Clochard secolo XXI
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Clochard stamane a Parigi con cartello: “Ho fame, si accettano anche Ticket Restaurant”.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Clochard stamane a Parigi con cartello: “Ho fame, si accettano anche Ticket Restaurant”.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Vi do conto di una serata trascorsa a Tolfa, non ci tornavo da almeno vent’anni. Ne avevo 14 quando già circolava una borsa di Tolfa, la bisaccia da vaccaro, quella che poi avrebbe contraddistinto il ‘68 italiano, stringiamoci forse è meglio, quello laziale e romano e cominciavo ad andarci, salendo dapprima con la famiglia e poi con gli amici.
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
D’accordo. In Italia abbiamo i nostri guai e da solo Brunetta vale un terremoto.
E’ vero. Non è facile rompere il silenzio prezzolato di pennivendoli, guitti. velinari e cavalier serventi. E lo so bene: un paese che senza batter ciglio si lascia governare da Brambilla, Carfagna e Gelmini [ci sarebbero altrettanti esempi maschili, gc], non ha più diritto d’indignarsi. … Leggi tutto
Giuseppe Aragno su http://www.gennarocarotenuto.it
Maurizio Valenzi ci ha lasciati, era stato il primo sindaco comunista di Napoli. Pur mancando pochi mesi ai suoi 100 anni, l’ho sempre visto e lo ricordo ora, come una persona giovane e attiva, semplice e leale, un campione dei valori della libertà e uguaglianza, un “sereno combattente”.
È stato il sindaco della mia città, Napoli, che meglio di ogni altro ha svolto il suo delicato compito.
Un vero galantuomo!
Era nato a Tunisi, il 16 novembre 1909, da una famiglia di origine livornese. Ha iniziato presto la sua attività di pittore, frequentando l’Accademia di Belle Arti , legandosi alle correnti d’avanguardia della pittura moderna.
Gabriella Raffaele su http://www.gennarocarotenuto.it

A proposito di costruzioni pericolose e “fuori norma” in zone sismiche, un esempio particolarmente eloquente, che in questo caso unisce il danno ambientale dell’obrobrio architettonico, alla mancanza di qualsiasi criterio di adeguamento alla normativa per la realizzazione di un complesso edilizio in zona sismica, viene sempre dalla provincia de l’Aquila. Precisamente da Corcumello, un borgo medievale della Marsica, frazione del Comune di Capistrello.L’idea nefasta, nasce purtroppo nel contesto serio e necessario del Programma quadriennale di Edilizia Residenziale Pubblica, che la Regione Abruzzo aveva votato nel luglio del 1996, individuando nella delibera i “soggetti attuatori” e, tra questi, il Comune di Capistrello.
Redazione su http://www.gennarocarotenuto.it
E’ arrivata la bufera… ? Ma no, solo un falco ultranazionalista, Avigdor Lieberman neo ministro degli Esteri israeliano a Roma, dove sono ad ad attenderlo per il Convegno Volatili, tante Colombelle ad Ali aperte: Israele nostra casa, no?
Lo stesso leader del partito di estrema destra nazionalista, recentemente ha dichiarato: ” Le intese di Annapolis nel 2007 non impegnano Israele in quanto non sono state ratificate dal governo…C’è un documento che ci obbliga e non è quello della Conferenza di Annapolis, che non ha validità – ha detto il leader del partito di estrema destra nazionalista, (Israele nostra casa) – Il governo israeliano non ha mai ratificato Annapolis, nè lo ha fatto la Knesset“.
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
E’ un 25 aprile che ha il governo all’opposizione. Un 25 aprile in cui non c’è un ministro nato alla cultura della Resistenza o un partito che faccia riferimento alla guerra di liberazione o ai valori della Costituzione. Ci governano gli ex secessionisti della Lega Padana, gli ex fascisti di Alleanza Nazionale e quei forzisti per i quali il 25 aprile, più che una festa nazionale, è sempre stato il trionfo dalla "vendetta e dell’odio dei vincitori a danno dei vinti. E’ un 25 aprile che annuncia tempesta. In attesa che il vento cominci a soffiare, è giusto che la parola passi ai testimoni.
Luigi Maresca
Luigi Maresca, liberale, antifascista e partigiano durante le "Quattro Giornate", nacque a Napoli sotto il segno della reazione, nel luglio del 1898, subito dopo i "moti della fame" e le cannonate di Bava Beccaris, mentre corti marziali e miopia di ceti dirigenti disperdevano nelle isole di confino o seppellivano sotto secoli di galera le voci del dissenso.
Giuseppe Aragno su http://www.gennarocarotenuto.it
Unione Europea e MTV Europe hanno annunciato il progetto “Can you hear me Europe“, per sensibilizzare i giovani sull’importanza di esprimere la loro volontà.
Pubblico Delirio su http://www.gennarocarotenuto.it
Talvolta capita che alcune notiziole, che pure avrebbero meritato un po’ di spazio qui, vadano perse . Solo oggi, ad esempio, leggo dell’accoglienza riservata alla convention elettorale di CasaPound a Bologna a base di cacche varie. Ahimè, mi son detta, speriamo che nessun* sospetti che l’immagine qui di fianco, usata in Marginalia qualche tempo fa per illustrare un articoletto su CasaPound, fosse un’oscura allusione atta ad istigare il passaggio ai fatti. Qualcun* (forse) penserà che sono un tantino paranoica, invece vi assicuro che (purtroppo) non sono preoccupazioni peregrine. In un’epoca in cui la libertà d’espressione è invocata a gran voce per giustificare le peggiori nefandezze (dalle camere a gas "dettaglio della storia" alla riabilitazione della Repubblica di Salò), può capitare, ad esempio, solo per aver tirato fuori qualche scheletro dall’armadio de Il Resto del Carlino, di subire pesanti forme di mobbing inventivo … Vista l’aria che tira e il poco tempo che (ancora forse) resta prima che ci mettano il bavaglio a tutt*, passo velocemente (di cacca in cacca) al convegno promosso da Forza Nuova a Milano per il prossimo 5 aprile. Dovrebbero colà intervenire tra i maggiori rappresentanti dei partiti neofascisti europei aderenti al progetto Fronte Nazionale europeo, da Bruno Gollnisch del Front National a Simon Darby del British National Party per arrivare a Stratos Karanikolau del greco-cipriota Proti Grammi (Linea di Fronte). Senza dimenticare Roberto Fiore, ovviamente.
Vincenza Perilli su http://www.gennarocarotenuto.it
di Vincenza Perilli

(L’immagine è un’opera di Mona Hatoum, artista palestinese nata a Beirut. Lo scoppio della guerra civile in Libano le impedirà di ritornare nel paese d’origine, costringendola all’esilio).
Sono passate settimane dall’inizio dei bombardamenti su Gaza, settimane durante le quali l’attivismo contro la guerra e per il cessate il fuoco non ha avuto tregua, tra appelli, presidi, petizioni per il boicottaggio dei prodotti made in Israel e per la sospensione degli accordi commerciali con Israele, manifestazioni grandi e piccole in tutto il mondo, da Roma ad Atene, da Parigi a Tel Aviv. … Leggi tutto
foscalontana su http://www.gennarocarotenuto.it
Intervista a Sixto Silgado Paido: l’ultimo gaitero che vive sull’Isola del Rosario (Colombia)
di Davide Matrone
Isola del Rosario (Colombia) “Quando iniziai a suonare la gaita negra avevo appena 12 anni….” cosi ha inizio l’incontro con Sixto in un caldissimo pomeriggio di fine dicembre. … Leggi tutto
adalberto belfiore su http://www.gennarocarotenuto.it
Il professor André Nouschi, 86 anni, ebreo nato a Constantine, storico di fama mondiale, Professore onorario all’Università di Nizza, ha inviato questa lettera all’ambasciatore di Israele a Parigi. La cosa scotta!
Signor Ambasciatore,
Paolo Roversi su http://www.gennarocarotenuto.it
“Momenti di serenità e di attesa per Barbara Berlusconi, terzogenita del presidente del Consiglio. In attesa del secondo bambino, Barbara, 24 anni, si concede qualche giorno di riposo ai Caraibi, a Mustique.”
E’ LEGGO: certo che leggo anche io.
Leggo è un quotidiano distribuito gratuitamente dal lunedì al venerdì, perche si presume che i pendolari non corrano anche il fine settimana e le notizie torneranno a correre, dopo due giorni di riposo, come quelli che si concede Barbara Berlusconi. … Leggi tutto
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
Quello di Lorenzo Cremonesi del “Corriere della Sera” è il primo reportage di un giornalista italiano entrato nella Striscia di Gaza. E chi ha occhi per guardare vede e se vede racconta: “almeno l’80 per cento delle vittime –si legge nel pezzo sul Corriere- sono bambini, anche piccolissimi, donne, anziani. Qui si sta sparando contro la società civile senza porsi troppi problemi”.
YUNIS (Striscia di Gaza) — Entriamo verso le 14.00 con il bus egiziano scalcagnato dal posto di frontiera a Rafah. C’è un’atmosfera tesissima, Israele per tutta la mattina ha bombardato i tunnel lungo il confine. I caccia nel cielo, il fischio, lo scoppio, profondo, terrificante. Alcune bombe sono cadute poche decine di metri da qui, infrangendo parte delle vetrate al terminal egiziano. Sul bus siamo in due. L’altro passeggero è un dottore palestinese che rientra a casa. Dall’altra parte, in «Hamasland», non ci sono sentinelle armate, solo un paio di uomini barbuti con vestiti bruni impolverati che parlano al walkie talkie.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
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Sopra, una giacca bianca color colomba e sotto, un completo nero color falco, così Tzipi Livni, ministro degli esteri israeliano, è volata a Parigi da Sarkozy, spiegando al mondo che la guerra va avanti. “La situazione umanitaria a Gaza è sotto controllo. L’esercito distingue la guerra al terrorismo, contro Hamas, dalla popolazione civile. Cesserà solo quando sarà il momento”. Ricevuta dal ministro degli Esteri Bernard Kouchner, ha pranzato al Quai d’Orsay, ha chiarito sorridendo, forse al momento del dolcetto e caffè che la proposta Ue di una tregua umanitaria era “irricevibile”. Al sesto giorno dell’offensiva israeliana sulla Striscia si contano 410 morti di cui 20 bambini, oltre 1800 feriti.
video: http://tv.repubblica.it/mondo/gaza-f16-all-attacco/27829?video
A San Vittorino Romano, un paese vicino Roma, non c’è solo il santuario di Nostra Signora di Fatima con pedana circolare di marmo nero ed elegante altare in marmo bianco ma anche un cavalcavia sotto al quale nella notte del 31 dicembre, avvistata da alcuni automobilisti, è stata trovata una ragazza albanese di 22 anni, sdraiata con a fianco un cappotto e dentro sua figlia, nata poche ore prima: morta. Senza casa, da quando non viveva più al Campo casilino 900, sgomberato. Non ha saputo spiegare nulla: era in stato confusionale. L’autopsia chiarirà.
video: http://www.rainews24.rai.it/video.asp?videoID=6330
Da Baruda, la testimonianza di una ragazza del campo profughi di Deheishe.
Il 31 dicembre Vittorio Arrigoni ha nuovamente scritto da Gaza, concludendo con il suo “restiamo umani”. E’ un modo di essere anche nostro? Cominciamo a vedere cosa c’è sotto la notizia e a mettere sopra tutto la Vita? Cosa c’è, sotto controllo?
Doriana Goracci
” Jabilia, Bet Hanun, Rafah, Gaza City, le tappe della mia personale mappa per l’inferno. Checchè vadano ripetendo i comunicati diramati dai vertici militari israeliani, e ripetuti a pappagallo in Europa e Usa dai professionisti della disinformazione, sono stato testimone oculare in questi giorni di bombardamentidi moschee, scuole, università, ospedali, mercati, e decine e decine di edifici civili. Il direttore medico dell’ospedale di Al Shifa mi ha confermato di aver ricevuto telefonate da esponenenti dell’IDF, l’esercito israeliano, che gli intimavano di evacuare all’istante l’ospedale, pena una pioggia di missili. Non si sono lasciati intimorire. Il porto, dove dovrei dormire, ma a Gaza non si chiude un occhio da 4 giorni, è costantemente soggetto a bombardamenti notturni. Non si odono più sirene di ambulanze rincorrersi all’impazzata, semplicemente perchè al porto e attorno non c’è più anima viva, sono morti tutti, sembra di poggiare piede su di un cimitero dopo un terremoto. La situazione è davvero da catastrofe innaturale, un cataclisma di odio e cinismo piombato sulla popolazione di Gaza come piombo fuso, che fa a pezzi corpi umani, e contrariamente a quanto si prefigge, compatta i palestinesi tutti, gente che fino a qualche tempo fa non si salutava nemmeno perchè appartenenti a fazioni differenti, in un corpo unico. Quando le bombe cadono dal cielo da diecimila metri di quota state tranquilli, non fanno distinzioni fra bandiere di hamas o fatah esposte sui davanzali, non hanno ripensamenti esplosivi neanche se sei italiano. Non esistono operazioni militari chirurgiche, quando si mette a bombardare l’aviazione e la marina, le uniche operazioni chirugiche sono quelle dei medici che amputano arti maciullate alle vittime senza un attimo di ripensamento, anche se spesso braccia e gambe sarebbe salvabili. Non c’è tempo, bisogna correre, le cure impegnate per un arto seriamente ferito sono la condanna a morte per il ferito susseguente in attesa di una trasfusione. All’ ospedale di Al Shifa ci sono 600 ricoverati gravi e solo 29 macchine respiratorie. Mancano di tutto, soprattutto di personale preparato. Per questo ragione, esausti più che dalle notti insonni dall’immobilismo e dall’omertà dei governi occidentali , così facendo complici dei crimini d’Israele, abbiamo deciso di far partire ieri da Larnaca, Cipro, una delle nostre barche del Free Gaza Movement con a bordo 3 tonnellate di medicinali e personale medico. Li ho aspettati invano, avrebbero dovuto attraccare al porto alle 8 am di questa mattina. Sono invece stati intercettati a 90 miglia nautiche da Gaza da 11 navi da guerra israeliane, che in piene acque internazionali hanno provato ad affondarli. Li hanno speronati tre volte, producendo una avaria ai motori e una falla nello scavo. Per puro caso l’equipaggio e i passeggeri sono ancora tutti vivi, e sono riusciti ad attraccare in un porto libanese. Essendo sempre più frustrasti dall’assordante silenzio del mondo “civile”, i miei amici ci riproveranno presto, hanno scaricato infatti i medicinali dalla nostra nave danneggiata, la Dignity, e li hanno ricaricati su di un’altra pronta alla partenza alla volta di Gaza. Certi che la volontà criminale di Israele nel calpestare diritti umani e leggi internazionali, non sarà mai forte come la nostra determinazione nella difesa di questi stessi diritti e uomini. Molti giornalisti che mi intervistano mi chiedono conto della situazione umanitaria dei palestinesi di Gaza, come se il problema fossero la mancanza di cibo, di acqua, di elettricità, di gasolio, e non chi è la causa di questi problemi sigillando confini, bombardando impianti idrici e centrali elettriche. Lunghe file ai pochi panettieri con ancora le serrande semiaperte, 40 50 persone che si accapigliano per accappararsi l’ultima pagnotta. Uno di questi panettieri, Ahmed, è un mio amico, e mi ha confidato il suo terrore degli ultimi giorni. Più che per le bombe, teme per gli assalti al forni. Dinnanzi al suo, si sono già verificate risse. Se fino a poco tempo fa c’era lo polizia a mantenere l’ordine pubblico, specie dinnanzi alle panetterie, ora non si vede più un poliziotto in divisa in tutta Gaza. Si sono nascosti, alcuni. Gli altri stanno tutti sepolti sotto due metri di terra, amici miei compresi. A Jabilia ancora strage di bambini, due fratellini di 4 e 10 anni, colpiti e uccisi da una bomba israeliana mentre guidavano un carretto trainato da un asino, in strada as-Sekka, a Jabalia. Mohammad Rujailah nostro collaboratoE dell’ISM, ha scattato una foto che è più di un fermoimmagine, è una storia, è la rivelazione di ciò che tragico viviamo intensamente ogni minuto, contandoci ogni ora, perdendo amici, fratelli, familiari. Carriarmati, caccia, droni, elicotteri Apache, il più grande e potente esercito del mondo in feroce attacco contro una popolazione che si muove ancora sui somari come all’epoca di Gesù Cristo: angeli di Jabalia Secondo Al Mizan, centro per i diritti umani, al momento in cui scrivo sono 55 bambini coinvolti nei bombardamenti, 20 gli uccisi e 40 i gravemente feriti. Israele ha trasformato gli ospedali e gli obitori palestinesi in fabbriche di angeli, non rendendosi conto dell’odio che fomenta non solo in Palestina, ma in tutto il mondo. Le fabbriche degli angeli sono in produzione a ciclo continuo anche questa sera, lo avverto dai fragori delle esplosioni che sento fuori dalle mie finestre. Quei corpicini smembrati, amputati, quelle vite potate ancora prima di fiorire, saranno un incubo per tutto il resto della mia vita, e se ho ancora la forza di raccontare delle loro fine, è perchè voglio rendere giustizia a chi non ha più voce, a chi non ha mia avuto un fiato di voce, forse a chi non ha mai avuto orecchie per ascoltare. restiamo umani, Vik”
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it