Wednesday 08 February 2012, 04:26

Gli articoli con tag: " PACS "

La Chiesa, la Lega e l’IDV: la decadenza razzista e clericale della politica italiana.

Simpatico teatrino agostano della politica nostrana.

La Chiesa, dopo essersi accorta con qualche decennio di ritardo di aver sostenuto negli anni un assiduo difensore dei principi cattolici ma anche dei benefici ricavabili dalle escort e da giovani ragazzine in carriera, si è decisa, anche in questo caso con alcuni mesi di ritardo, a denunciare le politiche disumane del Governo in materie d’immigrazione.

Oggi è puntualmente giunta la replica, in pieno stile leghista, de La Padania, che denuncia, con toni che neanche il miglior Pannella avrebbe potuto usare, "Strane ingerenze ideologiche in uno stato laico", arrivando a minacciare la rottura del Concordato.

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Uguaglianza come annessione coatta. Chi attribuisce (o toglie) "valore" alle donne?

In un librone di psicologia dinamica è scritto che le modalità di relazione tipiche in ogni contesto sociale sono fondamentalmente due e l’autore le sintetizza in una teoria detta "dei giochi". Ci sono i giochi a somma zero. Quelli per cui si compete per un obiettivo fisso e nei quali si vince sconfiggendo l’altr@. Fa diversi esempi tra i quali quello della competizione fra maschi di un branco di mammiferi sociali per il possesso delle femmine. Un gioco a somma zero è la lotta per bande giovanili, per etnie, per generi (maschio etero contro tutti gli altri), e via così. Si persegue un massimo vantaggio che consiste nel mors tua, vita mea.

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Il diritto di disporre della propria vita

Il diritto di disporre della propria vita

“Il diritto alle cure non è confondibile con un dovere di subirle:

porre limite all’invasività medica sul proprio corpo spetta solo al paziente”

Premessa:

Terry Schiavo, Piergiorgio Welby, Eluana Englaro: questi sono solo i casi di cronaca più recenti che hanno scosso le coscienze su temi etici di mai secondaria attualità come quelli concernenti tematiche “diverse” ma interconnesse quali: … Leggi tutto

Preferirei farmi monaca

Lameduck

Piuttosto che votare quel paraculo di Veltroni.
In fondo non dovrei preoccuparmi più di tanto. Vivo in una regione che mi permetterebbe perfino di astenermi ma, lo sapete, sono contraria a non esercitare il diritto-dovere di voto. Ho sempre votato, sai com’è, la tradizione.
Non sarà certo in Emilia Romagna che si giocherà la partita decisiva ma bisogna comunque ragionare sulla possibile necessità del voto disgiunto.
Alla Camera, per quel discorso romantico sulla salvaguardia della Sinistra come della Foca Monaca, si può far parlare i princìpi e l’affinità elettiva e votare Sinistra Arcobaleno. Anche se non è la migliore Sinistra possibile è l’unica Sinistra che abbiamo ed è l’unico flebile barlume di difesa dei valori di laicità ed uguaglianza sociale.

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Quando i nodi vengono al pettine

“La mia non è testardaggine, ma coerenza”. Queste le parole di Romano Prodi, che ha preferito consumare apertamente la crisi del suo governo in Parlamento, anziché recarsi subito al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Forse tra gli intenti dell’ex-presidente del consiglio, con questo rispettabile atto, c’era anche la volontà di riscattare l’immagine di un governo che non ha certo brillato per coerenza. Ma, ovviamente, recitare nell’ultimo dei 618 giorni del suo governo la parte del “leone ferito ma fiero”, non può cancellare ciò che è successo negli altri 617 giorni.

Ciò che invece possiamo constatare è che proprio l’incoerenza delle decisioni e delle non-decisioni, delle azioni e delle non-azioni, rispetto al programma con cui la coalizione di centrosinistra si era presentato di fronte agli elettori, ha dominato l’operato di questo governo sin dalle prime battute.

Alla fine i nodi al pettine sono arrivati. Per quasi due anni il governo e la maggioranza che lo sosteneva hanno cercato di nasconderli ma, si sa, se i nodi non li sciogli, diventano sempre più numerosi fino a diventare una matassa inestricabile e, prima o poi, inevitabile.

Non si può governare a lungo, democraticamente, senza il consenso dei cittadini. L’alternativa sarebbe, altrimenti, una dittatura. A maggior ragione doveva farlo questo governo, sostenuto da una maggioranza che aveva ottenuto solo 25mila voti in più rispetto all’opposizione. Invece è successo, molto spesso, che al di sopra degli interessi generali della maggioranza degli elettori ci fossero, nell’agenda del governo, gli interessi particolari di pochi potenti.

Molte famiglie si aspettavano, per esempio, di uscire dal pantano della precarietà e dell’insicurezza economica in cui erano sprofondati col precedente governo di centrodestra, ma quelle stesse famiglie continuano ancora oggi a non arrivare alla fine del mese. Doveva essere cancellata la legge 30 che istituzionalizzava il precariato, ma questo governo non lo ha fatto.

Molti immigrati si aspettavano che finalmente sarebbe cambiata la politica sull’immigrazione, ma i centri di permanenza temporanea sono sempre lì, come sempre lì sta la legge più razzista della storia repubblicana, la legge Bossi-Fini.

Molti cittadini si aspettavano un altro atteggiamento in politica estera ma, a parte una scontata uscita dall’inferno irakeno, migliaia di soldati italiani continuano ad essere protagonisti di occupazioni, come quelle in Afghanistan e in Libano, che nulla hanno a che vedere con la pace e la democrazia, rischiando ogni giorno la propria vita in nome di un comportamento servile nei confronti del cosiddetto “alleato americano”. Comportamento servile che si è ripetuto quando si è trattato di approvare il raddoppio della base Usa di Vicenza, nonostante le grandi manifestazioni di dissenso e una prima crisi di governo.

Molti elettori si aspettavano che venisse finalmente varata una legge sulle unioni di fatto, ma un altro comportamento servile, questa volta nei confronti del Vaticano, lo ha impedito, dopo vari tentativi di compromesso, tra l’anima laica e l’anima chierichetta della maggioranza, che avevano partorito, invece dei Pacs, due topolini: prima i DiCo e poi i Cus.

Molti elettori si aspettavano una legge sul conflitto di interessi, un tormentone che ci affligge dalla “scesa in campo” di Berlusconi del ‘94, ma si riesce solo a concepire una legge assolutamente blanda ed inefficace che comunque non è arrivata neanche ad essere discussa in Parlamento, forse perché Berlusconi non è il solo a trovarsi continuamente in una condizione di conflitto di interessi.

Molti elettori si aspettavano una politica sulla sicurezza che non fosse la solita risposta isterica e fascista, basata sulla cacciata degli stranieri dal suolo patrio e sull’ennesimo inasprimento delle pene. Invece si comincia con un indulto a cui però non fa seguito una politica di riforme in ambito penale che desse un senso a quell’indulto. Ed invece di concentrarsi sul far discutere in Parlamento una legge che introducesse il reato di tortura anche in Italia, si vara un decreto-sicurezza buono solo a far crescere l’ansia dei lavavetri ed i portafogli di chi lucra sull’immigrazione resa clandestina da leggi discriminatorie.

Queste ed altre incoerenze sono il vero motivo della caduta del governo. Di fronte ad un consenso popolare reso invece crescente dalla coerenza tra le parole e i fatti, i vari Mastella e Dini ci avrebbero pensato mille volte in più prima di ufficializzare in Parlamento una crisi che nei fatti era già cominciata da più di un anno.

Questa crisi dimostra per l’ennesima volta che un sistema politico basato sulla distanza tra il Palazzo e la cittadinanza non può reggere. C’è una Costituzione che da 60 anni ci avverte, nei suoi principi fondamentali, che la Repubblica italiana è una democrazia basata sul lavoro, sul ripudio della guerra, sulla partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale del paese, sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende, sulla salute e sull’istruzione garantite a tutti, sulla parità di tutti di fronte alla legge, sulla necessità che ogni cittadino possa garantire a sé e alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa, sul pieno sviluppo della persona umana.

Ognuno di questi punti sanciti dalla nostra Costituzione rappresenta un nodo da sciogliere e non sarà una nuova legge elettorale a frenare il percorso di decadenza che il nostro paese ha intrapreso ormai da molti anni. Più si chiudono gli spazi alla partecipazione diretta, come è sempre stato nell’intento delle svariate leggi elettorali che si sono susseguite negli ultimi 15 anni, più ci si allontana dalla Costituzione e, quindi, dalla democrazia.

Ma evidentemente la classe politica attuale, lontano purtroppo dall’essere muta, è ormai del tutto sorda e cieca. Sono i cittadini che devono prendere in mano le redini di questo paese, direttamente. Guardiamo insieme questi nodi, lavoriamo per scioglierli e quindi andiamo avanti, con pace, forza ed allegria.

Roma, 25 gennaio 2008

Carlo Olivieri

medico umanista

http://posizioni-umaniste.blogspot.com/

Ma Cécilia Sarkozy non si separa, divorzia!

FRANCE-JORDAN-ISLAM-RANIA-CECILIAManuela Falcetti, nostra signora delle albe intorcinate a Radio1 RAI, non aveva idea che Cécilia Sarkozy avesse chiesto il divorzio. Per fortuna l’ha corretta un ospite e lei ha commentato “fantastico”. Minuti dopo anche l’illustre Federico Orlando, a Prima Pagina di Radio3, come Falcetti, blaterava di separazione tra Cécilia e Nikolas, il marito presidente, al quale non ha concesso neanche la luna di miele. Agli italiani, anche quelli formati e informati, la notizia che l’istituto della separazione legale (come del resto il matrimonio concordatario) è un’invenzione nazionale come la pizza o gli spaghetti e che esiste praticamente solo da noi, viene accolta con scetticismo e quasi come se mancasse il terreno sotto i piedi. E come si fa senza separazione? Ma perché, all’estero si devono fare due matrimoni, uno in chiesa e uno in comune? E’ scomodo, no? No, è civile.

Ebbene sì, come “i morti di Reggio Emilia” nella sparatoria in tribunale di ieri testimoniano, la separazione legale è … Leggi tutto

Pecoraro Scanio, bla, bla, bla

Il Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio ha avuto il palcoscenico che voleva ieri alla FAO. Se l’era organizzata, se l’è cantata e suonata, lanciando cifre (l’Italia si scalderebbe il quadruplo del resto del mondo) che ricordano le discese ardite e le risalite di battistiana memoria, e che hanno fatto storcere la bocca a qualunque scienziato serio.

Non ci serve un ministro che denunci, per quello ci sono gli scenziati e i militanti. Ci serve un ministro che governi e … Leggi tutto

Dai DICO ai CUS, sempre più al ribasso, sempre meno dignitosi

E’ un contratto tra due parti, come per l’acquisto di un’automobile, ma poi si registra dal giudice di pace. E’ ancora un po’ meno dei DICO, nella disperata ricerca della minoranza laica in Parlamento, di mostrare comunque di avere ottenuto un risultato.

La ricerca di un compromesso pur … Leggi tutto

PACS o DICO il problema è che Maria e Claudia vogliono sposarsi

con un commento di gc a seguire

Oggi María Rachid e Claudia Castro, si presenteranno al Comune di Buenos Aires ed esigeranno di sposarsi. No, non chiederanno l’Unione civile o PACS o che DICO si voglia. Sono già quattro anni che la loro unione di fatto è stata regolarizzata in Comune, nella cattolicissima Argentina dove i Pacs o simili esistono senza scandalo né strepiti ruiniani da tempo.

Oggi pretenderanno proprio di sposarsi, las atrevidas. Andranno in comune come una qualsiasi coppia eterosessuale e, se non le faranno sposare, si appelleranno alla Corte Suprema. Visti i precedenti, compreso quello … Leggi tutto

Coppie gay: pure in Colombia!

I teodem sono accerchiati. Oramai hanno la sindrome da Little big Horn e muoia Sansone con tutti i filistei!

La Corte Costituzionale colombiana ha dichiarato incostituzionale usare l’espressione "uomo e donna" per definire una coppia. La legge che definiva chi forma le coppie parlava di "uomini e donne", ma quest’ultima espressione è stata giudicata discriminatoria e incostituzionale. Di conseguenza sul piano patrimoniale le unioni omosessuali da oggi godono … Leggi tutto

Karla e Karina si sono sposate!

Karla López e Karina Almaguer si sono sposate. Dove? In Olanda? Nella Spagna di Zapatero? NO! Si sono sposate nel cattolicissimo Messico del falangista Felipe Calderón. La coppia ha firmato il Patto Civile di Solidarietà (PaCS) nello stato di Coahuila, nel Nord di destra, che ha approvato le unioni civili lo scorso 11 gennaio.


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Migliaia di Welby crocifissi tra Pannella e Ratzinger

E’ più difficile e allo stesso tempo più urgente, dopo la morte di Piergiorgio Welby, aprire un dibattito sull’eutanasia in Italia. Non si può essere costretti a scegliere tra l’avventurismo omicida dei talebani radicali di Marco Pannella, e la sadica morale di Joseph Ratzinger e del Vaticano, per i quali perfino l’anima di Augusto Pinochet merita più pietà di quella di Welby.

Che piaccia o no, il simbolo del Natale 2006 resterà quella chiesa di San Giovanni Bosco che il Vicariato di Roma ha preteso restasse chiusa rifiutando il corpo morto di Piergiorgio Welby. Da decenni oramai … Leggi tutto

Proibite la contraccezione!

Benedetto XVI, nel Convegno annuale della diocesi di Roma, in corso nella Basilica di S. Giovanni in Laterano, ha iniziato affermando che la chiesa non è contro il sesso, ma poi ha proseguito spiegando che è contro tutto quello che gli umani fanno e vivono intorno al sesso, dal mettersi insieme, vivere insieme, convivenze, pacs, pratiche sessuali, aborto, omosessualità, contraccezione. Contraccezione! Ovviamente, … Leggi tutto

La concubina di Nassiriya

Che penserà il cardinale Camillo Ruini che si riempie la bocca di patria, di eroi e di famiglia ma non parla mai di esseri umani in carne ed ossa, di fronte a quanto capitato ad Adelina Parrillo, la non signora Rolla, che dopo 12 anni di vita, d’amore, di convivenza, dell’aver fatto da madre per la figlia di Stefano Rolla, civile morto a Nassiriya, è stata sbattuta via da tre energumeni mandati dal protocollo della cerimonia del Vittoriale.

Si vergognerà di se stesso il cardinalone Camillo Ruini tutto “Dio-Patria-Famiglia” e dei suoi o si compiacerà per il pubblico ludibrio al quale è stata esposta la peccatrice, la concubina di Nassiriya … Leggi tutto

Menapace: Italia Stato etico come l’Iran?

Papa Benedetto XVI comincia a fare un po’ paura. Ero convinta che fosse un reazionario, però colto e moderno, invece no, colto è, ma se va di questo passo presto ci metterà in guardia da quel razionalista di ferro che rispondeva al nome di Tommaso d’Aquino.
di Lidia Menapace

Avevo pensato una battutaccia, quando ricevette la Fallaci, battutaccia che mi ero tenuta per me e pochi intimi. Avevo detto che non sapevo Ratzinger fosse esorcista, eppure non potevo immaginare un solo motivo per ricevere la Fallaci se non per esorcizzarla dai suoi dèmoni. Non era una battuta: Ratzinger preoccupato – giustamente – dal vigoreggiare del satanismo, si mette in gara, iscrive giovani preti a corsi per esorcisti, schiera la magia bianca contro la magia nera. … Leggi tutto