E non solo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino! Si scopron le tombe e si levano i morti (compresi Joe Petrosino e il Marchese Notarbartolo) e brindano col Lanzara e il Duca di Salaparuta.
La strana coppia Angiolino Alfano e Bobo Maroni annuncia di punto in bianco nientepopodimeno che la sconfitta della mafia e chi si è perso le puntate precedenti, tranquillo, non sono mai state girate.
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di Redazione, domenica 19 luglio 2009, 16:12
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Italia, Legalità, Politica italiana
Prendo spunto da una domanda di una amica. Perché manifestate il 19 luglio (Strage di Via d’Amelio) e non il 23 maggio (Strage di Capaci)?
Fabio Capacchione
Manifestiamo il 19 luglio perché è l’incidente di percorso della trattativa mafia/stato che, proprio per la fretta di doverla attuare, mostra la prova che quelle che vengono considerate stragi di mafia, sono stragi di Stato. L’escalation comincia il 30 gennaio 1992 con la sentenza della Cassazione che conferma il Teorema Buscetta, mettendo una pietra tombale agli ergastoli comminati in primo giudizio.
A quel punto i politici che avevano promesso un “aggiustamento” tramite il Giudice Carnevale, vedono spuntare le lupare dei mafiosi per non aver mantenuto le promesse. Il primo a cadere è Salvatore Lima il 12 marzo. Plenipotenziario in Sicilia per conto di Andreotti e legatissimo a Vito Ciancimino, paga con la vita lo “sgarro” a Cosa Nostra.
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di foscalontana, domenica 22 febbraio 2009, 12:24
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Dialoghi
di Carmen Valisano
Intervista a Piera Aiello di Carmen Valisano, appena apparsa su Step1 :
Di Piera Aiello non esistono più immagini né registrazioni audio pubbliche: sono tutte segrete. Piera ha un nuovo nome, una nuova vita, una nuova famiglia. Vive in un luogo che chiama «località segreta» con naturalezza, come se si trattasse del nome di una città o di un paesino. Quelli che però pensano di trovarsi davanti ad una persona che ha vissuto due vite diverse si sbagliano di grosso. La madre che, incinta di otto mesi, subiva le violenze del marito Nicolò («perché gli buttavo la droga nel gabinetto», racconta) è la stessa che con orgoglio palese parla dei figli e descrive quella nuova tranquillità per cui ha lottato con i denti.
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di Redazione, martedì 20 gennaio 2009, 07:54
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Italia
di Luigi De Magistris da Micromega
L’altro giorno, in uno dei tanti viaggi tra Napoli e Catanzaro, ascoltavo la bellissima canzone di Francesco De Gregori e mi venivano in mente frammenti di storia scritti da magistrati della Repubblica italiana.
Pensavo al coraggio del Procuratore della Repubblica di Palermo, Gaetano Costa, che, da solo, si assunse la responsabilità di firmare degli ordini di cattura, al coraggio di Rosario Livatino ed Antonino Scopelliti che non piegarono la testa e decisero di esercitare il loro ruolo con rigore ed indipendenza, a quello di Paolo Borsellino che consapevole di quello che stava accadendo ai suoi danni cercava di fare presto per giungere alla verità e per comprendere anche le ragioni della morte di Giovanni Falcone e degli uomini della sua scorta.
Pensavo a quanta mafia istituzionale accompagna tanti eccidi accaduti negli ultimi trent’anni.
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di Antonio Pagliaro, domenica 20 luglio 2008, 16:27
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Dialoghi
“Il motivo principale credo sia stato quell’accordo di non belligeranza tra lo stato e il potere mafioso che deve essergli stato prospettato nello studio di un ministro negli incontri di Paolo Borsellino a Roma nei giorni immediatamente precedenti la strage, accordo al quale Paolo deve di sicuro essersi sdegnosamente opposto. … Leggi tutto
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di Doriana Goracci, martedì 20 maggio 2008, 07:47
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Dialoghi
C’è poco da stare allegri nel Viterbese, se non v’è traccia oggi sulla stampa on line dell’appuntamento dell’Associazione Regionale “Antonino Caponnetto”, svoltosi lunedì 19 maggio nella Sala conferenza della Provincia di Viterbo. E’ stato un incontro dibattito con Luigi De Ficchy, Magistrato Antimafia, sul tema: “Costruiamo insieme, istituzioni e cittadini, la catena umana per impedire la penetrazione mafiosa nella provincia di Viterbo”. Erano presenti, come da programma: amministratori, magistrati e associazioni, facciamo una cinquantina di persone, con grande assente la stampa, l’Informazione…, niente foto nè filmati, nè video della Rai tg regionali, un’assenza constatata anche dai relatori…Non v’è più traccia di questo appuntamento sui giornali on line, di cui peraltro ne ho saputo tramite la cortese segnalazione di Peter Boom, cittadino olandese, residente in Italia da decenni, che ha anche partecipato al dibattito. … Leggi tutto
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A Verona, la città più razzista d’Italia, delle ronde e della tolleranza zero, un ragazzo veronese è in coma, massacrato di botte non da cinque egiziani o romeni, come ti aspetteresti leggendo il giornale, ma da cinque bravi ragazzi veronesi.
Gli avevano chiesto una sigaretta, lui aveva rifiutato, i cinque bravi ragazzi veronesi, parlavano in dialetto, l’hanno preso a calci e pugni fino a non poterne più e ora lotta tra la vita e la morte. La notizia, terribile, fa fatica a farsi spazio, ma pensate che show sarebbe stato se i massacratori fossero stati stranieri.
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di Martino Mai, lunedì 31 marzo 2008, 09:28
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Dialoghi
”Mandiamo più rompic… possibile nel prossimo Parlamento”
di Stefano Corradino – Articolo 21
Due scenari possibili. Vince Berlusconi. E’ un replay della sua ultima legislatura? Altro scenario: vince Veltroni. Cosa cambia? Nella giustizia, nell’informazione. Sul conflitto di interessi, sulle leggi ad personam… Nulla di fatto come in passato? E un po’ di fantapolitica. Si propone il nome di Marco Travaglio a ministro della Giustizia: cosa faresti nei tuoi primi 100 giorni? “Premesso che non lo farebbero e io non lo accetterei mai… Comunque, stando al gioco… la prima cosa da fare è un testo unico di due righe che dica: con decorrenza da oggi sono abrogate: la Legge sul falso in bilancio, la Legge Mastella sull’ordinamento giudiziario, la Cirami, la Gasparri, la Legge Frattini sul conflitto di interessi…” In una lunga intervista Travaglio ci introduce al suo ultimo libro, scritto con Peter Gomez. Un godibile un vademecum per le imminenti elezioni.
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di Gennaro Carotenuto, martedì 7 agosto 2007, 10:56
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America latina
Purtroppo Ingrid Betancourt, da cinque anni sequestrata dalle FARC, non è libera. E forse proprio l’operazione della bufala delle false rivelazioni di una giornalista accusata di terrorismo, Patricia Poleo, era diretta a far saltare un’altra speranza concreta di liberarla, favorire il presidente colombiano Alvaro Uribe e danneggiare quello venezuelano Hugo Chávez. Proviamo a ripercorrere la storia di una falsa notizia che ha fatto il giro del mondo e a cercare di capire.
Nella tarda mattinata americana di ieri, lunedì, alcuni giornali online hanno ripreso le dichiarazioni di Patricia Poleo a Radio Caracol: “la Betancourt è tenuta da Chávez in Venezuela e verrà consegnata a Cecilia Sarkozy”. Un dovere verificare. Innanzitutto verificare chi è Patricia Poleo, 35 anni, rampolla di … Leggi tutto
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