Fu il miraggio di una collaborazione con le forze della sinistra “liberale” a suggerire a Turati la formula ambigua che affidò la soluzione dei problemi del Mezzogiorno a una “egemonia della parte più avanzata del Paese sulla più arretrata, non per opprimerla, anzi, per sollevarla e per emanciparla“. La scelta – una delle più infelici del riformismo di Turati – consolidò il fronte borghese e spaccò il movimento operaio a tutto vantaggio degli imprenditori. E’ una lezione da cui la sinistra non ha mai ricavato le conseguenze. … Leggi tutto
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di Giuseppe Aragno, giovedì 12 novembre 2009, 23:42
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Dialoghi
Ci sono pensieri e opere di per sé neutri. Chi si propone di ricavar quattrini dal suo impegno non fa male a nessuno, né fa danni un concetto di formazione e conoscenza che escluda dai propri orizzonti il profitto. Per decenni questi due principi hanno saputo convivere pacificamente e, nonostante limiti, ritardi e insufficienza, scienza economica, prassi politica e dottrine della formazione accettavano l’idea fondante di un modello di crescita sociale che non un bolscevico, ma don Milani, uomo di scuola e di chiesa, aveva riassunto in una formula che aveva la forza dì un assioma: “chi si preoccupa di formazione e istruzione e trascura invece le occasioni di tirar l’acqua al proprio mulino non può far male mai”.
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Giuseppe Aragno su http://www.gennarocarotenuto.it
Nel silenzio del complesso mediatico-industriale oggi le Nazioni Unite condanneranno pressoché all’unanimità per la diciottesima volta l’embargo statunitense contro Cuba, un crimine ed un’ossessione al quale finora Barack Obama non ha voluto o potuto mettere fine.
Per il diciottesimo anno consecutivo oggi il mondo condannerà l’ostracismo contro Cuba da parte del governo degli Stati Uniti. Nel 2008 ben 185 paesi votarono a favore di Cuba e contro gli Stati Uniti. Appena tre votarono in difesa dell’embargo: gli Stati Uniti, Israele e le isole Palau (19.000 abitanti, fino al 1994 protettorato statunitense) mentre due, le isole Marshall (56.000 abitanti) e la federazione di Micronesia (135.000 abitanti) preferirono astenersi.
A vent’anni dalla caduta del muro di Berlino e dalla fine della guerra fredda, su una faglia cruciale della quale Cuba si trovava, l’isola si è reinserita nel consesso politico ed economico internazionale ma senza ottenere la possibilità di dialogare con il grande paese a 70 miglia dalle proprie coste settentrionali. Questo, nonostante alcuni segnali conciliatori lanciati dal premio Nobel Barack Obama, non ha ancora fatto alcun passo tra quelli che la comunità internazionale si attende nei confronti del diritto di Cuba a vivere in pace e commerciare con i propri vicini.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
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di Doriana Goracci, mercoledì 7 ottobre 2009, 21:23
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Dialoghi

Non ho le Visioni di Vittorio Sgarbi, che lega artisti vivi e morti alla sensibilità religiosa e alla fede, ma così è, oggi 5 ottobre 2009: “a Salemi nell’ambito del “Festival Internazionale del Cinema Religioso” arriva, tra gli ospiti, Fabrizio Corona, il celebre “paparazzo” protagonista di cronache mondane e giudiziarie. La sua presenza è l’alternativa individuata da Vittorio Sgarbi dopo che “L’Avvenire”, il quotidiano dei vescovi italiani, in un articolo sul Festival, commentando l’annunciata presenza, tra gli ospiti, di Lele Mora, ha così scritto: “Sgarbi ne parla come se fosse una specie di profeta o di santone, invece che un’ ex potente manager di vip tv e starlette di incerto valore, con sulle spalle più di un guaio giudiziario”. Il critico d’arte e sindaco di Salemi ha così ribattuto: “Sono sinceramente pentito, dopo le critiche de “L’Avvenire”, per la presenza di Lele Mora. Pertanto, convinto della bontà delle osservazioni del quotidiano dei vescovi, rinuncio alla presenza di Mora e, al suo posto, invito Fabrizio Corona come martire della giustizia”. Fabrizio Corona interverrà come ospite al festival prima e dopo la proiezione, alle 22 al Cine Teatro Nuovo di via Chinnici, del film “Videocracy” di Erik Gandini”.
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di Giuseppe Aragno, lunedì 14 settembre 2009, 22:23
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Dialoghi
Spesso, nell’imbarbarimento di quest’anno terribile per la democrazia, mi sono tornati in mente Arfè e le nostre ultime conversazioni nel suo studio.
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di Mattia, domenica 24 maggio 2009, 21:04
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Dialoghi
Domenico Losurdo è un filosofo italiano, nonché professore di storia della filosofia all’Università degli studi di Urbino e presidente della Hegeliana Internationale Gesellschaft Hegel-Marx für dialektisches Denkenattualmente.
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di Leonello Carlo Boggero, martedì 28 aprile 2009, 14:26
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Dialoghi
Contro il "virus del revisionismo" vi trasmetto questo articolo dell’amico Alberto Capra scritto per "ORIZZONTI NUOVI"
Il fenomeno dell’ostalgia, lo sguardo nostalgico verso la vita durante il socialismo reale, esprime una memoria collettiva in contrasto con la memoria culturale ufficiale degli Stati dell’ex blocco sovietico oggi nell’Unione Europea.
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di Giuseppe Aragno, venerdì 24 aprile 2009, 17:49
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Italia, Primo piano, Storia
E’ un 25 aprile che ha il governo all’opposizione. Un 25 aprile in cui non c’è un ministro nato alla cultura della Resistenza o un partito che faccia riferimento alla guerra di liberazione o ai valori della Costituzione. Ci governano gli ex secessionisti della Lega Padana, gli ex fascisti di Alleanza Nazionale e quei forzisti per i quali il 25 aprile, più che una festa nazionale, è sempre stato il trionfo dalla "vendetta e dell’odio dei vincitori a danno dei vinti. E’ un 25 aprile che annuncia tempesta. In attesa che il vento cominci a soffiare, è giusto che la parola passi ai testimoni.
Luigi Maresca
Luigi Maresca, liberale, antifascista e partigiano durante le "Quattro Giornate", nacque a Napoli sotto il segno della reazione, nel luglio del 1898, subito dopo i "moti della fame" e le cannonate di Bava Beccaris, mentre corti marziali e miopia di ceti dirigenti disperdevano nelle isole di confino o seppellivano sotto secoli di galera le voci del dissenso.
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di Doriana Goracci, venerdì 30 gennaio 2009, 15:11
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Dialoghi
Con Buona Pace di chi legge politicamente corretto, una volta ancora vi propongo un’altra versione alla bevuta di News…

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Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
Che il presidente della Repubblica argentina, Cristina Fernández de Kirchner, scelga di andarsene a Cuba il giorno dell’insediamento del Presidente degli Stati Uniti e incontri l’influente pensionato Fidel Castro, che da settimane la solita grande stampa dava in coma o già morto, e lo trovi in ottime condizioni, è di per sé una notizia.
Ma il rilievo politico non sta tutto nell’incontro, nel peso politico della visita ufficiale del primo presidente argentino dopo Raúl Alfonsín 23 anni fa, sta nel segnale lanciato da Argentina e Cuba all’uomo appena insediatosi alla Casa Bianca. Per Fidel è “un uomo sincero” e “con buone idee”.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Vedo gli obamiti italiani fare la ola e vorrei condividere un po’ di più di quell’ottimismo un po’ ingenuo di chi continua a considerare il più “bla bla” dei presidenti statunitensi, John F. Kennedy, come un cambiamento.
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di Franco Verderi, giovedì 8 gennaio 2009, 22:15
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Dialoghi
La gente li abbandona, ma loro imperterriti continuano a litigarsi l’orticello.
Così la scissione tra le fila di Rifondazione Comunista è ormai a un passo. … Leggi tutto
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di Redazione, giovedì 1 gennaio 2009, 00:01
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America latina
Quella notte del 1° gennaio 1959 in cui Fulgencio Batista, il dittatore che governava Cuba con la complicità della mafia italo-americana, fuggì a Santo Domingo con un aereo carico di dollari nessun politologo o editorialista Usa si azzardò a presagire che il movimento di liberazione di Fidel Castro, Che Guevara, Camilo Cienfuegos che era riuscito a cacciare quell’ex sergente sadico e torturatore, avrebbe guidato per decenni l’isola dei Caraibi, da sempre la più ambita dagli Stati uniti.
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di Raffaele Della Rosa, martedì 2 dicembre 2008, 15:15
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Dialoghi
Come direbbe Luca Luciani, se avesse l’incarico di galvanizzare i disorientati militanti del PD :
“Amiche ed amici, qui bisogna reiventarsi un nuovo Cadorna, qua ci vuole una nuova Caporetto, cazzo !!! cosa sono quelle facce stralunate? Un colpo di reni ed arriveremo ad una nuova grande vittoria come quella di Adua che ci consentì di riconquistare Gorizia…” … Leggi tutto
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di Barbara Meo Evoli, lunedì 10 marzo 2008, 07:39
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Dialoghi
Condizioni di vita e speranze dei cubani nel 2008. Il 19 febbraio Fidel Castro ha rinunciato all’incarico di presidente del Consiglio di Stato. Adesso tocca al fratello Raul. A quasi due anni dalla uscita di scena del “leader maximo” per causa di un intervento chirurgico, Cuba sta ancora là. Non si è convertita al capitalismo.
Cosa accadrà adesso che c’è Raul? Cosa pensano i cubani del regime in cui vivono? Vogliono che cambi? … Leggi tutto
Barbara Meo Evoli su http://www.gennarocarotenuto.it