Friday 25 May 2012, 06:12

Gli articoli con tag: " Nazismo "

Chi racconta i fattacci d’Israele e della Palestina, facendosi i nostri

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I  testi che vi propongo sono due articoli: da un israeliano Ran Hacohen agli israeliani, da  un’italiano Paolo Barnard agli italiani e una lettera di  una cooperativa siciliana di Alcamo ricevuta  da alcuni GAS fiorentini (Gruppi di acquisto solidale)  che  ricevono i loro  prodotti e che cercano nei fatti quotidiani di vivere e far vivere un presente diverso e migliore.  Sono tre NON noti ai Media, se non nella misura di NON renderli noti: vogliono coinvolgerci nei fattacci d’Israele e della Palestina, nella storia presente che viene raccontata, come in passato, a mo’ di santa favoletta. E’  “anche”  la nostra storia e il nostro presente. … Leggi tutto

Lettere che contano – raccontano – disturbano, a fine 2008



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Talmente vero da essere quasi del tutto falso

Definendo le leggi razziali “una pagina vergognosa della storia italiana. Quelle leggi hanno rappresentato uno dei momenti piu’ bui nelle vicende de nostro popolo” Gianfranco Fini non smentisce la propria continuità con il politicantismo italiano. … Leggi tutto

Vola Casa Bianca Vola

Stiamo in una botte di ferro: allegri Italiani! In uno Studio Ovale, denso come solo un uovo può esserlo, di “sostanza”, in una Casa Bianca che più bianca non si può per quante candeggine ha visto, nel Grande Paese, si sono incontrati i Due, in un secondo lunedì di ottobre, 13, che ad alcuni porta bene: amici “impegnati insieme per trovare soluzioni” alla crisi economica globale. In un giardino di rose, senza spine s’intende, l’Uno, modestamente più basso e consapevole che l’Altro, è l’Americano, per antonomasia e per elezione, lo chiama “gli americani”, che hanno  “salvato il mio paese e l’Europa da fascismo, nazismo e comunismo… Ci hanno aiutato a uscire dalla povertà grazie al piano Marshall”. L’ amicizia personale, trasmuta in amicizia di popoli. L’Altro ha buona faccia e gioco,  per rispondere alla spalla, di cui apprezza la disponibilità, che è certo che farà di tutto per “modificare le restrizioni sui luoghi in cui possono operare le forze italiane in Afghanistan”. … Leggi tutto

Verona e Castelvolturno unite nel razzismo?

Interrogarsi ancora se il massacro di Castelvolturno sia stato o no un massacro razzista, se non toglie troppo tempo ad altre attività, non è detto che sia proprio inutile. … Leggi tutto

Mortacci dell’8 settembre

Li mortacci tua – li mortacci vostra: non credo che debba tradurre questa colorita e cadaverica affermazione ed imprecazione romanesca ma questo mi è venuto in mente leggendo i ben 4 messaggi arrivati da Tim sul cellulare, pari a quelli ricevuti l’11 settembre del 2001. … Leggi tutto

All’Ombra dei Rom

Cominciamo dai quelli che rubano sporcano delinquono falsificano, cominciamo dai Rom, magari:’per i bambini rom nati in Italia senza i genitori dovremmo garantire la cittadinanza italiana, un nome e un cognome per dargli tutela e identità, una cittadinanza non per ius sanguinis ma per ragioni umanitarie’, propone e  dispone Maroni.

Questo incipit, non è un aborto umanitario-giustizialista estivo, nasce  da un parto lontano, quasi un’ottantina di anni fa. In Europa, tra le due guerre, si era sperimentata l’eliminazione, quanto meno il controllo dei ‘devianti sociali’ e degli stranieri.  Tra il 1926 e il 1972, venne condotta l’operazione in Svizzera dell”Enfants de la grand-route’(Bambini della strada maestra): oltre seicento bambini jenisches furono sottratti a forza alle loro famiglie, bisognava ‘Sradicare il male del nomadismo’. Quella bella ‘Opera di soccorso’  era stata fondata e diretta fina dal 1926 , dal dottor  Alfred Siegfried , benefattore amatissimo dalla  polizia e dalle autorità pubbliche cantonali e comunali: ‘Chiunque voglia combattere efficacemente il nomadismo deve mirare a far saltare la comunità dei girovaghi e porre fine, per quanto ciò possa apparire duro, alla comunità familiare. Non esistono altre soluzioni’. Tutto questo è scritto ampiamente nell”Eugenetica in Europa tra le due guerre e oltre’ da Laurence Jourdan, per chi voglia approfondire. Settanta anni ci distaccano dal 1938, in cui l’Italia adotta le leggi razziali, il papa Pio XII tace addolorato, la Svizzera chiude le frontiere, in Germania si intensificano le ostilità contro gli ebrei, la conferenza di Evian sui profughi fallisce, l’Italia adotta le leggi razziali.  Parlano i giornali svizzeri,  come il cattolico Giornale del Popolo, allineato alle posizioni del Vaticano che  condanna gli eccessi nazisti, ma vede di buon occhio il fascismo italiano e ritiene opportune le legislazioni discriminatorie, purché vengano prese con cristiana “mitezza e persuasione”. Silvana Calvo, ricercatrice ticinese, pubblicò nel 2005  un interessante studio intitolato “1938, anno infame. Antisemitismo e profughi nella stampa ticinese” in cui spiega come   la stampa del Canton Ticino informava l’opinione pubblica sul crescente antisemitismo in Germania e sulla politica confederata in materia di profughi, malgrado alcuni organi della sinistra, come Libera Stampa, Avanguardia e Popolo e libertà, condannavano senza indugi il nazismo e il fascismo.
Ma venendo all’oggi, l’opposizione sinistra al governo,  partorì anch’essa un sublime luogo di contonimento che è il Cpt, firmato da una parlamentare, la signora Turco e dall’attuale presidente della Repubblica italiana, Napolitano. Maroni può agevolmente incalzare: ‘togliere la patria potestà a chi manda i figli a rubare o a chiedere l’elemosina. Anche solo a vendere rose. Del resto nel 2007 l’allora ministro Rosi Bindi disse che occorreva difendere i minori anche ricorrendo alla rilevazione delle impronte digitali’. Gioco facile quindi anche per un’altra signora del Pdl-An all’Europarlamento, Angelilli , intervenire sul dibattito impronte digitali rom, nell’Aula a Strasburgo, dicendo:’Questo dibattito mi dà l’occasione per rivolgere delle domande alla sinistra, che con tanta solerzia ha pensato di utilizzare il Parlamento europeo per giudicare in maniera del tutto impropria, pretestuosa e preventiva l’applicazione di un’ordinanza italiana che è ancora in fase organizzativa’. La seduta di luglio,  si è conclusa con 284 voti favorevoli, 329 contrari e 11 astensioni, e  ha bocciato un emendamento presentato da Roberta Angelilli e Mario Borghezio , quello  che invitava l’Italia “a continuare il suo impegno per affrontare l’emergenza sociale e umanitaria e per assicurare il ripristino delle condizioni di legalità, sostenendo politiche per la lotta al lavoro nero minorile, allo sfruttamento dei minori e della prostituzione”. Questo accade al Pe. Da noi, in  estate, magari afosa come dice la Rossanda, ci si indigna, seduti all’Ombra o sdraiati per l’abbronzatura, a malapena  per il Lodo Alfano…Noi dobbiamo delegare: siamo o non siamo, come dice l’onorevole Borghezio, ‘cittadini esasperati e nauseati dagli spettacoli da quarto mondo che offrono generalmente i campi nomadi, a cominciare dalla realtà di Roma, frutto dell’assoluto disinteresse di Veltroni’?
Dalla Lotta di Popolo alla Rinascita Nazionale: i dispersi si sono ritrovati nell’appello di Gaudenzi e di Pietro Sella nell’Università d’Estate a Erba, in cui si concluse: ‘La genetica  insegna che la società multirazziale è irreversibile; la freccia del tempo ha una sola direzione. Se dobbiamo batterci occorre farlo subito. Pentirsi domani di quanto non si è fatto oggi non servirebbe a nulla. Nessuna razza inquinata può tornare quel che era; nessun popolo che abbia perso la sua identità etnica potrà mai più recuperarla. Quel che è certo anzi è che in esso scompare l’interesse all’indipendenza politica e la voglia di difendere, per i figli, quella economica. Un popolo privo di identità diventa un gregge che si muove docile nella direzione voluta dalla Grande Finanza. È per questo che a noi non interessa che gli immigrati siano regolari, istruiti, magari cattolici. La presenza di masse di stranieri inassimilabili per ragioni di razza, di religione, di cultura, è comunque, per qualsiasi Paese, assolutamente negativa. Ci auguriamo che nella prossima legislatura, la Lega e quelle forze che specie al centro e al sud si coaguleranno intorno a Rinascita Nazionale, abbiano i numeri per imporre i grandi cambiamenti necessari’. Se avessero potuto avere gli Endsieg -Vittoria finale, li avrebbero fatti cantare  il pezzo Kanaken.
Tornando al presente, Maroni ha fatto notare  che i bambini rom, vivono in condizioni eccezionalmente disagiate, che necessitano di misure eccezionali: «Quei bambini dividono il loro spazio con i topi. Tutti coloro che protestano dicano se se la sentono di consentire che oggi in Italia in questi campi i bambini convivano con i topi».
Chissà se Maroni ha mai letto MAUS di Art Spiegelmann, disegnatore di sublimi fumetti e topi? Nel suo libro, gli ebrei sono raffigurati come topi, i tedeschi come gatti, i polacchi come maiali, gli americani come cani e gli svedesi come cervi. Mancano gli italiani, ma qualcuno ci sta lavorando a questo ‘disegno’, anche se è estate e noi possiamo cantare come Fiorello con i Veltroni-boys, sul pulman del Pd, solo pochi mesi fa: ‘ Arrivederci Roma…ma  che ce frega ma che ce ‘mporta’…a gennaio c’è tempo. In alto i nostri medi e la croce, magari celtica.

Doriana Goracci

Berlusconi può anche far ridere

Leggo attentamente ciò che si scrive con malcelato compiacimento sull’intento del governo di giungere rapidamente ad uno “stato d’eccezione“. La “democrazia totalitaria” che da tempo vedo profilarsi nitidamente all’orizzonte mi conduce con angoscia a Karl Schmitt, giurista, filosofo della politica e nazista convinto, e mi turba il sonno con i suoi terribili grovigli. Se non sei un “democratico” convinto – e io non lo sono, perché più passa il tempo, più la democrazia mi appare solo un funesto raggiro – come spieghi a te stesso il disagio per una crisi che ha i caratteri di un’emergenza democratica? … Leggi tutto

Un Italo da rottamare

L’Italo che potete ammirare qui, che “odia i froci” ma “ama il suo camerata” è uno dei tanti supereroi della vita quotidiana , ideati da Lorenzo “Q” Griffi e Michele Soma, al centro della campagna comunicativa del Gay Pride bolognese del 28 giugno. Soprannominati puraido [1], “trasudano cultura manga ma ritraggono persone in carne e ossa, sono figure molteplici che abbattono ogni stereotipo, portando in pubblico ciascuna il proprio nome, età, esperienza“.
Sarà, ma il camerata Italo credo proprio che vada rottamato [2], e cercherò di spiegare (dal mio punto di vista), perché. Non è semplice ovviamente, tant’è che questo post è stato in “quarantena” per giorni [3], volevo evitare un “commento a caldo”, ma neanche mi sembrava eticamente corretto cavarmela con un freddo (ma sicuramente più elegante) “no comment”. E purtroppo questi tempi bui ci costringono continuamente a sporcarci le mani.
A scanso di equivoci dico subito che non sono un’anima bella: ho sempre avuto ben chiaro che l’ innocenza degli oppressi è poco più di una favola e che essere soggetti storicamente “dominati” e “inferiorizzati” (donne, gay/lesbiche, “neri/nere”…) non garantisce un “innato” (o “naturale” e “spontaneo”) antifascismo, antirazzismo e antisessismo.
So benissimo che ci sono sempre stati gay di destra (e oggi GayLib ne è solo la faccia più presentabile), come anche gay nazisti, antisemiti, razzisti … Per non parlare di quelli “islamofobi” [4]. Per inciso penso che questo sia vero anche per le lesbiche (e infatti non capisco, se si volevano rompere gli “stereotipi”, perché Italo e non Itala …) [5].
Quindi l’esistenza e la miseria dei gay di destra mi/ci sono note. Non è questo il punto. Le questioni sono altre. E secondo me piuttosto gravi.
In molt* [6] hanno preso le distanze da lettere e inviti di note organizzazioni lgbt ad Alemanno e ad altri esponenti della destra di governo, rifiutando l’ingiunzione “
al pragmatismo, alla ricerca del dialogo, anche con rappresentanti delle istituzioni che si ispirano ad ideologie fasciste“. E’ questo un “problema” che non riguarda solo il movimento lgbt: sappiamo che il “superamento” di destra e sinistra è uno dei leitmotiv della nuova destra, da tempo abbracciato anche da esponenti di sinistra, istituzionali e non.
Ma se è vero che questo paese sta accelerando la corsa verso una compiuta forma di fascismo (e credo che sia vero[7]), abbiamo la responsabilità – tutti e tutte – di vigilare e prestare maggiore attenzione critica (e autocritica).
E in questo scenario che il “camerata Italo” è tutt’altro che “
simpatico, sereno e tranquillizante” e non capisco quale sia, nel caso di questo puraido specifico, la capacità di “veicolare dei messaggi che, in questi giorni, trovo veramente fondamentali“, come scrive qualcun*.
Per quanto mi riguarda – molto pragmaticamente -, i messaggi che veicola sono quelli che possiamo leggere di fianco alla (simpatica, beninteso) immagine:
“Essere maschio significa picchiare, soprattutto i froci, meglio se in tanti contro uno, perché l’onore virile deve essere difeso. Se poi ti accorgi che il sabato sera, a CasaPound, al concerto del tuo gruppo nazirock preferito la vista del tuo camerata a torso nudo ti eccita, ti racconti che non importa, perchè tanto tu e lui siete camerati, e poi non puoi essere frocio, perché non ti senti “sensibile”, non vesti alla moda, non ascolti Madonna”[8].
Effettivamente CasaPound è
sbarcata a Bologna il 18 maggio con l’apertura di un “centro sociale” (CasaPound Italia Bologna) in via Toscana, alla periferia sud-est della città, in uno stabile in affitto dalla Fiamma Tricolore, tra manifesti di Iannone (creatore di CasaPound a Roma) e Radio Bandiera Nera.
Dal Corriere di Bologna: “si definiscono ‘antimperialisti, anticlericali, fascisti e fieri di esserlo’. Revisionisti se – spiegano – per revisionismo si intende raccontare la verità sulle foibe [9]. ‘A Bologna siamo all’inizio, nonostante sia una città a noi ostile, siamo convinti di poter fare molto’, spiega Carlo Marconcini, ideatore del centro sociale e voce della radio insieme ad Alex Vignali, che aggiunge: ‘CasaPound nasce anche per occupare, ma per farlo ci vogliono i numeri e noi, a Bologna, forse non siamo ancora abbastanza. Ci sono i transfughi di Azione Giovani, ragazzi che frequentano Forza Nuova, gli oramai ex Fiamma come noi, ci sono le ragazze di Donne Azione e quelli del Blocco studentesco‘. In tutto, per ora, una trentina di camerati ‘duri e puri’, che rifiutano di avvicinarsi alla Destra di Storace, che definiscono ‘amici con percorsi diversi’ i militanti di Forza Nuova e che di Alleanza Nazionale sentenziano: ‘sono nulli’”.
Non so quant* hanno voglia di ritrovarseli vicini al Gay Pride. Dico così per dire, ovviamente. Perché – per intanto – i segnali di “dialogo” da parte di costoro mi sembrano veramente poco incoraggianti: alcuni manifesti con i puraido in bella mostra sono stati imbrattati con svastiche e scritte affatto dialoganti [10].
[1] Qui e qui trovate la spiegazione del termine puraido, se ho ben capito la translitterazione della parola katakana ovvero orgoglio (pride).
[2] Il concetto di “rottamazione” applicato al camerata Italo mi viene da Paola Guazzo, che ringrazio.

[3] E tra l’altro è stato scritto “a tappe” (cerco di chiuderlo oggi, venerdì 30): il solito poco – anzi pochissimo – tempo e tante altre spiacevolissime urgenze verso le quali ho cercato di convogliare le mie energie in esaurimento. L’ultima notizia è che i testimoni della morte di Hassan Nejl sono stati prontamente “rimpatriati” in Marocco con un volo dall’aeroporto di Malpensa.
[4] Ho sempre avuto delle grosse perplessità circa il termine islamofobia. Lo uso per semplicità, perché oramai è entrato nel dibattito corrente e tutt* ne capiscono il senso.
[5] Tutt’al più posso immaginare che le lesbiche, pur di destra, rifiutino il ruolo di madre, moglie, angelo del focolare con scopa e ramazza rivendicato, anche pubblicamente, da altre appartenenti al genere femminile. Se è una mia pia illusione non esitate a comunicarmelo.

[6] Ad esempio qui.

[7] Basti pensare all’omicidio di un ragazzo a calci e pugni ad opera di un gruppo di fascisti vicini a Forza Nuova fatto passare per atto di bullismo, al quasi linciaggio di alcune trans romane ad opera di una folla inferocita sotto lo sguardo compiacente della polizia, ad Almirante (antisemita, fucilatore di partigiani/e e terrorista) che diventa un “esempio da seguire”, agli attacchi con bombe molotov ai cosiddetti “campi nomadi” in diverse parti d’Italia in seguito alla falsa notizia (strombazzata dalla maggioranza dei media) dell’ennesimo rapimento di un bambino da parte di una zingara, e infine alla morte di Hassan nel Cpt di Torino (che è solo l’ultima di una lunga serie) e al “rimpatrio” degli unici testimoni …
[8] Probabilmente chi ha schizzato questo ritratto del “camerata Italo” non ha letto George L. Mosse, Sessualità e nazionalismo (1982).
[9] Peccato che la verità sulle fobie sia già stata raccontata. E bene. Vi invito a leggere l’articolo di Claudia Cernigoi, Il pozzo artificiale, pubblicato sull’ultimo numero di Zapruder (che ho segnalato
qui) e il sito La Nuova Alabarda, che trovate qui di fianco in Segnaletica.

[10] Qualcun* ovviamente potrebbe obiettarmi che non si tratta del manifesto con il camerata Italo. Content* voi …

Derattizzare (lettera straordinaria di Ettore Masina)

Oh, non turbate il Santo Padre, che è vecchio e stanco. Ditegli che c’è un guasto nei ripetitori di Ponte Galeria e perciò nei palazzi vaticani  per qualche giorno radio e televisori sono in black-out. Ditegli che c’è uno sciopero dei giornalisti di tutto il mondo e quindi non arrivano notizie. Fate che non sappia, insomma, quel che sta succedendo  in Italia ai Rom: e cioè che, come molti non-papi e non-VIP sanno, da mesi gli “zingari”, in Italia, vedono (e non soltanto a Ponticelli ma in molte città e paesi)  i loro campi assaltati da facinorosi o “rimossi”, quasi senza preavviso, dalle “forze dell’ordine”. E’ una specie di pulizia etnica, senza morti, per fortuna, ma con valanghe di odio, inasprimento di una miseria già  di per sé dolorosa e terribili traumi per centinaia di bambini. La comunità europea aveva già sanzionato l’Italia come il paese meno accogliente per i Rom: il  nuovo governo ha ora deciso una soluzione radicale. Razzista.

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Quale cultura ci salverà?

Si respira nel paese un clima pesante di violenza. Una violenza che a volte germina e trova terreno fertile in una sottocultura fatta di simboli e immagini che ci riportano prepotentemente indietro di decenni.

Svastiche e immagini di Hitler e Mussolini nel computer di un quattordicenne che è accusato di aver seviziato, bruciandogli anche i capelli, un coetaneo; un ragazzo ammazzato di botte a Verona da cinque nazifascisti.

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La lunga notte dello stupro

Nel fervore primaverile del 2008, le elezioni che hanno decretato la vittoria della destra sembrano spegnere ogni giudizio politico, come le previsioni metereologiche che danno la stagione del “risveglio sociale”, accompagnata da temperature fresche e piogge. Secondo Giancarla Codrignani, non avendo votato e avendo reso pubblica questa intenzione, non si ha più diritto ad esprimere un giudizio politico, così scriveva il 7 aprile del 2008. … Leggi tutto

Il rozzo cocchiere americano

Cosa ci spinge a credere che “il rozzo cocchiere americano”, come diceva M.F. Sciacca, sia l’unico percorso tracciato che noi europei possiamo o dobbiamo seguire? Quale legame profondo esiste tra America ed Europa? Quanto sangue è stato versato dai nostri alleati americani per essere loro riconoscenti sino all’auto annientamento di ogni identità culturale , economico-sociale e religiosa? I civili uccisi nei bombardamenti e i militari fucilati allo sbarco in Sicilia, non sono sufficiente valore di scambio per il piano Marshall? L’aver garantito la fuga di criminali nazisti attraverso la via dei conventi, non è stato sufficiente a colmare le fila dei servizi segreti e carenze intellettuali criminali? Quale dovrebbe essere il nostro debito nei confronti dell’URSS e dell’est eurasiatico? Se gli americani uccisi nella seconda guerra mondiale sono circa 50000, come controbilanciare con più di 20 milioni di sovietici, di cui circa la metà civili? Se Stalingrado non avesse retto, cosa sarebbe oggi l’Italia e il mondo? Se la megalomania di Hitler non lo avesse spinto verso Mosca, cosa avrebbe fatto l’America oltre a fornire industrie e solidarietà al regime nazista?

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La rosa (bianca) rubata – Maurizio Chierici

Rubare un fiore ormai non è reato. La morale si adegua al marketing della modernità. Nell’Italia politica dei Dini e dei Mastella, viados alla ricerca del marciapiede d’alto bordo; o dei Cuffaro, Previti, Dell’ Utri, insomma, gente così, il peccato sembra veniale e nessuno se ne meraviglia. Purtroppo c’è chi insiste nel brontolare con la malinconia del sopravvissuto a una morale trascurata: non si rassegna alle mani lunghe dei nostri tempi. È successo a Milano, qualche sera fa, fondazione Lazzati, Corsia dei Servi. Nel presentare il saggio di Paola Rosà, Willy Graf – Con la Rosa Bianca contro Hitler, prefazione commossa di Moni Ovadia, la piccola casa editrice Il Margine distribuisce due foglietti. E li distribuisce in ogni città dove si parla del libro: Novara, Brescia, Rovereto. Continuerà; non si rassegna. La gente deve sapere.

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Non sottovalutiamo la feccia antisemita; va scovata e colpita!

EinsteinQuando l’altro ieri mattina ho ricevuto la lista nera degli “sporchi ebrei” che infiltrerebbero l’università italiana sono sobbalzato. I baroni, le lobby manovrate dal sionismo, gli agenti al servizio di uno stato straniero e via farneticando con un linguaggio solo apparentemente vetero. La lista nera (black list in italiano corrente), oggi oscurata, era a questo link, ma sulla cache di google si leggono ancora delle delizie tratte dal blog ospitato da Il Cannocchiale.

Nulla di nuovo sotto il sole che sorge libero e giocondo. Vi si legge l’invito a “leggere libri italiani” e non “ebrei” (sic!) o l’apologia del negazionista Faurisson, fatto ovviamente passare come vittima del complotto sionista mondiale.

Oppure c’è la denuncia del Partito Democratico in quanto partito sionista (doppio sic!) perché (triplo sic!) colpevole di avere tra i propri coordinatori un ragazzo di 24 anni reo di chiamarsi Tobia Zevi.

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