di Giorgio Sabaudo, mercoledì 23 dicembre 2009, 22:49
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Dialoghi
Da vaccamagra.blogspot.com

.Caracas.
Abbiamo partecipato, documentandola, alla nascita del Movimiento Continental Bolivariano. La dinamicitá e l’energia sentita ha ,a tratti, commosso e dato speranze. … Leggi tutto
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«Hayaya Pachamama, per questo siamo qui». Per la vita della madre terra. E’ con queste parole che Angela Navarro, negoziatrice del governo della Bolivia, ha aperto il suo intervento all’incontro sul debito ecologico e sulla giustizia climatica promosso da una vasta rete di organizzazioni nell’ambito del programma del Klimaforum, il controvertice organizzato a Copenaghen dalla società civile. La Bolivia ha infatti avanzato la proposta di un emendamento che introduce la questione del debito climatico al testo del potenziale, ma sempre più lontano, accordo finale. Lo Stato andino ha ricevuto il sostegno di Malesia, Cuba, Micronesia, Paraguay, Sri Lanka e Venezuela.
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di Fabrizio Lorusso Mex, domenica 29 novembre 2009, 11:31
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Dialoghi
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di Alessandro Bruschi, domenica 27 settembre 2009, 08:19
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Dialoghi
Come compagni delle Brisop (Brigate per la solidarietà e per la pace) abbiamo intervistato il compagno Dario, di Buenos Aires, venuto in Italia per intervenire al campo estivo organizzato a Viareggio dall’Unione democratica arabo-palestinese.
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 24 luglio 2009, 21:30
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America latina, Primo piano
Esercito e paramilitari golpisti contro il popolo in Honduras. Almeno dieci posti di blocco nei 110 km che separano Tegucigalpa dalla frontiera con lil Nicaragua.
Repressione, lacrimogeni, ma anche proiettili che secondo alcune testimonianze avrebbero causato un morto e almeno due feriti, non stanno impedendo al popolo dell’Honduras, che avanza al canto dell’inno nazionale e di “el pueblo unido jamás será vencido” di ricevere Mel Zelaya.
Il presidente legittimo, che in questo momento è alla frontiera con il Nicaragua, sul punto di forzare l’ingresso nel paese fu deposto da un golpe lo scorso 28 giugno.
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Canale Honduras, a questo link tutti gli aggiornamenti sul golpe in Centroamerica!
Si chiamava Isis Obed Murillo, aveva 19 anni e una faccia da bambino. Lo hanno ammazzato con un colpo alla nuca mentre si allontanava dalle recinzioni dell’aeroporto di Tegucigalpa presidiato da mezzo esercito honduregno armato fino ai denti. Lo ha ammazzato un soldato che, secondo innumerevoli testimonianze, si è inquadrato, ha mirato e ha puntato proprio alla nuca di Isis secondo uno schema che è di tutti i regimi repressivi: colpire per terrorizzare, “shock and awe”.
Con Isis si conta almeno un altro morto, molti feriti con colpi di arma da fuoco, decine di persone picchiate selvaggiamente e un numero imprecisato di arresti che starebbero continuando in queste ore, piena notte in Centroamerica. Oggi però il “Fronte contro il colpo di Stato” è convocato ancora e “chissà – come ci ha detto nella notte P.T. nell’intervista pubblicata in esclusiva – se prevarrà l’indignazione o la paura”.
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di Gennaro Carotenuto, domenica 5 luglio 2009, 19:16
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Primo piano
Canale Honduras, a questo link tutti gli aggiornamenti sul golpe in Centroamerica!
ULTIMORA: Anche Zelaya sarebbe atterrato in Salvador. In questo momento è in volo verso Tegucigalpa dove arriverà intorno alle 24 italiane. Non è accompagnato dagli altri presidenti.
Accompagnato solo dal presidente dell’assemblea generale delle Nazioni Unite Manuel d’Escoto, il presidente legittimo dell’Honduras Manuel Zelaya starebbe volando verso Tegucigalpa mentre un altro aereo con a bordo il segretario generale dell’OSA Insulza e i presidenti di Argentina, Ecuador e Paraguay sarebbe diretto verso il Salvador.
Intanto a Tegucigalpa la giunta golpista ha chiuso l’aeroporto internazionale di Toncontín presidiato da forti contingenti militari, dove si starebbero dirigendo migliaia di persone per accogliere Zelaya.
L’oggetto del contendere: La Costituzione dell’Honduras, meglio un golpe piuttosto che cambiarla?
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Canale Honduras, a questo link tutti gli aggiornamenti sul golpe in Centroamerica!
A poche ore dall’arrivo a Tegucigalpa, annunciato da giorni, del presidente legittimo della Repubblica dell’Honduras, Mel Zelaya, il Ministro degli Esteri della giunta golpista, Enrique Ortiz, ha annunciato di aver dato ordine di non permettere all’aereo di atterrare in territorio honduregno.
Sull’aereo viaggiano quattro capi di stato e secondo alcune fonti sarebbe scortato da aerei della forza aerea brasiliana. Oltre a quello honduregno sono stati annunciati a bordo Cristina Fernández de Kirchner, argentina, Rafael Correa, ecuadoriano e Fernando Lugo, paraguayano.
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Il Foro Sociale Mondiale era considerato dai grandi media il contro vertice rispetto al Foro Economico Mondiale di Davos in Svizzera. Era il momento di quando ancora si credeva che tutto fosse cominciato a Seattle.
Poi quando fu chiaro che tutto (il movimento critico al neoliberismo allora imperante) era cominciato tra il Chiapas, il Caracazo, Porto Alegre e il V Centenario della conquista dell’America, tra i movimenti sociali europei, presto in franco riflusso, i più se ne disinteressarono.
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di Redazione, giovedì 1 gennaio 2009, 00:01
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America latina
Quella notte del 1° gennaio 1959 in cui Fulgencio Batista, il dittatore che governava Cuba con la complicità della mafia italo-americana, fuggì a Santo Domingo con un aereo carico di dollari nessun politologo o editorialista Usa si azzardò a presagire che il movimento di liberazione di Fidel Castro, Che Guevara, Camilo Cienfuegos che era riuscito a cacciare quell’ex sergente sadico e torturatore, avrebbe guidato per decenni l’isola dei Caraibi, da sempre la più ambita dagli Stati uniti.
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di Paolo Moiola, giovedì 11 dicembre 2008, 07:50
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Dialoghi
“BOTTINO DI GUERRA”
Buenos Aires, 10 dicembre 2008. La bambina nasce nella “Scuola di meccanica della marina” (luogo conosciuto con l’acronimo di Esma), probabilmente negli ultimi mesi del 1977. In Argentina, sono gli anni della dittatura militare (che – ricordiamolo – durerà quasi 8 anni, dal 24 marzo 1976 al 10 dicembre 1983) e la Esma è un luogo di detenzione e di tortura. … Leggi tutto
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di reynamiranda, venerdì 10 ottobre 2008, 11:04
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Dialoghi
In Guatemala, questa settimana, si negozia il futuro delle relazioni politiche e commerciali tra l’Unione europea e i Paesi del Centro America. Fino a venerdì 10 ottobre, infatti, è in programma la Quinta riunione del tavola di lavoro che discute i termini dell’Acuerdo de Asociación tra i 27 Paesi dell’Ue e le repubbliche centro-americane (Guatemala, El Salvador, Nicaragua, Honduras, Costa Rica).
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di Luca Romeo, lunedì 29 settembre 2008, 13:48
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America latina
Vietata la presenza militare straniera nel Paese, via la base Usa di Manta. E poi importanti riforme economiche e sociali

L’Ecuador, un piccolo Paese sudamericano, raramente alla ribalta delle cronache, avrà una nuova Costituzione, fra le più avanzate al mondo.
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di Annalisa Melandri, domenica 7 settembre 2008, 07:55
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Dialoghi
Narciso Isa Conde può essere considerato come uno dei rivoluzionari che hanno fatto la storia del suo paese, la Repubblica Dominicana e quella di tutta l’America Latina per il contributo del suo pensiero e per il suo impegno attivo per una terra libera da legami con l’imperialismo dei “falchi” del Nord. Nato nel 1942, appena adolescente partecipa alla lotta contro il regime di Trujillo.
Diventa poi Secretario Generale del Partito Comunista Dominicano.
Ha partecipato inoltre alla rivoluzione di Aprile del 1965 e alla Guerra Patria contro l’invasione degli Stati Uniti.
Durante il regime di Joaquín Balaguer ha sofferto il carcere, la persecuzione e l’esilio. … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 15 agosto 2008, 05:07
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Diritti umani, Disinformazione
La notizia la segnala il mio amico Pascual Serrano. Il governo spagnolo ha negato il permesso alla Croce Rossa Internazionale per visitare in carcere le persone condannate per gli attentati terroristici dell’11 marzo a Madrid.
Non solamente, il governo spagnolo si è addirittura dichiarato “sorpreso” della richiesta, tanto da negarla. La Croce Rossa Internazionale visita 500.000 detenuti l’anno in giro per il mondo, ma quelli spagnoli non può vederli.
La notizia getta nuove ombre sull’Europa come continente capofila della difesa dei diritti umani, ma sembra non essersene accorto nessuno. Eppure, come scrive Pascual, ci sono altri casi nei quali il diniego di visite alla Croce Rossa sembra trovare occhi e orecchie ben più attenti nei media. Per esempio quando concernono Cuba.
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