Thursday 09 February 2012, 08:33

Gli articoli con tag: " Peacereporter "

Borsa Greca Seri Draghi Stesse Facce Stesse Razze

Siamo seri. In religioso silenzio ascoltiamo, innalzando i nostri cuori al Signore: ” Sono misure molto serie», ha detto Draghi a margine di un convegno all’Università di Roma III, facendo riferimento ai tagli fiscali varati dal governo di Atene.

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Berlusconi sull’Honduras: le elezioni hanno restaurato la democrazia

Da uno che di certo di democrazia se ne intende; faccio il copia/incolla da un articolo si Peace Reporter di oggi, 2 dicembre 2009:

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Nuova lettera a Chiquita dopo la presa di posizione della compagnia sul boicotaggio

Nuova lettera di risposta del Comitato Internazionale per il Boicotaggio a Chiquita dopo la presa di posizione della compagnia sul boicotaggio internazionale contro l’impresa per i fatti dell’Honduras

Signor George Jaksch,

nella Sua lettera Lei cataloga come “voci totalmente prive di fondamento” le pubbliche e ripetute denunce effettuate dalle organizzazioni anti-golpiste dell’Honduras. Così come Luciana Luciani  della Chiquita-Italia le aveva apostrofate come “ridicole”.

Le parole leggere volano mentre i fatti –purtroppo- restano. E indicano in modo convergente e inequivocabile che la Chiquita, fedele alla sua opaca tradizione storica, ha sempre le mani in pasta nella vita interna dell’Honduras.

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Ultimora Honduras: scatta la repressione

Stella Spinelli raccoglie questa drammatica testimonianza dall’Honduras.

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Lettere dal Carcere di Pavia Settembre 2009

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Allego  il testo da me personalmente trascritto, di due lettere  autografe che mi sono pervenute per posta privata e con mailing list ma che non ho capacità tecnica di allegare e sicuramente qualcuno l’avrà già fatto o lo farà. La prima è la testimonianza dei detenuti della Prima Sezione di Pavia, compagni di cella di Sami Mbarka Ben Garci , l’altra già ieri circolata sulla stampa, parzialmente o integralmente.

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Teresa Strada: il peso della morte

Quanti alla domanda "Chi è morto?!" risponderanno Mike Buongiorno!?

Purtroppo la maggioranza, ingorda di discussioni da bar, non si è accorta di un angelo dai capelli rossi che è volato in cielo.

Ammalato dalla malattia più grave di tutte che è la conoscenza della cruda realtà che ci circonda!

Spero che queste poche parole possano far ricordare il nome di Teresa Strada anche alle persone che solo ora sanno della sua scomparsa!!

G8 2009 We are your crisis! La storia la raccontiamo noi

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“E mo’ cantammo  sta nova canzone,
tutta la ggente  se l’à dda ‘mparà”.

Al grido di: “Terremotate il G8! La vostra crisi siamo noi!” si chiedeva  a Berlino per il 4  Luglio, “sostegno per la mobilitazione in Italia, facendo appello alla costruzione, attraverso mobilitazioni internazionali, di una lotta transnazionale alle “architetture securitarie”, non importa se queste vengano ordite dalla Nato, dal G8 o dall’ UE”.

Dieci anni dopo Seattle, il gruppo “Diggers 2.0” invita alla “solidarietá dalle macerie del capitalismo”.

Cinzia Bottene, leader del Comitato ‘No Dal Molin’, ha sottolineato la “grande pazienza che il popolo dei No-base ha mantenuto nel corso della lunga attesa. C’erano persone anziane  disponibili a marciare loro stesse contro i reparti del Tuscania”.

Si, avete letto bene, gli stessi reparti usati in Afghanistan. Credo sia il caso di rinfrescare la memoria, la storia di questo Reparto, perchè “SOLDATO SI NASCE SI DIVENTA,VIVE NELLA PAURA PERCHE’ L’AFFRONTA.

Dunque il 10 luglio 1940, viene ufficialmente creata la Repubblica di Vichy sotto la guida del maresciallo Philippe Petain:  il nuovo regime proclamò il ritorno ai valori tradizionali: famiglia, patria e lavoro. La società fu riorganizzata. I francesi considerati ostili al potere,  cioè i comunisti, i sindacalisti e gli ebrei, furono internati.

Il 10 luglio del 1940 ” furono concentrati in Roma, presso la Caserma Podgora, ventidue Ufficiali, cinquanta Sottufficiali e trecentoventi tra Appuntati e Carabinieri volontari: nasceva così il leggendario Battaglione Carabinieri Paracadutisti, i “parà del Tuscania, esperti contro il terrorismo e in operazioni umanitarie”.

Era il  30 dicembre 2001 e la cronaca registrava con disappunto che venivano messi a disposizione soloDuecentottanta militari impiegati a Kabul e dintorni con compiti di sicurezza, umanitari e logistici, ed un aereo da trasporto C-130: ormai raggiunto l’ accordo sulla composizione della Forza di pace Onu in Afghanistan si delinea, in modo piu’ o meno chiaro, il contributo delle forze armate italiane”.

Si sono visti sfilare quelli del Reparto Tuscania,  per il 2 giugno 2009, Festa della Repubblica: presenti all’estero in Kosovo, Libano, Afghanistan, Cisgiordania, e nelle sedi diplomatiche di Baghdad (Iraq), Kabul (Afghanistan), Abidjan (Costa D’Avorio), Riad e Gedda (Arabia Saudita), Beirut (Libano).

Oggi erano presenti a Vicenza, perchè come dice il Ministero della Difesa, ” il Reparto svolge occupazione preventiva e difesa di posizioni, interdizione e controinterdizione d’area, guerriglia e controguerriglia etc, supporto alle azioni delle Forze Speciali ed ai contingenti di Forza Armata in operazioni “fuori area”..compiti di polizia, supportando l’Arma territoriale in particolari attività a tutela della sicurezza pubblica, ed addestrativi a favore sia di militari dell’Arma destinati a Reparti speciali, sia di unità appartenenti a FF.AA. estere“.

Scendono le Forze Armate in difesa dei potenti del mondo, contro il popolo che vive e risiede in Italia. L’ hanno fatto e lo faranno domani, Vicenza, l’Aquila…Ero a Genova nel 2001 e  poi dopo…non scordo.

La cronaca di questa giornata, il 4 luglio 2009, la potete trovare sulla stampa, cartacea e on line e in questo video: “Dal 6 luglio L’Aquila sarà attraversata dal più cinico Summit G8 che la storia ricordi”  si legge il 1 luglio su Indymedia Abruzzo.

Dunque andando un po’ indietro nella storia dell’Arma, apprendiamo che nascono  il 13 luglio del 1814  i Carabinieri Reali, per assicurare il controllo del territorio contro le influenze interne, per la sicurezza pubblica, la lotta al brigantaggio… Niente di nuovo: Brigante se more , era il 1920 quando Antonio Gramsci scrisse sull’esercito e la repressione che « Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e? fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti. »

Io so che stasera sto scrivendo anche per farvi sapere la storia di una bambina afghana, Maryam,  schiacciata sotto uno scatolone da venti chili pieno di volantini informativi delle forze di occupazione Nato, lanciato da tremila piedi di altezza, che le ha causato una grave frattura pelvica, vagina, retto e ano distrutti e danni all’uretra .
Potete giurarci, noi siamo la vostra crisi, questi, dovunque voi siate e per chiunque combattete, sono  crimini di guerra:  la storia la raccontiamo noi.

Doriana Goracci


“E mo’ cantammo  sta nova canzone,
tutta la ggente  se l’à dda ‘mparà”.

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Maryam ha 5 anni.
E’ nata a Taywara, nella provincia centrale di Ghowr. Ma poi la sua famiglia, nella speranza di fuggire dalla miseria, è emigrata nella provincia meridionale di Helmand, finendo a vivere nel campo profughi di Mahajor, alle porte di Lashkargah. La casa di Maryam è una baracca, dove abita assieme ai suoi genitori, Mohammed Tahir e Qamar Gull, al nonno, allo zio, ai suoi quattro fratelli e alle sue due sorelle. Alle tre di mattina del 27 giugno, tutti sono stati svegliati dalle urla della piccola Maryam, schiacciata sotto uno scatolone da venti chili pieno di volantini informativi delle forze di occupazione Nato, lanciato da tremila piedi di altezza. Normalmente questi contenitori si aprono durante la caduta lasciando piovere il loro contenuto. Ma questa scatola, evidentemente, era difettosa. Verso le cinque di mattina, Maryam, accompagnata dal padre, è arrivata nell’ ospedale di Emergency, a Lashkargah. 12386

“Era in stato di shock, con un trauma da schiacciamento della regione addominale e una vastissima ferita dei tessuti molli di tutta l’area genitale”, riferiscono fonti mediche dell’ospedale di Emergency. Immediatamente assistita e operata, le hanno trovato una grave frattura pelvica, vagina, retto e ano distrutti e danni all’uretra. “Viene operata di laparotomia, le viene fatta una colostomia (per defecare dalla pancia, ndr) e diverse trasfusioni visto che aveva perso moltissimo sangue. Oggi, tre giorni dopo, è stata riportata in sala operatoria per un’ulteriore pulizia delle ferite. Il 3 luglio dovrebbe subire un ulteriore intervento, e la storia credo si ripeterà per parecchi giorni a venire”, aggiunge la fonte medica. Maryam ha ripreso conoscenza il secondo giorno di degenza. Da allora brontola continuamente perché vuole l’acqua da bere. Il suo viso è perennemente crucciato in una smorfia di rabbia. In effetti non è piacevole svegliarsi di botto alle 3 di mattina con un pacco da venti chili che ti piomba addosso e ti apre l’addome spaccandoti le ossa… Quale futuro avrà questa bimba senza più organi genitali in un Paese come l’Afghanistan?

Enrico Piovesana , inviato di Peacereporter




Ronde nere, il programma è preso pari pari dai nazisti

Ha fatto un ottimo lavoro Maso Notarianni, direttore di Peacereporter. Ha messo a confronto il programma del Partito Nazionalista Italiano (Nuovo MSI di Gaetano Saya), quello delle Ronde nere, con quello della NSDAP, il partito nazional socialista di Adolf Hitler. Salta all’occhio che è esattamente lo stesso programma trasposto all’Italia di oggi. Non appena qualcuno lo ha fatto notare (la memoria è un nemico per i nazisti) il programma stesso è stato immediatamente rimosso. Sarà riproposto in altra impaginazione ma per la legge Scelba, e per elementarissime considerazioni che capirebbe perfino Roberto Maroni, il P.N.I. andrebbe immediatamente proibito e i suoi aderenti perseguiti secondo il nostro codice penale.

PNI

Da Peace Reporter: “Abruzzo, forse sotto le macerie ancora tante vittime: i migranti irregolari che affittavano in nero”

Doriana Goracci inseriva ieri, come commento al suo articolo, una notizia che girava in rete “i morti che non vi dicono”.

Oggi Peace Reporter pubblica un articolo a conferma. In rete circola un filmato, ripreso di nascosto, dove un rappresentante della protezione civile dichiara che i morti “irregolari” ci sono.

Poi, ufficialmente, si minimizza. La notizia è purtroppo tragicamente attendibile (potrei dire attesa). In ogni caso, anche uno solo, sarebbe comunque uno di troppo. Anche solo dimenticarne uno…

Ma si sa, la Questura de L’Aquila ora si occupa di emergenze, non di affitti in nero.

Da Peace Reporter:

Mentre ancora è vivo il dolore per i funerali di Stato delle vittime del terremoto che ha colpito l’Abruzzo, si fa strada un’inquietante possibilità.

Le vittime, infatti, potrebbero essere molte di più. Secondo il parere di un funzionario della protezione Civile italiana, ripreso da una telecamera nascosta, al momento è impossibile ipotizzare quanti migranti vivessero nel centro storico. “Almeno il 90 percento di quelle case erano affittate in nero”, dichiara il funzionario nel video postato sul sito ByoBlu e rilanciato in pochi minuti da YouTube e altri network online. il funzionario, del quale non si precisa il nome, si spinge ad affermare che le vittime potrebbero essere in totale quasi quattrocento.

Agostino Miozzo, dirigente della protezione civile, così commenta – per PeaceReporter – il video: “E’ possibile certamente che ci siano altre vittime sotto le macerie, e che tra queste ci siano immigrati irregolari. I cani e gli altri strumenti che la protezione civile utilizza non indicano però una presenza tanto grande di persone rimaste sepolte. L’Aquila è una piccola città, in cui tutti si conoscono e tutti sanno di tutto. Il fenomeno dell’immigrazione irregolare non è massiccio come può esserlo in città come Napoli o Milano o Roma, tenderei ad escludere quindi che le cifre siano quelle fatte da chi, non sapendo di essere filmato o registrato, si esprime in libertà e in una situazione di stress e fatica enormi”.

Obiezione

brunetta E’ tutto lì, sul minacciato web. Può sembrare vita virtuale, ma è dolore, ferocia, barbarie: Genova, il sangue sul selciato, la furia cilena di Bolzaneto e, in un crescendo, la guerra contrabbandata per pace e la Costituzione violata, il cittadino espropriato del diritto di eleggere i suoi rappresentanti in Parlamento, l’ecatombe d’immigrati nel "mare nostrum", il diritto d’asilo negato, la scuola, l’università e la ricerca ridotte alla fame, i poliziotti alla testa di bande fasciste a Piazza Navona. Tutto lì, come l’Europa di Altiero Spinelli trasformata in braccio armato del capitale, pronta a dar segno di sé solo quando una qualche sanguisuga s’inventa direttive alla Bolkestein per alterare il rapporto tra capitale e lavoro, i grandi commissari del Fondo Monetario Internazionale decidono della fame e della sete, i cervelloni di Lisbona mercificano il sapere e i tecnocrati che governano la finanza europea fanno da cerniera tra crisi, profitto e sfruttamento. Tutto lì sul minacciato web: i sacrifici imposti per alimentare la rapina delle banche, l’ingiunzione a lavorare di più e a rinunziare a diritti, salari, sicurezza e futuro.

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Russia: Crimini contro la Giustizia

Da troppi mesi dedico insufficiente attenzione a quello che accade in Russia, paese che ho visitato e a cui mi sento legato per diverse ragioni: la mia distrazione è forse anche motivata dalla profondità della sua crisi morale, prima che economica e politica, che mi trasmette un frustrante senso di impotenza e probabilmente un impulso di rimozione.
Ma non posso trascurare quanto è avvenuto nelle scorse settimane, a partire dall’omicidio dell’avvocato e attivista Stanislav Markelov e della giornalista Anastasia Baburova: ho ricostruito i recenti eventi attraverso una sorta di collage di approfondimenti reperiti in Rete, cercando di mettere a fuoco il senso di ciò che sta accadendo. … Leggi tutto

Insalata al prezzemolo per Tzipi Livni?

Andreas Solaro / AFP / Getty

Della signora Tzipi Livni ne sentiremo parlare in futuro, non solo oggi e tento allora di inviarle una lettera con ricetta inclusa, in attesa delle sue, percorrendo alcune fasi della preparazione culinario- israeliana, al femminile s’intende ed internazionale.

Di Tzipi Livni se ne era già occupato il Time con un articolo e una copertina dedicata a lei. Lo firmò la sua amica Condoleezza Rice, alla fine scrivendo “Rice is U.S. Secretary of State”. La descriveva come una donna di idee aperte e libere, intelligente, combattiva e di pace: da rispettare profondamente. E così con il 2007 , la rivista Time inserì Tzipi Livni fra le 100 persone che “stanno trasformando il mondo”. E la signora è intelligente davvero e non presuntuosa al punto, malgrado la vittoria, di comandare da sola: “Due primi ministri per Israele” esattamente come Due Popoli Due Stati, leit motiv caro a molti. “Il popolo ha scelto Kadima e sarà Kadima a guidare nel futuro il popolo”. A Bibi Netanyahu ha rivolto un appello per costruire un governo di unità nazionale. Ha puntato sulla sicurezza e l’economia e sappiamo quanto “cari” sono questi temi a tutti i cittadini del mondo. In questo taglia e cuci febbrile di donna, non manca l’ago con i suoi 15 seggi conquistati: “Io sono la chiave e questa chiave detterà le regole per il futuro governo”. Le lacrime una volta prerogativa femminile, sono ciò che è rimasto del partito laburista, quelle di Ehud Barak, che non lascerà la politica anche se la politica lascerà lui, almeno piangere. Inutile il suo polso di ferro nel durante elezioni…: “il ministro della Difesa Ehud Barak ha deciso di imporre un assedio totale alla Cisgiordania e Gerusalemme e di chiudere completamente i valichi della Striscia di Gaza. In un comunicato stampa, Barak ha reso noto che l’esercito permetterà il passaggio solo per motivi “umanitari” e d‘urgenza, mentre l’esercito ha chiuso i passaggi commerciali della Striscia di Gaza”.

Di “passi in avanti” Kadima ( questo significa in ebraico) e la Livni ne hanno fatti dando Lezioni di Vita, come la signora Fiamma Nirenstein, che penso apprezzerà l’operato d’amore di questo partito:” quì va alle urne l’unico paese democreatico in una selva di dittature”.Scriveva anche Alberto Stabile il 18 .9.2008 : “Se Tzipi Livni, nonostante le profonde radici familiari nella destra nazionalista israeliana è giunta, alla fine di un lungo percorso, ad accettare la necessità del compromesso, la sua vittoria all´interno di Kadima vuol dire che il processo di pace con i palestinesi ha buone probabilità di proseguire”. Ma l’autunno e l’inverno 2008-2009 nella Striscia di Gaza non hanno dato queste prospettive e gli sconfinamenti nei territori occupati hanno prodotto solo cifre da giocare alla roulette della morte: più di 1.000 morti, più di 5.000 feriti e con l’uso delle bombe al fosforo, tanto per dirla al ribasso.

Dal mpmento che anche io apprezzo la cucina internazionale, offro un’insalata al prezzemolo alla signora Tzipi Livni, dal nome ahimè un po’ compromesso data l’origine libanese, “Taboule”, compresa la ricetta . Ingredienti: parecchio prezzemolo menta bulghur (grano essiccato e triturato) cipollotto pomodoro sale succo di limone olio

Rimane il prezzo, Il prezzo del prezzemolo s’intende, come ce lo racconta Vittorio Arrigoni perchè abbiamo un debole per le note di Certi italiani. Vik ci ha inviato anche un video Canzone del gruppo israeliano “the Hadag Nahash” che si è ballato prima e durante le elezioni, con tanti bei slogan che invitano al razzismo fascista e di certe canzoni musica direttori d’orchestra e attrici protagoniste, ce ne intendiamo anche noi quì in Italia dove prezzemolo olio grano pomodoro menta cipollotto sale limone ancora abbondano, non sappiamo solo per quanto.

Da ultimo, come ottima padrona di casa saprà la Livni, l’insalata bene si accoppia con il pesce (anche quello ce l’abbiamo ancora) e pertanto ci farebbe piacere sapere da donne e tra donne che fine ha fatto” l’attivista scozzese Theresa McDermott ritrovata sappiamo nella prigione di Ramleh quattro giorni dopo essere “scomparsa” dopo che l’esercito israeliano l’aveva prelevata con la forza da un’imbarcazione libanese su cui si trovava in missione umanitaria verso Gaza”: forse tentava di pescare come certi palestinesi nel mare di fronte alla Striscia. Il problema in ogni caso che potrebbe risolvere la preparazione di un buon pasto rimane in ogni caso quello avanzato da Luca Galassi: “Contadini, giornalisti e pacifisti internazionali bersagliati dal fuoco dei cecchini israeliani. La gente di Gaza non ha il diritto neanche di raccogliere il prezzemolo”.

Quanto all’ estetica della signora Livni (spesso in versione ufficiale blù e nero) penso si richiami sobriamente alle forze armate israeliane, la Tsahal, IDF, l’esercito di difesa di Israele che ha avuto già modo di dirigere e questo stile è stato garbatamente criticato da un signore su Fastidio, dove avanza dei dubbi sulle donne che “sarebbero “biologicamente” distanti dalla guerra e che invece comandano le operazioni militari come Tzipi Livni…Margaret Thatcher e Condoleeza Rice uomini più o meno ben conciati (o al massimo automi umanoidi), ho tralasciato la Palin” .

Certa che nessuno avrà tempo per queste Storie di Cucina, ma tentare è una strada, saluto e resto in attesa delle nuove ricette, le News come si dice in inglese…

Doriana Goracci

http://www.tranchida.it/luoghi/Palestina_a.jpg

Fortezza Europa – 1502 morti nel 2008, 13.352 in venti anni

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Ho scoperto uno straordinario repertorio, Fortezza Europa. Da anni gli autori propongono una rassegna stampa sulle morti di migranti nel tentativo di entrare in Europa. Faccio ammenda, non lo conoscevo, ma mi domando perché strumenti come questo che la nebulosa informativa del giornalismo partecipativo offre a piene mani, non vengono mai citati dal mainstream.

Quando lavoravo a “El País”, a Madrid la cosa più bella era poter scendere una rampa di scale e andare nell’ufficio documentazione dove archivisti bravissimi reperivano una cartina, un’immagine, un documento, tabelle, dati. In quel momento (era la metà degli anni ‘90), quei dati all’epoca potevi averli solo se lavoravi in un grande giornale. Oggi i grandi giornali hanno perso (hanno voluto perdere) ogni vantaggio competitivo, salvo pochi casi (ricordiamo Giovanni Maria Bellu di Repubblica e “la nave dei fantasmi”) ed è la Rete il luogo dei documenti, l’ufficio documentazione aperto a tutti (gc).

ROMA – Ad avvistarlo è stato un pescatore, nel pomeriggio dello scorso 26 dicembre. Il cadavere galleggiava tra gli scogli di Melilla, l’enclave spagnola in Marocco. È la vittima numero 1.502 del 2008. Un dato che segna un meno 23% rispetto al 2007, quando le morti documentate alle frontiere Ue furono 1.942, poco meno delle 2.088 registrate nel 2006. Difficile comparare i dati, dato che si tratta delle sole notizie riportate dalla stampa. Nessuno infatti è in grado di conoscere il numero di naufragi “fantasma” sfuggiti alla cronaca ma non ai pescatori del Canale di Sicilia, che continuano a pescare resti umani nelle reti, specialmente in prossimità delle coste libiche.

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Gaza, il reato di clandestinità e la Memoria

Gaza
In questi giorni la mia attenzione è catturata da quanto sta avvenendo a Gaza.

Come comprendere questa mattanza senza senso? Il tiro al bersaglio continuo sulla popolazione civile, sui bambini? Leggetevi questo articolo di PeaceReporter: «Cecchini sparano su famiglie dirette all’ospedale». Avrete la cifra di ciò che sta accadendo. «Una bambina è stata colpita al volto e all’addome». Di che altro avete bisogno per dichiarare illegale, per dichiarare criminale questa guerra che non è una guerra (per la sostanziale mancanza di uno dei due contendenti, in quanto non esiste un esercito gazawi)? Come fanno a non venire risucchiate dentro all’esofago e poi giù, nella profondità delle viscere del corpo, quelle voci che continuano a ripetere la solita solfa ritrita dei razzi Qassam e delle responsabilità di Hamas? Se 4 civili uccisi sono, giustamente, un’enormità che cosa sono più di 1000 vite umane spezzate?

In Italia, intanto, s’introduce il reato di clandestinità.

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Cosa bisogna aspettare per chiamarlo crimine di guerra?

Ammesso e non concesso che la guerra, di per se, non sia un crimine; comunque. E sia chiaro, per quanto ci sentiamo assolti, siamo tutti coinvolti (anche storicamente).

Ormai “solo” un’altra goccia nel vaso: … Leggi tutto