di Gennaro Carotenuto, sabato 5 maggio 2012, 10:30
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Pianeta Terra

Il candidato del Partito Socialista francese François Hollande chiude la campagna elettorale galvanizzando gli elettori facendosi introdurre dall’orchestra che canta “Bella Ciao”. E François Bayrou, il candidato centrista che lo ha appena endorsato ufficialmente e senza equivoci, non si è né spaventato né scandalizzato.
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di Redazione, giovedì 14 maggio 2009, 16:15
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Italia
Non è neanche un pesce d’aprile (gc).
Recentemente lo si è visto con l’elmetto da pompiere tra gli sfollati dell’Abruzzo o con il berretto da capotreno all’inaugurazione dell’Alta Velocità Milano Roma. E prima ancora, Silvio Berlusconi era apparso con la bandana, il cappello da cowboy, il colbacco russo.
E in futuro? Essendo tipo da grandi sorprese, bisogna solo stare ad aspettare.
Eppure c’è qualcuno che, per il 2010, la sorpresa vorrebbe farla a lui. Immaginandolo, metaforicamente, con in testa l’alloro del Nobel. Per la Pace.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 4 maggio 2009, 18:54
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Italia, Media
Due noterelle a margine del divorzio del millennio, la prima giocosa, la seconda no.
Se Nicolas Sarkozy, per far dimenticare il divorzio da Cécilia, ha dovuto conquistare niente meno che Carla Bruni, Silvio Berlusconi per stare al passo e mantenere la fama di “tombeur de femmes”, dovrà provarci almeno con Laetitia Casta (tranquilli: è maggiorenne).
Non è facile verificare di cosa si occuperà stasera “Porta a Porta”, anche perché il sito di uno dei programmi più visti della televisione sembra disegnato da un informatico per Netscape 1.0. Se fossero davvero professionisti dell’infotainement dovrebbero dedicare venti puntate consecutive al divorzio del millennio. E invece… chissà…
Quello che è sicuro è che “Porta a Porta” non si occuperà del tracollo del PIL a –4.4%. La gente non capirebbe.
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di Martino Mai, mercoledì 25 marzo 2009, 11:45
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Dialoghi
LE RECENTI affermazioni del papa, secondo cui «il problema dell’ Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi, che anzi lo aggravano» hanno sollevato in Francia un uragano di proteste, mentre in Italia regna un silenzio assordante. È dunque forte la tentazione di vedere in questo sconcertante contrasto un ulteriore esempio dell’ antica contrapposizione tra una Francia ostinatamente laica e un’ Italia profondamente cattolica. In verità, la situazione è più complessa. La difformità delle reazioni va certo ascritta al peso delle differenze storiche tra questi due Paesi, ma anche a scelte politiche divergenti. In Francia le reazioni più virulente sono state quelle dei rappresentanti del governo di destra.
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di Martino Mai, venerdì 27 febbraio 2009, 13:59
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Dialoghi
di ANAIS GINORI da la Repubblica di oggi
"Io ti ho dato la tua donna". Era rimasta una battuta sussurrata da Silvio Berlusconi a Nicolas Sarkozy in conferenza stampa, durante il vertice italo-francese che si è svolto martedì a Villa Madama. Nessuno, o quasi, era riuscito a carpirla. Il Cavaliere aveva interrotto per qualche secondo il presidente francese mentre stava illustrando i risultati del summit.
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 9 gennaio 2009, 13:17
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Senza categoria
Las reacciones diplomáticas y políticas de los países de la región demuestran una vez más la incapacidad de la Unión Europea para dotarse de una sola voz y una sola política exterior. Mientras una presidencia checa de muy bajo perfil se adapta perfectamente a los intereses israelo-estadounidenses, el francés Nicolas Sarkozy, movido al menos por su personalismo, intenta jugar un papel constructivo.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 5 novembre 2008, 07:00
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Pianeta Terra
Barak Obama è presidente degli Stati Uniti. E’ ottimista chi si aspetta da lui una discontinuità politica reale che vada oltre il superamento pragmatico dei mille fallimenti di George Bush, ma sbaglia chi nega che si sia di fronte ad una discontinuità culturale reale e fortissima per almeno tre motivi.
L’elezione del figlio di un migrante alla presidenza degli Stati Uniti, un migrante dalla pelle nera, ci testimonia che i muri, i confini, i pregiudizi possono e debbono essere abbattuti, che la cultura della discriminazione, della gerarchia, delle élite e del razzismo possono essere spezzate, che i soffitti di cristallo sulla testa dei migranti, delle donne, degli sfruttati, non sono eterni e possono cadere in mille pezzi.
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di reynamiranda, martedì 4 novembre 2008, 17:01
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Dialoghi
La notizia del pomodoro nero con proprietà antitumorali, di cui ha parlato il Corriere, probabilmente fa parte di una speciale strategia dei 27 per diffondere la benevolenza nei confronti delle colture OGM in Europa.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 15 ottobre 2008, 07:46
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Media, Pianeta Terra
In pochi giorni è passato dall’essere favoritissimo all’essere ad un passo dal KO.
E’ John McCain, il 72enne candidato del partito repubblicano statunitense, affondato dalla dimensione storica del fallimento totale del bushismo dal quale può differenziarsi solo a parole.
Stanotte McCain affonta l’ultimo dibattito contro Barack Obama. Deve rimontare un distacco che qualche sondaggio vede già in doppia cifra. Lo deve fare in trasferta, parlando di risposte da dare alla crisi economica e non di truppe da spostare e nemici da bombardare.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 14 luglio 2008, 13:22
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Italia, Pianeta Terra
Siamo alla fine dell’era del petrolio e forse l’agonia sarà più breve del previsto. Vi ricordate quel vecchio film nel quale di fronte all’aumento del prezzo della benzina il protagonista rispondeva: “e che mi importa, tanto io sempre tremila lire metto”? Ebbene, oramai la benzina costa più di tremila lire al litro e forse anche il protagonista del film (chi era?) comincerebbe a preoccuparsi. Fino a quando ci potremmo materialmente permettere di prendere la macchina per andare al supermercato? Fino a quattromila lire? Fino a cinquemila? Diecimila?
Meno male che a noi pensa il gigante buono del Mulino Bianco che solo i malevoli comunisti chiamano nano. Guardate qua: «I Paesi consumatori si incontrino al più presto, magari a Londra, per mettersi d’accordo su un prezzo massimo e ragionevole che non possa essere superato», ipse dixit Silvio Berlusconi a Parigi yesterday.
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di Giuseppe Aragno, sabato 12 luglio 2008, 09:22
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Dialoghi
Poche parole, quante non ne dicono televisioni e giornali di regime in questo luglio di vergogna che difende i diritti dei bambini rom schedandoli come volgari delinquenti, mentre impedisce ai giudici di processare i criminali veri; luglio di vergogna che difende il diritto alla privacy del capo del governo, alla sbarra per corruzione, regalandogli l’immunità. Mai vista tanta ingiustizia in nome della giustizia.
Marina Petrella, ex brigatista, ha alle spalle una condanna all’ergastolo e otto anni di galera scontati per “pena preventiva“. Vive in Francia da oltre diciassette anni alla luce del sole: non è clandestina, lavora, ha una figlia, possiede regolari documenti e non ha mai tenuto nascosto il suo terribile passato. E’ andata così perché nel 1985, al Congresso della Lega dei diritti dell’uomo, Mitterand, non ultimo tra i presidenti della repubblica francese, prese solennemente impegno di concedere asilo politico a tutti gli italiani fuggiti in Francia in seguito alle vicende legate ai cosiddetti anni di piombo. … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, sabato 5 luglio 2008, 13:40
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America latina, Media, Pianeta Terra
Ingrid Betancourt si sta trasformando rapidamente in un’icona pop, una Lady Diana del XXI secolo, una donna del destino che i media hanno già deciso che vincerà le elezioni, avrà il Premio Nobel e farà sei al Superenalotto. Perciò tutti le chiedono i numeri, e di predire il proprio destino e quello altrui. Chi le vuol bene, come Clara Rojas o Piedad Córdoba, invita a lasciarle il tempo di atterrare su questo pianeta, prima di dar peso alle sue prime sorprendenti dichiarazioni politiche. Intanto altre tre versioni sulla sua liberazione contrastano con la verità ufficiale.
La donna del destino
Ingrid Betancourt sarà presidente della Colombia. Lo hanno deciso il Time, Cosmopolitan e Vogue. Non hanno consultato i colombiani, ma nelle vie Solferino ciò è un dettaglio insignificante. E comunque è sicuro, lei è la donna del destino che salverà l’America latina da se stessa e poi si dedicherà alla cura del cancro, sarà segretario generale dell’ONU e infine fonderà un lebbrosario a Calcutta.
Intanto lei prosegue la sua tournée mostrando un’energia degna di chi sono sei anni che è in vacanza a Cortina. Dopo il grande successo di Bogotà e Parigi è attesa la sua apparizione nel cielo di Lourdes tra due ali di arcangeli, troni e dominazioni. Subito dopo sarà in Vaticano e si vocifera che nel ’29 via della Conciliazione sia stata aperta in previsione di questa visita.
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Il primo pensiero è di allegria, allegria per Ingrid Betancourt e per gli altri 14 sequestrati liberati, tra i quali tre mercenari statunitensi, che in qualunque altro conflitto al mondo sarebbero stati da tempo passati per le armi.
Il secondo pensiero è perchè non si spenga la luce sulle centinaia di ostaggi che restano nella selva nelle mani delle FARC. Si vedrà se l’interesse dei benpensanti europei per la selva colombiana era genuino o era solo figlio del colonialismo mentale e razzista con il quale l’Europa guarda ai drammi del Sud del mondo. Se le luci sulla selva si spegneranno dovremo amaramente concludere una volta di più che è così, che la benpensante Europa si mobilita solo se qualcuno buca lo schermo. Altrimenti se ne frega.
Il terzo pensiero è per Álvaro Uribe, apparente trionfatore della giornata di oggi. La giornata per lui si era aperta nel peggiore dei modi, come si era aperta la settimana, il mese, l’anno. La Corte Suprema, con parole insolitamente dure, aveva preteso il rispetto delle proprie decisioni da parte del Presidente che non accetta che la sua stessa rielezione, nel 2006, sia stata viziata dalla corruzione nella forma e nella sostanza e che potrebbe perfino essere annullata.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 7 maggio 2008, 08:15
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America latina, Pianeta Terra
Il caso di Ingrid Betancourt, ad un mese esatto dall’ultima teorica speranza di liberazione, quando Parigi mandò un aereo attrezzato in loco, è di nuovo “ad un punto morto ed è necessario ricominciare di nuovo”. Lo ha affermato il Ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, in visita in America latina.
A tal fine Kouchner, a Caracas, ha consegnato al presidente venezuelano Hugo Chávez una lettera del presidente Nicolas Sarkozy perché il suo omologo venezuelano “usi tutti la sua autorità per riaprire la prospettiva di un accordo umanitario tra governo colombiano e FARC”.
Secondo Kouchner, Chávez si è detto “sempre disposto a lavorare alla risoluzione del caso”, dal quale fu estromesso dal suo omologo colombiano Álvaro Uribe.
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di Guido Piccoli, domenica 30 marzo 2008, 11:26
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Dialoghi
In Colombia si parla di uno schema per liberare Betancourt. Le vittime meno illustri della guerra non interessano
Guido Piccoli – Il Manifesto
Ingrid Betancourt e Natalia Tuberquia. La prima è arcinota, tutto il mondo è preoccupato della sua sorte. Nessuno invece conosce Natalia, 6 anni, uccisa il 21 febbraio 2005, insieme col fratellino Santiago di 18 mesi, i loro genitori Alfonso e Sandra, il leader della Comunità di pace di San Josè di Apartadò, Luis Eduardo Guerra, la sua compagna Bellanira e il figlio Deiner di 11 anni. A dispetto del conformismo informativo, cominciamo da Natalia.
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