lunedì 22 marzo 2010, 09:17

Gli articoli con tag: " migrazione "

Andare camminare lavorare e tornare a casa

Andare camminare lavorare cantava così Piero Ciampi, era il 1975:

Piero Litaliano

Avevo allora 25 anni e potreste rispondere: e con questo? Con questo mi sembra che io dorma perchè  vengono riciclate certe foto tratte dai muri in Italia, dove è scritto “immigrati x favore, non lasciateci soli con gli italiani”. Giravano in Rete nel 2008, le avevano viste in strada tanti… e spuntano fuori oggi:  si sono svegliati gli Italiani? Mi sono addormentata io? “andare camminare lavorare, il meridione rugge, il nord non ha salite, niente paura, di qua c’è la discesa, andare camminare lavorare, rapide fughe rapide fughe rapide fughe”. E d’altronde non avevamo già le fotografie di certe imposte e porte con su scritto Proibito rigorosamente l’ingresso agli italiani? Ci fu pure la variante del divieto  Ai cani e agli ebrei, ma io non ero ancora nata e ho la giustificazione di dire non ho visto non ho sentito… per tornare alla canzone di quel tipo, che si chiamava Piero Ciampi e  che diceva “andare camminare lavorare i prepotenti tutti chiusi a chiave i cani con i cani nei canili le rose sui balconi i gatti nei cortili… andare camminare lavorare andare camminare lavorare dai, lavorare!” mi chiedo da chi era attaccato, minacciosamente s’immagina,  il nostro Albertone che spernacchiava e poggiava la mano destra sull’avambraccio sinistro dicendo … Lavoratoriii?
Chi non ha sognato di rifare lo stesso gesto, senza conseguenze ovviamente, al Ministro Brunetta e a tutti gli Onorevoli Trombetta dell’Emiciclo? Non è un film neorealista quello che abbiamo visto a Rosarno…ma quale Rosarno? E’ da anni che vediamo certe rappresentazioni tragiche, certi sbarchi, senza alzare un dito. Abbiamo visto, abbiamo sentito, di TUTTO. Ma a noi che ce frega e che ce ‘mporta, mica siamo migranti…”E
che cos’è questo fuoco? Pompieri, pompieri,voi che siete seri, puntuali, spegnete questi incendi nei conventi, nelle anime, nelle banche. Andare camminare lavorare, queste cassaforti che infernale invenzione, viva la ricchezza mobile, andare camminare lavorare, andare camminare lavorare. Lavorare, lavorare!” Toh…arrivano foto in internet mentre scrivo, è  mio figlio che sta a San Francisco, San Francesco in italiano, Homeless a Frisco, per  cambiare aria, fare il gioco del  migrante, e mi manda certe bestie marine appese in vetrina con le scritte cinesi, mi  spiega che costa poco mangiare cinese ed è buono perchè lo cucinano per loro, non per i turisti, come in Itaglia.

Eh, te possin,stavo tanto bene a Napule, diceva pure Totò …Noi dovevamo lasciare cantare con la chitarra in mano Toto Cutugno…sono l’ Italiano, che era fiero e vero, altro che Piero Litaliano, Quell’ Italia che non si spaventa, ed era il 1983. E gli spaghetti e la chitarra ce l’abbiamo ancora, ce l’hanno lasciata e cantiamo, cantiamo …canto anche io, seppure stonata e non fiera. Eccome ero contenta di andare camminare quando avevo vent’anni, con lo zaino  in spalla, quello  da  militare, comprato a via Sannio e andarmene via dall’Italia, a vedere il mondo e a lavorare come dicevo io, cantando la libertà:  ” andare a spada tratta, banda di timidi, di incoscenti, di indebitati, di disperati. Niente scoramenti, andiamo, andiamo a lavorare, andare camminare lavorare, il vino contro il petrolio, grande vittoria, grande vittoria grandissima vittoria…andare camminare lavorare il passato nel cassetto chiuso a chiave il futuro al totocalcio per sperare il presente per amare non è il caso di scappare  andare camminare lavorare dai, lavorare! nutriamo il lavoro, alé! gli agnelli a pascolare con le capre fra i nitriti dei cavalli, questi rumorosi… vigilati da truppe di pastori, andare camminare lavorare.” E come vigilano bene, ci mandano gli eserciti a proteggerci, costruiranno tante carceri  per metterci dentro solo i cattivi nostri e  li mandano via ’sti negroni zozzoni, che ci tolgono pure il lavoro e non solo puzzano ma si ubriacano sono violenti ,per natura…”niente paura, azzurri, azzurri, attaccare attaccare, attaccatevi a calci nel sedere, la domenica tutti sul pordoi a pedalare.Lavorare pedalare lavorare, con i cantanti nell’osteria, con i contanti, con tanti tanti tanti … tanti auguri agli sposi! andare camminare lavorare, la penisola in automobile, tutti in automobile al matrimonio Alé! la penisola al volante, questa bella penisola è diventata un volante. Andare camminare lavorare…”
E mio figlio(ogni scarafone è bello a mamma sua mica solo sul Pianeta Facebook persone vere) mi manda un gabbiano che vola a Frisco, libero di mangiare rifiuti…E quelle Torri, le sequoie…tutto così grande, come lo Stivale che ci contiene...ma esistono i giganti? “Devono essere molti gentili i Giganti se no ci avrebbero già schiacciati”.
Andare camminare lavorare…Nutriamo il lavoro… Abbiamo tutte le carte in regola.

Ho provato una volta ancora, a raccontare il Ritorno a Casa, da dove vivo, anche se ci sarà  e c’è sempre un clandestino come oggi Khadim, che dopo otto anni da tale  in Italia, aveva deciso di tornare a casa sua, in Senegal, acquistando con i soldi suoi un biglietto aereo. Ma è stato arrestato in aeroporto: secondo le leggi dello Stato, potrà tornare in Patria solo da espulso, fra sette mesi, e per di più  a spese della collettività. Voleva andare camminare lavorare e tornare a casa, Khadim, un cittadino senegalese di 41 anni.
Doriana Goracci

Foto  di Federico Maiorani

Manuel Castells: "Il futuro è Internet e Tv"

«Internet e la tv sono due costellazioni della comunicazione che sono destinate a convivere l’una accanto all’altra, anche se in uno scenario che sarà progressivamente diverso da quello a cui siamo abituati oggi. Per certi versi Internet assorbirà al suo interno la tv. Ma il mondo di Internet, che è il mondo della ‘autocomunicazione di massa’ non sostituirà quello della tv, che è il mondo della comunicazione unidirezionale, da uno, il broadcaster, verso tutti. E poi la galassia della tv è specializzata e concentrata su due sole tipologie di contenuto: l’entertainment e l’infotainment, mentre Internet è molto più ampia». E’ così che Manuel Castells, tra i maggiori studiosi a livello mondiale della società dell’informazione, che da vent’anni si interessa di Internet e del suo impatto sulla società contemporanea, vede l’azione reciproca dei due media più potenti.

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Sussurri e grida di Donne Giornalismo da Montalto e dintorni

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Ballando ad occhi chiusi aperti Tango in una giornata qualunque

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Viaggio nel paese di White Christmas “I nostri figli hanno troppi amici neri”

di SANDRO DE RICCARDIS, La Repubblica

kkkCOCCAGLIO (Brescia) – Un anno fa, per John, il Bianco Natale è stato il concerto gospel nella parrocchia Santa Maria Nascente. È stato quelle lunghe notti di prove con i suoi amici del centro storico, ghanesi come lui, e coi senegalesi che arrivavano in chiesa dai condomini di via Castrezzato, gli unici palazzi in questo comune tutto ville e villette. “Un anno fa – dice ora John – il Bianco Natale era anche la mia festa. Io sono cristiano. Avevamo organizzato il concerto perché sappiamo che quel tipo di musica gli italiani la conoscono poco, la vedono solo in televisione”. Poi John smette di parlare. Affonda il mento nella sua sciarpa rossa, gialla e verde come la bandiera del suo paese. “Quest’anno invece ci dicono che a Natale dobbiamo andare via”.

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Guerra al terrorismo o nuovo maccartismo?

maccartismo

Il 18 aprile scorso  Hernando  Calvo Ospina si trovava sul volo Air France n. 438 partito da Parigi e con destinazione Città del Messico, quando a cinque ore dall’arrivo il comandante dell’aereo informava  i passeggeri che  su disposizioni degli apparati di sicurezza del governo degli Stati Uniti non erano stati autorizzati a  sorvolare lo spazio aereo di quel paese in quanto a bordo si trovava una persona non gradita  per “motivi di sicurezza nazionale”. Praticamente un terrorista, secondo l’uso in voga del termine.

Dopo uno scalo tecnico in Martinica per il rifornimento di carburante, e soltanto dopo essere ripartiti da  Fort de France, il sig. Calvo Ospina è stato informato dai membri dell’equipaggio che il  “terrorista” sulla cui identità tutti i passeggeri del volo, egli compreso, si stavano interrogando, era  proprio lui.

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Christmas Island: Modello Guantanamo per i migranti?

map Christmas Island è una piccola isola, territorio australiano, situato a ben 2.600 dall’isola-continente ed a poche centinaia di kilometri dall’Indonesia (350 km a sud dell’isola di Giava); territorio turistico, noto per la sua natura e le sue rare specie animali e vegetali, disabitato fino a poco più di un secolo fa e che oggi conta poco più di mille anime.

Se si digita il nome di quest’isola su un motore di ricerca, la stragrande maggioranza dei risultati riguarda informazioni turistiche o descrizioni del locale granchio rosso, specie endemica dell’isola.

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Contromafie 2009. L’Antimafia sono i giovani

ciotti “Stati Generali dell’Antimafia” è un’espressione altisonante e fa venire in mente strutture gerarchiche e ufficiali, motivo per cui suona quasi ironica e irriverente accostata all’esperienza che descrive in questo caso, che è stata declinata invece secondo le modalità orizzontali e informali proprie del movimento.

Proprio così, infatti, si autodefinisce CONTROMAFIE 2009, la variopinta e partecipatissima assemblea generale -svoltasi a Roma tra il 23 e il 25 ottobre 2009- di tutte le associazioni e le realtà di base presenti quotidianamente e concretamente sul campo, nel segno della costruzione di un’alternativa sociale alle mafie, alla corruzione, al business criminale e al potere colluso.

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Bossi e Maroni sono passati per Ellis Island

ub2(*) Ellis Island è una piccola isola che sta nel Porto di New York, vicina alla Liberty Island e di fronte  a Manhattan: dal 1892 al 1954 ha rappresentato la frontiera di ingresso negli Stati Uniti per milioni di immigranti italiani e del resto del mondo. A Ellis Island veniva condotto il controllo dei documenti di viaggio e delle condizioni di salute di chi cercava di entrare negli USA, e vi si doveva superare la quarantena. Milioni sono stati gli italiani, prevalentemente del Meridione, che la miseria ha costretto a passare attraverso questa sorta di centro di permanenza temporaneo.

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Quando a minare il futuro dei giovani è la legge

Zedan è di origine eritrea, viveva con la madre e una sorella in Sudan, terra di conflitti e di pulizie etniche, ed è sbarcato in Italia alla fine di agosto scorso. Ha 16 anni e mezzo ma a vederlo gliene daresti almeno due di meno.

Oggi vive in una comunità d’accoglienza per minori nel centro Italia, alle cui cure è stato affidato dai Servizi Sociali. Mi chiede se dopo l’intervista diventerà famoso. Mi fa sorridere. Ha un bel visino, non esattamente nero, appena più scuro di quello di un mulatto; e una cornice di riccioli perfetti. E’ visibilmente soddisfatto di ogni parola italiana che esce integra dalla sua bocca. Un miracolo, se solo pensa alle difficoltà di comunicazione di un mese fa.

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Le pillole di saggezza della ministra Carfagna in tema di razzismo e violenza sulle donne

Leggo qui e là dichiarazioni della ministra Carfagna in tema di razzismo e violenza sulle donne alla vigilia e durante la Conferenza Internazionale sulla violenza contro le donne promossa dal ministero per le Pari opportunità e dal ministero degli Affari esteri, conferenza inaugurata ieri alla Farnesina.

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Nel Messico ridotto alla carestia esploderà nel 2010 una nuova Rivoluzione?

hidalgo Nel 1810 in Messico si dichiarò l’indipendenza dalla Spagna (nella foto il celeberrimo murales di José Clemente Orozco). Nel 1910 scoppiò la Rivoluzione zapatista. Alla vigilia del 2010, secondo la Conferenza Nazionale Contadina (CNC), il paese è al bordo della fame di massa.

Per i fagioli, i frijoles, si teme un meno 80% nel prossimo raccolto, una tragedia che potrebbe tradursi in migliaia di morti di fame nel prossimo anno. Solo un po’ meno peggio va per l’altro architrave dell’alimentazione di cento milioni di messicani, il mais, meno 50%.

E proprio la fame potrebbe essere il punto più triste d’inflessione di un modello fallito di paese che a 200 anni dalla nascita ha bisogno di un nuovo inizio.

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La Chiesa, la Lega e l’IDV: la decadenza razzista e clericale della politica italiana.

Simpatico teatrino agostano della politica nostrana.

La Chiesa, dopo essersi accorta con qualche decennio di ritardo di aver sostenuto negli anni un assiduo difensore dei principi cattolici ma anche dei benefici ricavabili dalle escort e da giovani ragazzine in carriera, si è decisa, anche in questo caso con alcuni mesi di ritardo, a denunciare le politiche disumane del Governo in materie d’immigrazione.

Oggi è puntualmente giunta la replica, in pieno stile leghista, de La Padania, che denuncia, con toni che neanche il miglior Pannella avrebbe potuto usare, "Strane ingerenze ideologiche in uno stato laico", arrivando a minacciare la rottura del Concordato.

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Ehi ci stai? Ma ci stai o no?

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Ehi ci stai a farti una risata? Un certo vespaio, tra l’allibito e l’indignato, in questi giorni è spuntato col  gioco Rimbalza il clandestino, ideato da Fabio Betti e supportato dalla Lega Nord e risate, risate… Ehi ma ci state o no a giocare?
Tante volte vi fosse sfuggito, non solo in Rete come adesso  ma nelle case, in privato, negli uffici italiani e del mondo, girano da anni certi giochini, apparentemente molto più innocui, come quello delle Nazioni di Wildgun, giochi da ragazzi… Un avvio del gioco indica i  “passaggi”: “Fonda il tuo villaggio nel bel mezzo della prateria solitaria. Espandi i tuoi villaggi e trasformali in basi fortificate ed invulnerabili. Esplora le zone circostanti, scopri artefatti nascosti e sfrutta nuove regioni per ampliare così la tua area di potere. Raccogli legna nei boschi, ferro nelle miniere, scava per trovare l`argilla e coltiva cereali  nei campi: potrai così espandere la tua città e reclutare guerrieri. Istituisci delle truppe per difendere le tue regioni dalle tribù nemiche o cerca di impossessarti delle aree nemiche usando un po` di violenza. Esplora le zone circostanti, scopri artefatti nascosti e sfrutta nuove regioni per ampliare così la tua area di potere”.
Esploro un po’ ogni giorno queste praterie e mi faccio trasportare da certi onomatopeici vocaboli, come il carezzevole gioco. Così mi viene alla mente il motivetto e il testo del provocatorio Goran Kuzminac dell’ 80:”ci stai a questo gioco che sembra così  poco ma che invece non lo è ?”
La domanda allusiva è posta anche ad una donna, che entri magari nel letto, meglio  se liberata e nuda: altro che burkini e burka e veli… Chiediamolo  alla donna che si è spogliata, nuda, a Viterbo o  a Rosa ,na fijarella poveretta e scalza, che fa da anni rivivere lo spettacolo della Tradizione , in dialetto, sempre non abbastanza conosciuta…se ci stanno, al gioco.

E siccome vorrei addolcirmi la  bocca e non solo la mia, penso a quel “Gelato gratis per tutti a L’Aquila, dal 27 al 29 agosto durante le cerimonie organizzate in occasione della Perdonanza Celestiniana. Il gelato artigianale sarà offerto grazie alla gelateria ‘Cream Garden’ di Milano in un gazebo allestito presso il terminal bus Lorenzo Natali. Lo scopo è offrire refrigerio ai cittadini colpiti dal terremoto”.
E così l’estate finisce, cantinando e cantando, degustando  nuove versioni di badanti e zozzoni, zuzzurelloni al parlamento e indignati rimasti for de porta…e ai porti, quei dannati clandestini che bisogna limitare…ci perdonino tutte e tutti.

Capezzone perdonaci  almeno tu,che sei permanentemente in ideazione, malgrado gli ex, giovane azzurro e forte, generazionetuareg, toglici ’sto  cesso di gesso, facci ri-giocare a Markette sulla Piattaforma Italia. Ma tu ci stai o no?
C’è chi ci prova a dire che non si può morire così….per gioco. Basta accontentarsi, farsene una ragione: “Più che morì…un si pole” tantopiù se  in un video game. E il gioco continua…Ehi ci stai…? Dai che stasera l’aria è fresca…
Potrebbero venirci dei pensieri…e leccare…la cronaca.
Doriana Goracci
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L’immagine è tratta da questo link

Clamorosa intervista a Vanni Curcio

Vanni in vacanza

L’intervista che segue riguarda, per scelta deliberata del blog, un uomo perfettamente sconosciuto al grande pubblico.

Siamo così abituati alle isole dei famosi e ai grandi fratelli televisivi da dare un’enorme importanza al parere di belle e begli imbusti, palestrati, veline, presidenti del consiglio, frequentatori di salotti televisivi, tronisti/e e corteggiatori, corteggiatrici, escort, amiche&amicidimariadefilippi, gente senz’altro titolo che i suddetti per vivere e sproloquiare nei format televisivi e sulle colonne dei giornali.

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