Thursday 09 February 2012, 10:48

Gli articoli con tag: " Piero Sansonetti "

Quell’esempio di stampa di sinistra che dialoga "oltre i vecchi steccati"

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Su Liberazione è stata pubblicata una lettera di Maldestra e Madri per Roma Città Aperta. Si riferisce ad una questione che riguarda la stampa cosiddetta di sinistra e la pubblicazione di pagine nelle quali si sdoganano culture fasciste. Una discussione del genere tempo fa vi fu anche per un articolo pubblicato su Il Manifesto nel quale la cronaca descrittiva del fenomeno neofascista veniva stilata con pericolosi scivoloni acritici. Poi ci fu la giornalista Alessandra Di Pietro che sul settimanale Gioia proponeva una intervista alle donne di Casapound come si trattasse di una chiacchierata tra vecchie amiche i cui mariti usano chiamarsi tra loro "camerati". Belle signore, per carità, neppure un filo di cellulite. La Di Pietro ha scordato di chiedere qual è il segreto della loro bellezza. Deve essere dura liposungere anni e anni di culto della perfetta giovane fascista del terzo millennio. (Se interessa, nei "nostri" spazi c’è ampia licenza di naturale e rilassato sbracamento corporeo. Sai mai voleste farvi un morso di meravigliosa cioccolata fondente…)

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Peter Gomez: come Piero Sansonetti favorisce Silvio Berlusconi

berlsuconi-sansonetti «A che serve un altro giornale di sinistra?». È buona la domanda con cui Piero Sansonetti, apre il suo editoriale sul primo numero de "l’Altro", il nuovo quotidiano capitanato dell’ex direttore di Liberazione, in edicola da martedì 12 maggio. Meno buona, anzi pessima, è però la risposta.

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Nozze scandalose tra Piero Sansonetti e Antonio Polito

sansonetti Non ci potevo credere: i due fresconi più fresconi del giornalismo italiano, Antonio Polito e Piero Sansonetti, si sono sposati. Mangiapane a tradimento rispettivamente direttore ed ex direttore di finti giornali pagati coi soldi pubblici, si ritrovano adesso sotto lo stesso tetto, tettuccio, ma sempre col sederino al caldo, de “Il Riformista”. Sì proprio “il Riformista”, l’imprescindibile foglio “né di destra né di sinistra” che ci costa 4 Euro di tasse per ognuna delle 2.000 copiuzze vendute.

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Scusaci principessa?

sansonetti

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Altro che rifondare, san solo picconare

La gente li abbandona, ma loro imperterriti continuano a litigarsi l’orticello.
Così la scissione tra le fila di Rifondazione Comunista è ormai a un passo. … Leggi tutto

Compagne! La sinistra italiana al tempo della tivù!

Compagne

 

Cancellate decenni di studi di genere, dimenticate Tina Modotti e Nilde Iotti, buttate via le suffragette, il pensiero della differenza, Simone de Beauvoir e Rosi Bindi, il femminismo e milioni di militanti silenziose o rumorose. Oggi arriva la nuova via italiana al socialismo, o se preferite la risposta progressista (sic) a Mara Carfagna!

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Eppure il vento soffia ancora…

La legge elettorale per le europee, che il PdL sta varando con il silenzio-assenso del PD, fa schifo. Ma non è, come invece sbraita la cosiddetta sinistra radicale, un golpe. Per più motivi; innanzitutto perché se tutto è un golpe nulla è un golpe. Poi perché lo sbarramento al 5% non è un golpe, l’eliminazione del voto di preferenza non è un golpe e la riduzione delle dimensioni dei collegi (saranno una decina) non è un golpe. Anche se fanno schifo. Il modello della nuova legge è quello cileno, ma non nel senso pinochetista, nel senso bacheletiano, con un paletto così alto che ci vorrebbe Javier Sotomayor per saltarlo.

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L’ultima frontiera di Liberazione: date la grazia ad Anna Maria Franzoni!

2718-cogne Il quotidiano di Rifondazione Comunista, Liberazione, in un editoriale non firmato, e quindi attribuibile al direttore, stamane non ha di meglio da fare: chiede la grazia per Anna Maria Franzoni!

Forse cerca di riposizionarsi sul mercato, sottraendo lettori a Novella 2000 e ai settimanali da parrucchiere. Forse, semplicemente, ha perso la bussola, noi lo diciamo da tempo e i lettori (e gli elettori) lo hanno capito. Resta loro solo il finanziamento pubblico per giocare a fare i giornalisti, soldi sprecati.

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Sicariato informativo: Piero Sansonetti sul Secolo d’Italia preferisce Gianfranco Fini a Walter Veltroni

secolosansonetti Domenica scorsa un editoriale di Piero Sansonetti, sul quotidiano Liberazione, palesava che l’unico argomento utile della sua campagna era denunciare il presunto inciucio, il famoso Veltrusconi.

Quel giorno però il direttore del quotidiano del PRC aveva fatto molto di peggio, facendosi intervistare dal Secolo d’Italia per dire “da comunista”, con una formula analoga a quella usata da Giampaolo Pansa per attaccare la Resistenza, che piuttosto che veder prosperare il Partito Democratico, preferirebbe mille volte rivedere Silvio Berlusconi continuare a sfasciare l’Italia.

Ha elogi per tutti Piero Sansonetti, per Alleanza Nazionale, una destra che (secondo lui) recupera il valore dell’uguaglianza (sic!) e soprattutto per Gianfranco Fini, attento e coraggioso amico del ’68 e dei movimenti giovanili (come in Questura a Genova durante il G8)!

Ha parole dolci perfino per il sindacatino verticale e corporativo della destra, l’UGL. Per Sansonetti, l’UGL “esprime posizioni originali e culturalmente interessanti”. L’ha letto mai Sansonetti un libro sul corporativismo fascista?

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Esco di rado XVIII – Tra il Partito Democratico e la Sinistra arcobaleno

giuliettochiesa sansonetti2 Ho letto l’editoriale di Piero Sansonetti su Liberazione di oggi e ne ho ricavato un’impressione desolante. L’UNICO argomento messo in campo è che siccome il PD poi si alleerebbe con Berlusconi, cosa che Sansonetti dà per sicura al 100%, allora bisogna votare per la Sinistra arcobaleno.

Ora io mi sforzo di credere, ma magari ho torto, che per evitare di avere Giuliano Ferrara Ministro della Sanità (Salute in italiano corrente), sarebbe più utile dare addosso a Ferrara che non a Rosi Bindi. E soprattutto vorrei che la Sinistra arcobaleno competesse col Partito Democratico sui programmi e non sulle illazioni.

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Massimo Cavallini e l’assassino di Roque Dalton

dalton Personaggi e interpreti:

Massimo Cavallini, ex giornalista dell’Unità, dopo il fallimento del quotidiano fondato da Antonio Gramsci nel 2000, non si è perso d’animo e si è trasferito in un sobborgo per benestanti di Miami, Florida. Da lì detta la linea per il quotidiano comunista Liberazione, ascoltatissimo dal direttore, Piero Sansonetti. La missione di Cavallini, quella per la quale sta a Miami, è riposizionare la sinistra italiana contro i governi integrazionisti latinoamericani e in particolare contro il governo venezuelano. Solo casualmente la sua missione coincide con gli interessi della CIA, delle mafie cubane di Miami, del Grupo Prisa spagnolo, delle multinazionali che depredano da decenni il continente, e ainda mais.

Joaquín Villalobos, stalinista, ex guerrigliero salvadoregno, è l’assassino del poeta e rivoluzionario Roque Dalton (nella foto), uno dei più grandi intellettuali latinoamericani del XX secolo. Lo ammazzò dopo un processo sommario e al termine dell’esecuzione Villalobos lasciò il corpo di Dalton in pasto agli avvoltoi. Oggi molta acqua è passata sotto i ponti. Il sicario di Roque Dalton (se glielo domandano, alza le spalle e definisce quell’omicidio "un peccato di gioventù") è diventato consigliere del presidente colombiano Álvaro Uribe.

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Sansonetti, la Nocioni copia!

Riprovo con scarse speranze a scrivere al direttore di Liberazione, Piero Sansonetti. L’allarme sulla qualità del giornalismo italiano, quello ?di sinistra? soprattutto, sale sempre di più.

Gentile direttore Piero Sansonetti, le scrivo per domandarle se risponde al vero quanto affermato nel blog di Annalisa Melandri riguardo l’articolo pubblicato dal suo giornale a tema Venezuela il 10 agosto, a firma Angela Nocioni.

In particolare vorrei sapere se … Leggi tutto

Omero Ciai, Angela Nocioni, Piero Sansonetti, Massimo Cavallini, risposte dovute

Quando Omero Ciai e Angela Nocioni, dalle pagine de La Repubblica, imbastirono una campagna di stampa per denunciare la presunta escalation militarista venezuelana, senza fare un solo numero che suffragasse la loro tesi, chi scrive appose la seguente obiezione: in America Latina la spesa media per la difesa è pari all’1.5% del PIL. Fanno eccezione il Cile e la Colombia che superano il 4%. Se è vero che il Venezuela è stabile all’1.55% del PIL di spese militari, la vostra è una campagna inventata di sana pianta, non per informare ma per diffamare il … Leggi tutto

Piero Sansonetti lo chiama Castro, ma per milioni resta Fidel

Fidel, sì Fidel, che problema è Fidel. Perfino come chiamarlo è un problema, un discrimine, un Rubicone. Piero Sansonetti, direttore del quotidiano del PRC Liberazione, è molto attento a scrivere sempre Castro. Non scrive mai Fidel, come tutti i cubani, e centinaia di milioni di sfruttati di questo pianeta lo continuano a chiamare. E’ una cartina tornasole potentissima. Per star bene in società, con i Gianni Riotta, i Lucio Caracciolo, i Pierluigi Battista, gli Omero Ciai, è necessario dire “Castro”, e nonsiamai farsi scappare “Fidel”. Chissà, forse Sansonetti conosce Emir Sader, il filosofo brasiliano, tra i fondatori dei Fori Sociali Mondiali. In un magistrale articolo intitolato “come diventare un ex-intellettuale di sinistra” Sader lo mette al primo comandamento: “non chiamare mai più Fidel, Fidel. Da oggi in poi chiamalo sempre Castro”.

Con Nello Margiotta, Sabatino Annecchiarico, Mirko del Medico e Fabio Amato:

Continuano, su questo sito e sulla stampa nazionale (la polemica è dilagata sulla stampa che una volta quelli del partito di Sansonetti definivano “borghese”, dalla Repubblica al Giornale, che se la ridono grassamente), gli eco del caso Nocioni-Liberazione-Cuba. Il giorno 2 giugno Sansonetti ha dedicato un … Leggi tutto

Angela Nocioni e l’America Latina su Liberazione, lettera a Piero Sansonetti

Gentile Piero Sansonetti, direttore di Liberazione,
da due giorni il mio sito, che si occupa prevalentemente di informazione e America Latina, è inondato di messaggi di lettori del suo quotidiano, indignati per la pagina intera (pp. 1 e 9) pubblicata a firma Angela Nocioni, presunta inviata a L’Avana per il suo giornale, il giorno 30 maggio.

Molti lettori, suoi e miei, mi chiedono di fare qualcosa, attribuendomi un potere che evidentemente non ho. Non sono un lettore di Liberazione, non ho alcun rapporto di lavoro con il suo giornale, non sono mai stato militante né del PRC né di alcun partito di sinistra. Sono solo un docente di Storia del Giornalismo e un attento osservatore delle cose latinoamericane e del giornalismo italiano.

Se ho ricevuto una ventina di messaggi io, lei ne avrà ricevuti mille e mi auguro li abbia letti. Non … Leggi tutto