Thursday 09 February 2012, 19:07

Gli articoli con tag: " primavera latinoamericana "

El fascista Hugo Chávez: como en Europa se denigra la izquierda latinoamericana

La revista Limes, desde hace más de una década es la publicación periódica más importante de Italia dedicada a la geopolítica y una de las más reconocidas de Europa. Pertenece al grupo editorial L’Espresso, el más importante grupo editorial progresista del país. Es el equivalente al grupo Prisa, de España, que edita el diario El País. Y como el grupo Prisa, cuando se habla de gobiernos de izquierda en Latinoamérica, se comporta como otro grupo de derecha más. Lo grave es que la postura demonizante y falsificatoria del grupo L’Espresso se hace … Leggi tutto

Passaggio chiave in Ecuador, il paese ha detto “Sì” alla Costituente

Secondo i primi risultati il referendum sull’Assemblea costituente, tenutosi ieri, domenica 15 aprile, è stato un trionfo per il presidente Rafael Correa. I sì, sarebbero infatti il 78%, i no l’11.5% mentre le schede bianche o nulle sarebbero intorno al 10%. La partecipazione elettorale è stata superiore al 75%.

Dunque, come chiesto dal Presidente Correa, l’Assemblea avrà pieni poteri e dovrà entrare in carica entro cinque mesi e avrà poi 180 giorni di tempo per redigere la nuova costituzione e sottoporre la stessa al paese in un nuovo referendum.

In ballo da mesi c’era il non cadere nella cosiddetta "trappola … Leggi tutto

Alejandro Peña Esclusa, Condoleeza Rice e Manuel Rosales; sveliamo i retroscena

Alejandro Peña Esclusa, uno dei partecipanti* di secondo piano al fallito colpo di stato dell’11 aprile 2002 a Caracas, del viaggio del quale in America ed Europa chi scrive ha dato conto qui, continua a millantare di essere il cugino della vergine Maria e i bollettini dal sito della sua organizzazione, Fuerza Solidaria, sono così trionfali da sembrare i cinegiornali Luce del ’42 o del ’43 sui trionfi della guerra fascista.

Contemporaneamente a tanti presunti trionfi, Peña Esclusa, è però molto preoccupato dal … Leggi tutto

Guadalupe Larriva

Guadalupe Larriva, rivoluzionaria ecuadoriana, è stata per appena una settimana Ministra della Difesa di quel paese dove si è appena insediato un nuovo governo popolare, vicino alla Bolivia, al Venezuela a tutta la primavera latinoamericana. Guadalupe Larriva era una delle sette donne ministre nel nuovo gabinetto e la prima donna ministra della difesa. Guadalupe, è morta in un incidente di elicottero, proprio nelle vicinanze della base di Manta, utilizzata dagli Stati Uniti per fomentare la guerra civile in Colombia e per la quale il governo il governo di Rafael Correa vuole rinegoziare i rapporti. Costernati, preoccupati, preferiamo pensare che sia stato un incidente.


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Pinochet, il sadico che spense la primavera

Oggi è un giorno triste per la storia del Cile e soprattutto per la giustizia cilena. Il più grande criminale nella storia di quel paese e forse dell’intera America Latina, Augusto Pinochet Ugarte, è morto nel suo letto. Per i 3.500 desaparecidos, per le decine di migliaia di torturati e prigionieri politici, per il mezzo milione di esiliati non ci sarà mai giustizia.

In un conato di dignità il governo concertazionista, che pure ne ha discusso per tempo spaccandosi, ha annunciato che non ci sarà né lutto nazionale né funerale di stato. Con quello che passa il convento nel Cile del 2006, tiriamo un sospiro di sollievo e restiamo quasi stupiti per la buona novella.

Pinochet il sadico, quello che ordinava di torturare infilando topi nelle vagine delle prigioniere politiche, è morto nel suo letto senza essere mai stato neanche per un’ora in carcere.

Pinochet il traditore, che si finse fedele al Presidente Salvador Allende fino all’ultimo istante, è morto con qualche vescovone che gli impartiva i sacramenti.

Pinochet il ladro, forse solo Francisco Franco e Ferdinando Marcos rubarono come lui, che faceva girare su oltre cento conti correnti statunitensi le centinaia di milioni che sottraeva a … Leggi tutto

Pinochet, el sádico que apagó la primavera

Hoy es un día triste para la historia de Chile y de la justicia chilena. El más grande criminal en la historia del país y quizás de toda América Latina, Augusto Pinochet Ugarte, se murió en su cama. Para los 3.500 desaparecidos, las decenas de miles de torturados, para el medio millón de exiliados, nunca habrá justicia.

En un sobresalto de dignidad el gobierno concertacionista, que lo discutió durante tiempo dividiéndose, anunció que no habrá duelo nacional ni funeral de estado. Con lo que pasa en Chile en 2006, hasta uno queda sorprendido por la buena noticia.

Pinochet el sádico, el que ordenaba torturar insertando ratones en las vaginas de las presas políticas ha muerto en su cama sin haber estado ni una hora en la cárcel.

Pinochet el traidor, que se fingió fiel al Presidente Salvador Allende hasta … Leggi tutto

Su Daniel Ortega, Sergio Ramírez e gli interessi dei media europei contro l’America Latina progressista

Come avevo preannunciato, l’aggiornamento del sito girando per cyber messicani, mi risulta molto difficile. Anche se con gli accenti acuti voglio però puntualizzare alcune cose. A presto articoli da e sul Messico, López Obrador, zapatismo, Oaxaca…

Su tutta la stampa di centrosinistra mondiale ha imperversato in questi giorni Sergio Ramírez, ex-dirigente sandinista, con una dichiarazione facilmente riassumibile in “il trionfo di Daniel Ortega è la cosa peggiore che potesse succedere al Nicaragua”. Non importa quanto apodittica sia questa dichiarazione, e non importa preoccuparsi se gli altri candidati fossero effettivamente migliori di Daniel Ortega. Non importa neanche capire perché dopo 16 anni di neoliberalismo spietato (il migliore dei mondi possibili), che ha costretto all’emigrazione il 10% della popolazione, distrutto quel poco di servizi lasciati dalla rivoluzione, e lasciato nell’inedia il 70% della popolazione nicaraguense, finalmente la popolazione nicaraguense abbia detto BASTA a 16 anni di neoliberismo. L’importante è che a far dire che Daniel è il peggio del peggio si trovi disponibile qualcuno che si considera “di sinistra”.

Per le elezioni venezuelane del prossimo 3 dicembre sta già scaldando i motori Teodoro … Leggi tutto

Lula e Chávez, insieme verso la vittoria, mentre le ragioni latinoamericane emergono all’ONU e alla Farnesina

Sia Hugo Chávez che Lula da Silva corrono verso una trionfale riconferma elettorale. Per Lula è la consacrazione dopo essere stato costretto al ballottaggio da giochi sporchi. Per Chávez, atteso il 3 dicembre alla riconferma, non c’è proprio storia: è lui il leader della Rivoluzione bolivariana ed ha almeno il doppio dei voti del suo rivale. E intanto la Farnesina, per fare il proprio interesse nazionale, e non votare contro il Venezuela all’ONU, sta facendo infuriare Washington.

Ci siamo. Mancano sei giorni alla rielezione di Lula da Silva. Gli ultimi sondaggi (Ibope e Datafolha) lo danno tra il 57 e il 62% dei voti, con oltre il 20% di vantaggio sul candidato delle destre Geraldo Alckmin fermo intorno al 38%. Il presidente operaio (ma presidente operaio davvero) aveva mancato l’elezione al primo turno per pochi decimali di punto e solo a causa di un dossier quasi certamente confezionato per danneggiarlo da servizi segreti deviati. L’8% di voti raccolti da candidati alla propria sinistra (da Heloisa Helena e Cristovam Buarque) riconfluiscono in gran parte verso Lula, che mostra di poter recuperare anche … Leggi tutto

América Latina, llega la mano pesada de la derecha

originale in italiano qui

Desaparecidos, falsos dossier, servicios secretos en acción, fraudes electorales, la batalla en la ONU, un golpe de estado inminente en Bolivia y la vida amenazada de militantes y dirigentes politicos. Para la primavera latinoamericana llega la hora de ponerse a la prueba contra la reacción.

La primavera latinoamericana, a más de alguno, le había parecido una fiesta. Los movimientos sociales se transformaban en gobiernos de manera tan fácil que hacía dudar de porque no hubiese sucedido antes. Presidentes elegidos por casualidad, como el argentino Nestor Kirchner, se revelaron capaces de agregar consenso y cancelar la impunidad. Movimientos radicales- hijos de ancestrales sacrificios- como los sin tierra brasileros … Leggi tutto

Commercio Sud-Sud: il gas all’Argentina è il carburante della nuova Bolivia di Evo Morales

Un gigantesco accordo commerciale è stato firmato ieri a Santa Cruz de la Sierra dal presidente boliviano Evo Morales e dal suo omologo argentino Nestor Kirchner. Nei prossimi venti anni l’Argentina acquisterà 17 miliardi di dollari di gas boliviano, il quintuplo di quanto ne acquistava finora e pagandolo a un prezzo equo e solidale del 43% in più. E’ un altro esempio di integrazione regionale latinoamericana e di come il commercio Sud-Sud cambia il mondo e sconfigge il colonialismo.

Per Evo Morales è un accordo strategico che lo leva dall’angolo nel quale si era trovato dopo gli scontri tra minatori statali e cooperativisti, ne rilancia immagine, azione politica e credibilità e allontana il golpismo strisciante dell’opposizione e delle multinazionali. Per Nestor Kirchner è un’alternativa di lungo periodo nella politica energetica del paese ed una scelta di campo nello schierarsi chiaramente a fianco di un governo amico in difficoltà e riconfermare la centralità delle imprese pubbliche latinoamericane in campo energetico.

Nei prossimi vent’anni la Bolivia arriverà a fornire 27,7 milioni di metri cubi di gas al giorno all’Argentina. Lo farà attraverso un accordo tra le imprese pubbliche dei due paesi, la YPFB boliviana e l’Enarsa argentina. Sono esattamente 20 milioni di metri cubi in più -oltre il quintuplo- rispetto a quanto l’Argentina acquistava … Leggi tutto

E se Rosales sparisse? Dubbi sulle elezioni venezuelane

Antonio Pagliula: Solo pochi giorni fa avevo letto un interessantissimo articolo di Gennaro Carotenuto sulle elezioni venezuelane (America Latina, arriva la mano pesante delle destre). [Ho poi assistito] al dibattito con Alan Woods sul Venezuela a Milano, e molti sono stati gli spunti di riflessione. In particolare sono rimasto colpito da una domanda rivolta ad Alan Woods a fine incontro da un gruppo di cittadini venezuelani che avevano assistito … Leggi tutto

America Latina, arriva la mano pesante delle destre

Desaparecidos, dossier falsi, servizi segreti in azione, brogli elettorali, la battaglia all’ONU, un colpo di stato imminente in Bolivia e la vita minacciata di militanti e dirigenti politici. Per la primavera latinoamericana arriva l’ora della prova contro la reazione.

este articulo en español aquí

La primavera latinoamericana a più d’uno era sembrata una festa. I movimenti sociali si facevano governo in maniera così facile da far dubitare del perché non fosse successo prima. Presidenti eletti per caso, come l’argentino Nestor Kirchner, si sono rivelati capaci di aggregare consenso e cancellare impunità. Movimenti radicali -figli di atavici sacrifici- come i senza terra brasiliani, fanno prudentemente politica. Perfino un colpo di stato organizzato con tutti i sacri crismi, quello dell’11 aprile 2002 a Caracas, è stato spazzato via dalla democrazia partecipativa della rivoluzione bolivariana. A Mar del Plata, a fine 2005, movimenti popolari e nuove classi dirigenti hanno gridato, insieme ai governi, un inaudito “no” all’ALCA e a George Bush. Argentina e Brasile hanno chiuso i loro conti con l’FMI: non vogliono più consigli interessati e l’integrazione regionale disegna un continente che mette finalmente al primo posto l’inclusione sociale.

Le destre di sempre hanno incassato colpi, via via più concreti, al privilegio e all’impunità. Ma il 2006, anno elettorale fondamentale, sta dando segnali di una sistematica reazione sotto forma di una nuova guerra sporca. Non può esserci ancora un nuovo Piano Condor, ma i segnali sono molteplici, diseguali, mutevoli eppure omogenei, e da non sottovalutare … Leggi tutto