Thursday 09 February 2012, 13:51

Gli articoli con tag: " protezione civile "

Le guerre dimenticate di Haiti prima e dopo il terremoto (1/3)

Di Fabrizio Lorusso

Campo.jpgQuesto reportage nasce dall’esperienza diretta, dalle fonti documentali e giornalistiche, dalle testimonianze, i video e le interviste che io e l’amico Diego Lucifreddi abbiamo raccolto durante il mese di febbraio 2010, periodo in cui siamo rimasti nel quartiere Delmas di Port au Prince, Haiti, per collaborare con l’Aumohd (Associazione di Unità Motivate da un’Haiti dei Diritti) che è un associazione di avvocati volontari dedicati alla difesa dei diritti umani e civili delle persone più povere e svantaggiate soprattutto in quartieri difficili e tristemente famosi come Cité Soleil e Gran Ravine. Visto l’alto livello di corruzione e ingiustizia sociale e giuridica ad Haiti l’associazione si occupa dall’anno della sua nascita (2002) di aiutare i cittadini imprigionati ingiustamente (circa il 90% della popolazione carceraria di Porto Principe), ma nei momenti di crisi come questo, in una metropoli sconvolta da quei 36 secondi di terremoto che ne hanno cambiato la storia, l’Aumohd e il suo presidente Evel Fanfan provvedono a fornire servizi di ogni tipo alla popolazione del quartiere, ai sindacati, ai gruppi di base e alla gente in generale nei limiti delle proprie possibilità. Sono inoltre aperti alla creazione di reti internazionali di supporto e scambio d’informazioni oltre ad accogliere persone volenterose e interessate a conoscere la realtà haitiana. Dopo il terremoto si sta promuovendo una raccolta fondi via PayPal che può consultarsi qui: http://prohaiti2010.blogspot.com/

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Donne e notizie aperte e smaltite con Pari Opportunità

http://www.frizzifrizzi.it/wp-content/uploads/2009/01/scarpe_fetish_sado_maso1.jpg

Care signore e signori, capisco che oggi nevica in buona parte d’Italia-anche da dove scrivo- ma per quanto voi vi prodighiate, lo faccio anche io, con l’aiuto di certe e certi dai profili invisibili per chi li nega. Ci mettono delle pupazze e dei bambocci a dirigere Tempeste e Assalti globali, come qualcuno di voi sa…

Fatta questa prefazione vengo ai Fatti di Cosa Vostra a Casa Nostra, malgrado non sia facile far emergere le storie, interrate, come i farmaci scaduti degli ospedali nel NordEst e smaltiti nei terreni, calpestate quasi con fervore sadomaso, come certe scarpe feticist, scarponi da donne soldato, per Pari opportunità.Alcune Breaking the Silence, che significa che rompono…il silenzio.Nun ce se crede, nun ce se crede, se ne mpressione se, na guardata se….

Parto dall’ultima notizia ricevuta e torno indietro, dal momento che Noi non siamo complici e poche righe per farvi capire di chi scrivo e di chi smaltisce con Pari opportunità, donne uomini, persone nel fango e nella violenza, lucrando sulle loro disgrazie, come  il Potere mafioso delle chiese e delle parrocchie politiche insegna cosa  mostrare e cosa tacere, in tutte le 4 stagioni.

Una sera dei primi d’agosto 2009 Vittorio Addesso, ispettore-capo del Centro di identificazione per immigrati (Cie) di Milano, cerca di violentare Joy, una donna nigeriana, nella sua cella. Grazie all’aiuto di Hellen,  sua compagna di reclusione, Joy riesce a difendersi. Qualche settimana dopo nel Cie scoppia una rivolta contro le condizioni disumane di reclusione. In quell’occasione Joy, Hellen e altre tre donne nigeriane vengono ammanettate, portate in una stanza senza telecamere, fatte inginocchiare e picchiate violentemente. In seguito alla rivolta, a Milano si è svolto un processo contro 14 donne e uomini migranti, tra cui Joy e le altre.Durante una delle prime udienze, quando in aula entra Addesso per testimoniare, le/i migranti processati denunciano pubblicamente gli abusi quotidiani da parte di quell’ispettore-capo e Joy trova il coraggio di raccontare del tentato stupro. In seguito al processo, alcuni/e migranti, tra cui Joy e le altre nigeriane, vengono condannati a 6 mesi di carcere; altri a 9 mesi.  Le ragazze vengono separate e mandate in diverse carceri, in modo da isolarle e neutralizzare la forza che hanno saputo esprimere collettivamente… Segue intervista ed appello

Venerdì mattina 12 febbraio da un commento a una  nota su FB che  riporta un articolo del Manifesto: “Joy è stata prelevata (sequestrata) in nottata e trasferita al CIE di Modena. Stessa sorte probabilmente per Debby, sua compagna di cella.”

Giovedì 11 febbraio,ore 16,30: “Questa mattina il comune di Milano e la Ministra per le pari opportunità davano lustro a se stessi con un convegno dal titolo “sicurezza e aiuto” sulle azioni “di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne”. Sala strapiena, buona metà dei posti a sedere occupati da forze dell’ordine di vario tipo e grado in divisa da gran spolvero, moltissime donne, di quelle che ogni giorno si occupano concretamente di altre donne che hanno subito violenza, costrette a stare in piedi. Eravamo ben certe, anche visto il pubblico, che di “prevenzione” di quello che succede alle donne recluse nei CIE non si sarebbe affatto parlato, quindi al momento della tavola rotonda abbiamo alzato dei cartelli e la voce chiedendo conto delle violenze e delle molestie sessuali perpetrate da solerti funzionari delle forze dell’ordine all’interno del centro di e identificazione ed espulsione di via Corelli e distribuendo dei volantini di informazione sulla vicenda di Joy ed Hellen, tra gli applausi di molte delle donne presenti. A quel punto è intervenuta la digos che ci ha strappato i cartelli e ci ha spinte fuori per identificarci, non riuscendo però ad impedirci di terminare di volantinare e di rilasciare delle interviste a giornalisti presenti. Le “ospiti non gradite” si sono poi ripresentate a sorpresa con altri 200 volantini distribuiti alle donne in uscita al termine del convegno. Le donne che si sono incontrate al presidio del 25 novembre in piazza Cadorna e che vogliono rompere il silenzio di Milano sulle violenze nei Cie.

Giovedì 11 febbraio, da Monica Perugini”Questa mattina alle ore 11 ho  incontrato Priscilla nel carcere di Mantova, avendo chiesto al direttore di  entrare in quanto consigliere provinciale.  Sono  sette mesi che sta rinchiusa, senza nemmeno una visita.  Priscilla ha 22 anni, è nigeriana e la  storia la conoscete, domani esce per fine pena e non lo sapeva  neanche. Non sa nemmeno che cosa l’aspetta  d’ora in poi.  Abitava a Conegliano. Domani verrà trasferita, posta in carico alla Questura, ma poichè non ha i documenti il magistrato, sentita  l’assistente sociale, deciderà se rilascare il foglio di espulsione  e  dove farla “accogliere”. Probabilmente in un CIE. Esce dal carcere, per aver  scontato tutta la pena,  entra in un lager per venire espulsa. Eppure  contro la condanna è stato interposto appello e quindi la vicenda potrebbe essere considerata in itinere permettendo a Priscilla di restare in  Italia. L’amministrazione potrebbe disporre anche una forma di accoglienza reale  e non l’internazione in un altro centro d’espuilsione, dopo aver pagato a caro prezzo da Via Corelli in poi.  Vi aggiornerò sugli sviluppi di  queste ore.  Intanto vorrei che tutti coloro che si  sono fatti un’impressione consolidata dell’immigrato clandestino, proprio  come hanno  voluto questa legge, costume e consuetudine, possano  incontrare, un giorno, dietro le sbarre invalicabili di un carcere dove non sei  di nessuno, una cittadina come Priscilla.  Di certo qualche dubbio su  quanto hanno acquisito come convinzione,  sorgerebbe in loro. Ma non è così  perchè queste  ragazze che hanno avuto il coraggio di ribellarsi e denunciare stupri e  violenze nei CIE, sono state tolte dalla circolazione e attorno al loro è  stato alzato un muro di silenzio, tanto da non farle comprendere cosa significhi  che fuori delle altre donne si stanno interessando di loro e che fuori, la  stragrande maggioranza non conosce la loro storia.”

mercoledì 10 febbraio 2010 da Marginalia “ Per Joy, Hellen, Florence, Debby e Priscilla. E tutte le altre dannate della terra Ricorderete tutte/i come, dopo le rivolte di questa estate nel Cie milanese di via Corelli e il processo che ne seguì, le migranti e i migranti coinvolte/i furono sapientemente sparse/i in diversi carceri della penisola. Le cinque donne – Joy, Hellen, Florence, Debby e Priscilla – per scadenza dei termini della pena, dovrebbero essere “rilasciate” venerdì 12 dai carceri di Como, Brescia e Mantova, per essere probabilmente riportate in un Cie e poi “rimpatriate” . Per chi, nonostante qui l’avessimo documentata dall’inizio, non ha ben chiara tutta la vicenda, nell’impossibilità di scrivere ora una cronistoria rinvio ai diversi blog/radio/siti (e in primis noinonsiamocomplici) che stanno seguendo la vicenda passo passo e che indicano anche gli orari e i luoghi di ritrovo per la serie di iniziative previste venerdì mattina ( e per tutta la giornata, finché bisogna) sotto i suddetti carceri (e anche, in sostegno, altrove, come a Roma). Per il resto non avanzo ipotesi e per riflessioni, analisi, bilanci, rimando , nonostante una certa urgenza, a un prossimo futuro. Il momento esige cautela, e disgraziatamente su più fronti”.

E siccome siamo donne Aperte a dibattiti e processi, tra morte vive e Altre in mezzo,

e a quanto pare i vivi non ricordano

Siamo i genitori di Carmela Cirella, una ragazzina di tredici anni che il 15 aprile del 2007 è volata giù dal settimo piano di una palazzina del quartiere Paolo VI di Taranto, dopo aver subito diversi abusi e violenze sessuali da parte di individui certamente non degni di essere denominati come esseri umani, ma soprattutto dopo aver constatato sulla propria  pelle l’assoluta incapacità delle istituzioni, nel rispondere alle sue richieste di aiuto.”

“Gelsomina Verde avevi vent’anni torturata e ammazzata da quel fango che per molti non esiste e per altri è un bene. Mai nessuno stato medaglie ti darà, nessuna chiesa santa ti farà.”Gelsomina Verde era nata a Napoli il 1982 morta lì,  il 21 novembre 2004 “fu una vittima della camorra, torturata e uccisa a 22 anni nel pieno della cosiddetta faida di Scampia; il corpo venne poi dato alle fiamme all’interno della sua auto. Era il 21 novembre 2004…Si è ipotizzato che il cadavere della giovane donna, uccisa con tre colpi di pistola alla nuca dopo ore di torture, sia stato bruciato per nascondere agli occhi della gente le tracce dello scempio inflittole. Infatti, l’omicidio di questa giovane, colpì notevolmente l’opinione pubblica per le sue modalità efferate e per il fatto che Gelsomina era del tutto estranea alle logiche dei clan: operaia in una fabbrica di pelletteria, era solo stata legata affettivamente ad uno degli scissionisti, e la relazione si era interrotta alcuni mesi prima dell’assassinio della ragazza.”

Ho scritto e riportato quanto sopra, perchè oltre ad essermi state segnalate con urgenza le ultime notizie, c’è una sorta di lotta, che non va avanti con i clic, ma con amore tra donne e donne e i loro compagni, che fa scrivere ad un’amica che non ho ancora mai incontrata, la scorsa notte: *amica visto che tu hai le parole, che ne dici se ci pensi un pò  a questo, tempo permettendo(lo so che sei super incasinata)…?”…………….Il ruolo delle donne, madri, sorelle, figlie o mogli, è in questa fase diventata importante.Esse, infatti, rompono consuetudini, esprimono i loro sentimenti e le loro richieste in modo aperto, scrivono lettere personali ai propri mariti in carcere che vengono pubblicate. Nelle manifestazioni sono in prima fila e le più anziane cercano di liberare i ragazzi appena arrestati dalla polizia negoziando o fingendo di esserne le madri.Il regime da segni di paura di fronte alla costanza e alla determinazione di queste donne, proprio per questo bersaglio di attacchi, arresti e minacce.”baci e buona serata*

Si, ci si ribella e manifesta,  come domani 13 febbraio 2010 a Roma, dove torneremo, ironia della sorte, a Piazza Bocca della Verità: NO VAT Facciamo Breccia. Se vi siete annoiati, se avete trovato il testo pesante  e sgradevole, conservate solo quest’ultima notizia ma non inoltratela, già campeggia a livello nazionale. Auguri per San Valentino, ci teniamo anche noi all’Amore.

“Antonella Clerici indosserà le scarpe gioiello di Loriblu al 60/mo Festival di Sanremo che prenderà il via il 16 febbraio. Oltre sessanta sono i modelli realizzati a mano dalla celebre griffe marchigiana su misura per la conduttrice del Festival con cristalli swarovsky, strass e pietre preziose.”

La tamurriata si fa sempre più nero profondo.

Doriana Goracci

p.s. ” perchè i vivi non ricordano?”  viaggi fuori dai paraggi.


Donne in transito

http://www.forzearmate.org/sideweb/2009/rassegna-stampa/donna_soldato3--400x300.jpg

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El Salvador

salvador

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Nonostante tutto arriva Natale

http://www.sciechimiche.org/immagini/foto_scie_chimiche/babbo_natale_scie_chimiche.bmp

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Yes, sfollare e C.A.S.E. dell’Aquila

http://www.epicentrosolidale.org/wp-content/gallery/lastladies/foto8_0.jpg

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L’Aquila, “Villa Certosa o Palazzo Grazioli” lo sfollato chiede di abitare dal premier: “Non è una provocazione ma una richiesta legittima basata sulle dichiarazioni del presidente”

(ripreso con il taglia ed incolla dal sito (http://www.disinformatore.com)

siccome la notizia la si può leggere anche su LA JORNADA di ieri (http://www.jornada.unam.mx/ultimas/2009/08/14/victima-del-terremo-en-de-laquila-solicita-vivir-en-mansion-de-berlusconi)

ho pensato bene di postarla anche qui

Antonio Bernardini ha specificato nei moduli inviati a Comune e Protezione civile che come alloggio provvisorio vorrebbe una delle residenze di Berlusconi

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Chiare fresche e dolci acque, nucleari e clandestine

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La cronaca mi investe con la forza delle chiare  fresche e dolci acque nucleari, le pressioni e le depressioni che ne derivano e  che a quanto pare vedono Montalto  di Castro tra i 10 siti candidati per le prime quattro centrali che dovranno segnare la prima fase del ritorno del nucleare in Italia. “Il sito viterbese unirebbe la presenza dell’acqua di mare insieme alla scarsa sismicità”. Ad inizio del 2009, il destino era già chiaro, fuso e freddo,  su quali sarebbero stati i luoghi opportuni: ” Montalto, Trino, Caorso, Latina ritorno al passato per le centrali.

E ancora riporto: “La mappa della nuova Italia nucleare allo studio della Commissione Scajola è dunque ancora tutta da scrivere. Il ministro alle attività produttive ha assicurato di avere in tasca un elenco “segreto” di 34 comuni pronti a ospitare le centrali tra cui uno in Sicilia (pare nel ragusano) e uno in Sardegna. Ma a parte queste misteriose new entry, in pole position ci sono le stesse cinque aree – Trino Vercellese, Caorso (Piacenza), Montalto di Castro (Viterbo), Garigliano (Caserta) e Latina – dove vent’anni fa funzionava l’atomo made in Italy.

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Aprite il portafoglio all’Afghanistan all’Abruzzo alla Guerra

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Una cartolina che ancora conservo, edita in poche copie, mostra una signora che sbatte in faccia sulle gradinate della Borsa di Milano, la sua sporta, ad un signore degli Affari e sotto in grande: o la Borsa o la Vita. Ognuno può leggerla questa frasetta come crede, io ci rido ancora oggi, avendo passeggiato 30 anni per quei Mercati e non solo finanziari, vedetela come un film del 1933, o come il motto del rapinatore, o come ne scrissi l’11 ottobre 2008.

Ma andiamo ad aprire il Portafoglio e a vedere cosa ci troviamo, intanto con un video sulle spese militari, che non è recente ma in compenso tratta di una spesa aumentata, non solo per comprare il pane. Ricevo un po’ di conti da Ugo Beiso, che mi risulta essere solo un tecnico dell’ Ansaldo oltre che un attivista dei Diritti Umani, contro la guerra.

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L’Aquila, la gente mi chiede come sto. Come volete che stia? DI MERDA

http://vweiba.bay.livefilestore.com/y1py313__rAXE-369EzdbjLn-taj-eBknKIkEhIsGqanPszJ2Jew_KeFW3NSX4Y6HLSe6-FjAUZiVwyocpdm40b1wC’è poco da azzurrare le immagini, so bene che questa non è una notizia ma così è anche se non vi pare, da Laura Tarantino Università dell’Aquila.Vacanze…

Doriana Goracci

La gente mi chiede come sto. Come volete che stia? DI MERDA. Stiamo tutti di merda, 70.000 persone stanno di merda. Senza casa, senza la città, senza tessuto sociale, senza gli uffici. Molti di noi non rientreranno nella loro casa se non tra molti anni (me compresa), molti di noi non ci rientreranno più, perché la casa la hanno già perduta, o perché gliela stanno per abbattere. Tutti non rivedremo la città ricostruita prima di 7/8 anni, almeno. Le persone anziane rischiano di non rivederla mai più.

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L’abbiamo preso… il babau

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Alla questura di roma gongolano. L’abbiamo preso, dissero in tivu’. E l’hanno preso facendo il “porta a porta” – continuano – e sfido chiunque a non aver pensato al plastico di bruno vespa e alle analisi psichiatriche di mister ciuffo.

Gli ingredienti ci sono tutti. E’ il mostro d’estate romana. Lo esibiranno presto in quel grande circo che è diventata la capitale.  Zanne, corna, messe sataniche, occhi rovesciati, vomito verde e aramaico antico per il più grande esorcismo del mondo. … Leggi tutto

Luigia, aquilana in trappola per il G8

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Torna Luigia a scrivere: dove dovrebbe andare, lei in una tenda in Abruzzo, aspettando l’Evento G8 ?

Cosa non dovrebbe fare?

Mi chiedo se serve scrivere, inoltrare, arrivare a poche centinaia di persone, che quando aprono il pc, sempre che ce l’abbiano,  ne hanno piene le tasche di lamentele, appelli e lettere. Che senso ha continuare a farlo, quasi fosse un lavoro e neanche pagato per giunta?

Che senso ha comunicare, a chi e che cosa se tutto è già sotto ai nostri occhi, a portata di mano e di fiato?

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Viareggio: Persone Lavoro Petrolio liquefatto

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Quanto segue  mi è stato inviato da Vittoria Oliva, ex dipendente Fs e dalla vita non facile, in pensione da tempo.

Condivido integralmente quanto scrive.

Doriana Goracci

GPL, ossia:
"Il nome deriva dal fatto che i componenti sono in forma gassosa a temperatura ambiente ed a pressione atmosferica, ma vengono liquefatti a pressione secondo una logica di economizzazione del loro trasporto. Il vantaggio che si ottiene è di aumentare la densità del gas di circa 250 volte, riducendo così l’ingombro a parità di massa (e quindi di energia producibile): questa logica rende possibile l’utilizzo di contenitori a pressione di dimensioni tutto sommato limitate. Per dare un esempio, una bombola da 40 dm3 di metano contiene circa 6 kg di gas, compresso a oltre 20 MPa (200 bar); una bombola di pari volume di GPL ne contiene circa 20; di conseguenza l’energia fornibile è circa 3 volte superiore". Chiaro che di bombe si tratta:

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Cuba, l’altro mondo possibile

Scrivere di Cuba non è mai cosa facile soprattutto in occidente. Non ho la presunzione di affermare che il mio scritto sia la verità assoluta e nemmeno un’oggettività indiscutibile; è semplicemente ciò che ho visto, ascoltato, provato. Credo che per onestà intellettuale sia doveroso fare questa precisazione e non comportarsi come molti pseudo giornalisti della stampa italiana che denigrano l’isola riportando per filo e per segno la propaganda controrivoluzionaria, scrivendo spesso da Miami o Madrid e senza aver mai visitato il paese.

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Post Elezioni

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Pochi giorni fa ho avuto modo  di rivedere certe sequenze di Ieri oggi e domani, film del 1963 diretto da Vittorio De Sica vincitore dell’  Oscar al migliore film straniero nel 1965: 3 episodi di coppie “diverse”  interpretate da Sofia Loren e Marcello Mastroianni, girati a Napoli, Milano e Roma.

Mi hanno caricato di una tristezza infinita, uno scenario di un Italia che si arrangia, ruffiana, prolifica di figli usati come misura anticarcere, di clienti buoni, di signore e loro amanti, di intellettuali che non possono fare a meno di godere di tanto scenario.

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