Thursday 09 February 2012, 08:07

Gli articoli con tag: " Piano Condor "

La dittatura brasiliana tramava con Richard Nixon contro Cile e Cuba

nixon_med Nuovi documenti declassificati e diffusi dall’organizzazione indipendente statunitense National Security Archives elevano il livello di complicità tra dittatura brasiliana e governo degli Stati Uniti di Richard Nixon per rovesciare i governi di Cile e Cuba e perché non sorgessero altri Salvador Allende e Fidel Castro.

A Natale del 1971 vi fu un vertice alla Casa Bianca tra il presidente statunitense e quello brasiliano, Emilio Garrastazú Médici (nella foto ufficiale dell’incontro), generale, dittatore e terribile violatore di diritti umani nel suo paese.

Dalle minute di quella riunione ora pubbliche (stiamo parlando di un’epoca anteriore al Piano Condor, il piano continentale di sterminio dell’opposizione democratica in America latina) emerge che fu deciso come proseguire a coordinarsi nel sabotaggio e destabilizzazione della democrazia cilena.

Nel paese del Cono Sud il socialista Salvador Allende aveva vinto le elezioni democraticamente il 4 settembre dell’anno prima, e gli Stati Uniti, già pesantemente attivi contro quel governo, lavorano a come coinvolgere i brasiliani per appoggiare materialmente la parte golpista dell’esercito cileno.

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Emilio Eduardo Massera, un altro demente

demente

Come Augusto Pinochet, anche l’ex-dittatore argentino Emilio Eduardo Massera (nella foto con Jorge Rafael Videla) è stato dichiarato “demente” (ora?) dalla giustizia di Buenos Aires per evitare che paghi le proprie colpe.

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Fidel, Cristina e Barack, che il pugno degli Stati Uniti diventi una mano tesa verso l’America latina

na01fo01 Che il presidente della Repubblica argentina, Cristina Fernández de Kirchner, scelga di andarsene a Cuba il giorno dell’insediamento del Presidente degli Stati Uniti e incontri l’influente pensionato Fidel Castro, che da settimane la solita grande stampa dava in coma o già morto, e lo trovi in ottime condizioni, è di per sé una notizia.

Ma il rilievo politico non sta tutto nell’incontro, nel peso politico della visita ufficiale del primo presidente argentino dopo Raúl Alfonsín 23 anni fa, sta nel segnale lanciato da Argentina e Cuba all’uomo appena insediatosi alla Casa Bianca. Per Fidel è “un uomo sincero” e “con buone idee”.

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Tekojoja! Trionfa Fernando Lugo e l’uguaglianza entra nel dizionario politico in Paraguay

Lugo Tekojoja vuol dire “uguaglianza” in lingua guaraní, con il castigliano l’altra lingua ufficiale del più remoto paese dell’America latina, che da oggi rientra nella storia. Con il 41% dei voti infatti l’ex-vescovo Fernando Lugo, è da oggi presidente, ed è la prima volta in 196 di storia del Paraguay indipendente che un dirigente dell’opposizione arriva al governo pacificamente.

Ha sconfitto le oligarchie che, con il Partido Colorado che fu di Alfredo Stroessner, il Supremo echeggiato da Augusto Roa Bastos, avevano sempre dominato il paese ma che nella nuova America latina hanno dovuto accettare il trionfo popolare. Nel primo discorso da presidente eletto, Lugo ha detto che i suoi hanno dimostrato che “anche i piccoli possono vincere” e (riprendendo lo slogan del Venezuela bolivariano) che “il Paraguay adesso è di tutti”.

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Da Don Ciotti a Noam Chomsky a Beppe Grillo, insieme per i diritti umani e contro i paramilitari in Colombia

Foto Niccolò Celeste Dall’Italia al Canada. Dalla Svezia all’Argentina. Da Don Luigi Ciotti a Noam Chomsky, da Beppe Grillo a Frei Betto, dallo scopritore degli archivi del piano Condor in Paraguay, Martín Almada a Gianni Minà, da intellettuali israeliani come Meir Margalit o Jeff Halper a Hernando Calvo Ospina, giornalista di Le Monde diplomatique, forse massimo esperto al mondo di paramilitarismo, che da anni vive sotto minaccia di morte.

Intellettuali, artisti, semplicemente persone sensibili, si stanno mobilitando in queste ore con una grande preoccupazione: che la tragedia colombiana non sia ricordata soltanto quando si parla di Ingrid Betancourt e che chi semina per la pace non sia lasciato solo.

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Perù: Alan García difende Bermúdez per difendere se stesso

da Camminaredomandando

 

Il presidente peruviano Alan GarcìaCom’era ipotizzabile parte del Perù non ha preso molto bene la richiesta di estradizione italiana dell’ex presidente Morales Bermúdez, accusato di partecipazione al Piano Condor durante gli anni della sua presidenza (1975-1980). Un sentimento che ha trovato, manco a dirlo, come interprete privilegiato il presidente Alan García che ha considerato ingiuste le accuse rivolte all’ex-presidente e offensive nei confronti del Perù, che sarebbe, a suo dire, (e sarebbe stato all’epoca) “uno stato di diritto”. Dopo l’ambiguità e l’equidistanza nei confronti del processo Fujimori ecco la difesa (non tanto d’ufficio) verso il predecessore (golpista) Bermúdez. Relativamente a questa ennesima uscita dell’ondivago presidente peruviano si impongono almeno un paio di … Leggi tutto

Il processo al Piano Condor e lo spettro dell’ "obediencia debida"

pinochet12 “Ho solo obbedito agli ordini” ha detto nell’interrogatorio di garanzia ieri a Regina Coeli, Jorge Troccoli. Il marinaio uruguayano, arrestato il 24 dicembre a Marina di Camerota, in provincia di Salerno, è al momento l’unico detenuto dei 140 militari latinoamericani ricercati dall’Interpol per quello che potrebbe essere il più grande processo al mondo contro il Piano Condor, l’organizzazione terroristica internazionale creola, ma orchestrata da Washington come … Leggi tutto

Piano Condor, verso la Norimberga latinoamericana

Pinochet_y_Videla La giustizia federale argentina ha deciso. Si farà il processo per il Piano Condor, l’internazionale del terrore che negli anni ’70 coordinò il sequestro, l’interscambio e la sparizione di migliaia di oppositori politici nella regione. Si apre così un nuovo capitolo nella ricerca della verità in America latina.

“Il Piano Condor è stato una vasta associazione a delinquere attiva nel Cono Sud, diretta al … Leggi tutto

Complotto contro l’Europa – Il Sismi è disponibile: l’ombra lunga della CIA contro la giustizia europea

Il SISMI spiava e creava dossier falsi per diffamare più di 200 magistrati di tutta Europa. E’ quello stesso SISMI che si prestò a confezionare il Nigergate (la più falsa delle prove per giustificare l’invasione dell’Iraq) ed è lo stesso SISMI che partecipò al sequestro di Abu Omar. In nome di quali interessi agisce il SISMI?

Perché Piero Fassino rompe gli indugi ed accusa Silvio Berlusconi di sapere? Sapere cosa, esattamente? Perché Fassino, è evidente, colpisce ma non affonda il coltello. Agisce come se fossimo di fronte a una polemica politica da quattro soldi, tale da procurare un vantaggio politico spicciolo e immediato e non di fronte ad un caso internazionale gravissimo. Perché Nicolò Pollari (foto), il capo dei nostri servizi segreti militari, il SISMI, spiava almeno 203 magistrati, dei quali solo 47 erano italiani?

Alzi la mano chi, guardando … Leggi tutto

Desaparecidos

Oggi è il 24 marzo e sono passati 31 anni dal colpo di stato genocida in Argentina. Oggi che le grandi alamedas sembrano tornare timidamente ad aprirsi ricordiamo i 30.000 desaparecidos con le parole di Mario Benedetti (traduzione di Gennaro Carotenuto a fronte). Con loro ricordiamo gli oltre mezzo milione tra assassinati e desaparecidos causati nel continente dalle dittature fondomonetariste e le decine di milioni di sommersi, vittime del neoliberismo per imporre il quale le dittature fondomonetariste, il genocidio, il piano Condor, furono in America Latina propedeutiche e indispensabili. E ricordiamo monsignor Oscar Romero, assassinato sull’altare un 24 marzo di 27 anni fa. Entra nell’articolo per leggere. … Leggi tutto

Secondo desaparecido in Argentina: democrazia nel mirino

A tre mesi dalla sparizione di Jorge López, c’è un secondo desaparecido in Argentina. Si tratta di Luís Gerez, è un muratore di 50 anni, militante peronista di Escobar; aveva testimoniato contro il torturatore Luís Patti.

Quando aveva appena 16 anni, ed era militante della Gioventù Peronista, Gerez fu sequestrato e torturato da Luís Patti ad Escobar, una località a Nord del Gran Buenos Aires dove ha sempre vissuto. All’inizio di quest’anno, quando Patti fu eletto deputato, aveva testimoniato in parlamento raccontando di come, appena adolescente, aveva riconosciuto Patti stesso tra i torturatori, che gli applicavano corrente elettrica (picana) alla lingua e ai testicoli mentre lo tenevano legato alla rete di un letto di un commissariato di Escobar. La testimonianza di Gerez era stata decisiva per impedire che il torturatore Patti potesse entrare in carica come deputato.

Da quel giorno Gerez non aveva però più trovato pace. Militante … Leggi tutto

America Latina, arriva la mano pesante delle destre

Desaparecidos, dossier falsi, servizi segreti in azione, brogli elettorali, la battaglia all’ONU, un colpo di stato imminente in Bolivia e la vita minacciata di militanti e dirigenti politici. Per la primavera latinoamericana arriva l’ora della prova contro la reazione.

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La primavera latinoamericana a più d’uno era sembrata una festa. I movimenti sociali si facevano governo in maniera così facile da far dubitare del perché non fosse successo prima. Presidenti eletti per caso, come l’argentino Nestor Kirchner, si sono rivelati capaci di aggregare consenso e cancellare impunità. Movimenti radicali -figli di atavici sacrifici- come i senza terra brasiliani, fanno prudentemente politica. Perfino un colpo di stato organizzato con tutti i sacri crismi, quello dell’11 aprile 2002 a Caracas, è stato spazzato via dalla democrazia partecipativa della rivoluzione bolivariana. A Mar del Plata, a fine 2005, movimenti popolari e nuove classi dirigenti hanno gridato, insieme ai governi, un inaudito “no” all’ALCA e a George Bush. Argentina e Brasile hanno chiuso i loro conti con l’FMI: non vogliono più consigli interessati e l’integrazione regionale disegna un continente che mette finalmente al primo posto l’inclusione sociale.

Le destre di sempre hanno incassato colpi, via via più concreti, al privilegio e all’impunità. Ma il 2006, anno elettorale fondamentale, sta dando segnali di una sistematica reazione sotto forma di una nuova guerra sporca. Non può esserci ancora un nuovo Piano Condor, ma i segnali sono molteplici, diseguali, mutevoli eppure omogenei, e da non sottovalutare … Leggi tutto

Su Brecha, in risposta ad Omero Ciai

Tra gli innumerevoli commenti di questi giorni (196 per appena tre post) estraggo ed invito a leggere questo di Alejandro Parreira che rimette le cose al loro posto rispetto al “semanario Brecha” di Montevideo, tirato in causa ieri più volte in maniera irridente ed offensiva dal redattore di Repubblica, Omero Ciai. Mi onoro di far parte della casa di Avenida Uruguay 911 (angolo Calle Andes), fin dal 1997. E’ il mio posto nel mondo, ne sono felice, e mi sento libero. Per Brecha ho firmato centinaia di articoli su temi di politica internazionale e non ho nessuna invidia per quel “grande” giornalismo che obbliga a leccare… stivali di potenti.

Come iscritto all’ordine dei giornalisti quindi trovo particolarmente volgare -ma al passo con i tempi- questa maniera di classificare il giornalismo per potere economico delle testate. Brecha non è un “foglio clandestino”, tutt’altro. E’ anzi una florida cooperativa giornalistica con tanto di gadget, libri e videocassette. E forse pochi sanno che gli articoli di Eduardo Galeano, pubblicati in tutte le lingue del mondo, sono originariamente scritti per Brecha. Ricordo che fior di giornalisti, durante il fascismo, hanno rischiato la vita per scrivere per “fogli clandestini”. Il più importante di questi si chiamava “l’Unità”. Oggi per Omero Ciai, che dall’Unità viene, “foglio clandestino” è un insulto.

Per quanto riguarda le molteplici insinuazioni verso il dr. Gianni Minà … Leggi tutto

Mentre Rumsfeld si preoccupa per Morales e Chávez il riarmo cileno spaventa il continente

Questa settimana porta notizie preoccupanti per la pace in America Latina. Il 31 gennaio, sono stati consegnati all’aviazione cilena i primi due F16 della Lockheed Martin dell’ultima infornata di 10 aerei da combattimento nuovi, comprati dal governo del quale Michelle Bachelet (nella foto mentre passeggia su di un sottomarino da guerra) è stata Ministro della Difesa. Sono i più moderni aerei da combattimento in dotazione ad eserciti dell’America Latina, e sono (ovviamente) stati posizionati nella base di Iquique, nel nord del paese, puntati contro il Perú e la Bolivia. Con i due micidiali aerei da guerra, sarebbero stati consegnati 142 missili AMRAAN, missil AIM9 e bombe JDAM. Solo con questa commessa dell’aviazione, il Cile governato dal centro-sinistra, supera l’intero costo del programma di ammodernamento dell’esercito venezuelano, contro il quale si sta opponendo il governo degli Stati Uniti, … Leggi tutto

Vichadero, la Macondo dell’Uruguay che riscrive la Storia

La dittatura fondomonetarista uruguayana (1973-1985) ha sempre costruito di se stessa un’immagine falsata. Ufficialmente in Uruguay vi furono una trentina di desaparecidos e la giustificazione storica data fu che tutte quelle morti furono incidenti: “se le pasó la mano en la tortura”, “esagerarono con la tortura”. L’uso pubblico della storia, la costruzione identitaria uruguayana non poteva ammettere lo sterminio in un paese dove spesso vittima e carnefice erano familiari. A questi si aggiungevano i morti ufficiali, quelli dei quali in strada fu fatto ritrovare il corpo, almeno duecento desaparecidos uruguayani in Argentina, qualche decina in Cile.
di Gennaro Carotenuto

Di questi morti i militari hanno sempre detto di non sapere nulla. Come se non avessero preso parte anche loro al piano Condor, l’internazionale del terrorismo di stato alla quale presero parte tutte le dittature … Leggi tutto