giovedì 02 settembre 2010, 18:59

Gli articoli con tag: " Natale Adornetto "

Canta e conta il lavoro che S’ignora‏

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Un posto al sole e uno nell’aldilà

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L’ennesima puntata di Un posto al sole su Rai 3 , venerdì 26 febbraio 2010, si è chiusa con un’ attrice, che interpreta una malata,  fatta credere tale dall’ex marito amante.Giace  su un letto di un ospedale psichiatrico: vicino a lei 2 sanitari, donna e  uomo, che  hanno somministrato l’ennesima  iniezione sedativa. Lei, la malata,  non ha alcun “arto” legato. La voce sfuma, TSO, in Trattamento Sanitario Obbligatorio. Dalla finzione alla realtà, è già qualcosa che lo si nomini e come lo si ottiene, questo Trattamento…Allora si deve dedurre che è una pratica diffusa? E i “sanitari” non quelli che si usano per le evacuazioni…tornano al loro posto, a Trattare gli esseri umani. In una puntata precedente, 4 agosto 2009, Francesco Mastrogiovanni era morto, durante un trattamento: legati tutti gli “arti”,  per 80 ore.

“Il Riesame annulla la sospensione dei 14 sanitari, ma il reparto era “inidoneo all’assistenza di esseri umani”. Così l’articolo del Giornale del Cilento, che copio tale e quale alla fine, non prima di una canzone poesia, datata 1976, la morte della mosca di Claudio Lolli. Segnalata da un’amica recente, Maria Emanuela  Massari, che ha scritto proprio ieri  quasi un vorrei farti vedere la mia vita e resa,  cronaca vera. Abbiamo la fantasia  di scriverla la realtà. Scusate se quindi il “pezzo” diventa lungo, sono solo canzonette e piatti sporchi.La telecamera ha registrato tutto:  alla prossima puntata.

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Vogliamo Verità anche per Fatti e Responsabilità Fuori dal Reparto

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PUBBLICHIAMO L’ESPOSTO PRESENTATO PERCHE’ VOGLIAMO VERITA’ ANCHE PER I FATTI E RESPONSABILITA’ FUORI DAL REPARTO.

Le due righe sopra,aprono l’esposto denuncia e  sono  state appena pubblicate su “Francesco Mastrogiovanni, anarchico….“,con oggi sono sei mesi che è morto.La Dimora del tempo sospeso, Blog curato da Francesco Marotta è un punto di riferimento, partito ad agosto,  che continua a vivere come la Memoria, aggiornata come leggerete, da commenti a dir poco sconcertanti. E credo che anche in questo spazio della Rete, sappiamo quanto  siano importanti, come la diffusione.  Una lettura può dare coraggio,aprire nuove possibilità di comunicazione: diventare testimonianza.Alla fine dell’esposto viene scritto: durante il tragitto verso l’ambulanza, «intonava a voce alta canzoni di scherno  indirizzate ai membri del Governo  Italiano» e «nella circostanza» «si dichiarava Anarchico».

E dire che cantavano nel 1894 a Rai 1,Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Otello Profazio e Silverio Pisu Addio Lugano bella o dolce terra pia, scacciati senza colpa gli anarchici van via e partono cantando  colla speranza in cor. Ed è per voi sfruttati, per voi lavoratori, che siamo ammanettati al par dei malfattori;  eppur la nostra idea non è che idea d’amor. Anonimi compagni,  amici che restate,  le verità sociali da forti propagate:  è questa la vendetta  che noi vi domandiam…Pietro Gori, avvocato toscano è l’autore del notissimo Addio Lugano Bella e  in carcere a san Vittore nel 1892 compose un inno al primo maggio.Continua ad essere cantata, questa musica, potete starne certi, anche in futuro. Non scordiamo,vogliamo sapere e diffondiamo, sempre. Uso il plurale non a caso.

Doriana Goracci

Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni (Franco)

c/o Vincenzo Serra

Via A. Rubino, 177

84078 Vallo della Lucania

(SA)

Alla Procura della Repubblica

c/o il Tribunale di

Vallo della Lucania (SA)

OGGETTO: Atti relativi alla morte di Francesco Mastrogiovanni avvenuta il 4 Agosto 2009, presso il Reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania.

ESPOSTO-DENUNCIA

I sottoscritti Giuseppe Tarallo, Giuseppe Galzerano e Vincenzo Serra (come in calce generalizzati),

premesso che:

- all’inizio di settembre 2009 hanno dato vita al «Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni (Franco)» allo scopo di contribuire fattivamente a far luce sugli avvenimenti che hanno condotto alla morte del loro congiunto e amico Francesco Mastrogiovanni,   deceduto presso il Reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania il 4 Agosto 2009, dopo un ricovero  forzato e circa quattro giorni di contenzione farmacologica e fisica.

- Il «Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni (Franco)» ha ricostruito gli ultimi giorni di vita di Franco Mastrogiovanni, collegandoli alla sua storia personale.

- Grazie all’operato dei medici legali nominati dal P.M. dott. Rotondo, dei Carabinieri e del GIP dott. Marrone sono emersi fatti e comportamenti verificatisi ai danni di Mastrogiovanni Francesco presso il Reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Luca, gravemente lesivi dei diritti garantiti dalla Costituzione e di una tale gravità e disumanità che non dovrebbero assolutamente verificarsi in una società civile e soprattutto in una Struttura Sanitaria Statale.

- L’Opinione Pubblica Locale, Provinciale, Regionale e Nazionale sconvolta “dai comportamenti delle persone indagate” continua ad interessarsi del “Caso Mastrogiovanni”.

- Al Comitato non risulta che l’Autorità Giudiziaria abbia svolto indagini  circa il comportamento tenuto dai “Soggetti Privati e Pubblici” che hanno disposto o concorso all’emanazione ed all’esecuzione dell’Ordinanza di TSO a carico di Francesco Mastrogiovanni (Sindaco del Comune di Pollica, Medici, Forze dell’Ordine, VV.UU., Guardia Costiera, ecc.).

– Al Comitato non risulta che siano state volte indagini (finalizzate alla completa ricostruzione dei fatti che hanno portato alla morte di Franco Mastrogiovanni) sui controlli istituzionali del Reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Luca.

- Al giornalista Massimo Romano del mensile Il Cilento di Napoli – che unitamente ad uno dei sottoscritti, Vincenzo Serra (cognato di Franco)  si è recato  nei luoghi in cui si sarebbero svolti determinati fatti (circolazione ad alta velocità in isola pedonale di Acciaroli da parte di Mastrogiovanni) – persone del posto (venditori e operatori turistici) non hanno confermato la versione risultante da alcune interviste del Sindaco di Pollica, sig. Angelo Vassallo e contenuta anche nelle Annotazioni di servizio della polizia municipale e dei carabinieri; né risulta la verbalizzazione delle  presunte infrazioni  commesse da Francesco Mastrogiovanni alle ore 23,30 circa del 30 luglio 2009 («percorre l’isola pedonale a forte velocità creando panico tra i residenti e i villeggianti e, quindi, producendo un allarme sociale con pericolo per l’Ordine e la Sicurezza», cfr. Annotazione di Servizio della Polizia Municipale di Pollica).

– La proprietaria del Campeggio Club Costa Cilento – Marina Piccola, signora Licia Musto  (posto frequentato da Francesco Mastrogiovanni durante il mese di Luglio e anche nei giorni immediatamente precedenti all’esecuzione del TSO) ha smentito - come risulta da varie e ripetute sue dichiarazioni riportate dalla stampa –  le anomalie comportamentali che sarebbero state tenute da Francesco Mastrogiovanni durante il periodo interessato; ed anche altre persone hanno concordato sullo stesso punto.

– Non risulta al Comitato che siano state effettuate indagini per verificare la sussistenza di eventuali responsabilità a carico di funzionari e dirigenti  della struttura pubblica circa i fatti verificatisi presso il più volte citato reparto e tenuti istituzionalmente a svolgere eventualmente compiti di vigilanza e controllo sull’andamento del reparto più volte citato.

Ciò premesso e considerato, i sottoscritti sottopongono alla Vostra Autorità i seguenti fatti e quesiti:

1. TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO

a) Nell’«Annotazione di servizio» redatta dal comandante e dai carabinieri della Stazione di Pollica alle ore 15 del giorno 31 luglio 2009 (ossia nella stessa giornata in cui viene eseguita l’ordinanza di TSO del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo) si legge: «Alle ore 8,30 odierne il S. Tenente Graziano LA MANNA, della Polizia Locale del Comune di Pollica, richiedeva l’ausilio della Stazione carabinieri di Pollica perché il Sindaco di Pollica, con Ordinanza nr. 53 del 31.07.2009, recante protocollo 6917aveva ordinato il trattamento Sanitario Obbligatorio in stato di degenza ospedaliera nell’interesse del signor Mastrogiovanni Francesco…»;

a-bis) Riferiscono inoltre, in relazione alla serata precedente in occasione del 1° episodio di infrazione che ha fatto scattare l’allarme nei confronti di Franco, che: «Nella stessa circostanza gli Operatori della Polizia locale avevano tentato di bloccarlo, sia per evitare che i reati commessi determinassero conseguenze ulteriori, sia per consentire al personale medico qualificato di stabilire se il MASTROGIOVANNI Francesco avesse necessità di cure mediche specifiche».

Viene richiesto quindi l’intervento dei CC «proprio per evitare ciò che si era verificato la sera precedente».

b) continuando la lettura dell’Annotazione in parola  emerge che Francesco Mastrogiovanni alle ore 9 del 31 luglio 2009 viene notato  dai carabinieri,  in località San Primo di Acciaroli,   alla guida della sua autovettura (Fiat punto di colore bianco) che,  ad alta velocità nel dirigersi verso nord,  nei pressi del distributore di benzina IP,  striscia un’autovettura Fiat Punto che stava effettuando rifornimento; il tentativo di bloccarlo risultava vano perché il prevenuto procedeva ad alta velocità effettuando sorpassi pericolosissimi e dopo varie peripezie Francesco Mastrogiovanni giungeva nel parcheggio del Club Costa Cilento – Marina Piccola e dopo aver abbandonato l’auto si tuffava in mare per eludere il controllo da parte delle Forze dell’Ordine. Il Comandante della Stazione dei Carabinieri ha tentato inutilmente di convincere Francesco a ritornare sulla spiaggia e ad «accettare le cure del caso».

c) Successivamente Francesco Mastrogiovanni, pur “mantenendosi a debita distanza nello specchio di mare antistante la struttura turistica Club Costa Cilento – Marina piccola,  veniva esaminato dal dottor Carmelo Pellegrino del Servizio Sanitario Nazionale 118 – che intanto era giunto sul posto – e ritenuto affetto da «Agitazione psicomotoria, alterazione comportamentale ed eteroaggressivita»;

d) giungeva in loco la dott.ssa Maria Luisa DI MATTEO del Centro salute mentale dell’ASL/SA di Vallo della Lucania che convalidava la proposta di sottoporre il Mastrogiovanni a Trattamento sanitario obbligatorio in condizioni di degenza ospedaliera per la durata di gg. 7;

e) verso le ore 12,00 il Mastrogiovanni Francesco si convinceva e spontaneamente usciva dall’acqua e, in tal modo, consentiva ai sanitari intervenuti di somministrargli i farmaci del caso.

f) Nell’Annotazione di Servizio della Polizia Municipale del Comune di Pollica – indirizzata alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania – il S. Tenente Graziano,  dopo aver fatto cenno alla comunicazione telefonica delle ore 23,30 circa del giorno 30 luglio 2009 fatta dal sindaco di Pollica per riferirgli che una persona alla guida di una Fiat Punto di colore bianco aveva, più volte e a forte velocità,  percorso l’isola pedonale di Acciaroli e del suo successivo intervento presso la frazione marina perché contattato anche dagli agenti Volpe e Di Cunto, i quali riferivano di aver notato la Fiat Punto tg CA154JF di colore bianco percorrere l’isola pedonale di Acciaroli a forte velocità, creando panico tra i residenti e i villeggianti e quindi producendo UN PRESUNTO allarme sociale con pericolo per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, aggiunge  che la mattina del 31 luglio verso le ore 8,30 la stessa persona della sera prima e con le stesse modalità guidava ad alta velocità nel centro abitato, sempre con lo sguardo assente e senza vedere le sue indicazioni e quelle dei vigili presenti. Il S. Tenente scrive ancora che subito avvertiva il sindaco Angelo Vassallo informandolo «che poteva trattarsi di una persona con problemi mentali; infatti, da notizie assunte, delle persone mi riferivano che …   era persona conosciuta e che,  in passato,  aveva avuto gravi problemi mentali» (ciò è in contrasto con quanto riportato dai CC – v. p. a – quando, riferendosi alla sera prima, affermano che gli operatori della polizia avevano tentato invano di bloccarlo anche per “consentire al personale medico qualificato di stabilire se… avesse necessità di cure mediche specifiche”; ma è anche in forte contrasto con ripetute dichiarazioni del sindaco alla stampa e con la stessa cartella clinica che si spinge a dire-non si sa sulla base di quali informazioni- che “Da circa una settimana il paziente ha manifestato una recrudescenza sintomatologica caratterizzata da innalzamento patologico del tono dell’umore, irascibilità,comportamenti aggressivi eterodiretti e vagabondaggio.”)

E così “contattava sia il 118 per esporre il problema e magari inviare dei sanitari per le cure del caso” e sia la locale Caserma dei Carabinieri che, compresa la gravità dei fatti, intervenivano in ausilio della polizia locale.

E dopo un’introduzione palesemente in contraddizione con l’annotazione di servizio redatta dai Carabinieri alle ore 15 del 31 luglio 2009 (infatti i carabinieri scrivono che il S. Tenente LA MANNA alle ore 8,30 richiedeva il loro ausilio «perchè il sindaco di Pollica con ordinanza n. 53 del 31.07.2009, recante protocollo 6917, aveva ordinato il trattamento Sanitario Obbligatorio in stato di degenza ospedaliera nell’interesse del signor Mastrogiovanni Francesco…», mentre nella sua Annotazione di servizio il comandante della Polizia Municipale di Pollica scrive che dopo aver avvertito il sindaco  contattava il 118 e la locale caserma dei carabinieri)-nel prosieguo poi la relazione del S. Tenente LA MANNA pedissequamente ricalca il contenuto dell’annotazione di servizio redatta dai carabinieri alle ore 15 del 31 luglio 2009.

g) Il dott. Carmelo Pellegrino del 118 nel certificato con il quale propone il T.S.O. nei confronti di Francesco Mastrogiovanni dichiara di aver sottoposto ad  accurata visita il sig. Mastrogiovanni Francesco;

h) la dott.ssa Maria Luisa Di Matteo del Centro Salute Mentale di Vallo della Lucania previo esame del paziente (che continua a mantenersi sempre a debita distanza) convalida la proposta del dott. Pellegrino condividendo le ragioni ivi evidenziate e anche l’accertamento circa il rifiuto di qualsiasi intervento terapeutico ed il ricovero da parte di Francesco, in palese contraddizione con le relazioni VVUU e CC(v. p. seguente);

i) Nelle Annotazioni di servizio sia dei carabinieri che della polizia municipale di Pollica si afferma che il dr. Pellegrino, «esaminando il comportamento»  lo «riteneva affetto da “Agitazione psicomotoria,alterazione comportamentale ed eteroaggressività”» mentre la dr.ssa Di Matteo, giunta in loco, «convalidava la proposta» di TSO in condizioni di degenza ospedaliera per la durata di 7 giorni… Poi   «Verso le ore 12 il Mastrogiovanni Francesco si convinceva e spontaneamente usciva dall’acqua e,  in tale modo, consentiva ai sanitari intervenuti di somministrargli i farmaci del caso» e ancora: «Dopo circa 10 minuti il comportamento del Mastrogiovanni Francesco si mitigava (ndr.: qualche minuto prima, ”in attesa dell’effetto dei farmaci” aveva inveito profferendo epiteti contro la dott.ssa Di Matteo e gli altri operatori sanitari intervenuti) e unitamente ai militari operanti e ai sanitari intervenuti, a piedi, raggiungeva l’ingresso della struttura balneare ove veniva sdraiato sul lettino in dotazione dell’autoambulanza».

E sempre, sia nell’una che nell’altra Annotazione di servizio più volte citate, si conclude: «Si rappresenta che al momento della partenza dell’ambulanza il signor Mastrogiovanni Francesco era ancora sveglio e cosciente e non presentava alcuna lesione o segni di alcun genere sul suo corpo.

l) Ci chiediamo se alla luce dei fatti come sopra riportati e descritti: 1) se le due visite mediche si possono ritenere accurate; 2) se una persona inseguita e «braccata» e costretta a buttarsi a mare per difendersi – senza offendere! – potesse non essere in uno stato di «agitazione psicomotoria» e non avere un’ «alterazione comportamentale» ed «etero aggressività»; 3) se una volta convintosi spontaneamente a uscire dall’acqua e a farsi  somministrare «i farmaci del caso» sussistevano i motivi – se pure ce ne fossero stati – di TSO.

m)  Ci si chiede come l’ordinanza di TSO risulti dalla relazione dei CC essere stata già fatta alle 8,30 prima degli stessi certificati medici e questi poi risultano essere alla base della stessa ordinanza che dalla relazione del comandante dei VVUU si evince che il sindaco di Pollica… abbia firmato solo dopo la convalida da parte della dr.ssa Di Matteo e quindi dopo aver acquisito i 2 certificati medici (cioè c.a verso le ore 12);

n) Ci si chiede perché Mastrogiovanni, una volta convintosi spontaneamente, mitigatosi e perfino sedato, sia stato comunque oggetto di TSO e condotto forzatamente nonostante i suoi timori («Se mi portano a Vallo non ne esco vivo») al reparto di psichiatria di Vallo della Lucania.

o) Il verificarsi dei fatti  nel territorio del Comune di San Mauro Cilento (e tale circostanza non può essere stata ignorata dagli Ufficiali e dagli Agenti di Polizia Municipale del Comune di Pollica ivi intervenuti - anch’essi in territorio non di loro competenza – e dagli stessi CC e dai medici intervenuti (dott. Pellegrino e la dott.ssa Di Matteo)  avrebbero dovuto comportare la competenza del sindaco del Comune di San Mauro Cilento  e  non di Pollica.

p) Si chiede inoltre perché l’ordinanza non è stata notificata al sindaco del comune di residenza di Castelnuovo Cilento nei tempi prescritti e non  né sia stato almeno informato il sindaco territorialmente competente.

q) Quale controllo, con quali modalità e in che tempi, è stato esercitato da parte del giudice tutelare, considerato lo stato di sedazione e tranquillità di Mastrogiovanni - come si evince dall’ordinanza del GIP – che ha perfino mangiato all’arrivo e poi, di nuovo sedato, è stato sottoposto a contenzione.

r) Se non è il caso di capire perché Mastrogiovanni, dopo che è uscito dall’acqua spontaneamente ed ha consentito che gli fossero somministrati ‘i farmaci del caso’, in attesa  del loro effetto ha inveito «profferendo epiteti nei confronti della dottoressa Di Matteo e degli altri sanitari del reparto psichiatria»;

s) perché nessuno ha ritenuto, contra legem, di rispettare la sua volontà – visto che era ancora «sveglio e cosciente» – di non andare all’ospedale di  Vallo della Lucania;

2 TSO: VIGILANZA E CONTROLLO DELL’AZIENDA OSPEDALIERA E DELL’ASL

a) Ci permettiamo di segnalare una grave denuncia postata sul Blog «LA DIMORA del TEMPO SOSPESO» nella sezione dedicata al caso Mastrogiovanni da parte di ANONIMO il 27 gennaio h. 10,45 am e riconfermata alle h. 1,51 pm, e ancora il 2 febbraio h.11,12am dove vengono riportati fatti gravissimi di sua conoscenza e perfino le iniziali di un infermiere del reparto – facilmente individuabile – con riferimento, tra l’altro, a traffici illeciti e a una denuncia di violenza sessuale, chiedendo di verificare e riprendere denunce precedenti che hanno riguardato il reparto in questione;

b) va verificato altresì se sono mai state fatte segnalazioni e/o denunce alla stessa azienda ospedaliera e all’ASL e se è stata comunque esercitata la normale vigilanza da chi di competenza, su questo reparto, anche a seguito di casi riportati dalla cronaca.

Noi non sappiamo se è vero, come riportato nelle due relazioni VVUU e CC, che Francesco Mastrogiovanni  durante il tragitto verso l’ambulanza, «intonava a voce alta canzoni di scherno  indirizzate ai membri del Governo  Italiano» e «nella circostanza» «si dichiarava Anarchico». Noi riteniamo che,se è stato così, e non abbiamo motivo per dubitarne, l’ha fatto per protestare contro questo comportamento delle AUTORITA’ che sentiva e riteneva irrispettoso, violento e illegale nei suoi confronti, e per affermare la sua dignità di persona,in quel momento offesa e violata. Speriamo che non sia stato riportato questo fatto per dipingere Franco come soggetto sovversivo e pericoloso quindi degno e meritevole di TSO.

Per tutto quanto esposto, i sottoscritti chiedono che l’Autorità voglia intervenire nei modi  e nelle forme che riterrà più opportuni per far luce, fin dall’inizio della vicenda e durante tutto il suo svolgimento, sulle circostanze che hanno portato al decesso del maestro elementare Francesco Mastrogiovanni, e nel perseguimento di eventuali reati ipotizzabili.

Gli esponenti, nella qualità sopra spiegata, restano a disposizione della S.V. Ill.ma per ogni eventualità e chiedono di essere informati dell’esito delle indagini sui fatti sopra rappresentati.

Vallo della Lucania, lì 4 febbraio 2010

Generalità e recapito

Firma

Giuseppe Tarallo, nato a Montecorice (Sa) il 4 maggio 1948, ivi residente in Via Nazionale 12 84060 Agnone Cilento (Sa)

Giuseppe Galzerano, nato a Castelnuovo Cilento (Sa) il 22 marzo 1953, ivi residente in Via Vigne, 51 84040 Casalvelino Scalo (Sa)

Vincenzo Serra, nato a Montano Antilia (Sa) il 25 giugno 1958, residente in Via Angelo Rubino, 177 84078 Vallo della Lucania (Sa).


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La telecamera riprende un corpo legato ad un letto Era Francesco Mastrogiovanni

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E’ stata una storia estiva, non propriamente di quelle che si leggono sotto l’ombrellone, ma la sciarada c’è tutta, una scoperta per alcuni che non sapevano cosa fosse essere sottoposti ad un Tso, un Trattamento Sanitario Obbligatorio, storie per adulti. Agli alunni delle elementari del maestro Francesco, quello più alto del mondo, non so come hanno potuto spiegare la sua morte, la cattedra vuota al rientro delle vacanze.

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Nonostante tutto arriva Natale

http://www.sciechimiche.org/immagini/foto_scie_chimiche/babbo_natale_scie_chimiche.bmp

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