Thursday 09 February 2012, 05:06

Gli articoli con tag: " Omero Ciai "

Terrore in Honduras: sequestrato e decapitato un attivista della Resistenza

Non risulta che ci siano prese di posizione di Álvaro Uribe o Hillary Clinton, il fior fiore della democrazia occidentale, né una riga sola scritta dai gagliardi Omero Ciai, Rocco Cotroneo o Emiliano Guanella, i Pulitzer della stampa italiana sull’America latina, sul ritrovamento del corpo decapitato di Santos Corrales García, un attivista della resistenza hondureña a 50 km dalla capitale Tegucigalpa.

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Libera, e ipocrita, informazione.

In vista dell’appuntamento di domani, 3 Ottobre, per la libertà d’informazione, con la manifestazione indetta dalla FNSI (alle 16.00 in Piazza del Popolo a Roma; per chi volesse conviene arrivare un’ora prima, a Piazza della Repubblica, per partecipare anche al corteo dei precari, che hanno sicuramente bisogno d’aiuto più di "Repubblica), potrebbe essere utile riflettere non solo sulla "libertà" ma anche sulla "verità" dell’informazione.

Lungi da me l’intenzione di usare questo spazio per autoeleggermi a "censor maximus" sulla veridicità o meno delle notizie e delle opinioni (cosa peraltro molto alla moda, soprattutto per Berlusconi, Scajola, la Gelmini e gli altri compagni di merende), vorrei solo riportare alcuni dati sui temi all’ordine del giorno nelle ultime settimane.

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Honduras, mi preoccupa Omero Ciai

Mi preoccupa che "Repubblica", in queste settimana promotrice di una grande iniziativa sulla liberta di stampa, continui con il proprio inviato Omero Ciai ad offrire un’informazione lacunosa rispetto a ciò che sta avvenendo in Honduras.

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Omero Ciai? E’ rimasto all’Hilton di Tegucigalpa

mctgumcpool0177 Ieri l’ottimo Luca Martinelli di Altraeconomia aveva addirittura scritto una lettera a La Repubblica, che allego in calce, per criticare un improbabile articolo di Omero Ciai che si firma come inviato del quotidiano romano a Tegucigalpa. Si tratta di un’intervista al presidente di fatto Roberto Micheletti, presentato per quello che in parte è, un dittatore da operetta, ma in un contesto nel quale svanisce tutto il resto, il contesto appunto, l’opposizione, la resistenza al golpe, la repressione e restano solo il the e i pasticcini.

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“La Repubblica” e il voto degli indiani

Quando becco con le mani nella marmellata un disinformatore di professione, un Omero Ciai, un Rocco Cotroneo, e le varie sfumature tra il prezzolato di stanza a Miami e il precario incatenato al desk che scrive bestialità per cialtroneria, ignoranza, fretta, mi domando sempre cosa accade quando leggo articoli su quel 99% di temi sui quali non ho una competenza specifica e costantemente aggiornata. Probabilmente subisco, subiamo, la disinformazione del mainstream più o meno come uno spettatore del TG4.

Non so se posso definire amico Nello del Gatto, Indonapoletano, corrispondente dell’ANSA dall’India, ma sicuramente ho da tempo una grande simpatia e stima per lui. Simpatia e stima trasformatasi in boato di entusiasmo quando ho letto il post che segue che mi ha ricordato questa storia venezuelana (gc).

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Nessuna "nuova Crisi dei Missili". Solo la solita disinformazione ad opera di Omero Ciai e la Repubblica

La notizia che il presidente venezuelano Hugo Chávez avrebbe offerto l’isola di La Orchila come base d’appoggio a bombardieri russi è rimbalzata nei giorni scorsi sulla cronaca internazionale di tutti i nostri maggiori quotidiani accompagnata da titoli inquietanti.
Per un momento il pensiero è riandato alla Crisi dei Missili del1962, quando in seguito all’invasione della Baia dei Porci, Fidel Castro chiese e ottenne dall’ Unione Sovietica l’installazione di missili nucleari a Cuba. Il 22 ottobre di quell’anno, Kennedy informò gli Stati Uniti e il mondo intero della presenza dei missili sovietici sull’isola, allora tutti pensarono per un momento che si stesse arrivando a un terzo conflitto mondiale. Kennedy definì l’installazione dei missili ”un cambiamento nello status quo, deliberatamente provocatorio e ingiustificato” (facendo finta di dimenticare la Baia dei Porci di qualche mese prima).

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Lettera (e risposta) a Giulietto Chiesa

Caro Giulietto,

leggo con sorpresa una lettera di tale Francesco Tronci sia sul tuo sito che su Megachip, con annessa risposta non firmata e quindi che presumo tua. Senza aver letto nulla di mio, lo dichiari, prendi per buona la versione data da questa persona e mi lanci una serie di accuse gravi che essendo evidentemente generiche non mi colpiscono ma mi obbligano a una richiesta di rettifica.

Devo infatti dedurre che se ti inviassi una lettera nella quale scrivessi “Chiesa è delirante”, “Chiesa è in malafede”, “Chiesa è fuori di testa”,“Chiesa è complice”, Chiesa è ridicolo” e tu non la pubblicassi sul TUO sito personale, io avrei buon diritto a concludere “Giulietto Chiesa, agente del Mossad, censura”.

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Totò Riina su Facebook, che sciocchezza!

Massimo Mantellini mi ha levato le parole di bocca.

Sta storia della mafia che usa feisbuc, sulla quale ovviamente La Repubblica si è tuffata addirittura con una firma come Bolzoni, è una vera sciocchezza.

Che diventa sublime quando leggiamo testuale:

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Quelle “vite degli altri” in Colombia accusano la nostra stampa

montoyabetancourt La storia dei “falsi positivi” in Colombia, della quale diamo conto oggi per Latinoamerica (e non è la prima volta), è una di quelle che dovrebbe provocare una sollevazione morale nella stampa e nell’opinione pubblica. Anche italiana, visto che ha saputo commuoversi per la storia a lieto fine di Ingrid Betancourt.

Il presidente colombiano Álvaro Uribe, il politico latinoamericano più amato dalla stampa internazionale, ha causato la morte di almeno 1.157 persone innocenti, completamente estranee alla guerriglia, perché la logica della “guerra al terrorismo” post 11 settembre pagava un tanto per ogni cadavere.

Così centinaia di cittadini inermi sono stati sequestrati dall’esercito, assassinati, quindi rivestiti con una tuta mimetica con il simbolo della guerriglia delle FARC per permettere agli assassini di passare all’incasso. Omicidi pagati dallo Stato colombiano e, al di sopra di questo, dal governo degli Stati Uniti.

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Festival di Internazionale a Ferrara: niente di nuovo sull’America Latina

I giorni 3, 4 e 5 ottobre si è tenuto a Ferrara il festival del Settimanale “Internazionale” ed io, lettrice assidua fino a qualche tempo fa, ci sono andata. … Leggi tutto

L’incredibile Omero Ciai su La Repubblica tira il sasso e nasconde la mano

Colombia6marzo2 La Repubblica titola oggi in prima pagina: “così Rifondazione aiutò i rapitori della Betancourt”. La firma del super-scoop, perché se fosse vero di quello si tratterebbe, è quella di Omero Ciai. Gli attenti lettori di La Repubblica veramente da Omero si attendevano altro… sapere com’era finita una storia cubana che fino a ieri ad Omero stava molto a cuore ed oggi sembra non servire più. Com’è finita Omero non lo racconta, e allora lo facciamo noi, abbiate la pazienza di leggerci.

Oibò dunque, “Rifondazione aiutò i rapitori” in italiano vuol dire che Rifondazione Comunista è stata complice del sequestro di Ingrid Betancourt. Vuol dire che Gennaro Migliore le portava da mangiare (qualcosa mi dice che la mamma di Migliore cucina bene). Vuol dire che Nichi Vendola e Giovanni Russo Spena facessero i turni come carcerieri e che Fausto Bertinotti fosse il grande vecchio che decideva della vita e della morte di Ingrid.

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La sordida guerra degli Omero Ciai della grande stampa per criminalizzare il processo di pace in Colombia

imagesLa Repubblica di ieri la spara grossa a tutta pagina: “Ecco chi aiuta le Farc dall’Italia“, articolo ripubblicato a tambur battente dal sito del Partito Democratico al quale rimanda il link. Secondo una velina pubblicata in settimana dal quotidiano El Tiempo di Bogotà, di proprietà della famiglia di Juan Manuel Santos, ministro della difesa, e di Francisco Santos, vice presidente, sulla quale il notoriamente pigro Omero Ciai ricalca con la matita copiativa il suo articolo, in Italia ci sarebbero due importanti fiancheggiatori delle FARC nelle persone di due dirigenti di Rifondazione Comunista, l’ex-parlamentare Ramon Mantovani (nella foto) e Marco Consolo.

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Piccole comparazioni domenicali sul giornalismo nostrano e la politica latinoamericana

Lo scorso anno in Venezuela Hugo Chávez ha chiesto con un referendum (tra l’altro) di potersi ricandidare alle prossime elezioni. Hanno scritto che perciò era un golpista. Lui ha perso il referendum (dello 0,7%) ed ha accettato il risultato. Hanno fatto una capriola e hanno riscritto che era un golpista. Lo hanno scritto sempre, tutte le volte che ha vinto le elezioni, anche con battaglioni di osservatori internazionali che certificavano non solo la regolarità ma che le elezioni venezuelane sono le più monitorate al mondo. Hugo Chávez era golpista per i media mainstream anche quando il golpe l’hanno organizzato contro di lui. Nessuno invece ha mai scritto che José María Aznar, George Bush e gli altri soggetti che organizzarono (documentatamente) quel golpe l’11 aprile 2002 sono golpisti. Se scrivo “Bush golpista” o “Aznar golpista” è una posizione ideologica o sono i fatti che impongono (a tutti, anche a Ciai, Battistini, Candito, Sansonetti, PG Battista e i loro galoppini, i Guanella, Cotroneo, Nocioni) di farsi carico di tale fardello? Perchè non se ne fanno carico? Ho capito, tengono famiglia, ma non mi adeguo.

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L’Unione Europea ritira le sanzioni e apre a Cuba

yoani_sanchez Con una decisione criticatissima dagli Stati Uniti, i 27 ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno deciso giovedì all’unanimità di ritirare le sanzioni contro l’Avana stabilite cinque anni fa, sostanzialmente normalizzando le relazioni con l’isola. Per l’Unione Europea da oggi comincia un “dialogo senza precondizioni e reciproco con Cuba”.

Le imprese europee non avevano mai cessato di investire a Cuba, ma le sanzioni stavano lì a simulare una comunità d’intenti tra Unione Europea e Stati Uniti. Il governo cubano tuttavia ha continuato ad adottare in questi anni una linea di fermezza contro sanzioni che considera illegittime fino a costringere l’UE a rivedere la sua politica anticubana, che era anche un modo di compiacere Washington. Il Ministro degli Esteri spagnolo Moratinos ha in questo senso dichiarato: “gli Stati Uniti dovranno accettare che abbiamo i nostri interessi e la nostra maniera di intendere la politica internazionale”.

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.

Addenda: Oggi il quotidiano La Repubblica (a firma Omero Ciai) dedica ben tre pagine a Cuba, al caso della blogger Yoani Sanchez libera di fare la blogger (loro preferirebbero che la fucilassero) ma non c’è una sola riga sulla notizia importantissima che riportiamo (che peraltro era di apertura per la BBC). Accusano Cuba (giustamente) di essere un paese nel quale non vi è libertà di stampa, ma il giornalismo di Repubblica e di Omero Ciai è ben peggiore. E’ un giornalismo di regime nel quale non c’è bisogno di Goebbles per censurare. Si censurano da soli.

Bolivia, qualche precisazione sul referendum autonomista di santa Cruz

da CamminareDomandando

L’ho letto pressochè in tutti articoli che nei giorni scorsi commentavano il referendum autonomista di Santa Cruz : la consultazione, che pur ha visto una gigantesca vittoria del Sì, non si tradurrà in nulla di concreto, perché il presidente Morales la considera illegale ed illegittima.

 

Questa vulgata l’ha riferita lunedì il Tg1, l’ha scritta Omero Ciai su Repubblica e l’ha ripresa perfino Peacereporter (per coprire tutto lo spettro politico). Ma l’hanno presa per buona pure altre decine di giornalisti di varia provenienza. E il motivo è abbastanza scontato. Hanno tutti consultato le stesse fonti. … Leggi tutto