Wednesday 08 February 2012, 19:49

Gli articoli con tag: " Oaxaca "

Messico: i perché dell’aggressione paramilitare a San Juan Copala, Oaxaca.

di Fabrizio Lorusso

In Messico e nel mondo si parla tanto degli oltre 20mila morti in 3 anni causati dalla guerra al narcotraffico e dalla militarizzazione lanciate dal presidente Calderon, ma ogni tanto tornano alla ribalta i conflitti sociali che vengono rispolverati dai media mainstream solo quando coinvolgono qualche straniero o fanno vittime eccellenti. Purtroppo le morti silenziose e la violenza endemica che regnano nel Messico profondo, così come lo ha battezzato l’antropologo Bonfil Batalla, sono sempre state una costante soprattutto nelle zone rurali più abbandonate dallo Stato. E’ proprio in questo Messico che è avvenuta l’imboscata contro la carovana umanitaria in cui il 27 aprile scorso hanno perso la vita la messicana Beatriz Cariño e il finlandese Jyri Haakkola, entrambi osservatori e difensori dei diritti umani, e sono stati feriti altri 15 attivisti in seguito a un attacco di un gruppo di paramilitari nel municipio autonomo di San Juan Copala, stato di Oaxaca. … Leggi tutto

Oaxaca: lo stato delle cose dove sarebbe stato sequestrato Davide Casinori

Di fronte al selvaggio assalto da parte di paramilitari ad una carovana di movimenti sociali a San Juan Copala, ripubblico il reportage di fine gennaio da me realizzato a Oaxaca, completamente dimenticata dai media nonostante la repressione non si sia mai fermata. Oggi se ne parla solo perché sarebbe stato sequestrato (notizia poi smentita) un militante italiano e assassinato un finlandese. Fino a quando farà notizia solo il Venezuela e mai il Messico o la Colombia?

OAXACA – Tre anni dopo le grandi proteste dell’Assemblea popolare dei popoli di Oaxaca (APPO), repressa violentemente dai sicari del governatore del PRI Ulises Ruiz, che causarono più di 20 morti, e con l’intera capitale occupata come in un assedio medievale dall’esercito federale, questo stato meridionale del Messico si approssima alle elezioni del nuovo governatore il prossimo 5 luglio. Ruiz, dopo anni di appropriazioni indebite dalle casse dello Stato, appare ancora più forte tanto a livello locale come nazionale, dove è uno dei simboli del revanscismo priista che punta a tornare a governare il Messico (dopo averlo fatto per 70 anni fino al 2000) approfittando della crisi del PAN di Felipe Calderón. Invece i movimenti social e tutta la sinistra, che continuano a subire una brutale e silenziosa repressione, hanno perso forza e sono divisi tra un’ala dura e un’altra dialogante accusata dalla prima di essersi fatta cooptare e a volte comprare dallo stesso governo. Quello che si vede visitando Oaxaca oggi è una sorta di “meno male che Ulises c’è”.

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(REPORTAGE) – Ciudad Juárez: Viaje al fin del neoliberalismo

Juarez3El sueño de la industrialización neoliberal se transformó en pesadilla. Ciudad Juárez, la de las maquiladoras y los feminicidios, frontera entre el norte y el sur del mundo, es hoy la ciudad más violenta del planeta. En los últimos dos años la guerra entre narcos, en la que está involucrado el ejército, ya causó 4.600 muertos y 100 mil refugiados.

Por Gennaro Carotenuto y Chiara Calzolaio desde Ciudad Juárez para Brecha

LLEGANDO A CIUDAD JUÁREZ desde el sur, la última hora de avión muestra con creciente angustia uno de los desiertos más áridos del mundo. No era así antes, cuentan los pocos lugareños autóctonos. Juárez tenía 30 mil habitantes en 1930, 300 mil en 1970, 1,5 millones en 2000, y perdió varias batallas por el control del agua del Río Bravo con El Paso, que desde 1848 pertenece a Texas.

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REPORTAGE – Ciudad Juárez: viaggio al termine del neoliberismo (seconda parte)

Juarez3 Il sogno dell’industrializzazione neoliberale si è trasformato in un incubo. Ciudad Juárez, frontiera tra il nord e il sud del mondo, la città delle “maquiladoras” e dei femminicidi è oggi la città più violenta del pianeta. Negli ultimi due anni la guerra tra narcos, nella quale è coinvolto come parte in causa l’esercito messicano, ha già causato 4.700 morti e 100.000 rifugiati.

Seconda parte, la prima parte può essere letta qui.

Reportage di Gennaro Carotenuto e Chiara Calzolaio da Ciudad Juárez

MODERNITÀ Juárez è enorme. Lo spazio urbanizzato verso il deserto non ha limiti. Le grandi strade sono percorse da decine di pattuglie dell’esercito e della polizia federale. In mimetica vanno i militari, in nero la polizia federale, entrambi in passamontagna e armati fino ai denti. I posti di blocco asfissianti rallentano il traffico in una città dove il desiderio di normalità si scontra con la realtà. Non erano passate due ore dal mio arrivo in città quando sono stato fatto scendere dall’auto per una perquisizione corporale circondato di militari armati.

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Messico violento o Messico lindo y querido? Alcune verità su violenza e narcotraffico

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La violenza in Messico è uno dei temi più controversi e discussi da sempre e la dichiarazione di guerra al narcotraffico da parte del presidente della Repubblica Felipe Calderón, in carica dal dicembre 2006, ha diffuso internamente e all’estero l’immagine di un paese dove si muore molto facilmente e sulla stampa s’è affermata l’idea di una progressiva “colombianizzazione” di molte regioni del paese. Inoltre la familiarità con la morte, con le sue raffigurazioni e il suo culto in miriadi di forme ed espressioni diverse rappresentano elementi culturali molto vivi nell’identità messicana e nell’immaginario trasmesso all’estero. … Leggi tutto

La sparizione forzata di Rosendo Radilla: il Messico davanti alla Corte Interamericana dei Diritti Umani

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Lo scorso 7 luglio si è tenuta a San José di Costa Rica presso la Corte Interamericana di Difesa dei Dirtti Umani  un’udienza che per il Messico  può essere  considerata storica.

Per la prima volta nella storia dell’Esercito e del paese, lo Stato messicano  si trova al banco degli imputati per la politica repressiva applicata dal governo e dalle Forze Armate durante la così detta guerra sucia. Il caso preso in esame, della sparizione forzata di Rosendo Radilla Pacheco, avvenuta il 25 agosto del 1974 ad Atoyac de Álvarez, stato del Guerrero, e del quale quella del 7 luglio è stata  soltanto l’udienza preliminare, è considerato infatti emblematico di centinaia di altri avvenuti in quegli stessi anni, nel decennio compreso tra la fine degli anni ’60 e la fine degli anni ’70,  quando la sparizione forzata era una modalità repressiva applicata sistematicamente in Messico  con lo scopo di rompere l’unità del tessuto sociale organizzato e di annientare fisicamente qualsiasi forma di protesta e di dissidenza.

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Caso Brad Will, il Messico mente e viola la legge. In ballo i fondi del Plan Mérida

CORREX-MEXICO-US-CAMERAMAN-DEAD-WILL Il reporter freelance statunitense Brad Will, fu ucciso da un colpo di arma da fuoco il 27 ottobre 2006 mentre stava coprendo per Indymedia New York gli scontri tra la APPO, l’Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca e la Polizia Federale Preventiva nella cittadina messicana.

Ciò durante la protesta (appoggiata dalla quasi totalità della popolazione) organizzata dal sindacato dei maestri che chiedeva migliori condizioni di lavoro e salariali, nonché le dimissioni del governatore dello Stato Ulises Ruiz Ortiz.

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La crisi e le false notizie… Matteo Dean da Città del Messico

Si gioca, ma le tribune sono vuote Città del Messico, cittadinanza in quarantena

Sembra fatto apposta. Quando l’anno scorso si cominciò a parlare di crisi finanziaria e si cominciavano a intravedere i segni dell’attuale crisi economica, il governo messicano, attraverso il suo ministro delle finanze, parlava “di un leggero catarro” per l’economia nazionale. Qualche mese dopo, smentito dai fatti – mezzo milione di disoccupati negli ultimi due mesi del 2008 -, il governo dovette correggersi: “questa è una polmonite”. La metafora, già di per sé un po’ sfortunata, sembra in questi giorni aver riscosso il prezzo dell’abuso verbale.

Dal mese d’ottobre scorso, il sistema sanitario affronta il problema del virus influenzale. Un virus poco conosciuto in questo paese, per ovvie ragioni latitudinali. Ma da ottobre, ovvero da oltre sei mesi, il sistema sanitario non riesce a contenere il problema. E mentre nella società si promuoveva la dubbia pratica delle vaccinazioni antinfluenzali, negli ospedali gli stessi operatori sanitari si ammalavano. Ed alcuni morivano. È il caso di due studenti all’ultimo anno di praticantato presso l’ospedale Juarez della capitale messicana.

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Gli Stati messicani non applicano la legge federale contro la violenza sulle donne

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foto da Nuestras Hijas de Regreso a Casa

In occasione del secondo anniversario della promulgazione della Legge generale sull’accesso delle donne a una vita libera dalla violenza, entrata in vigore il 1° febbraio 2007, Amnesty International ha denunciato che il provvedimento non ha prodotto alcun risultato nella maggior parte dei 32 stati messicani.

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Per la Repubblica c’è facinoroso e facinoroso

oaxaca-resiste Gestire un sito come “Giornalismo partecipativo” consente di scoprire cose curiose e che fanno riflettere. Per esempio, dopo una delle esternazioni di Silvio Berlusconi nei giorni scorsi contro i nostri maestri che protestano contro la riforma Gelmini, alcune centinaia di persone sono entrate cercando su Google la parola “facinorosi” (era questo il termine usato dal presidente del consiglio) per la quale questo sito (gestito da un noto facinoroso) risulta al secondo posto nel motore di ricerca.

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Messico, Oaxaca, uccisa attivista statunitense

Marcella Salli Grace

Proprio stamane riflettevo su di un saggio di Anna Carola Freschi nel quale analizzava come di Oaxaca si è parlato quasi solo in Rete (con l’eccezione de La Stampa di Torino, ma ne scrissi io dal Messico).

In quel saggio Anna Carola, che insegna all’Università di Bergamo, ed è un’eccellente studiosa di Sociologia della Rete, disciplina che insegnerà nel nostro Master in Giornalismo partecipativo, dimostra come l’unica cosa che fosse interessata ai media mainstream, italiani e non, di una crisi politica con decine di morti, fosse stata l’uccisione di un cittadino statunitense. Altrimenti zero.

Adesso arriva l’atroce notizia, via Annalisa Melandri, di un femminicidio a Oaxaca con probabili risvolti politici. Rileggeremo il nome Oaxaca sui nostri giornali? Che pena (gc).

Annalisa Melandri

E’ stato ritrovato il 24 settembre  scorso, nello Stato di Oaxaca, Messico,  il corpo senza vita di Marcela Salli Grace Ellier, cittadina statunitense, 21 anni, attivista da tempo impegnata in quella zona in difesa dei diritti umani e in solidarietà delle donne vittime di violenze e persecuzioni politiche. Ultimamente si stava occupando dei prigionieri politici e delle donne, mogli, compagne, madri, sorelle, figlie dei detenuti e delle persone scomparse o assassinate.

Salli aveva raccontato poco tempo fa di aver ricevuto minacce di morte e di essere controllata per questa sua attività che svolgeva unicamente per spirito di solidarietà senza fini economici o politici.

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Carlos Montemayor: i movimenti armati, risposte possibili a pressioni sociali ingiuste

Carlos MontemayorE’ il Carlos Montemayor analista politico e sociale, più che lo scrittore di romanzi e novelle che incontriamo in Messico. “In realtà i malati di mente che vogliono controllare il mondo fanno parte dei governi come quello di George Bush”, spiega in questa intervista esclusiva concessa ad Annalisa Melandri.

Nella sua casa di Città del Messico, nel corso di una conversazione piacevole e interessante, circondati da montagne di libri in quasi tutte le lingue del mondo (Carlos Montemayor parla perfettamente cinque lingue oltre al Greco classico e moderno e al Latino) affronta temi importanti e difficili come il terrorismo e la lotta armata, oltre alla grave situazione colombiana, spiegandoci perchè secondo lui “la Colombia è l’esempio di quello che non deve continuare ad essere l’America latina”. … Leggi tutto

Michoacán, la frontiera immaginaria

Questo articolo parla degli sguardi e delle parole della gente di Oaxaca, incontrata durante il  recente viaggio con mia moglie. Gli occhi e la voce di queste persone, indigeni e mestizos, ricchi e poveri, funzionari publici e venditori ambulanti di souvenirs, esprimono inquietudini e sogni, miserie e grandezze di questo straordinario popolo. Perdonatemi se in alcune occasioni divago nei particolari. … Leggi tutto

Illuminiamo il Messico, ma che ci sia luce per tutti


di Annalisa Melandri

www.annalisamelandri.it

Iluminemos México” (illuminiamo il Messico) è stato lo slogan che ha identificato la marcia  organizzata contro la delinquenza e l’inefficacia del governo a fronteggiarla e  che si è svolta sabato 30 agosto a Città del Messico. Si calcola che vi abbiano partecipato circa 200 mila persone, forse più,  ognuna delle quali portava  una candela accesa per “illuminare” simbolicamente il  baratro di violenza nel quale sembra essere precipitato il paese negli ultimi tempi. … Leggi tutto

La sconsiderata logorrea di Ingrid Betancourt

di Annalisa Melandri

Sono sempre più convinta  che la mossa più saggia che poteva  fare Ingrid  Betancourt una volta liberata e che ovviamente non ha fatto,  era quella di decretare un saggio e prudente silenzio stampa e godersi la sua famiglia per un mese.

Giusto il tempo di riprendersi, farsi un’idea di quanto accaduto nel frattempo, parlare con i suoi familiari della linea da seguire e poi agire di conseguenza. … Leggi tutto