Friday 25 May 2012, 06:34

Gli articoli con tag: " privatizzazioni "

Se in Perù le privatizzazioni uccidono come il terremoto (e scoprono le bugie delle imprese)

vzavala Il terremoto uccide. A volte uccide un po’ meno, come in Giappone, quando la società destina risorse alla prevenzione.

A volte però uccide anche il “sol dell’avvenire” delle privatizzazioni. E’ successo in Perù, dove il terremoto del mese scorso, che ha causato di suo centinaia di morti, ha prodotto il collasso totale de … Leggi tutto

Grillo, più Grillo e ancora Beppe Grillo

Dopo il mio articolo critico su Grillo e il V-day, e la prima raffica di commenti, ne è arrivata una ulteriore gran copia che vi sottopongo.

Con Gianni Giuliani, Paolo Roversi, Giannandrea Eroli, Sauro Polpettaus, Peppe Dantini, Leandro Rufini, Luca Mastellaro, Marco Drudi, Mirko Del Medico, Ciro Brescia

Paolo Roversi: Fresca la notizia del voto Fiom contrario all’accordo governo/sindacati su stato sociale e pensioni. Al di la de … Leggi tutto

Giù le mani da Beppe Grillo!

Con Marco Coscione, Mauro Pigozzi, Giovanni Morlino, Fabio Uli, Gigi Interesse con premessa mia

Gennaro Carotenuto: dei messaggi che seguono, tutti puntuali e utili, mi colpiscono due cose. La prima è quella che tutto vale pur di uscire dalla disperazione attuale. La seconda è che non essendoci un partito di “sinistra” che critica il sistema, allora questo vuol dire che la parola “sinistra” abbia perso di senso. Come se uno dovesse per forza di cosa aderire a qualcosa di esistente, e costruirlo apparisse un’impresa titanica.

Ripeto, per esempio, un’obiezione che ho espresso nel pezzo di stamane: se nessuno è colpevole prima della condanna definitiva, come si possono raccogliere firme … Leggi tutto

V-day, perché ci sono più spine che rose

Sabato pomeriggio chi scrive stava percorrendo l’A22 e poi l’A1 da Bolzano verso Firenze. Il caso ha voluto che passassi da Modena pochi minuti dopo la conclusione dei funerali di Luciano Pavarotti. In quel tratto d’autostrada, per alcuni minuti sono stato sorpassato da stormi di auto blu, auto di scorta, con sirene al vento. Sembravano incrociarsi tra loro, sorpassandosi in maniera acrobatica come fossero delle frecce tricolori di terra.

Andavo esattamente a 130 km all’ora e quelle auto blu volavano a 180 se non a … Leggi tutto

Cile, sciopero dei minatori precari per “il rame che fu nostro”

La Codelco (Corporación del Cobre) continua ad essere la maggior produttrice al mondo di rame, anche se le resta meno del 30% della produzione. Il resto è stato tutto privatizzato da Pinochet prima e dalla Concertazione poi. Da ieri, lunedì, 28.000 contrattisti sono in sciopero a tempo indeterminato, bloccando le due più importanti miniere al mondo, i giacimenti di Chuquicamata e El Teniente. Lo sciopero ha bloccato al 100% la produzione nella maggior parte dei giacimenti.

Una volta si lottava per la nazionalizzazione, adesso gli obbiettivi sono … Leggi tutto

Gennaro Carotenuto intervista Evo Morales: “il movimento indigeno è la riserva morale dell’umanità”

Il primo governo indigeno nella storia della Bolivia, ha vissuto pericolosamente il suo primo anno e mezzo di vita. Tra difficoltà ed errori, soprattutto sul fronte di un’Assemblea Costituente oramai in fase di stallo, e successi come quello della nazionalizzazione del gas, incontriamo Evo Morales, primo presidente indigeno del paese.

Gennaro Carotenuto intervista Evo Morales

Evo, come tutti lo chiamano, non è stato cambiato per nulla dal potere e continua ad essere lontano dallo stereotipo del capo di stato. Nonostante il decoroso giubbino che sostituisce la tenuta presidenziale all’occidentale dei suoi predecessori, continua ad essere il sindacalista che per una vita ha difeso quegli indigeni che da 5.000 anni in Bolivia coltivano la pianta di coca, la base identitaria della cultura andina.

La sua cultura continua ad essere altra, antitetica a quella Occidentale. Ascolta attentamente, parla piano, senza iattanza, con modestia. Il suo parlare è semplice, diretto, privo di retorica o artifici. Tanto la cultura aymara, alla quale appartiene, come la tradizione sindacale, fanno del dialogo, della trattativa, delle decisioni condivise che maturano lentamente, la base di ogni processo democratico. … Leggi tutto

Alejandro Peña Esclusa, Condoleeza Rice e Manuel Rosales; sveliamo i retroscena

Alejandro Peña Esclusa, uno dei partecipanti* di secondo piano al fallito colpo di stato dell’11 aprile 2002 a Caracas, del viaggio del quale in America ed Europa chi scrive ha dato conto qui, continua a millantare di essere il cugino della vergine Maria e i bollettini dal sito della sua organizzazione, Fuerza Solidaria, sono così trionfali da sembrare i cinegiornali Luce del ’42 o del ’43 sui trionfi della guerra fascista.

Contemporaneamente a tanti presunti trionfi, Peña Esclusa, è però molto preoccupato dal … Leggi tutto

Moises Naim, cosa hai da nascondere?

Questo pomeriggio, intorno alle 18.30 alla trasmissione di Radio1 Baobab si è parlato di Venezuela. Gli ospiti erano il deputato del PDCI Iacopo Venier e l’ex ministro dell’Industria venezuelano Moises Naim.

Naim ha vinto 4-0. Iacopo Venier ha detto una fesseria ogni 10 secondi, ha perfino parlato di “nazionalizzazione dell’agricoltura” ed è stato chiarissimo che non sapeva nulla di Venezuela e che tutto quello che affermava in favore di Chávez erano slogan ideologici senza alcuna consistenza. Moises Naim ha vomitato il suo consueto repertorio antichavista, giocando sporco come è illecito perfino ad uno che ha intitolato un libro Illecito. Ma c’è -come sempre- qualcosa che non quadra.

Caro Moises Naim, perché ometti sempre di dire che … Leggi tutto

Chávez, l’America Latina e la sconfitta del neoliberismo

Il dodicesimo trionfo elettorale di Chávez, il più chiaro e monitorato di tutti, ma soprattutto il discorso politico con il quale gli ha conteso la presidenza Manuel Rosales, un Achille Lauro venezuelano, testimoniano che l’agenda politico-economica latinomericana è definitivamente cambiata e che nessuno può più vincere elezioni proponendo liberismo economico.

CARACAS – Bisogna vederlo il popolo venezuelano festeggiare. Nel metro di Caracas un anziano sulla settantina, in testa un improbabile cappellino con il volto del Che, che copre una pelata color carbone, stringe il braccio di sua moglie. Gli occhi le brillano di felicità. Tiene a bada una nipotina minuscola … Leggi tutto

Lula: Voto di fiducia

Con il 61% dei suffragi e ben tre milioni di voti in più rispetto al 2002, 58 milioni, Luís Ignacio da Silva, Lula, è stato confermato presidente della Repubblica in Brasile fino al 2010, sconfiggendo il neocon Geraldo Alckmin.

"La democrazia si consolida nel paese" e "al primo posto verranno i poveri" sono alcune delle dichiarazioni del presidente confermato plebiscitariamente. Le quattro settimane trascorse dal primo turno hanno ampliato il divario tra Lula e il suo rivale e la statura politica del primo. Se la prima campagna era stata condizionata da … Leggi tutto

Gillo Pontecorvo, Sacco e Vanzetti

Ho un ricordo personale di Gillo Pontecorvo che voglio condividere. Al Genoa Social Forum, durante il G8 del 2001, avevo appena finito la mia relazione sulle privatizzazioni in Argentina. E’ mercoledì mattina e la festa non ha ancora lasciato spazio al dramma. Sono seduto al tavolo, mi bussano alle spalle, mi giro e si materializza uno dei miei eroi, proprio Gillo Pontecorvo. Si presenta -non ce ne sarebbe stato bisogno- e mi fa i complimenti.

La prima cosa che mi viene in mente con nientemeno che Gillo Pontecorvo davanti, è volermi levare una gran curiosità che mi inquieta da anni. Niente su "la battaglia di Algeri", niente su "Kapò"… ma "Sacco e Vanzetti". No, non il film di Giuliano Montaldo con Gian Maria Volonté, ma proprio Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. La curiosità concerne le memorie di un garibaldino … Leggi tutto

Brasile: così privatizzavamo

La notizia di oggi è che lo stato brasiliano potrebbe esigere dalla privatizzata "Companhia Vale do Rio Doce" la restituzione di circa 33 miliardi di Reais, circa 11 miliardi di Euro. Sarebbe ancora un accomodamento estremamente favorevole per quella che passerà alla storia come la madre di tutte le rapine (privatizzazioni) e che potrebbe portare in carcere per alto tradimento l’ex presidente fondomonetarista Fernando Henrique Cardoso.

Il nome "Vale do Rio Doce" non dice molto al pubblico europeo. Ma è la prima produttrice mondiale di ferro del pianeta e la prima di bauxite in America Latina, minerale del quale possiede l’11% delle riserve al mondo. Solo le riserve di ferro si calcola che dureranno per altri 400 anni e con Petrobras ed Embraer è tra le prime tre imprese esportatrici del Brasile, tutte privatizzate in epoca fondomonetarista. L’impresa privata, che ha fatto propria la concessione statale, è proprietaria di fatto di tutto il sottosuolo brasiliano e controlla tra le maggiori riserve del pianeta di ferro, alluminio, oro e altri minerali. E’ attiva in 19 stati, possiede 9.000 km. di ferrovie e controlla ben dieci porti movimentandovi il 39% del commercio estero del Brasile. E’ nella sostanza la terza impresa mineraria di tutto il pianeta.

LA MADRE DI TUTTE LE PRIVATIZZAZIONI (E TANGENTI?) Fernando Henrique Cardoso l’ex presidente fondomonetarista del Brasile, volle fortemente quella privatizzazione nel 1997. La "Vale do Rio Doce", nel 1996, aveva dato allo stato brasiliano utili netti per 6 miliardi di Reais, circa 2 miliardi di Euro, e gli utili erano in costante crescita ad una media del 13% l’anno. Era ed è l’impresa più redditizia di tutto il Brasile. Fu privatizzata per la cifra d’affezione di … Leggi tutto

La Rosa nel Pugno: arrivederci e grazie

Mi riempie di gioia e contribuisce alla speranza di stabilità del governo, il fatto che i radicali (nella foto Pannella in divisa da ustascia croato) siano andati malissimo. Al Senato non hanno avuto neanche un eletto e alla Camera sono stati marginalizzati dal premio di maggioranza.
Al Senato dunque non possono vivaddio fare danni. Anche i loro 14 deputati (tra i quali solo parte sono in quota radicale) alla Camera, non servono. Possono tornare armi e bagagli da dove erano venuti, ovvero a destra.

Quella della Rosa nel Pugno era un’operazione di Palazzo e probabilmente perfino di Servizi per inserire nel centrosinistra … Leggi tutto

La Francia è un paese comunista!

…e il primo ministro de Villepin si farà crescere i baffi come Stalin. Ci sono storie fantastiche, che ci fanno capire d’un colpo come ci vengono ammannite bugie, ci viene descritto a volte un mondo che non esiste.

Il contesto. La privatizzata italiana Enel voleva comprare la Suez, un’enorme utility anch’essa privata. Cosa c’è di strano nell’Europa del libero commercio? Delle frontiere cadute? Del primato delle privatizzazioni? Nulla di strano direte voi. Noi in Italia abbiamo privatizzato tutto e ci hanno spiegato che il governatore Fazio era cattivo perché difendeva l’italianità delle banche e al posto suo ci hanno messo un grande privatizzatore come Draghi.

Il fatto. Il primo ministro francese Dominique de Villepin, specchiato liberale, ha prontamente … Leggi tutto

I disinformatori antilatinoamericani di professione

Ogni giorno la stampa italiana ospita affermazioni false e tendenziose contro i governi progressisti latinoamericani. E’ solo un caso o è in corso una campagna di delegittimazione contro quello che per Donald Rumsfeld è l’ “asse del male latinoamericano da colpire”?

E’ quasi un appello: sul sito http://www.gennarocarotenuto.it si tenta di star dietro e di confutare le affermazioni false e tendenziose fatte quotidianamente contro i governi progressisti latinoamericani. Oggi per la Bonino che sul Corriere della Sera afferma che “in Venezuela non esistono istituzioni democratiche”. Ieri sul GR3 il neocon Pipes paragona Salvador Allende ad Adolf Hitler. L’altro ieri si fa affermare a Vargas Llosa l’astrusa teoria per la quale Evo Morales sarebbe un razzista. La settimana scorsa una macchinazione ha fatto il giro del mondo per presentare Hugo Chávez addirittura come antisemita. Nel mezzo si magnifica come novità l’elezione di Michelle Bachelet (la sua coalizione è al quarto mandato consecutivo) e si fa passare quasi sotto silenzio quella di Evo Morales (una svolta in tutti i sensi). La Repubblica si preoccupa per la sorte degli assassini di Ernesto Guevara: “processarli sarebbe una ritorsione” e Massimo d’Alema, quello stesso che difendeva Fernando de la Rúa quando questi fece sparare sulla folla a Buenos Aires, lancia accuse contro Nestor Kirchner o Hugo Chávez. Ma forse la perla di questo inizio d’anno è quella offerta dal settimanale L’Espresso.

Il settimanale storico della sinistra progressista italiana, nel numero del 19 gennaio 2006, commissiona … Leggi tutto