La dittatura brasiliana tramava con Richard Nixon contro Cile e Cuba
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Nuovi documenti declassificati e diffusi dall’organizzazione indipendente statunitense National Security Archives elevano il livello di complicità tra dittatura brasiliana e governo degli Stati Uniti di Richard Nixon per rovesciare i governi di Cile e Cuba e perché non sorgessero altri Salvador Allende e Fidel Castro.
A Natale del 1971 vi fu un vertice alla Casa Bianca tra il presidente statunitense e quello brasiliano, Emilio Garrastazú Médici (nella foto ufficiale dell’incontro), generale, dittatore e terribile violatore di diritti umani nel suo paese.
Dalle minute di quella riunione ora pubbliche (stiamo parlando di un’epoca anteriore al Piano Condor, il piano continentale di sterminio dell’opposizione democratica in America latina) emerge che fu deciso come proseguire a coordinarsi nel sabotaggio e destabilizzazione della democrazia cilena.
Nel paese del Cono Sud il socialista Salvador Allende aveva vinto le elezioni democraticamente il 4 settembre dell’anno prima, e gli Stati Uniti, già pesantemente attivi contro quel governo, lavorano a come coinvolgere i brasiliani per appoggiare materialmente la parte golpista dell’esercito cileno.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Com’era ipotizzabile parte del Perù non ha preso molto bene la richiesta di estradizione italiana dell’ex presidente Morales Bermúdez, accusato di partecipazione al Piano Condor durante gli anni della sua presidenza (1975-1980). Un sentimento che ha trovato, manco a dirlo, come interprete privilegiato il presidente Alan García che ha considerato ingiuste le accuse rivolte all’ex-presidente e offensive nei confronti del Perù, che sarebbe, a suo dire, (e sarebbe stato all’epoca) “uno stato di diritto”. Dopo l’ambiguità e l’equidistanza nei confronti del processo Fujimori ecco la difesa (non tanto d’ufficio) verso il predecessore (golpista) Bermúdez. Relativamente a questa ennesima uscita dell’ondivago presidente peruviano si impongono almeno un paio di
La giustizia federale argentina ha deciso. Si farà il processo per il Piano Condor, l’internazionale del terrore che negli anni ’70 coordinò il sequestro, l’interscambio e la sparizione di migliaia di oppositori politici nella regione. Si apre così un nuovo capitolo nella ricerca della verità in America latina.
Il SISMI spiava e creava dossier falsi per diffamare più di 200 magistrati di tutta Europa. E’ quello stesso SISMI che si prestò a confezionare il Nigergate (la più falsa delle prove per giustificare l’invasione dell’Iraq) ed è lo stesso SISMI che partecipò al sequestro di Abu Omar. In nome di quali interessi agisce il SISMI?
Oggi è il 24 marzo e sono passati 31 anni dal colpo di stato genocida in Argentina. Oggi che le grandi alamedas sembrano tornare timidamente ad aprirsi ricordiamo i 30.000 desaparecidos con le parole di Mario Benedetti (traduzione di Gennaro Carotenuto a fronte). Con loro ricordiamo gli oltre mezzo milione tra assassinati e desaparecidos causati nel continente dalle dittature fondomonetariste e le decine di milioni di sommersi, vittime del neoliberismo per imporre il quale le dittature fondomonetariste, il genocidio, il piano Condor, furono in America Latina propedeutiche e indispensabili. E ricordiamo monsignor Oscar Romero, assassinato sull’altare un 24 marzo di 27 anni fa. Entra nell’articolo per leggere.
Desaparecidos, dossier falsi, servizi segreti in azione, brogli elettorali, la battaglia all’ONU, un colpo di stato imminente in Bolivia e la vita minacciata di militanti e dirigenti politici. Per la primavera latinoamericana arriva l’ora della prova contro la reazione.
Questa settimana porta notizie preoccupanti per la pace in America Latina. Il 31 gennaio, sono stati consegnati all’aviazione cilena i primi due F16 della Lockheed Martin dell’ultima infornata di 10 aerei da combattimento nuovi, comprati dal governo del quale Michelle Bachelet (nella foto mentre passeggia su di un sottomarino da guerra) è stata Ministro della Difesa. Sono i più moderni aerei da combattimento in dotazione ad eserciti dell’America Latina, e sono (ovviamente) stati posizionati nella base di Iquique, nel nord del paese, puntati contro il Perú e la Bolivia. Con i due micidiali aerei da guerra, sarebbero stati consegnati 142 missili AMRAAN, missil AIM9 e bombe JDAM. Solo con questa commessa dell’aviazione, il Cile governato dal centro-sinistra, supera l’intero costo del programma di ammodernamento dell’esercito venezuelano, contro il quale si sta opponendo il governo degli Stati Uniti,