Friday 25 May 2012, 06:33

Gli articoli con tag: " pregiudizio "

Ladri di bambini, gagè…

Quì c’è una piccola ricerca a livello universitario del Dipartimento di Psicologia e Antropologia culturale dell’Università di Verona, commissionata dalla fondazione Migrantes http://www.migrantes.it/.

Qualcuno disse: “Sinite parvulos venire ad me”…Da chi non spera nel Regno dei Cieli ma nella dignità della persona in Terra. Passo… … Leggi tutto

Italia razzista nel rapporto Raxen: un caso ogni 43 ore, 13 morti in un anno

Razzismo-italiano Gli strumenti esistono. Chi si domanda se c’è un’ondata di razzismo in questi giorni, chi risponde che non si può parlare di razzismo, chi semplicemente non sa come valutare i fenomeni di questi giorni può dare un’occhiata al rapporto RAXEN curato dall’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Ue e che esiste dal 2002.

Ebbene nel periodo dell’ultimo studio, tra il settembre 2005 e il settembre 2006 gli episodi comprovati di razzismo commessi da cittadini italiani verso cittadini extracomunitari sono stati 203, uno ogni 43 ore. In almeno 13 casi la discriminazione razziale è stata in tutto o in parte causa della morte dell’immigrato.

Forse, anzi sicuramente, la situazione nel frattempo è peggiorata, ma chi scrive o afferma che l’Italia non è razzista o che degli episodi gravi di questi giorni non vi fossero le avvisaglie o non sa di cosa parla (e allora dovrebbe stare zitto) o sta mentendo.

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Matteo Salvini

lega_nord MATTEOSALVINI Ho appreso con sincera preoccupazione che l’Onorevole Matteo Salvini, della Lega Nord, dichiari di essere padre di un bambino di cinque anni.

Salvini, per capirci, è quel ragazzotto esagitato che strepita in un italiano incerto e che va in giro in maglietta anche a Natale perchè evidentemente trasuda odio bollente da tutti i pori.

Salvini, per difendere la schedatura su base etnica dei bambini rom, ha detto che quello del razzismo è un alibi e quindi domattina stesso porterà il suo bambino in Questura a fargli prendere le impronte digitali.

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Schiave di giorno: ci educano così

Tratto da  http://femminismo-a-sud.noblogs.org

Lo stalking è reato. Parola di Mara Carfagna. Il consiglio dei ministri ha licenziato il disegno di legge che se la prende con gli atti persecutori. Come era prevedibile circoscrive tali atti esclusivamente in un’area esterna alle convivenze tant’e’ che definisce i luoghi di indagine: le telefonate, che dovranno essere monitorate tramite intercettazioni. Domanda: ma non si era detto che le intercettazioni per reati che prevedevano una pena inferiore ai dieci anni non dovevano più essere consentiti? Da questo disegno di legge si direbbe di no e qui inizia la confusione. … Leggi tutto

La Sandalite mentale dei media e il colonialismo mentale dell’opinione pubblica (di sinistra)

khasgara1 Avete letto tutti di Roberto Sandalo. Lugubre personaggio come sicario rosso di Prima Linea, lugubre personaggio come pentito ad orologeria, lugubre personaggio come Guardia padana (le tragedie si ripetono in farsa) e lugubre personaggio come terrorista cristiano anti-islamico. Probabilmente per Umberto Bossi e Roberto Calderoli Sandalo è un eroe (spero che nessuno lo difenda da sinistra, ma oramai siamo preparati al peggio), come lo stalliere mafioso Mangano lo è per Marcello dell’Utri e Silvio Berlusconi.

Avete visto tutti le ondate di solidarietà filotibetane, spesso giustificate, e le puntualizzazioni, spesso giuste, sulle bugie che dicono i cinesi. Avete visto tutti che ieri nel remoto Xinjiang, 72 ore di treno da Pechino (almeno quando ci sono stato io), sono stati arrestati 45 disgraziati con accuse di terrorismo che in Cina valgono una pallottola nella nuca senza guardare per il sottile.

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Si estende lo scandalo: anche gli studenti italiani beccati a fare sesso in mezzo a mamma e papà

27022008 Straordinario il giornalismo partecipativo, quello di questo sito e in generale. Dunque era vero quello che era stato qui segnalato da Massimo Lauria, ovvero che la campagna dell’UNEF francese era uguale ad una dell’UDU (Unione degli Universitari) italiana, addirittura del 2000 e poi segnalataci sempre qui da Marco Drudi!

Dunque in Italia era già passata senza particolare scalpore e senza ottenere i risultati che invece sembra adesso raggiungere. Noto per inciso e con sgomento che nel 2000 governava in Italia il centro-sinistra mentre in Francia regna la destra di Nicolas Sarkozy. Andiamo a sfogliare i programmi 2008?

Noto anche due ulteriori cose.

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Zapatero punta sull’Argentina, e tu Walter Veltroni?

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Un’immagine della campagna elettorale del PSOE spagnolo a Buenos Aires per le elezioni del 9 marzo ci dà una notizia e ci ricorda un problema. I 260.000 gallegos (così vengono chiamati tutti gli spagnoli d’Argentina, anche se vengono dall’Andalucia o dal Levante) sono molto coccolati tanto da José Luís Rodríguez Zapatero come da Mariano Rajoy (il candidato del PP) e potrebbero essere decisivi su chi governerà la “madre patria” per i prossimi quattro anni.

Decisivi? Vi ricorda qualcosa?

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Voglio un aereo per la nuova zelanda

Ci sono notizie talmente disperanti che non meritano commento e fanno solo venir voglia di non guardare più l’Italia nemmeno per sbaglio. Quella che segue è una di quelle. Esagero ? Giudicate voi, la chicca che segue è presa pari pari nientemeno che dal sito del nuovo PSI

Veltroni e Berlusconi insieme rendono omaggio a Craxi

Il 24 gennaio presso il cinema Embassy via Stoppani 7 – Roma ore 21,30 ci sarà la presentazione del Film su Bettino Craxi LA MIA VITA E’ STATA UNA CORSA ,organizzato dalla Fondazione Craxi; si entra mediante prenotazione .
E’ prevista la partecipazione di Silvio Berlusconi e di Walter Veltroni. Un anno fa sarebbe stato inimmaginabile che i leaders dei due più importanti Partiti si sarebbero trovati a rendere insieme omaggio al più grande uomo politico italiano del dopoguerra.
Ed è sintomatico che ,proprio nel nome di Bettino, Veltroni e Berlusconi si stiano adoperando di superare gli odi ed i rancori di tangentopoli e di creare le condizioni per svelenire finalmente un rapporto dialettico fra forze avversarie che è stato sino ad ora basato sulla infausta ,reciproca delegittimazione politica .L’Italia nata con tangentopoli,come ormai è evidente a tutti , va a pezzi ed affonda negli scandali , nell’immondizia e nel disonore .
Veltroni e Berluscono (ma anche Bertinotti e Casini) cercano di mutare il quadro politico . Si sta positivamente modificando il rapporto fra forze , che devono essere avversarie ma non nemiche , e che è ancora in parte basato sulla reciproca ,perniciosa esecrazione politica.
Nello scontro frontale fra schieramenti contrapposti trova spazio il potere di interdizione e di ricatto di inutili groppuscoli politici che ,sia con il precedente governo che con l’attuale , hanno bloccato ogni possibilità di riforme , impegnandosi a sabotare , per criminale opportunistico interesse o per demenziale pregiudizio ideologico , ogni iniziativa positiva ; e questo unicamente in nome della loro sopravvivenza.

E’ ormai convinzione della stragrande maggioranza degli italiani ,che sono stanchi degli inconcludenti rituali politici e degli insopportabili giochi di potere , che sia necessario un governo forte politicamente ed elettoralmente, in grado di affrontare in maniera decisa i problemi del Paese e quiondi di resistere alle pressioni dei centri di potere finanziario ,delle corporazioni e dei sindacati cileni che trovano facile sponda sopratutto nei partitucoliCome sostengono Veltroni e Berlusconi , è diventato prioritario varare una riforma elettorale che sgombri anzitutto il terreno dai partitucoli parassitari e ricattatori,sia a destra che a sinistra , gestiti da voraci nomenclature che cercano di ingannare gli elettori agitando simboli che non appartengono loro (compreso la gloriosa bandiera del PSI ed il garofano).
Deve essere questo,come afferma Franceschini, il primo passo per arrivare alla costituzione di una REPUBBLICA PRESIDENZIALE alla francese .

Storia dei rifiuti in Campania, uno straordinario documento

Chi ha più responsabilità per il disastro ambientale campano? La politica campana, le gestioni commissariali, la camorra, i cittadini, le grandi imprese del Nord che hanno largamente approfittato?

La storica piemontese Gabriella Gribaudo pubblica in anteprima per la rivista de Il Mulino la storia di 14 anni di crisi. Un saggio di 20 pagine da stampare e da leggere con tutta calma. Ne emergono i cittadini come vittime, nonostante il facile pregiudizio razzista antinapoletano diffuso nel paese e la magistratura come ultimo baluardo. Ma ne emergono anche le gravissime responsabilità della politica e del clientelismo, lo scandalo nello scandalo delle gestioni commissariali, ma soprattutto il ruolo nefasto e decisivo di uno dei più grandi poteri della nazione, il gruppo FIAT, che con l’Impregilo ne emerge come il vero cuore dello scandalo.

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Ratzinger, Galileo e la Sapienza, il sasso nel pantano

PAPA__CE--180x140 Pare brutto in società dire a qualcuno "no, tu no". E’ sconveniente dirlo ad un potente, tanto più se si chiama Joseph Ratzinger e di mestiere fa il papa di Santa Romana Ecclesia. E’ controproducente visto che ti mettono subito il bollino blu (o nero) dell’intolleranza e dicono che lui, qualunque cosa dica, è messaggero di pace.

Ma qualcuno doveva gettare il sasso nel pantano di questo paese. Questo paese resta perfino sorpreso che qualcuno possa essere in disaccordo con una delle confessioni (senz’altro la maggiore) praticate in questo paese dove c’è libertà e parità di culto ma anche di non culto. Lo ha testimoniato il balbettio di Walter Veltroni di fronte alle bacchettate a sangue dell’altro giorno. Lo testimonia che un ministro del Partito Democratico, Livia Turco, parteciperà stasera alla veglia (di preghiera?), indetta da Giuliano Ferrara contro l’offesa (sic!) arrecata al papa dai firmatari dell’appello.

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Pubblicità e razzismo in America latina. Spunti per una possibile ricerca

Anticipo in forma ridotta un mio saggio di prossima pubblicazione

Nino_disparando Visto dalla remota Europa lo stereotipo di bellezza femminile nel continente meticcio per eccellenza, l’America latina, è quello degli occhi neri, dei capelli crespi e della pelle abbronzata. È l’America morena letteraria di Teresa Batista o di Donna Flor del bahiano Jorge Amado. Visto dallo show business e soprattutto dal sistema pubblicitario latinoamericano, invece, lo stereotipo di bellezza è quello occidentale, anoressico, biondo e dagli occhi azzurri. Tale divaricazione non è ininfluente e la pubblicità appare mettere in scena e contribuire a legittimare l’apartheid e la sottomissione culturale al bianco delle maggioranze meticce, indigene e nere.

Se leggi, costituzioni, società e perfino la vita quotidiana rendono la discriminazione in America latina né onnipresente né inevitabile, il mondo della pubblicità nella regione, in maniera più marcata rispetto ai sistemi televisivi in generale, rappresenta invece un baluardo della separatezza. È un mondo di creoli che rappresentano se stessi anche quando devono vendere prodotti ai non creoli, autocompiacendosi fino a considerare e presentare la bianchezza della pelle come garanzia del successo di un prodotto. È difficile capire dove finisca l’ottusità discriminatoria e dove comincino le finalità politico-ideologiche di controllo sociale. Appare però evidente che le logiche che si celano dietro la presunta neutralità delle logiche commerciali vadano ben al di là degli interessi commerciali stessi.

Ben diversa è infatti la situazione negli Stati Uniti. Il mercato dei consumatori ispanici muove

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A proposito di aborto: un’ intervista a Stefano Rodotà

«Politici, liberateci dalla vostra coscienza»

«La polemica sull’aborto non è solo una trappola tesa al governo, ma è sintomo della regressione culturale e politica che anche la sinistra vive». Parla Stefano Rodotà

«Il punto non è rispettare l’intima convinzione dei politici, ma avere leggi che rispettino la libertà di agire di ciascuno di noi davanti alle decisioni importanti della vita»

Eleonora Martini

Non la considera una provocazione, una trappola tesa alla maggioranza di governo. Stefano Rodotà, giurista ed ex garante della privacy, crede invece che sia giusto valutare … Leggi tutto

Campagna contro il pregiudizio nei confronti dei Rom

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Le “cazzate” di Rutelli, di Gianni Minà

Se dovessimo fare una rubrica giornaliera sulle “cazzate” che i politici italiani dicono ogni giorno a beneficio del teatrino mediatico della politica, dovremmo stare al computer 24 ore su 24. Ma ci sono alcune di queste esternazioni che proprio ti obbligano a rispondere per un elementare senso di giustizia.
Oggetto di questi interventi solitamente di ex comunisti o radicali pentiti, sono sempre più spesso nazioni come Cuba, il Venezuela e ora anche la Bolivia e l’Ecuador, colpevoli solo di aver scelto, ultimamente, un destino e un futuro diverso da quello loro concesso dagli Stati Uniti o dalle multinazionali occidentali. Una linea uguale a quella adottata anche dal Brasile, dall’Argentina, dall’Uruguay, ma messa in atto in modo più drastico e definitivo.
L’ultima di queste “cazzate” l’ha sparata il ministro dei Beni culturali del nostro paese, Francesco Rutelli che, in maturità, dopo una scapigliata gioventù con il radicale Pannella, si è scoperto in linea con la parte più intransigente della Chiesa, accanto alla radicale cattolica Binetti.
Lunedì 10 dicembre, in una intervista a “Repubblica”, Rutelli, difendendo la decisione della Binetti stessa di sfiduciare il governo della coalizione di cui fa parte, non approvando un articolo del pacchetto sicurezza che stigmatizzava l’omofobia, ha dichiarato con supponenza: “Mobilitiamoci invece contro le condanne a morte di omosessuali nel mondo, da Cuba all’Iran”.
Ora, per quanto riguarda l’Iran, la notizia è drammaticamente vera, ma per quanto riguarda Cuba, assolutamente falsa. E l’aver associato Cuba all’Iran fa solo capire quanto il desiderio di essere proni verso le politiche degli Stati Uniti, sconfini nel ridicolo per molti dei nostri disinvolti politici. Come nell’Italia degli anni ’70 dove il professor Braibanti veniva condannato per plagio (un reato che non esiste) da un tribunale italiano perché aveva un rapporto omosessuale con un suo allievo, anche Cuba ha vissuto in quella stagione contraddittoria della sua storia un periodo di pregiudizio verso il problema. Ma se Rutelli avesse l’abitudine di informarsi quando pontifica, saprebbe che non solo quell’epoca è superata da tempo (come dieci anni fa dimostrò il film “Fragola e cioccolato” vincitore anche del festival dell’Avana) ma che addirittura, rispetto all’omosessualità e alla libertà di praticarla, a Cuba c’è un approccio molto più liberale rispetto alla società italiana.
Il Parlamento cubano ha recentemente varato una legge che consentirà ai transessuali di cambiare sesso. E come tutta la sanità, anche l’operazione chirurgica e l’assistenza psicologica sono gratuite. Si sta inoltre cominciando a discutere sull’opportunità di legalizzare i matrimoni gay, ma soprattutto le unioni consensuali che, anche fra le coppie eterosessuali, considerate le tradizioni e le abitudini della gente, sono molto più frequenti. Il cambio d’identità sui documenti, inoltre, è da tempo possibile.
Infine, sempre perchè il nostro ministro della Cultura non ne “spari” un’altra a breve, gli ricordiamo che Cuba, per anni, ha rispettato la moratoria sulla pena di morte, mentre il boia, negli Stati Uniti, non si fermava. Purtroppo la Rivoluzione ha interrotto questa meritoria scelta una volta, quando nel 2003, tre dirottamenti aerei e l’assalto ai turisti di un ferry boat della baia dell’Avana da parte di un gruppo che voleva sequestrare l’imbarcazione per andare a Miami, fece intendere al governo che era in atto l’ennesimo tentativo degli Stati Uniti di farla finita con la Rivoluzione. Tre del gruppo dei sequestratori furono fucilati. Da allora, però, la moratoria sulla pena di morte è stata nuovamente rispettata fino ai giorni nostri.
E’ sufficiente che Rutelli, prima di parlare su questi argomenti, chieda informazioni a Amnesty International che nell’ultimo rapporto sui diritti umani, dedica nove pagine agli Stati Uniti e tre a Cuba.

dal sito di Latinoamerica

Ma se l’uomo morde il cane non fa notizia? La torbida xenofobia dei media italiani

Cosa succederebbe in Italia se un pregiudicato romeno ubriaco investisse sulle strisce una signora italiana con due bambini e la riducesse in fin di vita? La risposta è facile, diverrebbe in un lampo prima notizia su tutti i media e molti sciacalli sarebbero pronti a organizzare fiaccolate, a chiedere mano dura, espulsioni e a fare passeggiate vestiti come Humphrey Bogart. Cosa succede se avviene il contrario? Questa settimana ne abbiamo avuto una ATROCE dimostrazione pratica. E i media italiani ne escono in maniera vergognosa.

La storia, nella sua crudezza, è semplice. Il giorno 20 novembre in pieno giorno, nella città di Roma, la cittadina rumena Marinela

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