giovedì 02 settembre 2010, 19:20

Gli articoli con tag: " monnezza "

Io non sono padano

Milano. Castello sforzesco

Ho appena spedito la seguente e-mail a Umberto Bossi.

Gentile signor Bossi,

Le scrivo per dirle questo: benché settentrionale (al nord sono nato e cresciuto, ho studiato, lavoro) io non sono padano. Vivo ad Aosta, che fra l’altro è più "su" di casa sua, e mi trovo bene con i miei concittadini, tanto i valdostani autoctoni, quelli col cognome francese, quanto i veneti, i calabresi e oggi anche gli stranieri, figli e i nipoti – tutti quanti – di diverse migrazioni.

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Sicilia: l’eterna colonia per gli affari del nord

Già vi ho parlato dei balletti della maggioranza a proposito di correntoni siculi. A tutta la faccenda berlusconi risponde dicendo che ha un grande piano.

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Che c’entra un ospedale terremotato con la monnezza della Campania e il ponte di Messina?

Logo ImpregiloL’ospedale inagibile a L’Aquila, il ponte sullo stretto, la monnezza napoletana, l’alta velocita’ e la Salerno/Reggio Calabria: tutto fa capo alla stessa SPA. Ma oggi grazie alle tecnologie i fili che legano le aziende alla vita reale non sono piu’ invisibili.

di Carlo Gubitosa

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Lontano da Gaza, tra Gomorra e CasaPound

Non posso parlare di Gaza, non ancora, o posso parlarne solo come Viktor Sklovskij ha parlato d’amore senza parlare d’amore in Zoo o lettere non d’amore … Ma mentre scrivo gli uomini, le donne, i/le bambin* dilaniat* li ho davanti agli occhi …
Per chi arriva in questi giorni a Napoli dalla stazione ferroviaria di Napoli Centrale non è possibile ignorare le centinaia di manifesti di CasaPound (per la casa, la giustizia sociale e la retorica strumentale di maggioranza e opposizione facce della stessa medaglia) . … Leggi tutto

Francisco Franco nella spazzatura della storia

franco

Ci hanno messo trentatre anni in Spagna a rimuovere l’ultima statua del tiranno. Adesso a Santander l’avvolgono in un sacchetto della monnezza e la portano via. Occhio: è un rifiuto tossico, fate attenzione a come lo smaltite.

Silvio manda l’esercito…

Silvio Berlusconi manda l’esercito, a ben guardare i più fannulloni dei fannulloni dentro le caserme a tosar l’erba delle aiuole. Silvio manda l’esercito a levare la monnezza. Silvio manda l’esercito a sconfiggere la camorra. Silvio manda l’esercito contro quei terroristi degli studenti e delle maestre.

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Maroni & Saviano. Detto tra noi…

Non mi sembra che Roberto Maroni abbia detto qualcosa di terribile su Roberto Saviano. Sarebbe grave se Saviano fosse l’unico simbolo della lotta alla criminalità organizzata e nel bisogno di eroi ci sono almeno due debolezze. La prima è quella della necessità stessa dell’eroe eponimo, che rappresenta una battaglia che non si sta vincendo, la seconda è che nel simbolo statua equestre si tende sempre a vedere qualcosa di inarrivabile per la gente comune. Il che ha in genere un effetto più paralizzante che dinamizzante delle forze della società civile.

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Così ho avvelenato Napoli

di Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi – il servizio di copertina dell’Espresso in edicola

Le confessioni di Gaetano Vassallo, il boss che per 20 anni ha nascosto rifiuti tossici in Campania pagando politici e funzionari

Temo per la mia vita e per questo ho deciso di collaborare con la giustizia e dire tutto quello che mi riguarda, anche reati da me commessi. In particolare, intendo riferire sullo smaltimento illegale dei rifiuti speciali, tossici e nocivi, a partire dal 1987-88 fino all’anno 2005. Smaltimenti realizzati in cave, in terreni vergini, in discariche non autorizzate e in siti che posso materialmente indicare, avendo anche io contribuito…Comincia così il più sconvolgente racconto della devastazione di una regione: venti anni di veleni nascosti ovunque, che hanno contaminato il suolo, l’acqua e l’aria della Campania.

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La colpa collettiva di essere napoletani

Maradona A 12 giorni dall’incontro Roma-Napoli, e dallo sfasciare di un treno da parte di alcuni mentecatti pseudo tifosi del Napoli, il pugno di ferro e la tolleranza zero del ministro degli Interni Roberto Maroni hanno partorito il topolino e sparano nel mucchio trasformando le responsabilità penali personali in colpe collettive.

Ci hanno detto per giorni che c’erano i pregiudicati e i camorristi, ma non sono andati a prenderli. Nessun teppista è stato arrestato, né condannato per direttissima. C’erano perché c’era un piano criminale o c’erano perché anche un pregiudicato è libero di andare allo stadio? Non è dato saperlo.

La sostanza è che nessuno è stato fermato, nessuno è stato sottoposto a DASPO (il provvedimento di polizia che impedisce l’accesso agli stadi) né costretto a pagare i danni, l’unica cosa sensata in un paese normale. Insomma il treno non lo ha sfasciato nessuno e viene da domandarsi come faccia la Polizia a beccare degli assassini se non è capace di prendere dei semplici teppisti.

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Fastidioso criptorazzismo, o forse solo i paraocchi di un paese "ciuccio e presuntuoso"

tomasmoulian Causa fastidio immenso quando escono statistiche internazionali -che spesso vedono l’Italia in ribasso- e i giornali titolano come un sol uomo: “vergogna, siamo peggio di”.

Oggi ne abbiamo addirittura due esempi: per l’Università titolano che “siamo peggio del Cile e del Messico” e per la capacità di fare impresa “vergogna, siamo peggio della Turchia”.

Ricorda quando il centrosinistra si accozza (si attacca come una cozza) a “l’autorevole Economist“. Quel dogmatico settimanale avrebbe sempre ragione a prescindere. Ma soprattutto quelle espressioni fastidiose ci parlano di un paese, l’Italia, i complessi di inferiorità del quale si mescolano a quelli di superiorità. Il tutto in una tempesta nel suo bicchier d’acqua, immobile e mezzo vuoto.

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Ma Silvio Berlusconi cosa vuole?

silvio-berlusconi A vederlo partire lancia in resta in difesa del mariuolo Ottaviano del Turco, Presidente della Regione Abruzzo, del Partito Democratico, inquisito per una alluvione di tangenti, uno si domanda davvero qual’è l’obiettivo di Silvio Berlusconi. Non gli è bastato il Lodo Alfano che sostanzialmente lo blinda a vita. Non è vero allora che la sua è una battaglia ad personam. La sua contro la magistratura è una vera e propria crociata.

Non gli basta più la separazione delle carriere, dice. Cosa vorrà di più? L’abolizione tout court del reato di corruzione, come fece col falso in bilancio? Niente può più sorprenderci. Perchè? E’ difficile pensare a un obbiettivo personale o politico. A 71 anni, con davanti cinque anni da capo del governo e sette o quattordici come presidente della Repubblica, straordinariamente ricco e potente, Berlusconi ha vinto su tutta la linea. Perchè vuole coprirsi di ridicolo di fronte ai suoi amici all’estero? Non ne ha bisogno.

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La pagliuzza e la trave dell’Italia verso il bipartitismo perfetto

camilleri Ribadisco che tra Mara e Silvio e chi fa lo scandalizzato, preferisco Mara e Silvio. E che il fatto che per la mia generazione i fratelli Guzzanti e la loro compagnia di finti saltimbanchi pariolini fossero degli idoli mi ha sempre preoccupato. Sui berci di Beppe Grillo poi (un tipo che, come è stato ricordato da più d’uno in questa sede, si è trovato d’accordo con Walter Veltroni solo quando si trattava di pensare come Calderoli in materia Rom) ho annoiato fin troppo i lettori/autori di Giornalismo partecipativo.

Ma in queste ore un bombardamento a tappeto sta coventrizzando l’Italia a reti e partiti unificati: vietato disturbare, si vergogni chi critica gli intoccabili, a partire dal papa. Si rafforza così l’Union Sacrée tra PDL E PD contro il vero unico problema del paese: il giustizialismo, Antonio di Pietro, Marco Travaglio.

Non si può demonizzare Berlusconi e pertanto si deve demonizzare un giornalista troppo documentato. E il legittimo sospetto che l’Italia sia governata da personaggi che sono lì per prestazioni di vario tipo (quelle a Cosa nostra o agli speculatori e inquinatori sono francamente più preoccupanti di quelle sessuali), non deve neanche sfiorarci.

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Vedi Napoli e poi muori

Di sicuro il titolo non è originale, ma di fronte a certe situazioni si rimane veramente senza parole. E in fondo cos’altro ci può essere da dire sul problema dei rifiuti napoletani? Si è detto tutto e il contrario di tutto, si fanno tutte le ipotesi, dalle più ottimistiche alle più cupe, si assegnano le responsabilità un tanto al chilo. Già, le responsabilità…
Io poi non sono un esperto nel trattamento dei rifiuti né nella pianificazione urbanistica, tanto meno nella sicurezza pubblica; quindi perché parlarne? Perché ci sono alcune cose che non mi tornano.
L’altro ieri è stato pubblicato il decreto legge 23/05/2008 n. 90, che contiene tutte le decisioni che il governo ha preso per risolvere l’emergenza rifiuti.
Cominciamo dalle buone notizie.

L’emergenza (se così si può chiamare una situazione che è la norma da ben 14 anni) terminerà il 31 dicembre 2009. L’articolo 19 è perentorio. Al di là dell’apparente paradosso di una emergenza che cessa per decreto, significa che i napoletani dovranno stringere i denti solo per altri 19 mesi. Poi… puff! Tutto sparito. … Leggi tutto

Il vangelo della sicurezza del XXI secolo

rom3 Sono tutti cattolici osservanti. Si scandalizzano se vedono un frocio e ancor di più si scandalizzano se vedono un povero. "Ero povero e mi hai accolto" dovrebbe ricordare "il Santo padre che vive in Roma" e invece sta straordinariamente zitto.

Carcere dunque è la soluzione: carcere per l’immigrato sans papiers, carcere per il mendicante, carcere per molti altri soggetti, carcere pure per chi non è d’accordo su dove mettere una discarica. Carcere per chi non ha il nostro stile di vita, carcere per chi è nomade, carcere per chi si droga, carcere per chi è povero, ignorante, carcere per chi è schiavo.

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Rubbish, basura, rumenta, monnezza, ma parlarne è banalizzante

cnn2 Avevamo frainteso: quando Silvio Berlusconi in campagna elettorale aveva solennemente promesso di fare il primo consiglio dei ministri a Napoli, non era mica per il problema dei rifiuti: “sarebbe banalizzante” ci dicono per farci sapere che non è all’ordine del giorno. Spiegatelo ai giornali di tutto il mondo che parlarne è banalizzante.

Basura

Ovviamente il secondo Consiglio dei Ministri, quello promesso a Malpensa, non sarà per parlare di Alitalia. “Sarebbe scontato”, per un governo che dal 1994 in avanti non può che stupirci con effetti speciali (per le cose normali non sono attrezzati).

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