Thursday 09 February 2012, 10:01

Gli articoli con tag: " Nicola Calipari "

Quando lo Stato si prepara ad assassinare, si fa chiamare patria. (F.Durrematt)

Forse siamo arrivati ad un punto di svolta nella percezione del nostro imperialismo.

Ricordate l’indignazione montata durante la morte di Calipari?

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Giuliana Sgrena torna in Iraq. Per tutti noi

L’assassino torna sempre sul luogo del delitto. Ma la vittima di solito no.
Invece c’è una giornalista – intrepida o un po’ folle, dipende dai punti di vista – che ha deciso di rivarcare i confini del proprio incubo personale per continuare a fare il suo mestiere sul campo, secondo coscienza. … Leggi tutto

Sicurezza!

Sicurezza:  “All’Europa serve un drizzone”!

Con l’ “operation malicious morgages”- che significa all’incirca operazione ipoteche dannose- in America l’FBI ha fatto una retata a  Wall street:  incriminate 406 persone, 300 delle quali arrestate per fallimento dei fondi speculativi, frode, complotto e insider trading.  Sono in crisi i mutui subprime, i cittadini possono stare quindi   dormire sicuri sotto le stelle e le  strisce. … Leggi tutto

Nicola Calipari come Fabio di Celmo, i morti del Cermis e il sequestro di Abu Omar

Cermis La vedova di Nicola Calipari vorrebbe restituire la medaglia al valore data al marito, ammazzato in Iraq dal fuoco amico. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, le telefona per esprimerle solidarietà. Se non ci fosse da piangere si potrebbe citare Fabrizio de André: “Si costerna, si indigna, si impegna e poi getta la spugna con gran dignità”.

Il problema è che la decisione della Corte d’Assise è corretta, realista, soprattutto realista e si appoggia su eccellenti precedenti che la politica fornisce alla magistratura.

Andiamo a memoria. E’ facile. Ricordiamo che né Castelli né Mastella (gli ultimi due guardasigilli) hanno dato corso alla richiesta della magistratura per processare i sequestratori di … Leggi tutto

Lorenzo d’Auria, fuoco amico o nemico?

AFGHANISTAN-FRANCE-ATTACK I media mainstream sanno bene come celare le notizie. Parlano di soglia d’attenzione che fatalmente scema… Ma a volte è come se ad un romanzo giallo strappassero le ultime pagine. Lorenzo d’Auria, l’agente del SISMI ferito a morte in Afghanistan, è … Leggi tutto

Fabio di Celmo, il parlamento italiano batte un colpo e chiede l’estradizione di Luís Posada Carriles

Se non fosse solamente il primo passo, e che l’Italia non ha una gran tradizione nell’esigere giustizia (dagli armadi della vergogna, al Cermis a Nicola Calipari), sarebbe una notizia da celebrare. La Camera dei deputati ha approvato un ordine del giorno, del quale era primo firmatario il parlamentare del Pdci Jacopo Venier, con il quale impegna il governo a chiedere l’estradizione del terrorista Luís Posada Carrilles, reo confesso -nello specifico- dell’assassinio del cittadino italiano Fabio di Celmo.

Fabio era un ragazzo di 32 anni, assassinato all’Avana nel settembre del 1997, in una campagna terroristica pensata per … Leggi tutto

Il potere intollerabile del pacifista Gino Strada

"Lo abbiamo scritto a più riprese: è Gino Strada il grumo torbido che fa bassa demagogia, inquina la lotta al terrorismo e degrada l’immagine italiana nel mondo. Ma ora c’è qualcosa di ben più grave: è l’evidente legame intessuto di connivenze e ricatti sotterranei tra il sedicente operatore umanitario e il governo della Repubblica".

Così apre il quotidiano Il Giornale, nell’editoriale firmato dal fondamentalista neoconservatore Massimo Teodori. E’ furioso Teodori, non si controlla e scaglia parole come pietre: "Gino Strada il grumo torbido…", "le connivenze e ricatti sotterranei tra il sedicente…". Il governo della Repubblica connivente con un pacifista… Qualunque cosa significhi sarebbe una notizia. E bella.

Avevamo previsto ieri che le parole -indubbiamente gravi- di Gino Strada, avrebbero creato uno show mediatico anti-Emergency e soprattutto anti-pacifista. Soprattutto anti-pacifista perché nessun merito, nessuno spazio, deve essere concesso alla cultura antimilitarista, soprattutto quando questa diventa parte attiva della soluzione delle … Leggi tutto

Caro Aldo Forbice, viva Daniele Mastrogiacomo, viva Gino Strada, viva Massimo d’Alema

Causa nausea la caccia all’uomo scatenatasi nei confronti del governo, del "comunista" Gino Strada e di Peacereporter, di quei talebani di Emergency, perfino dei rossi (?) de La Repubblica, quotidiano che sull’Afghanistan ha l’elmetto in testa come il Washington Times o Fox Tv, dopo la liberazione dell’inviato Daniele Mastrogiacomo dopo 15 giorni di prigionia in Afghanistan.

La caccia all’uomo si è estesa subito allo stesso ex-rapito, Daniele Mastrogiacomo. A questi non è sufficiente avere posizioni favorevoli alla guerra, e non aver nemmeno mai peccato in gioventù scrivendo per il Manifesto o Lotta continua, com’è successo invece a molti delle più belliciste penne nostrane. Sono riusciti a criticare perfino che la figlia gli sia corsa incontro per abbracciarlo! Meglio sarebbe stata un’orfana. Avrebbe rinsaldato il patriottismo, per gente alla quale piacciono di più le spoglie "rimandate a casa nelle bandiere / legate strette perché … Leggi tutto

I funerali del soldato – uso pubblico del lutto negli Stati Uniti e in Italia

Radio, Tv e giornali italiani danno discreto spazio al fatto che il quotidiano statunitense New York Times, per la prima volta in tre anni e mezzo, mostri le immagini del funerale di un caduto in Iraq. È il New York Times, non la Fox, eppure la notizia resta rilevante. Se George Bush non è mai andato ad un solo funerale dei 2811 caduti in Iraq finora ufficialmente celebrati, mentre in Italia la presenza delle massime cariche dello Stato è indispensabile, ci sono ragioni e differenze culturali profonde.

La notizia, e la rappresentazione della notizia, offrono la possibilità di molteplici spunti di riflessioni su Stati Uniti, Italia, guerra e rappresentazione della morte. Il primo è l’intimità della cultura dominante statunitense con l’idea della morte in combattimento. Morire in guerra è un fatto possibile negli Stati Uniti laddove in Italia risulta intollerabile. La morte in guerra è accettabile socialmente, redime ed è perfino desiderabile se dà alla legione straniera -guatemaltechi, honduregni…- che in larga misura combatte le guerre statunitensi, l’ambita cittadinanza ?americana?. Come nelle guerre combattute fino alla prima metà del XX secolo, sotto la bandiera a stelle e strisce si cade combattendo, eroicamente, offrendo il petto al nemico. La morte in guerra ha quindi un senso, patriottico e di riscatto personale. Intendere la guerra come ?inutile strage?, per stare a Benedetto XV, non ha cittadinanza in questa parte della cultura statunitense.

Tuttavia, anche negli Stati Uniti, la morte in guerra ha comunque un peso politico che per la classe dirigente è opportuno evitare di sostenere. Dissociare il caduto in guerra dall’evento del funerale di questo è una scelta politica necessaria. Il caduto muore pubblicamente in Iraq, poi viene seppellito privatamente in … Leggi tutto

Brecha – Berlusconi juega a la crisis institucional

Romano Prodi, con una mayoría casi inexistente en el Senado, intentará formar un gobierno que nace débil pero que es la única alternativa al retorno de Silvio Berlusconi. Éste, con el respaldo de George W Bush, se atrincheró en no reconocer el ajustado triunfo de la centroizquierda en Italia. Es una asonada inquietante que no tiene precedentes en Europa occidental.

Gennaro Carotenuto desde Roma
La Cassazione, la Suprema Corte italiana, después de una semana de recuentos exigidos por el primer ministro Silvio Berlusconi, que pretendió que ?los resultados deben cambiar?, confirmó el miércoles que … Leggi tutto

La settimana decisiva

Se Romano Prodi non sarà incaricato da Ciampi prima dell’elezione del Capo dello Stato, probabilmente avrà già perso la partita e dovrà passare la mano. Con lui avrà perso chi ha sperato in una svolta, anche minima. Da Berlusconi a Bush al Financial Times, in troppi lavorano contro il centrosinistra (e l’Europa) tessendo una tela a metà tra la bassa cucina e il piano eversivo.

La settimana iniziata oggi deciderà delle sorti di Romano Prodi e del suo governo. Domani … Leggi tutto

Medaglia a Quattrocchi: dissento fermamente

In piena facoltà mio caro Presidente, le scrivo la presente che spero leggerà.
Le scrivo in merito alla medaglia al valore concessa al cittadino italiano Fabrizio Quattrocchi. Questi uscì illegalmente dall’Italia con incarichi imprecisati di natura paramilitare, connessi alla guerra in Iraq, ed ivi fu ucciso in circostanze drammatiche. Qualcuno definisce Quattrocchi vigilante, ma altri credono di chiamarlo a ragion veduta mercenario. Ha svolto indagini, caro presidente, sulla vera natura della presenza in Iraq di Fabrizio Quattrocchi ed i suoi, prima di assegnargli una delle più alte onorificenze della nostra democrazia?

Egregio Presidente, colpisce che per i cosiddetti “eroi di Nassiriya” non sia stata riservata la stessa medaglia d’oro né lo stesso vitalizio concesso ai familiari di Quattrocchi. Colpisce che niente di tutto questo sia stato da lei concesso alla memoria del costruttore … Leggi tutto

La vedova di Nicola Calipari al Ministro Antonio Martino: “Vergognati”

Rosa Calipari è seduta al fianco del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, durante il discorso del Ministro della Difesa (Forza Italia) Antonio Martino, mentre quest’ultimo attribuisce all’”oscuro disegno del fato”, la morte di Nicola, suo marito. E’ la cerimonia per ricordarlo ad un anno dalla morte. Si svolge alla sede del Sismi di Forte Braschi ed è stata appena scoperta una stele in suo onore. Martino termina di parlare, Rosa Calipari gli si avvicina terrea in volto e lo apostrofa con un inequivocabile: “Vergognati”.

E’ andato così oltre il comportamento omissivo di Antonio Martino da scegliere proprio la commemorazione di Nicola Calipari per assolvere definitivamente i suoi assassini. E’ andato così oltre che perfino il vice presidente del consiglio Gianni Letta, deve smorzare e quasi … Leggi tutto

Tutta invidia!

What’s America? Mbeh? Ha ragione Fedele Confalonieri ad affermare che Mediaset, trasmettendo l’intervento di Silvio Berlusconi al Congresso degli Stati Uniti, abbia risposto al “dovere” e non semplicemente al diritto di cronaca. Ha ragione, e se il centrosinistra si è attaccato alla diretta di Canale5 è perché non poteva (voleva) scegliere altri argomenti per criticare lo spottone berlusconiano. Da che mondo è mondo gli sherpa lavorano anni per ottenere una ?photo opportunity? col presidente degli Stati Uniti o per un intervento al Congresso. In un sistema imperiale c’è qualcosa di strano? E attenzione che Benedetto XVI, ancor più sotto elezioni, farà un altro grande favore all’amico Silvio. Senza far politica per carità. Sarà curioso vedere se e come il centrosinistra giudicherà quell’evento e se oserà criticare il pastore tedesco.

Se il centrosinistra avesse argomenti, anche senza usare la retorica sanguinolenta di Diliberto, li userebbe. Invece, quella che traspare, è solo l’invidia per il successo di Berlusconi. Infatti, cosa ha detto ieri Berlusconi di diverso da quello che avrebbero detto … Leggi tutto

Caso Nicola Calipari e Giuliana Sgrena: incriminato il presunto assassino

Fa quasi tenerezza sapere che la Procura della Repubblica di Roma ha incriminato Mario Lozano (un marine proveniente dal più povero quartiere di Nuova York) per l’omicidio volontario di Nicola Calipari. Fa tenerezza perché è chiaro che le possibilità di estradizione per il presunto assassino sono vicine a zero. Vale la pena di ricordare che … Leggi tutto