Friday 25 May 2012, 06:30

Gli articoli con tag: " Porta a Porta "

Silvio Berlusconi, Nicolas Sarkozy, Bruno Vespa e il crollo del PIL

200px-Carla_Bruni-Sarkozy 180px-Laetitia_Casta Due noterelle a margine del divorzio del millennio, la prima giocosa, la seconda no.

Se Nicolas Sarkozy, per far dimenticare il divorzio da Cécilia, ha dovuto conquistare niente meno che Carla Bruni, Silvio Berlusconi per stare al passo e mantenere la fama di “tombeur de femmes”, dovrà provarci almeno con Laetitia Casta (tranquilli: è maggiorenne).

Non è facile verificare di cosa si occuperà stasera “Porta a Porta”, anche perché il sito di uno dei programmi più visti della televisione sembra disegnato da un informatico per Netscape 1.0. Se fossero davvero professionisti dell’infotainement dovrebbero dedicare venti puntate consecutive al divorzio del millennio. E invece… chissà…

Quello che è sicuro è che “Porta a Porta” non si occuperà del tracollo del PIL a –4.4%. La gente non capirebbe.

Violentate da 10 anni denunciano il padre a Roma

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ROMA 13 marzo – Hanno vissuto dieci anni di inferno due sorelle, che oggi hanno rispettivamente 17 e 18 anni, abusate sessualmente dal proprio padre, un romano di 40 anni, arrestato oggi dai carabinieri della compagnia di Tivoli dopo la denuncia presentata dalle stesse giovani che hanno trovato il coraggio di porre fine al’incubo iniziato quando non erano ancora adolescenti.

Cosa amano gli uomini, il sesso? E’ probabile, piace anche alle donne farlo.

Ma chi è che TE LO  DA’  GRATIS  L’ORRORE DI VIVERE come raccontava Antonio Rezza?

In famiglia non costa niente, se è piccola meglio ancora, starà zitta e magari le piace. La storia è vecchia e universale. Di nuovo c’è che si denuncia.

Si denunciano gli abusi sessuali, le violenze, le botte, la sopraffazione malgrado la paura, malgrado il percorso martirizzante che aspetta chi DENUNCIA, sempre.

Si tornerà a raccontare tutto a magistrati, psicologi e assistenti sociali, non sempre degni di questo nome come affronta in un articolo l’Ucpi.

Si fanno puntate e convegni su cittadini stranieri «irregolari» e i figli che verranno da Loro e quelli che sono arrivati e delinquono. Cosa dobbiamo ancora “vedere”  per capire in quale Gabbia di rivoltante  Cultura della Violenza viviamo?

Ma qualcuno di noi davvero fà tutto quel che può, per sapere che fine ha fatto chi la violenza l’ha subita, dove starà, cosa sarà di quel corpo? Dopo la denuncia che è arrivata: una su 100.

O andiamo da un  Porta a Porta che ci offre “in esclusiva” una video-intervista alla figlia della teleimbonitrice Vanna Marchi che richiede un accertamento medico  sulle condizioni di salute di Stefania Nobili ? O tra Uomini e donne, Tronisti Incontentabili ? O a Casa del Grande Fratello dove Vittorio, porcellone della casa del gf, prepara la capanna per dormirci con Laura, che consenziente, si dimostra più porcellina di lui!!!

? Vogliamo discutere sul Dna dell’Autore? Sarà Doc anche la violenza?

Solo aprire una pagina di internet o della stampa, sulle notizie, sulle finestre nel mondo, oggi scusate (ma da tempo)  mi ripugna. E leggo leggo, leggiamo anche questo…lo stupro di gruppo usato come mezzo per ‘curare’ le donne lesbiche. Lo denuncia oggi un rapporto della Organizzazione non governativa (Ong) ActionAid intitolato ‘Crimini d’odio: l’aumento dello stupro correttivo in Sudafrica’.

E ancora: Aumenta la violenza sulle donne, in casa e durante il matrimonio: Alla domanda “Il comportamento violento si esprime solo in famiglia?” risponde “si” il 69% delle vittime italiane.

Servirà la DENUNCIA? Servirà la PROTESTA?

L’omertà nasce insegnandola ai  piccoli:  ci si vergogna di dire, si teme. Ti sbattano in faccia menzogne dalla mattina alla sera, un mondo facile che te la da gratis la felicità e il buco dove infilare la frustrazione. Ci regalano violenza, vorrei capire cosa ci guadagniamo noi, a pigliarla Gratis questa Apocalipse Show, anche se ci dicono Fidati…

Doriana Goracci

Rezza

c’è una Fiction Ribollita in italia

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C’è una povera ricetta in Italia, la ribollita, che  tra gli ingredienti base oltre fagioli ed erbe aromatiche vede esaltato il sapore dell’osso di prosciutto, quello che toglie la sete.  Un po’ come nella Fiction Tuscia: Ali Aereoporto Carbone Cpt Nucleare Polveriera Rom Rifiuti Stranieri e il Sapore delle Radici. Uno spaccato di mondo reality, dove l’Italia contadina è diventata La  Figurante Speciale della Cabina di Regia.

“Intelligence – Servizi e segreti” (già menzionata come funnygames) è una delle Fiction che allieterà le Giornate Televisive con Canale 5 : il set attualmente è a Viterbo.Si tratta di un grande investimento non solo dal punto vista economico,16 milioni di euro o più, ma anche a livello di “location”: oltre a Viterbo si girerà a Torino, Roma, la citata Viterbo  e all’estero in Romania, Svizzera eTunisia. Racconta la storia di un ex parà (Raoul Bova) , che, vedendo la propria figlia morire a causa di un attentato terroristico, decide di unirsi ai servizi segreti italiani, per dare il suo contributo nella lotta contro le cellule terroristiche.

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Nozze scandalose tra Piero Sansonetti e Antonio Polito

sansonetti Non ci potevo credere: i due fresconi più fresconi del giornalismo italiano, Antonio Polito e Piero Sansonetti, si sono sposati. Mangiapane a tradimento rispettivamente direttore ed ex direttore di finti giornali pagati coi soldi pubblici, si ritrovano adesso sotto lo stesso tetto, tettuccio, ma sempre col sederino al caldo, de “Il Riformista”. Sì proprio “il Riformista”, l’imprescindibile foglio “né di destra né di sinistra” che ci costa 4 Euro di tasse per ognuna delle 2.000 copiuzze vendute.

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Lo statista che ci trasformò in bestie

confrontoCi sono stati giorni, nemmeno un anno fa, in cui uomini di sinistra scrivevano, dicevano e – temo – pensavano: il Cavaliere governerà bene, di fatto metterà Gianni Letta a Palazzo Chigi come amministratore delegato e lui si occuperà dell’unica cosa che gli interessa davvero: essere ricordato come uno statista. Come il nuovo De Gasperi. Perché già nella scorsa legislatura ha sistemato affari di famiglia e problemi giudiziari, oggi potrebbe avere il coraggio di fare quello che deve fare la destra: costruire uno Stato funzionante. L’antiberlusconismo nel Paese è finito. Basta contrapposizioni!

Già. Dicevano così. Poi, sul grande statista ci hanno fatto anche una puntata di Voyager.

Oggi Veltroni boccheggia, lo statista se la ride e ci trasforma in bestie, a dimostrare che il male è contagioso, che la desolazione morale può solo diffondersi. A lui di Eluana non frega nulla, se no sarebbe intervenuto quando salvarla era ancora possibile. Lui stupra una donna senza coscienza – senza pensieri, senza emozioni, senza sentimenti, una donna che è solo un corpo in cui scorre il sangue, un corpo con le mestruazioni – per uno schifoso calcolo politico. Finge di salvarla quando può solo fallire, per avere una morta da usare come spot, e ci costringe a seguirlo sul suo terreno senza etica per opporci, perché non possiamo fare altro che opporci. Lo statista ci trasforma in bestie. Bestie obbligate a sperare che il corpo di Eluana sopravviva, che la sofferenza di suo padre prosegua, perché se muore, se muore mentre il governo finge di correre per salvarla, allora lui – lo statista – sarà l’eroe, e gli altri – Beppino Englaro, Napolitano, la magistratura – saranno gli assassini. L’avete uccisa voi, col vostro sasso!

Gli assassini! Lo speciale Porta a Porta parlerà dell’omicidio Englaro e il popolo dovrà prenderne atto e dare allo statista maggiori poteri, perché solo con maggiori poteri lui avrebbe potuto salvare Eluana e solo con maggiori poteri potrà salvare tutti noi. E con un bel referendum, cambieremo questa Costituzione sovietica.

Il corpo di Eluana è il corpo dell’Italia e ho paura che ci serva vivo.

Su vibrisse un articolo di Giulio Mozzi sul diverso valore di un’Eluana viva e di un’Eluana morta

Michele Santoro e Gaza, la televisione tra narrazione e conversazione

santoroGiovedì sera è andata in scena ad “Anno Zero”, in una trasmissione dedicata ai giovani e Gaza, una rappresentazione chiara del bivio di fronte al quale si trova il più di massa dei media, la televisione. Non è in questa sede importante riprendere le polemiche e giudicare il plotone di esecuzione schierato in queste ore contro Michele Santoro e gli arcangeli e i serafini in fila a santificare Lucia Annunziata. Ma è importante fare un altro tipo di riflessione che concerne il medium.

Chi va in televisione può fare tre tipi diversi di cose. Può performare, ovvero dimostrare cosa sa fare o cosa conosce, ballare, cantare, far ridere, rispondere a quiz come a “Lascia o Raddoppia”. Può narrare, raccontando fatti reali o inventati, in un reportage o in una telenovela. O infine può conversare, dei massimi sistemi, in maniera aulica o del più e del meno, giù giù fino a “Porta a porta”.

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Un vento s’è levato e soffia forte

Se ne va. Un’agonia che non nega speranza alla disperazione, un silenzio più eloquente di mille parole, una successione d’eventi che non ci lascia solo le chiacchiere sull’eterna questione morale o l’inganno di luci e sogni artificiali che Natale sublima, facendo di Cristo mercato, consumo, profitto. … Leggi tutto

La leggenda del re galantuomo e dell’indio villano ed ingrato

p_30_09_2008 Sandro Viola, classe 1931, è uno dei patriarchi del giornalismo italiano. Ieri ha scritto un editoriale su Repubblica intitolato “Il Re e i talk show”. Nell’articolo si lamenta della pessima qualità dei vari Ballarò, Porta a Porta eccetera e lo fa con un esercizio retorico scarsamente degno della sua lunga carriera.

Il succo è che per Sandro Viola sarebbe bello avere un Juan Carlos di Borbone con l’autorevolezza di zittire politici impresentabili come fece al vertice iberoamericano di Santiago del Cile nel novembre 2007 con Hugo Chávez.

Per Viola quel “por qué no te callas”, “perché non stai zitto”, pronunciato dal Borbone al negraccio dell’Orinoco, come il cameo di Marshall McLuhan in “Annie Hall” di Woody Allen, assurge ad una sorta di rivincita delle persone dabbene verso i politici quaquaraquà.

Il dabbene è Don Juan Carlos di Borbone e il quaquaraquà ovviamente il presidente del Venezuela.

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La casta? Da quando c’è Silvio gli italiani non se ne preoccupano più

clemente-mastella-2 Sorpresa. La Stampa di Torino fa un lavoro meritorio e scopre che il problema della casta politica non preoccupa più gli italiani. Vi ricordate? Solo pochi mesi fa eravamo tutti inferociti. Clemente Mastella era il grande Satana sannita e Romano Prodi il mortadella simbolo degli sprechi e dell’immobilismo. I media indomiti picchiavano giù duro, Gian Antonio Stella ci si è fatto la barca e Beppe Grillo una fortuna. Adesso? Nulla è cambiato, i costi della politica sono sempre quelli ma i media hanno afflosciato e ci raccontano di essere in buone mani. E il bello è che ci crediamo.

Da Fini alla Gelmini, viaggio in un filone che non tira più. E una ricerca rivela: solo il 32% dei cittadini è ancora adirato

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Gianfranco Fini a Giannutri: il fascino proibito del potere

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La penultima volta Gianfranco Fini, il politico più stimato dagli italiani, era stato avvistato nella Questura di Genova nel 2001 durante il G8. Non poteva essere lì eppure da lì si dilettava a seguire, dirigere, il massacro. L’ultima volta si è fatto mettere incinto da una velina ex-fidanzatina di Luciano Gaucci, il che per un cinquantaseienne ultracattolico sposatissimo, è… una gran botta di vita. Ma adesso c’è dell’altro e ci sarebbe da fare un bel plastico per una puntata di Porta a Porta.

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Solidarietà a Il Manifesto

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Da giorni vorrei scrivere sul dl sull’editoria, ma non ho nulla da aggiungere.

Voglio allora esprimere la mia più piena solidarietà al quotidiano Il Manifesto e alle altre cooperative editoriali.

Il governo le vuole eliminare per distruggere quel poco di biodiversità informativa che resta in questo paese.

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La nuova Rifondazione

Posto qui il commento che ho scritto su Il Buon caffè, relativo all’elezione di Ferrero a segretario del Prc.
La risorsa. Quasi una lettera
Come avevo promesso qualche giorno fa voglio esprimere con un articolo (che somiglia tanto a una lettera o a un pessimo documento congressuale) la mia posizione riguardo l’elezione di Paolo Ferrero alla guida del Prc. Dopo questa seguirò le sorti del blog – starò in stand by – e probabilmente non vi assillerò per un pò. Ora vi prego, se vi va, di leggere. E mi rivolgo in particolare ai lettori che si riconoscono in qualche modo, nella sinistra. Anche nel senso più generico del termine. … Leggi tutto

L’ultima frontiera di Liberazione: date la grazia ad Anna Maria Franzoni!

2718-cogne Il quotidiano di Rifondazione Comunista, Liberazione, in un editoriale non firmato, e quindi attribuibile al direttore, stamane non ha di meglio da fare: chiede la grazia per Anna Maria Franzoni!

Forse cerca di riposizionarsi sul mercato, sottraendo lettori a Novella 2000 e ai settimanali da parrucchiere. Forse, semplicemente, ha perso la bussola, noi lo diciamo da tempo e i lettori (e gli elettori) lo hanno capito. Resta loro solo il finanziamento pubblico per giocare a fare i giornalisti, soldi sprecati.

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Chi è la più bella del reame? votate!

Questioni d’estetica sembrano essere state fondamentali per la vittoria delle quattro donne della squadra di governo, ormai la si definisce così, discese in campo… Rai uno ha fatto la diretta per il giuramento sui nostri affari: la voce della giornalista ha commentato prima dell’inizio della cerimonia: “ecco una splendida inquadratura dell’ onorevole Prestigiacomo”. Già, il gioco più appassionante sembra essere quello di decidere chi sia la più bella. Nella home page di Yahoo, tra le “notizie” appare proprio questo sondaggio tra le magnifiche 4: Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo, Giorgia Meloni, finora hanno votato quasi 6.000 persone e la Mara e la Stefania sono alla pari, chissà quando mi leggerete come “staranno messe”… … Leggi tutto

E alla semplificazione delle pari opportunità estere, Paris Hilton

il semplificatoreIl quarto governo Berlusconi è il peggior governo della storia. Anche dello Zimbabwe. In futuro, per fare peggio di così, re Silvio dovrà chiamare Fabrizio Corona, Totò Riina e Iva Zanicchi. Non è detto che non ci si arrivi. Rimpiangere Mastella si può. … Leggi tutto