di Gennaro Carotenuto, sabato 15 agosto 2009, 10:43
Archiviato in:
Media
Stavo cercando notizie su Rockmelt, il post-browser annunciato dall’inventore di Mosaic e Netscape, che promette entro fine anno di rappresentare una novità importante. Stavo cercando notizie e non ho potuto fare a meno di notare che il pezzo di Repubblica a firma di tal Giovanni Gagliardi, è una copia conforme ma più povera del pezzo del New York Times pubblicato il 13.
Sembra abbastanza evidente che Gagliardi si sia limitato a riportare quanto scritto dal quotidiano statunitense senza citare, verificare, indicare la fonte, insomma senza nulla di quanto obbligatorio fare per un buon giornalismo.
… Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di marcello faletra, sabato 8 agosto 2009, 21:10
Archiviato in:
Dialoghi
Diciamolo subito. Lo scandalo non è l’indemoniata pillola abortiva RU486, contro cui l’alto clero cattolico sta mobilitando tutte le sue forze. Pillola che causerebbe nientemeno che “una crepa nella civiltà” come si è premurato di diagnosticare il cardinale Angelo Bagnasco. "Delitto da scomunica" invece per Monsignor Sgreccia (Movimento per la Vita).
… Leggi tutto
marcello faletra su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, martedì 28 luglio 2009, 00:11
Archiviato in:
Senza categoria
Attiva Javascript e Flash per poter vedere questo Flash video.
La prima parte del documentario in onda su Al Jazeera
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di rsaccani, martedì 21 luglio 2009, 08:18
Archiviato in:
Dialoghi
Naturale, puro, genuino, sano. Se parliamo di prodotti agricoli questi termini sono in contrapposizione con l’uso di fertilizzanti e pesticidi chimici, per molti sono in contrasto soprattutto con gli OGM. OGM è una sigla che evoca espressioni come “cibo di Frankenstein”, richiama la strage della povera farfalla monarca ad opera del mais transgenico, incute timore per le ardite chimere ottenute mischiando DNA di piante e di animali come nella famosa fragola-pesce. Questo almeno è quello che succede nell’immaginario comune. Proviamo a grattare la superficie per vedere cosa c’è sotto.
… Leggi tutto
rsaccani su http://www.gennarocarotenuto.it
di Andrea Pizzimenti, venerdì 17 luglio 2009, 08:42
Archiviato in:
Senza categoria
Mi è stato segnalato questo articolo della Bbc del 10.7.2009, Venezuela imposes new media curbs. Curbs: imbrigliamento. Nell’articolo viene denunciato un attacco di Chavez alla libertà di stampa. L’articolo, che riporta unicamente i commenti delle opposizioni a Chavez, scrive che i canali Tv satellitari e via cavo considerati nazionali dovranno trasmettere i discorsi del presidente Chavez. Infine, ricordando quanto avvenuto a Rctv, scrive che questa legge sarà applicata a dozzine di enti televisivi internazionali.
… Leggi tutto
Andrea Pizzimenti su http://www.gennarocarotenuto.it
Ha giurato il nuovo governo peruviano; è una svolta a destra dura e pura che prepara la strage del movimento indigeno che lotta per difendere l’Amazzonia e la repressione di tutti i movimenti sociali popolari e sindacali del paese: “sarà un governo che cercherà lo scontro per poter reprimere” ha dichiarato Mario Huamán, segretario generale della CGTP (Confederación General de Trabajadores de Perú), il principale sindacato del paese.
Il 10 giugno scorso il parlamento peruviano non riuscendo, anche al prezzo di decine di morti, a imporre le leggi che, in osservanza al trattato di libero commercio Stati Uniti-Perù, consegnano l’Amazzonia peruviana allo sfruttamento da parte delle multinazionali minerarie, petrolifere, dell’acqua e del legname, aveva deciso una sospensione tattica di 90 giorni.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, martedì 14 luglio 2009, 12:01
Archiviato in:
America latina, Pianeta Terra
Non mi direte che non sia perlomeno insolita la pagina latinoamericana di El País di oggi. Su 18 titoli infatti ben 7, poco meno della metà riguardano Cuba, un paese dove non sta accadendo nulla di particolare. Va bene che il popolo cubano non deve essere abbandonato e non va spenta la luce sui crimini della dittatura castrista, ma almeno trovate qualcosa da dire!
Appena un articolo è dedicato all’Honduras, dove al contrario la luce va spenta perché vi è in corso un golpe buono che si fa via via più sanguinoso, uno il Messico dove hanno appena trovato quindici cadaveri ammucchiati dai narcos e uno sul Perù (a breve online qui il pezzo sul nuovo governo scritto in esclusiva per Latinoamerica) dove sta per ripartire la crisi amazzonica.
Fa eccezione l’Argentina con 4 articoli (Cuba+Argentina sommano così 11 titoli su 18. Sarà un caso?). I pezzi ribadiscono per l’ennesima volta che gli odiatissimi Kirchner sono al crepuscolo e presentano uno (strano?) accordo editoriale tra “La Nación”, il giornale della destra tradizionale argentina che appoggiò tutte le dittature militari e “El País” che formalmente è un giornale di centro-sinistra.
… Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, sabato 11 luglio 2009, 17:11
Archiviato in:
America latina, Pianeta Terra
Dopo due giorni di conversazioni in Costa Rica tra la delegazione dei golpisti e quella del governo legittimo dell’Honduras, nella quale ognuno accusa l’altro di essere un criminale e di meritare di andare in carcere o peggio, le cose non si sono spostate di un centimetro. E non spostarsi di un centimetro vuol dire che i golpisti guadagnano terreno, si stabilizzano, guadagnano legittimità, vedono il fronte internazionale perdere unità d’intenti.
Tanto è vero ciò che i golpisti propongono un nuovo incontro tra otto giorni, un’eternità per chi in ogni angolo del paese da due settimane è mobilitato contro il golpe e, nonostante cresca e si radicalizzi la resistenza popolare, sta subendo i colpi sempre più duri della repressione. L’ultima su questo fronte è l’arresto da parte di un commando golpista di José David Murillo, pastore protestante, dirigente ambientalista ma soprattutto padre di Isis Obed Murillo, il ragazzo di 19 anni assassinato domenica scorsa.
… Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Canale Honduras, a questo link tutti gli aggiornamenti sul golpe in Centroamerica!
Si chiamava Isis Obed Murillo, aveva 19 anni e una faccia da bambino. Lo hanno ammazzato con un colpo alla nuca mentre si allontanava dalle recinzioni dell’aeroporto di Tegucigalpa presidiato da mezzo esercito honduregno armato fino ai denti. Lo ha ammazzato un soldato che, secondo innumerevoli testimonianze, si è inquadrato, ha mirato e ha puntato proprio alla nuca di Isis secondo uno schema che è di tutti i regimi repressivi: colpire per terrorizzare, “shock and awe”.
Con Isis si conta almeno un altro morto, molti feriti con colpi di arma da fuoco, decine di persone picchiate selvaggiamente e un numero imprecisato di arresti che starebbero continuando in queste ore, piena notte in Centroamerica. Oggi però il “Fronte contro il colpo di Stato” è convocato ancora e “chissà – come ci ha detto nella notte P.T. nell’intervista pubblicata in esclusiva – se prevarrà l’indignazione o la paura”.
… Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Redazione, giovedì 2 luglio 2009, 14:42
Archiviato in:
America latina, Pianeta Terra
Il Manifesto del 2 luglio 2009
Alla fine il golpe militare in Honduras, il secondo paese più povero dell’America latina dopo Haiti, ha finito per nuocere più di tutti, per ora, alla nuova amministrazione Usa del presidente Barack Obama, che è rimasto praticamente con il fiammifero acceso in mano, specie considerando la sua più volte affermata intenzione di cambiare metodi e politica nel continente che, una volta, era “il cortile di casa” degli Stati Uniti.
Perchè è vero che Obama ha condannato il colpo di stato in Honduras, dichiarandosi “seriamente preoccupato per la situazione” e chiedendo “a tutti gli attori politici e sociali di quel povero paese di rispettare lo Stato di diritto”, ed è vero che sulla stessa linea si è espressa anche Hillary Clinton, ministro degli esteri, che ha ribadito “Sono stati violati i principi democratici”.
… Leggi tutto
Redazione su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, domenica 28 giugno 2009, 14:45
Archiviato in:
America latina, Primo piano
Nelle prime ore della mattina di domenica un commando di militari incappucciati ha sequestrato il presidente della Repubblica dell’Honduras Manuel Zelaya nella sua residenza di Tegucigalpa. Confermato che Mel Zelaya è stato tradotto in Costarica e che tale paese avrebbe concesso asilo politico al presidente.
Nel paese è comunque in corso il referendum per decidere se in novembre si eleggerà l’Assemblea costituente rifiutato dall’oligarchia.
URGENTE e INAUDITO: Sequestrati gli ambasciatori di Nicaragua, Cuba, Venezuela e il Ministro Patricia Rodas
BARACK OBAMA: "L’unico presidente dell’Honduras che riconosciamo è Manuel Zelaya"
L’UNIONE EUROPEA CONDANNA ALL’UNANIMITA’ IL GOLPE
… Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Oggi è una fredda domenica d’inizio inverno in sudamerica, ma è soprattutto una giornata di democrazia nel Río de la Plata e in Honduras dove si terrà il referendum per decidere se in novembre verrà eletta un’Assemblea Costituente che dovrà scrivere una Carta che metta fine a una lunga storia di disuguaglianza e ingiustizia sociale e fermare lo sfruttamento senza limiti del paese da parte delle multinazionali imposto dal Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti.
Tenere il referendum è la miglior risposta al tentativo di golpe messo in atto dall’esercito e dai poteri forti del paese centroamericano condannato dall’ONU, dall’Organizzazione degli Stati Americani (quindi Stati Uniti compresi), dall’Alba, ma non (stranezze della politica) dall’Internazionale Socialista o dall’Unione Europea. Quello honduregno sarebbe (ma la tensione è ancora alta) il secondo colpo di stato che fallisce nel XXI secolo in America latina per la reazione di massa della popolazione in difesa del governo democraticamente eletto dopo quello venezuelano dell’11 aprile 2002 ed è tanto più significativo che una reazione popolare così importante si registri nella regione più fragile, il centroamerica, della Patria grande che più lentamente del resto del Continente sta iniziando a cambiare.
… Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di portametronia, sabato 27 giugno 2009, 20:25
Archiviato in:
Dialoghi
“L’offerta di amnistia è diretta ai criminali, non ai combattenti per la libertà”. Il Mend per accettare l’amnistia avanza le sue richieste: “Rilascio incondizionato di Henry Okah, programma di ritiro delle truppe, vero federalismo, aiuti ai civili e piani di sviluppo”. L’esercito annuncia un cessate il fuoco di 60 giorni.
L’offerta di amnistia presentata giovedì dal Presidente Yar’Adua ai gruppi armati della regione del delta del Niger comprende, oltre all’amnistia vera e propria, anche un programma di reinserimento dei guerriglieri e la promessa di liberare tutti i prigionieri legati allo scontro in atto nel Delta, forse perfino Henry Okah, leader del principale gruppo armato, il Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend). Nella notte tra giovedì e venerdì il Mend ha continuato a colpire le installazioni petrolifere delle multinazionali presenti nel Delta.
… Leggi tutto
portametronia su http://www.gennarocarotenuto.it
La resistenza degli indigeni ha obbligato il governo di Lima a fermare e derogare i decreti che permettevano alle multinazionali di spogliare l’Amazzonia che dovranno essere riesaminati in Parlamento a Lima. Il tempo e la tenacia dei popoli originari diranno se è un diversivo neoliberale, una semplice tregua per dirottare l’attenzione internazionale (poca ma combattiva) oppure l’inizio di una vittoria storica di chi difende la biodiversità dell’Amazzonia.
Intanto, secondo l’indigeno awajún Salomón Aguanash, testimone diretto delle stragi, intervistato da IPS, l’ordine di Alan García era sparare per uccidere. Così, all’alba del 5 giugno, quando tre elicotteri MI-17 dell’esercito hanno aperto il fuoco su 3.500 indigeni che bloccavano la strada che collega la selva alla costa Nord, è iniziato il massacro in Amazzonia. Al termine dell’incursione sul terreno gli indigeni contavano almeno 25 morti e un centinaio di feriti ma erano più che mai disposti a resistere fino alla vittoria. I dati sulle violenze successive continuano ad essere contraddittori. Secondo fonti inconciliabili, il governo e gli indigeni, ci sarebbero 23 poliziotti morti da una parte e almeno 50-60 indigeni uccisi e fino a 400 desaparecidos dall’altra.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Redazione, giovedì 11 giugno 2009, 13:27
Archiviato in:
Pianeta Terra

La Shell ha patteggiato, ed ha accettato di pagare 15 milioni e mezzo di dollari per risarcire la famiglia dello scrittore ed attivista nigeriano Ken Saro Wiwa e di altri 8 suoi compagni.
Ken, che aveva scritto a lungo sui soprusi subiti dal suo popolo Ogoni ad opera delle multinazionali del petrolio, fu impiccato come un ladro senza processo e dopo isolamento e torture.
… Leggi tutto
Redazione su http://www.gennarocarotenuto.it