di Zag, sabato 21 febbraio 2009, 12:07
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Dialoghi
Sì alla vita, no alla tortura di stato
“La manifestazione “Sì al testamento biologico, no alla tortura di Stato” è confermata domani con inizio alle 15 a piazza Farnese a Roma.
Alle 17/17.30 interverrà per collegamento telefonico Beppino Englaro. Dal palco interverranno Mina Welby, il decano della facoltà teologica valdese Daniele Garrone, dom Giovanni Franzoni per le comunità cristiane di base, Dacia Maraini, Lidia Ravera, il direttore del Manifesto Gabriele Polo, un medico impegnato nelle cure palliative per i malati terminali, Emma Bonino, e alcuni dei promotori dell’appello che è all’origine della manifestazione: Andrea Camilleri, Furio Colombo, Paolo Flores d’Arcais, Pancho Pardi e Stefano Rodotà.
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di Annalisa Melandri, sabato 1 novembre 2008, 09:49
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Dialoghi
Sono gravissime le ultime dichiarazioni di Francesco Cossiga. Ma credo che sia ancor più grave banalizzare o fare della semplice ironia su di esse o sulla sanità mentale di chi le ha rilasciate.
Grave e pericoloso. Giorgiana Masi è morta proprio applicando la “dottrina Cossiga”, un giorno di maggio del 1977. Aveva 19 anni. La stessa età dei ragazzi che in questi giorni stanno riempiendo le strade e le piazze di tutta Italia.
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di Gennaro Carotenuto, domenica 18 maggio 2008, 13:00
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Italia, Media, Società
Il banchetto, a trenta metri da casa mia, in questa grigia domenica mattina nella quale il Cardinal Ezequiel Lavezzi sta per celebrare la fine dell’anno liturgico, si presenta come una specie di altarino.
Ci sono foto di Peppino Impastato, Antonio Gramsci, Falcone e Borsellino alla rinfusa, inframezzate da foto dell’Eroe eponimo Beppe Grillo e grosse scritte “Vaffanculo”, che non si capisce se ce l’abbiano con Gramsci, con qualche casta, oppure con i passanti. Capirò che ce l’hanno con questi ultimi.
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Sta facendo molto rumore, dentro e intorno al servizio pubblico, un vero e proprio diktat di Marco Pannella (nella foto in divisa da ustascia croato). Nella RAI dell’endemica lottizzazione, il Partito Radicale invece di combatterla ne pretende a gran voce una in più: i diritti umani. Questi sono un nostro specifico, tuona l’ustascia in questione, e solo noi abbiamo i titoli per occuparcene.
Lo storico capo radicale (che l’Opinione vuole senatore a vita) non si limita, in una sorta di editto bulgaro alla rovescia e in minore, ad indicare una carenza del servizio pubblico e a chiedere il rafforzamento di un singolo tema nei palinsesti radiotelevisivi. Fa molto di più Marco Pannella, pretende un programma televisivo, arriva a deciderne già il conduttore in un suo uomo, Walter Vecellio, e stabilisce perfino i temi dei quali il programma si può occupare: “il Tibet, il Darfur, la Cecenia, lo Zimbabwe”.
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di Gennaro Carotenuto, domenica 28 gennaio 2007, 16:38
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Dialoghi
Francesco Zurlo: su un numero di Latinoamerica di qualche tempo fa, in un articolo di Gianni Minà, lessi che i Radicali Italiani stavano costituendo (o avevano costituito) un organismo collegato al NED americano. E’ vero? Perché se fosse così, ben si capirebbero certe esternazioni della Bonino su Chávez, commentate anche in questo blog qualche tempo fa…
Gennaro Carotenuto: Non credo sia andato in porto. L’ "Organizzazione mondiale delle democrazie", una pseudoriforma dell’ONU voluta da Emma Bonino in modo che gli Occidentali potessero monopolizzarla definitivamente, è abortita anni fa. Allo stesso modo non credo nascerà mai l’ “Italian and European Endowment for Democracy” che era una boutade elettorale della Rosa nel Pugno e una testimonianza in più del colonialismo mentale del quale è vittima il Partito Radicale.
In ogni caso la sinergia tra Partito Radicale e organizzazioni come il NED e Freedom House è totale. Matteo Mecacci, uomo di raccordo tra i radicali e il governo statunitense, tanto da trovare ampio spazio sulle pagine del quotidiano di riferimento del Pentagono e di Donald Rumsfeld, il Washington Times (quello che parla di "asse del male latinoamericano da colpire"), lavora in … Leggi tutto
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Il mio articolo sulla morte di Piergiorgio Welby ha causato una serie importante di reazioni, quasi tutte private, alcune apparse in mailing list pubbliche o siti dove il pezzo è stato ripubblicato. Rispondo in maniera collettiva e me ne scuso come mi scuso del ritardo nel rispondere.
Nell’articolo notavo come sul caso Welby si fossero confrontati due opposti estremismi, quello ratzingeriano, ostinato nel negare l’evidenza di un dramma sociale enorme, e quello radicale, che impone alla società la propria visione di mondo, semplificando in maniera scellerata problemi complessi, ed ergendosi, senza alcun diritto, a tutore della morale laica in maniera del tutto avventuristica. Ho ricevuto reazioni positive, reazioni critiche “papiste”, ma soprattutto reazioni che difendevano a spada tratta l’agire del partito radicale (nella foto Marco Pannella in divisa da ustascia croato). Qualcuno, in maniera colorita e divertente -ma con volontà di offendermi- mi ha definito “il nuovo Binetti”. E’ a quest’ultimo tipo di obiezioni che rispondo in questa nota.
Il punto fondamentale è che è necessario un ossimorico “atto di fede laica” per considerare accettabile quanto successo all’alba del 21 dicembre.
Chi lo ha accettato ha voluto rimuovere il dubbio che la volontà di Welby possa non essersi mantenuta costante fino all’ultimo istante, e che tutti i soggetti coinvolti abbiano agito se non in diritto, almeno in buona fede. Non è importante che chi scrive non sia disposto a compiere tale atto di fede, ma è evidente che un magistrato non può, … Leggi tutto
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E’ più difficile e allo stesso tempo più urgente, dopo la morte di Piergiorgio Welby, aprire un dibattito sull’eutanasia in Italia. Non si può essere costretti a scegliere tra l’avventurismo omicida dei talebani radicali di Marco Pannella, e la sadica morale di Joseph Ratzinger e del Vaticano, per i quali perfino l’anima di Augusto Pinochet merita più pietà di quella di Welby.
Che piaccia o no, il simbolo del Natale 2006 resterà quella chiesa di San Giovanni Bosco che il Vicariato di Roma ha preteso restasse chiusa rifiutando il corpo morto di Piergiorgio Welby. Da decenni oramai … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 19 aprile 2006, 16:12
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Media
Nonostante la dittatura fondomonetarista di Ben Alì abbia amnistiato in febbraio i nove ragazzi di Zarzis condannati a pesanti pene detentive per la colpa di avere utilizzato Internet, i siti che avevano denunciato il caso, tra i quali GennaroCarotenuto.it, restano censurati dal paese nordafricano. In particolare, a questo link, pubblicai il mio pezzo uscito su Brecha di Montevideo intitolato “Le mani di Bush su Internet” che denunciava … Leggi tutto
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