Wednesday 08 February 2012, 04:02

Gli articoli con tag: " PRD "

Oaxaca: lo stato delle cose dove sarebbe stato sequestrato Davide Casinori

Di fronte al selvaggio assalto da parte di paramilitari ad una carovana di movimenti sociali a San Juan Copala, ripubblico il reportage di fine gennaio da me realizzato a Oaxaca, completamente dimenticata dai media nonostante la repressione non si sia mai fermata. Oggi se ne parla solo perché sarebbe stato sequestrato (notizia poi smentita) un militante italiano e assassinato un finlandese. Fino a quando farà notizia solo il Venezuela e mai il Messico o la Colombia?

OAXACA – Tre anni dopo le grandi proteste dell’Assemblea popolare dei popoli di Oaxaca (APPO), repressa violentemente dai sicari del governatore del PRI Ulises Ruiz, che causarono più di 20 morti, e con l’intera capitale occupata come in un assedio medievale dall’esercito federale, questo stato meridionale del Messico si approssima alle elezioni del nuovo governatore il prossimo 5 luglio. Ruiz, dopo anni di appropriazioni indebite dalle casse dello Stato, appare ancora più forte tanto a livello locale come nazionale, dove è uno dei simboli del revanscismo priista che punta a tornare a governare il Messico (dopo averlo fatto per 70 anni fino al 2000) approfittando della crisi del PAN di Felipe Calderón. Invece i movimenti social e tutta la sinistra, che continuano a subire una brutale e silenziosa repressione, hanno perso forza e sono divisi tra un’ala dura e un’altra dialogante accusata dalla prima di essersi fatta cooptare e a volte comprare dallo stesso governo. Quello che si vede visitando Oaxaca oggi è una sorta di “meno male che Ulises c’è”.

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(REPORTAGE) – Ciudad Juárez: Viaje al fin del neoliberalismo

Juarez3El sueño de la industrialización neoliberal se transformó en pesadilla. Ciudad Juárez, la de las maquiladoras y los feminicidios, frontera entre el norte y el sur del mundo, es hoy la ciudad más violenta del planeta. En los últimos dos años la guerra entre narcos, en la que está involucrado el ejército, ya causó 4.600 muertos y 100 mil refugiados.

Por Gennaro Carotenuto y Chiara Calzolaio desde Ciudad Juárez para Brecha

LLEGANDO A CIUDAD JUÁREZ desde el sur, la última hora de avión muestra con creciente angustia uno de los desiertos más áridos del mundo. No era así antes, cuentan los pocos lugareños autóctonos. Juárez tenía 30 mil habitantes en 1930, 300 mil en 1970, 1,5 millones en 2000, y perdió varias batallas por el control del agua del Río Bravo con El Paso, que desde 1848 pertenece a Texas.

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REPORTAGE – Ciudad Juárez: viaggio al termine del neoliberismo (ultima parte)

Juarez5 Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo. Ciudad Juárez, frontiera tra il nord e il sud del mondo, la città delle “maquiladoras” e dei femminicidi è oggi la città più violenta del pianeta. Negli ultimi due anni la guerra tra narcos, nella quale è coinvolto come parte in causa l’esercito messicano, ha già causato 4.700 morti e 100.000 rifugiati.

Terza e ultima parte, la prima parte può essere letta qui, la seconda qui.

Reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio da Ciudad Juárez

STATO D’ASSEDIO Da quando è stato eletto, il presidente Felipe Calderón ha dichiarato guerra al narcotraffico. La sua strategia non consiste nell’investire nella società civile e nella legalità ma nella militarizzazione del territorio attraverso il controverso esercito messicano. Questo è costruito per occuparsi dell’ordine interno e in molteplici contesti si è dimostrato essere pienamente coinvolto nel narcotraffico che dovrebbe combattere. Lo dimostra il fatto che il 16 dicembre 2009, a Cuernavaca (centinaia di km dal mare nello stato di Morelos), la DEA statunitense sia ricorsa alla Marina, nell’operazione per detenere e uccidere Arturo Beltrán Leyva, alias “il capo dei capi”. Questo, quella sera stessa, aspettava a cena il generale Leopoldo Díaz Pérez, responsabile militare dell’intera regione.

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Sintonie e distonie con il discorso di Giorgio Napolitano

Dal discorso di Giorgio Napolitano del 31 dicembre che può essere letto integralmente qui:

Su questi grandi temi – la pace, in Terra Santa innanzitutto, tra israeliani e palestinesi; il dialogo con altre civiltà e altre fedi, nella distinzione e nel reciproco rispetto; il ruolo dell’ Europa – colgo una profonda sintonia con la Chiesa cattolica, con le sue espressioni di base, con le sue voci più alte. Ne ho tratto conferma dall’ aperto e cordiale incontro del 20 novembre con Papa Benedetto XVI, al quale invio di qui il mio saluto beneaugurante. C’è sintonia nel sollecitare un più giusto ordine mondiale, un modello di sviluppo globale diverso e più sobrio, di fronte a un ormai inquietante degrado dell’ambiente, che minaccia la stessa sopravvivenza umana.

Nel discorso indirizzatomi in occasione di quell’ incontro il Pontefice ha voluto richiamare ripetutamente i principi e i valori affermati nella Costituzione italiana. È mia convinzione che sia in effetti questo il riferimento essenziale per affrontare nel modo migliore anche i temi più delicati che oggi ci vengono proposti dagli sviluppi della scienza e dall’ etica, da complesse situazioni sociali e da dolorosi casi umani come quelli che ci hanno di recente turbato e coinvolto. Alle scelte di cui si riconosca la necessità, il Parlamento può giungere nella sua autonomia attraverso un dialogo sulla vita e un confronto sulla realtà della famiglia che portino chiarezza ed evitino fratture.

Mi sovviene che uno dei valori affermati dalla Costituzione italiana sia la laicità, la separazione e il rispetto reciproco tra Stato e Chiesa e mi fa piacere notare che il Capo dello Stato -il garante della Costituzione- la consideri un riferimento essenziale. Mi sovviene che … Leggi tutto

Secondo desaparecido in Argentina: democrazia nel mirino

A tre mesi dalla sparizione di Jorge López, c’è un secondo desaparecido in Argentina. Si tratta di Luís Gerez, è un muratore di 50 anni, militante peronista di Escobar; aveva testimoniato contro il torturatore Luís Patti.

Quando aveva appena 16 anni, ed era militante della Gioventù Peronista, Gerez fu sequestrato e torturato da Luís Patti ad Escobar, una località a Nord del Gran Buenos Aires dove ha sempre vissuto. All’inizio di quest’anno, quando Patti fu eletto deputato, aveva testimoniato in parlamento raccontando di come, appena adolescente, aveva riconosciuto Patti stesso tra i torturatori, che gli applicavano corrente elettrica (picana) alla lingua e ai testicoli mentre lo tenevano legato alla rete di un letto di un commissariato di Escobar. La testimonianza di Gerez era stata decisiva per impedire che il torturatore Patti potesse entrare in carica come deputato.

Da quel giorno Gerez non aveva però più trovato pace. Militante … Leggi tutto

Oaxaca, le ore più difficili per la APPO

Anticipo in italiano il reportage da Oaxaca che uscirà su Brecha di Montevideo, e che, nella versione italiana è uscito oggi per Lettera22

Le cose sono cambiate a Oaxaca. Di fronte alla dura repressione del governo statale e del governo federale, il movimento di Oaxaca si è ritrovato in un angolo. Ci sono centinaia di incarcerati, alcune migliaia di persone sono nascoste dalle comunità indigene, al limite della clandestinità. Molti sono stati vinti dalla paura. Eppure domenica circa 15.000 persone sono tornate in piazza per esigere la liberazione dei prigionieri politici e le dimissioni del governatore.

OAXACA – Tornare a Oaxaca, dopo due settimane, è traumatico. Il 25 novembre, il giorno degli scontri più duri con la Polizia Federale Preventiva messicana (PFP), ha fatto da spartiacque per il movimento sociale e popolare di questo stato del sud del Messico. Se la storia terminasse oggi, sarebbe la storia di una sconfitta. Oggi l’ordine ?ed una calma apparente- regna su Oaxaca. Già dal cammino che … Leggi tutto

LA STAMPA – Oaxaca, 5 mesi di rivolta

Reportage pubblicato dal quotidiano La Stampa di Torino del 23 novembre 2006

Reportage – Oaxaca, 5 mesi di rivolta – Messico in fiamme – Alla scoperta del nuovo Chiapas
Gennaro Carotenuto – OAXACA (MESSICO)

Lunedì cinquantotto feriti, alcuni gravi, in scontri con la Polizia Federale Preventiva (PFP). Martedì trenta uomini armati hanno fatto irruzione nell’atrio della chiesa di Santo Domingo de Guzmán. Hanno incendiato e distrutto l’accampamento principale della APPO, l’Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca, che da maggio esige le dimissioni del governatore dello Stato, Ulisses Ruiz, leader del Partito Rivoluzionario Istituzionale, il PRI, che ha governato il Messico per settant’anni. Nell’accampamento dormivano solo quindici persone e non ci sono stati feriti ma, secondo César Mateos, uno dei portavoce della APPO, gli assalitori erano elementi in abiti civili della polizia locale, che fa capo a Ruiz e che è considerata da molteplici osservatori indipendenti come responsabile di almeno quattordici dei diciassette morti ad Oaxaca dall’inizio del conflitto, cinque mesi fa. Ne è convinta Sara Méndez Morales, responsabile della Rete oaxaqueña per i diritti umani: «Dei 17 morti registrati finora, 16 sono … Leggi tutto

Due governi immaginari per il Messico

In dieci giorni la polveriera messicana vedrà l’insediamento di due governi, uno di centrosinistra che si proclama ?legittimo? e l’altro di destra, che è reale. Basta una scintilla.

CITTA’ DEL MESSICO Lunedí 20, festa della Rivoluzione, Andrés Manuel López Obrador, candidato del centrosinistra alle elezioni del 2 luglio, giurerà come presidente “legittimo” del Messico nella piazza principale della capitale, lo Zócalo. Undici giorni dopo, Felipe Calderón, candidato della destra, proverà ad installarsi come presidente eletto e successore del suo collega di partito Vicente Fox.
Proverà, Calderón, perché López Obrador giura che il passaggio di poteri verrá impedito con tutti i mezzi. Secondo il PAN, il partito di Calderón, che da settimane -per evitare le proteste- entra dalla porta posteriore in ogni evento al quale prende parte, arriverà al palazzo di San Lázaro, la sede del Parlamento, protetto dalla PFP, la Celere messicana, e forse addirittura in elicottero.

Apparentemente è il quadro di una situazione esplosiva alla vigilia di una rottura istituzionale senza precedenti nel paese. López Obrador, che ha denunciato brogli nelle elezioni dello scorso 2 luglio, che gli hanno impedito la vittoria per appena 250.000 voti, da due mesi non convoca piú alcuna manifestazione pubblica. Dal due luglio al 14 settembre le proteste … Leggi tutto

Unioni omosessuali in Messico

Nel Messico dell’ultraconservatore Cardinal Norberto Rivera, ieri é stata approvata una legge che permette le unioni omosessuali. Hanno votato a favore il PRI e il PRD contro il partito di governo, il PAN. Meditate gente, meditate.

La stampa italiana e i fatti di Oaxaca

Francesco Zurlo: Anche se la sparata sui "facinorosi" della Repubblica rimane la cosa più irritante scritta dalla stampa italiana "di sinistra" sui fatti di Oaxaca di questi giorni, anche l’Unità non si distingue certo per la limpidezza della sua … Leggi tutto

Caro Andrés Manuel López Obrador, a mio modesto avviso

Caro Andrés Manuel, a mio modesto avviso è giunta l’ora di levare le tende. La decisione del Tribunale elettorale messicano di assegnare comunque la vittoria elettorale al tuo avversario, il panista Felipe Calderón, non può non essere accettata, per quanto ingiusta sia. Lo scrivo dopo avere seguito con passione l’orgogliosa battaglia contro i brogli portata avanti da te e dal popolo messicano durante due mesi, con immenso sacrificio ed ancor più grandi buone ragioni. Ho visto come tutti la lotta contro i brogli trasformarsi in qualcos’altro di più importante, e terminare rappresentando ed esplicitando tutte le necessità sempre posposte di una società ingiusta e di una democrazia bloccata.

E’ stata una boccata d’ossigeno che ha rigenerato la storia della sinistra messicana. Ho seguito, purtroppo da lontano, Oaxaca, le prime assemblee con poche decine di migliaia di persone trasformarsi in eventi moltitudinari con milioni di uomini, donne, operai, contadini, studenti. E’ una sinistra diversa dallo zoccolo duro del PRD negli anni del riflusso ed è una sinistra indiscutibilmente, nuovamente, fortemente, di classe.

Dal mio attuale … Leggi tutto

Colpo di stato o rinascita del Messico?

Non sappiamo ancora chi verrà proclamato vincitore delle elezioni messicane del 2 di luglio. Ma sappiamo che la macchina dello stato, la macchina dei brogli, delle manipolazioni, del clientelismo, delle pressioni e delle minacce, in appena sei anni è passata armi e bagagli dal vecchio PRI al PAN, dal partito stato, che aveva dominato per 70 anni il paese al nuovo partito liberal-colonial-conservatore del gerente della Coca-Cola, Vicente Fox.

Gli SMS mandati da… la Vergine di Guadalupe che invitava a votare … Leggi tutto

L’Italia come il Messico: cosa c’è dietro il sondaggio taroccato di Berlusconi

Silvio Berlusconi ha presentato un sondaggio taroccato che lo lancerebbe verso la riconferma. Gran parte della stampa lo ha criticato ma non sono i motivi sociopolitologici a doverci preoccupare. Il problema è che Berlusconi si è rivolto ad un’agenzia specializzata nei “regime change” (cambiamenti di regime), nei trucchi sporchi e nella manipolazione dell’opinione pubblica. Il sondaggio è solo un passaggio di una strategia occulta? Con la casa di sondaggi PSB sono al lavoro in Italia anche le altre agenzie che solitamente la accompagnano, la Freedom House, la National Endowment for Democracy, o “Democracy Watch”? Per la PSB il sondaggio è un’operazione commerciale o è parte di un progetto politico statunitense per influenzare il voto politico italiano? Ecco perché quelli che stanno dietro questo sondaggio devono preoccuparci molto.
di Gennaro Carotenuto … Leggi tutto

Il gerente della Coca-cola, Chávez, Kirchner e Maradona

Mettiamo le cose al loro posto, una volta per tutte. Anche perché dall’Italia se ne sa poco e se ne capisce ancora meno. La crisi diplomatica tra Messico e Venezuela non è derivata da presunte intemperanze verbali di Hugo Chávez verso Vicente Fox, presidente del Messico in nome e per conto degli interessi del governo degli Stati Uniti ed ex-gerente della Coca-Cola Messico.

È stato Vicente Fox ancora a Mar del Plata … Leggi tutto