Wednesday 08 February 2012, 21:28

Gli articoli con tag: " politica "

Timidi segnali di speranza per il 2012

stor_1417386_52000Dal flop del Cinepanettone alla crisi del Grande Fratello, l’Italia volgare, egoista, squallida, ladra e cialtrona disegnata da Silvio Berlusconi fin dalla nascita della tivù commerciale a metà anni ‘70 (né biografia della Nazione né destino immodificabile) dà segni di saturazione.

Ieri sera l’ex ministro Roberto Calderoli aveva dato del “Cetto Laqualunque” al presidente della Repubblica, poche ore prima Umberto Bossi lo aveva chiamato “terrone” (viva i terroni!). Sarebbe vilipendio ma a ben guardare è una buona notizia.

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La conferenza stampa di Mario Monti e il giornalismo

Monti

Le due ore e quaranta di conferenza stampa del presidente del consiglio Mario Monti trasmesse in diretta integrale (quasi) a reti unificate sono una contraddizione in termini. Trattare un incontro con la stampa come fosse un comizio, un evento pubblico, è un passo avanti nell’(auto)esautoramento del giornalismo tradizionale come mediatore tra notizia –in particolare politica- e opinione pubblica.

Ma a Di Pietro (e a Vendola) chi glielo fa fare di reggere il moccolo alle nozze UDC-PD?

Si sente dire più o meno ovunque che se Di Pietro dice cose di sinistra, per esempio sulle spese militari, lo faccia solo per opportunismo politico. Può anche essere, probabilmente è così, ma non mi sembra che guardare il dito invece della luna sia la soluzione. Intanto, in assenza di SEL e con un PD completamente muto, è un bene che ci sia qualcuno in parlamento che  quelle cose di sinistra le dica. In secondo luogo qualcuno deve spiegare a cosa serva a Di Pietro (e a Vendola, e alla sinistra se ancora esiste) reggere il moccolo al matrimonio UDC-PD.

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Napoli bene. Salotti, clienti e intellettuali nella capitale del Mezzogiorno

di Fabrizio Lorusso

Napolibene.jpgLucio Iaccarino, Napoli bene. Salotti, clienti e intellettuali nella capitale del Mezzogiorno, Ediesse Edizioni – Carta Bianca, 2008.

“Gli anni italiani insegnano che i palazzi sono micidiali quanto i campi di battaglia, solo che qui dentro i rumori della guerra sono attutiti, assorbiti dal parlottio delle trattative e dalle menti acute e assassine di questi uomini. […] Nessuno può cogliere il quadro d’insieme, vedere contemporaneamente la figura e lo sfondo, l’obiettivo finale. Nessuno eccetto coloro che tengono i fili di quelle trame…”. Luther Blissett, Q. … Leggi tutto

WECAN2

All’inizio del nuovo anno solitamente si esprime un desiderio ed io non posso che pensare allo storico insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca. … Leggi tutto

La vittoria del tiranno Chavez

Chi segue Nuda Verità da qualche tempo sa che seguo con grande attenzionequello che succede in Venezuela con il Presidente Chavez. 

Quante discussioni ha generato il mio interesse e quante volte mi sono trovato a prendere posizione per difendere l’operato di un uomo che è riuscito quantomeno a dare una svolta positiva alla tradizione coloniale di quel Paese. Non nascondo che la personalità di Chavez può far storcere il nasino ai più salottieri o agli scettici per natura, agli osservatori “neutrali” che seppur interessati si formano un opinione superficiale. Ho discusso con venezuelani pro e contro la politica della Repubblica Bolivarista del Venezuela e continuo imperterrito ad osservare ed a riportare i  fatti.
Nei giorni scorsi, oltre 17 milioni di persone sono state chiamate a eleggere 22 governatori, 328 sindaci e centinaia di consiglieri regionali e municipali e Chavez ha vinto ancora una volta. Il Partito Socialista Unico Venezuelano (Psuv) ha vinto assicurandosi 17 governatori su 22, ma l’opposizione avanza guadagnando uno stato oltre ai due che già controllava (il risultato dei due stati rimanenti è ancora incerto).
In particolare, la coalizione di opposizione ha confermato la guida dello Stato nord-occidentale di Zulia, il più ricco e popoloso del Paese, e dello Stato di Miranda, nel centro del Paese, il secondo con più abitanti, ma soprattutto ha strappato al Psuv la zona metropolitana di Caracas e lo stesso comune della capitale.
“Il popolo, che ha votato per i candidati della rivoluzione o per altri, ha dimostrato che noi godiamo qui di un sistema democratico e che noi rispettiamo le sue decisioni” ha dichiarato Chavez. ”Vorrei ricordare a tutti coloro che insistono a chiamarmi tiranno - ha aggiunto - che un anno fa il ‘tiranno Chavez’ ha perso un referendum per meno di 10 mila voti. E sono stato il primo a riconoscere di aver perso e a essermi congratulato con i vincitori”.
A detta degli ossservatori internazionali la regolarità delle elezioni non è in discussione. Un unico episodio degno di nota riguarda le minacce dello stesso Chavez a Manuel Rosales, suo avversario principale nelle presidenziali del 2006, attualmente sotto inchiesta per riciclaggio. Il presidente aveva affermato che se la “mafia” di Rosales avesse vinto nello Stato di Zulia, lui avrebbe mandato l’esercito (e se mi posso permettere un commento: magari facessimo anche noi così in Italia con la nostra di mafia!)
Ognuno continui a pensarla come vuole, ma il laboratorio politico aperto in Venezuela, funziona e continua ad influenzare tanti Paesi del Centro e Sud America: in piena democrazia.

Lettera al dott.Fantozzi

Ricevo sul mio blog Nuda Verità (http://marcfer7.blogspot.com) questa lettera di Francesco, un assistente di volo Alitalia.

Caro dott. Fantozzi, … Leggi tutto

THE TIMES e Berlusconi

Trascrivo letteralmente lo scambio radiofonico tra John e Andy i due conduttori di The Bugle, il podcast quotidiano sulla politica della versione online del The Times, sul nostro Presidente del Consiglio (se volete sentirla nella sua versione originale la trovate su Vermario, un blog utile e divertente).

(John) - La mia piroetta preferita di questa settimana viene da Silvio Berlusconi, primo ministro italiano e criminale di carriera.

(Andy) - Lui non delude mai.

(John) - Che ha descritto Obama come giovane, bello e ben abbronzato. Oh, Silvio, che fosse un’ opinione o uno scherzo, comunque è un commento da anni ’50.

(Andy) - Beh puoi sempre contare sul fatto che Berlusconi ne faccia qualcuna di buona, ed è quello che vogliamo da un politico italiano: ormai non si possono più fare le battute sulla lira ( e a tutti noi mancano), e oramai non cambiano governo così spesso come una volta, ed ormai è passato un po’ da quando i loro carri armati avevano solo la marcia indietro. Ma Berlusconi per noi ci sarà sempre, John, dirà sempre qualcosa di francamente terribile, ma allo stesso tempo abbastanza divertente. 

Negli anni ha detto delle cose incredibili: che i cinesi facessero bollire i bambini sotto Mao, per poi chiarificare la sua dichiarazione dicendo che poi non li mangiavano, ma li usavano per fertilizzare i campi. Poi, ha detto ad un membro tedesco del parlamento europeo che sarebbe stato perfetto per il ruolo di kapò in un film sui campi di concentramento. Inoltre, si descrive come il Gesù Cristo della politica, dato che “è una vittima paziente, sopporta tutti e si sacrifica sempre”. Ha anche detto che le aziende dovrebbero investire in italia perchè “abbiamo segretarie bellissime”.

(John) - è il peggior essere umano nel mondo!

(Andy) - Si, ma è un ottima risorsa per osservatori neutrali come noi.

Vede, Signor Presidente, non sono solo i media italiani a prenderla in giro ma quelli di tutto il  mondo. Sono certo che non Le avrà fatto piacere leggere, vedere ed ascoltare i media sghignazzare di Lei e questo dovrebbe farLa riflettere invece di bacchettare i servili media italiani che già Le sono molto vicini per indole e per interesse.
La Sua ennesima gaffe è imbarazzante non solo per Lei, che è abituato, ma per me e per tutti gli italiani che viaggiano, per lavoro o per piacere, che ci hanno messo impegno per non farsi prendere per il culo.

 

Guerra ai manifesti

Vi racconto una storiella. Uscivo dall’ufficio all’ora di pranzo e mentre ripetevo la rituale accensione del sigaro mi è caduto l’occhio sull’ironia da una serie di manifesti vicini alla Giunta Alemanno che inneggiava alla cancellazione di un “decreto Veltroni”, palesemente ignoto alla gente, ma evidentemente importante visto che adesso, grazie alla sua abolizione “Alemanno ripara le buche per le strade”. Mi è rimasto impresso perchè i manifesti si ergevano proprio davanti ad uno dei mille scavi che sono aperti (e poi rattoppati alla meglio) sulle strade romane… L’ironia avrebbe valso una foto, ho pensato. … Leggi tutto

Yes we can

Mi sono preso qualche giorno un po’ perchè avevo paura di svegliarmi da un sogno, ma soprattutto perchè volevo pensarci sopra bene prima di scrivere, di celebrare la pagina di storia che abbiamo vissuto questa settimana. YES WE CAN.  Non è uno slogan elettorale.  La vittoria di Obama ha reso evidente quanto il potere della gente sia in grado di far cambiare le cose, di sgretolare ogni altro potere per far progredire la società, cercando di costruire un mondo più giusto per tutti noi e soprattutto per i nostri figli. … Leggi tutto

Cina: l’impero di scorta per il Venezuela

chavezchina

La visita di Hugo Chávez in Cina si è conclusa con un importantissimo accordo economico e militare che, stranamente, viene riconosciuto come tale perfino da chi in genere è ipercritico verso il governo bolivariano.

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Quarant’anni dopo la pedagogia dell’oppresso di Paulo Freire è ancora centrale

Paulo_Freire E’ stato il più grande pedagogo del XX secolo, ma la sua pedagogia dell’oppresso è chiave anche in questo inizio di secolo XXI. Un grande congresso all’Università Cattolica di San Paolo del Brasile ha ricordato Paulo Freire:

“Nessuno educa nessuno, come nemmeno nessuno si educa da solo. L’umanità si educa in comunità, insieme nel mondo”.

Si è concluso con un appello alla resistenza pacifica ma sempre attiva e mai passiva al neoliberismo il grande congresso internazionale dedicato a Paulo Freire. Si sono ritrovati da tutti i paesi lusofoni, ma anche dal resto dell’America latina, dalla Spagna, dall’Italia e dagli Stati Uniti presso l’Università cattolica di San Paolo del Brasile.

La titolare e coordinatrice della Cattedra Paulo Freire, Prof. Ana Maria Saul ha rivendicato con forza che la pedagogia di Freire sia vigente più che mai e che è lo strumento più potente di opposizione al neoliberismo:

“L’educazione è politica, nel senso dell’opzione per i valori. La pedagogia freireiana opta per l’utopia e per una società più umana e democratica”.

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Viva i compagni piloti dell’Alitalia?

Chealitalia «Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia
commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo»

Ernesto Che Guevara

Eccoci qui a fare tutti il tifo per i compagni piloti dell’Alitalia, l’unica vera opposizione, l’aristocrazia del proletariato, la punta di lancia della rivoluzione che verrà. Perfino Gabriele Polo, con ammirevole spirito da crocerossina, oramai scrive sul Manifesto un editoriale in loro difesa un giorno sì e un giorno no.

Ma un comandante Alitalia non guadagna 175.000 Euro l’anno? E’ più o meno quello che guadagnano dieci insegnanti fatti fuori da Mariastella Gelmini e una cinquantina di immigrati fatti fuori dalla Camorra senza né pianto né stridore di denti.

Siamo tutti lì a preoccuparci perché Colaninno gli salvi un giorno di ferie in più e loro da privilegggiati dde destra quali sono continuano a fare la pipì fuori del vasino: “e mica siamo colf”, “e guardate che se ci stressate poi cascano gli aerei”. Poi si scusano, ma la cultura è quella che è…

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Ingrid Betancourt, la presidenza e la frivolità dei media

A Nuova York, per l’ennesima volta, Ingrid Betancourt, l’ex ostaggio delle FARC, ha ribadito che non si candiderà alla presidenza della Colombia e che non pensa di fare più politica. Nella conferenza stampa tenuta a Roma il mese scorso aveva imposto il veto totale sulle domande sulla politica colombiana e tra i cinque o sei giornalisti rigidamente selezionati per fare domande, nessuno ha sgarrato né ha pensato di farlo né ha rilevato il dettaglio: Colombia? What’s Colombia?

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XX settembre: la fu "festa della ragione"

portapia_fm In Uruguay, il paese che ha dato all’Italia la camicia rossa dei garibaldini e molti martiri alla Repubblica Romana, per circa un secolo il XX settembre è stato una sentita Festa nazionale: la “Festa della ragione”.

Con quella giornata gli illuminati, positivisti e laicissimi dirigenti politici di quel lontano paese celebravano la nostra Breccia di Porta Pia che elevavano a simbolo mondiale, un po’ come il 14 luglio francese è simbolo della fine dell’assolutismo.

Per l’Uruguay il XX settembre simboleggiava il trionfo della ragione dato dalla fine dell’oscurantismo papalino.

Nella legge istitutiva della festa della ragione si commetteva anche un curioso ma significativo errore: erano infatti i garibaldini e non i bersaglieri ad entrare in Roma dalla Breccia di Porta Pia. Un peccato veniale visto il ruolo avuto da Giuseppe Garibaldi nella storia della Repubblica Orientale dell’Uruguay.

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