e dopo, cul de sac,  una rampa antica di scale di pietra sulla Cassia, 370 metri sul mare…sgombra da mezzi di locomozione, giornate incantate, canti di passione. A fianco, dopo un’isolato, ho la chiesa di Santa Maria, dopo mesi è tornata bella, ristrutturata,  con intelligenza e prontezza ha usufruito dei fondi della Regione destinati al restauro delle chiese dei piccoli centri storici del Lazio. Tuttavia, nessuno dell’Amministrazione ha chiesto niente per questo piccolo centro sopra una rupe di tufo, nato nel X sec. come rifugio dei pastori di capre, c’erano soldi veri a disposizione, esattamente come  la passata Pasqua, dove tutto il mondo è paese e avevo fatto un po’ di conti Ma il destino si sa fece si che:

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Hillary Clinton e Felipe Calderón, qualcosa di nuovo nella lotta alla droga?

Alle 11.30 a Radio3 Mondo, Radio3Rai, Anna Maria Giordano intervista Gennaro Carotenuto sull’incontro tra Hillary Clinton e Felipe Calderón e sul narcotraffico tra Messico e Stati Uniti. Ascolta la trasmissione qui.

L’integrazione delle difese latinoamericane a Radio3Mondo

Alle 11.50 a Radio3Mondo, RAI Radio3, Emanuele Giordana intervista Gennaro Carotenuto sul processo d’integrazione difensiva latinoamericana. Ascolta la puntata qui.

Buono e cattivo giornalismo sul Messico

originalOggi alle 11.40, Radio3Mondo, Radio3Rai l’antropologa Chiara Calzolaio, probabilmente la studiosa italiana che più si è dedicata a Ciudad Juárez, parlerà di Messico, femminicidi, narcotraffico e violenza. E’ segno che qualcosa si muove nell’informazione italiana. A questo LINK (minuto 13) la testimonianza di Chiara Calzolaio ad Anna Maria Giordano sulla vita a Juárez e la sua analisi sulla situazione messicana.

Un segno come quello di sabato alle 19 quando il TG3 ha finalmente parlato di “guerra civile in Messico”. Che mi risulti è la prima volta che un media mainstream italiano utilizzi questo termine, “guerra civile”, che Giornalismo partecipativo spende da anni di fronte alla tragedia messicana che solo nel 2008 ha causato 5.600 morti, un terzo dei quali a Ciudad Juárez.

Purtroppo però c’è anche il pessimo giornalismo. Come quello de “l’Espresso” che nel n. 7 a p 42 pubblica un servizio di primo piano dal titolo: “Miss alla cocaina”. Sottotitolo: “Belle, vistose, fatali. Si trovano sempre più donne ai vertici dei cartelli della droga in centro e sudamerica. Vogliono la ricchezza facile…”. Sul dilagare del narcotraffico in paesi amici dell’Occidente, il Messico e la Colombia, sulle infiltrazione nella politica, sugli enormi guadagni che garantiscono anche nel Nord del mondo c’è la censura assoluta (salvo dar tutta la colpa alle FARC o a Hugo Chávez). E allora se ne può parlare collateralmente solo ammiccando a un po’ di pruriggine e voyerismo.

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Le elezioni di El Salvador a Radio3 Mondo

Giovedì 22, ore 11.50, Radio3 Mondo, Radio RAI, Stefano Cingolani intervista Gennaro Carotenuto sulle elezioni in Salvador. Ascolta qui (verso la fine).

Dal 2 febbraio Antonio Caprarica cancella da Radio1 RAI ambiente e Sud del mondo

Giornalismo partecipativo lo aveva segnalato appena un mese dopo le elezioni politiche. Antonio Caprarica, il direttore del Giornale Radio RAI, ancora in quota centro-sinistra, offre su un piatto d’argento le fasce pregiate della programmazione di Radio1.

Sono gli orari tra le 7.30 e le 9 di mattina quando più di due milioni di persone sono sintonizzate sul canale più importante della radiofonia italiana. E sia i programmi che vengono cancellati, sia quelli che li sostituiranno, sembrano tasselli di un disegno che oscura temi scomodi, o che inducono a pensare. Un disegno che fa piacere alla maggioranza di governo.

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