Wednesday 08 February 2012, 21:07

Gli articoli con tag: " Pakistan "

Quattro conti sul nucleare

Leggendo su “Le Monde” ho trovato un articolo interessante: dal titolo “La filière nucléaire française subit un revers majeur” il cui autore discute, con un filo di rammarico per l’economia francese, del fatto che il consorzio industriale del suo paese formato da EDF, GDF Suez, Areva, Total, Alstom e Vinci, ha perso una grossa commessa per la costruzione di 4 centrali nucleari negli Emirati Arabi Uniti.
Tale concorso e` invece stato stato da un consorzio coreano-giapponese in cui figurano Kepco, Hyundai, Samsung e Toshiba-Westinghouse.
vedere http://www.lemonde.fr/economie/article/2009/12/28/la-filiere-nucleaire-francaise-subit-un-revers-majeur_1285357_3234.html#ens_id=1263249
La cosa che sucita interesse e che la costruzione di quattro reattori da 1400 MegaWatt ciascuno costa 20,4 miliardi di dollari ovvero 14,11 miliardi di euro.
Facendo “i conti della serva” deduciamo che: 14110 milioni / 5600 MW = 2500 euro/KiloWatt, ammesso che tutto vada bene e non ci siano spese impreviste.
Questo significa che per produrre un kiloWatt occorrono 2500 euro? No ovviamente, occorre comprare l’uranio (ce n’e` poco) e arricchirlo, pagare il personale, dall’ingegnere alle guardia armata alla porta (non vorremmo lasciare entrare chiunque in una centrale nucleare vero? ) pagare quattro soldi anche al povero “sfruttato” pakistano addetto le pulizie, smaltire le scorie radioative, mantenere l’impianto di refrigerazione, consumare acqua e sali di per il raffreddamento, un po’ di carbone che anche alle centrali nucleari serve.. insomma, le solite spese di amministrazione di una centrale nucleare.
Per fare 1 kW di corrente basterebbero, al sole d’Arbia, 3 metri quadrati di superficie coperta a pannelli solari (se fossimo in italia occorrerebbero anche quattro o cinque metri quadrati a seconda delle regioni) ovvero circa la superficie del tavolo dove abbiamo consumato il pranzo di natale con amici e parenti.
Dunque, riprendiamo la calcolatrice… per fornire la stessa energia (5600MW) occorrono circa 4KWh/m2 * 5600MW * 1000KW/MW = 22.4 km2 insomma un quadrato del lato di meno di 5Km. E` tanto? rappresenta meno dello 0.03% della superficie degli Emirati i cui sultani hanno scelto di costruire le quattro centrali.
Anche senza contare la pericolosita` delle scorie, il rischio di incidenti, anche senza comprare le piu` care centrali francesi ma accontentandosi dei saldi coreani, anche nella speranza di non avere imprevisti nelle costrzioni, pure ammesso che nessun politico o industriale voglia una fettina dell’investimento, ancora: ammesso che non si debba spendere per mantenere forze di polizia che caccino via inopportuni manifestanti, ammesso che la mafia non faccia lievitare i costi, ammesso che i lavori non vengano bloccati per carenza di fondi o per qualsiasi altro impedimento naturale, ammesso che tutta la popolazion partecipi entusiasta in amicizia e armonia alla costruzione, ammesso che poi non si viva nel terrore di incidenti ed attentati, ammesso che nessun governo faciia leva su queste paure per esercitare politiche di controllo e repressione.. il risultato resta sempre lo stesso: le centrali nucleari costano piu` dei pannelli solari.
Non dimentichiamo, quanto dura una centrale nucleare? quarant’anni circa, ovviamente impegnandosi in una continua manutenzione, un pannello? Quelli attuali venti anni, poi perdono gradatamente di efficacia, ma quasi non necessitano di manutenzione.
L’energia solare comincia prudurre dal giorno dell’installazione che richiede poche ore,nel caso di un piccolo impianto domestico, certo di piu` per grandi impianti ma di certo meno rispetto agli anni necessari alla costruzione di una centrale.
E se finissero i soldi a meta` strada? con una centrale termonucleare costruita a meta` o quasi finita avremmo zero kiloWatt, con impiati solari avremo la meta` dell’energia disponibile.
Solo paesi con un bisogno terribile di spendere tanti soldi (gli emirati, la cina) o con condizioni climatiche sfavorevoli (la finlandia) costruiscono nuove centrali nucleari, altrove i lavori sono stati sospesi (sudafrica) o dove progrdiscono, sono drogati da finanziamenti pubblici, e l’avanzamento stenta tra mille difficolta`, rinvii e rincari.
Chi guadagna allora con l’industia nucleare? I lavoratori? portare a casa lo stipendio costruendo centrali o impianti solari o eolici non cambierebbe il peso delle buste paga. Gli utenti? di certo no l’energia solare e` piu` cara e, in caso di guasti, sarebbe piu` complicato riparare una centrale che cambiare un pannello. I possessori dei grandi gruppi industriali? Si, avrebbero cosi` il monopolio dell’energia, per loro sarebbe invece piu` difficile monopolizzare un mercato fatto di piccoli investimenti. Gli stati autoritari? di certo, per un qualsiasi governo e` piu` facile tgliare i cavi anziche` smontare migliaia di pannelli, mantenere i sudditi nel terrore dell’attentato o dell’incidente, e, chissa`? bombardare la centrale dell’odiato vicino.

Nucleare: minaccia iraniana o pericolo pakistano?

Nel momento in cui l’Iran è nell’occhio del ciclone per la sua presunta, ma piuttosto probabile, volontà di diventare l’ennesima potenza nucleare del pianeta, un’altra minaccia ben più concreta si profila all’orizzonte geo-strategico contemporaneo.

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Errori ed Orrori di guerra. Le donne afghane dicono Fuori!

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Guatemala sentenza storica contro l’impunità

9788872582107g Mi raccontano che, nel calendario Maya, il giorno “E’” è quello nel quale s’inaugura un percorso e si aprono le porte di un cammino verso la giustizia.

Il 31 agosto 2009, nel calendario Maya, in effetti, corrispondeva a un giorno “E’”.

Per tutti quelli, Maya e non, che amano il Guatemala e che in qualche modo si adoperano per sconfiggere l’impunità che regna nel paese dell’eterna primavera sulle gravissime violazioni dei diritti umani commesse nel corso di un conflitto interno durato 36 anni, il 31 agosto 2009 sarà comunque una data da ricordare. Quasi quanto il 29 dicembre 1996, quando la firma degli Accordi di Pace di Oslo pose fine, almeno sulla carta, al genocidio che aveva già lasciato 250.000 morti (la quasi totalità dei quali appartenente a una delle varie etnie Maya), circa 45.000 desaparecidos e un milione di profughi. Quasi quanto il triste 26 aprile 1998, quando dei codardi pensarono che un’efferata aggressione potesse mettere a tacere per sempre quell’uomo coraggioso e cocciuto che era Monsignor Gerardi, che aveva appena reso pubblico un rapporto nel quale si denunciavano con tutti i dettagli del caso le violazioni commesse durante il conflitto e si facevano nomi e cognomi dei principali responsabili. In effetti, Monsignor Gerardi morì, ma lasciò come “testamento” una citazione evangelica: “la verità vi renderà liberi”.

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Morire di giugno al Mercato dove il motociclista non c’è…


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Non è la prima volta che si muore al  mercato come nella mattina del  26 giugno 2009, dove a Baghdad,  sono rimasti senza vita almeno in 19: un attentato. Stavolta “la bomba era stata piazzata su una motocicletta lasciata in mezzo al mercato – dove si vendono appunto motocicli – nell’area di Bab el Sheikh, al centro della capitale irachena. L’attentato è  avvenuto a pochi giorni dal programmato ritiro delle truppe americane dalle città irachene, previsto per il 30 giugno”.

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E’ stato un Drone

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Ho un vocabolario italiano vicino al mio pc, non è dei più aggiornati e non vi ho trovato la parola DRONE. Avevo ricevuto un messaggio sul cellulare che avrete letto e sentito in molti: "Pakistan, Intelligence: missili in Waziristan, i morti sono 45. Colpito un funerale, uccisi in 40, bombardamenti da un drone in Usa".
Il messaggio era gemellato ad un altro: "Colombia, l’Esercito attacca un campo Farc, oltre trenta i morti, bilancio provvisorio dopo sparatoria: 7 militari e 25 ribelli".
Mi rimaneva da rispondere in Rete a chi non aveva dubbi  nel dire chi sono i buoni e i cattivi, se prendere parte  a favore della protesta in Iran e poi …c’era da vedere il video della ragazza morta a Teheran : che donna sarei stata a non solidarizzare, inoltrare, sottoscrivere, fare un sit in?

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Tra i talebani e l’esercito, fuggendo da Swat

pakistan

“Tutte le cubane sono puttane”

090325cuba Fernando Ravsberg è il corrispondente dall’Avana della BBC. L’articolo che segue risiede in originale sul dominio del servizio pubblico inglese. Lo traduco e lo pubblico per un paio di motivi che considero buoni. Il primo è che parla di Cuba e delle donne cubane come chiunque conosca e ami Cuba parla, ovvero esattamente all’opposto di come ne parlano le orde di sficati che non escono da Varadero e dalla Habana vieja e credono di avere il diritto di comprare tutto (anche le persone) solo perché hanno nel portafoglio uno stipendio europeo. Il secondo motivo è che un articolo come quello di Ravsberg non sarebbe pubblicabile su nessun giornale italiano. I giornalisti italiani neanche pensano di poter esprimere opinioni eterodosse su Cuba (gc).

“Tutte le cubane sono puttane”, mi sputò con disprezzo un parrocchiano in un bar di Barcellona appena sentì che io vivo a Cuba. Tale generalizzazione mi è sembrata infame, anche se debbo riconoscere che è un pregiudizio molto diffuso.

Così si percepisce Cuba dagli hotel e dai centri turistici circondati di prostitute a caccia di maschi “di successo”, di quelli obbligati a fare un viaggio di 5.000 km per poter avere una relazione sessuale, che inoltre sono costretti a pagare.

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Gli emiri, il Milan, l’Inter, la Juve e il Ponte sullo Stretto

agoradi Antonio Mazzeo

La notizia dei 500 milioni di euro offerti dall’Abu Dhabi United Group for the Development and Investment (ADGDI) per rilevare il 40% del pacchetto azionario del Milan calcio ha fatto il giro del mondo, mettendo in fibrillazione azionisti, scommettitori e tifosi. Il presidente del Consiglio e proprietario della blasonata squadra italiana, Silvio Berlusconi, ha smentito qualsivoglia trattativa di cessione, ma ci sono troppe strane coincidenze per poter archiviare frettolosamente l’intera vicenda. Innanzitutto perché dietro l’operazione ci sarebbe lo sceicco Mansour Bin Zayed Al Nayhan, membro della famiglia che governa l’emirato di Abu Dhabi, nonché proprietario del Manchester City, team inglese del solo qualche mese fa aveva chiesto di acquistare Kaká dal Milan, in cambio di 108 milioni di euro.

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Franco Frattini il terrorista e l’Iran

ayatollah Anche se è una buona notizia mi hanno fatto un po’ impressione le parole di Franco Frattini a Cecilia Rinaldini del Giornale Radio Rai: "L’Iran è un attore nella regione. Può ovviamente piacere a qualcuno e non piacere a qualcun altro, ma politicamente, se l’Iran vorrà giocare un ruolo positivo per stabilizzare l’Afghanistan, la comunità internazionale avrà solo da guadagnarci. Ecco perché dobbiamo tentare questa strada".

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Gaza. Dei vivi che passano

di Vincenza Perilli

Mona Hatoum

(L’immagine è un’opera di Mona Hatoum, artista palestinese nata a Beirut. Lo scoppio della guerra civile in Libano le impedirà di ritornare nel paese d’origine, costringendola all’esilio).

Sono passate settimane dall’inizio dei bombardamenti su Gaza, settimane durante le quali l’attivismo contro la guerra e per il cessate il fuoco non ha avuto tregua, tra appelli, presidi, petizioni per il boicottaggio dei prodotti made in Israel e per la sospensione degli accordi commerciali con Israele, manifestazioni grandi e piccole in tutto il mondo, da Roma ad Atene, da Parigi a Tel Aviv. … Leggi tutto

Gaza: Appello dell’Unione di donne per i diritti su sessualità e corpo nelle società musulmane

L’unione delle donne per i diritti sessuali e psico-fisici nelle società musulmane [CSBR] è costituita da gruppi di vari paesi del medio oriente e dell’africa settentrionale. In quei luoghi lottano per avere garanzia dei propri diritti, umani, su sessualità e corpo, e per conquistarne degli altri. In questa pagina (qui ancora una) trovate molte informazioni che le riguardano. Ovviamente stanno vivendo – più o meno da vicino – la gravissima situazione di Gaza e hanno prodotto un lungo documento che illustra bene quale fosse la situazione della Palestina e della striscia di Gaza ancora prima dell’ultimo attacco israeliano. Il documento analizza e propone alcune soluzioni. Nel caso in cui voleste aderire, come gruppi di donne, in coda vi sono indirizzi e numeri attraverso i quali potete inviarlo a vostra firma ai soggetti indicati. L’ho tradotto in italiano (ci saranno di sicuro degli errori, se li riscontrate ditemi e correggo) per cui potrete leggere prima la versione nella nostra lingua e a seguire quella del documento originale in inglese. … Leggi tutto

Migranti, il decreto flussi 2008 del governo Berlusconi spinge al lavoro domestico e alla clandestinità

stor_8572743_46190 a cura dell’Avv. Marco Paggi

I dati di carattere generale
Innanzitutto è doveroso evidenziare la scelta del Governo di mettere a disposizione soltanto 150.000 quote. Questo taglio di 20.00 rispetto al decreto flussi del 2007 sembra essere una concessione anticipata a quanti reclamavano una moratoria sulla programmazione dei flussi migratori per gli anni 2009 e 2010.

Altro dato molto importante da segnalare è che una buna parte di queste quote non sarà concretamente utilizzabile o meglio, sarà molto difficilmente utilizzabile proprio da parte di coloro che provengono dai paesi a più alta pressione migratoria. E’ il gioco perverso del meccanismo delle quote riservate. Com’è noto l’art 3 del Testo Unico sull’immigrazione prevede la possibilità per il governo, in sede di emanazione del Decreto flussi, di riservare poche o tante quote tra quelle messe a disposizione a cittadini provenienti da paesi con cui l’Italia ha stipulato accordi di cooperazione in materia di immigrazione. Si tratta, lo ricordiamo, di quegli accordi che permettono espulsioni più facili grazie alla cooperazione in materia di espulsione da parte di alcuni paesi che quindi avrebbero, teoricamente, una prelazione sulle quote per favorire l’immigrazione dei propri cittadini.

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I minori augurano Buona Crisi e felice nuova Paura

di InterDo [ 19 Dicembre 2008 ]

Foto di Valentina Perniciaro _muri di Atene_Foto di Valentina Perniciaro _muri di Atene_

E’ accaduto qualcosa di nuovo che può  farci fermare un momento? Le notizie- si sa-quelle vere, vanno a  a finire nei cassonetti, come la carta dei regali scartati, dopo il 25 dicembre. Per carità,  due ragalini, robbette da niente…ma come si fa a non fare nulla? E’ quello che mi chiedo anche io. E  stiamo fermi, come tanti alberi di natale. Sul mulo e l’asinello, ci camminano altri, anzi alcuni vanno a piedi. Per chi avesse voglia di continuare a leggere e trovare qualcosa di nuovo, niente di eccitante premetto, consiglio  di leggere e guardare  Baruda . Ha delle foto splendide, perchè l’ autrice, giovane e reale, è una piccola donna di quelle dure,  tenera quando le pare e fotografa e scrive…

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Vaticano sui gay: “non mettete la forca alla gogna”

papa20ratzinger_thumb Una proposta francese all’ONU vuole mettere al bando le persecuzioni degli omosessuali nel mondo. Ma il Vaticano si oppone con un argomento che appare un pretestuoso bizantinismo:

“vorrebbe dire mettere alla gogna i paesi che non riconoscono le unioni gay”.

Ebbene sì, di quello si tratta caro papa Joseph Ratzinger. Di mettere alla gogna i paesi che non rispettano la dichiarazione universale sui diritti della persona.

Di mettere alla gogna la pena di morte. Di mettere alla gogna la tortura. Di mettere alla gogna la discriminazione.

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