Friday 25 May 2012, 06:06

Gli articoli con tag: " Messico "

Wikileaks e America latina, un primo bilancio

E’ impressionante leggere come nel giugno 2009 l’ambasciatore statunitense in Honduras considerasse “totalmente illegittimo” in privato il golpe che in pubblico difendeva a spada tratta. Colpisce leggere che si chieda un rapporto sulla salute mentale di un presidente, quella argentina, colpevole di resistere a lusinghe lobbystiche. Nella difficoltà di poter già scandagliare direttamente l’archivio di Wikileaks, ancora largamente indisponibile, si possono solo fare dei bilanci parziali su cosa sia contenuto nei documenti "declassificati" rispetto all’America latina.

Tuttavia molto di importante e contestuale viene già fuori, a partire da quel punto dolente che è la chiara prosecuzione, anche durante il governo di Barack Obama, di una doppia morale da guerra fredda per quanto concerne il golpe in Honduras del giugno 2009 o del riflesso condizionato, nei casi argentino, venezuelano, boliviano ci sono già i primi documenti, di chi non ha ancora elaborato il lutto per la fine del “Washington consensus” e che ritiene che i dirigenti politici che non rispondono alle logiche e agli interessi statunitensi siano “pazzi”.

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Da Portici alla Virginia alla Colombia: giustizia (mediatica) è fatta

narco Teresa Lewis è stata giustiziata stanotte. La stampa mondiale non se n’è data cura. Quella italiana è giustificata, troppo impegnata con la cucina monegasca perfino per parlare del femminicidio di Teresa Buonocore.

Invece ha fatto breccia la morte di Jorge Briceño, il Mono Jojoy, uno dei capi militari storici delle FARC colombiane, ucciso in un’azione di guerra smisurata, 32 aerei, 27 elicotteri, centinaia di uomini, un bombardamento massiccio e indiscriminato del quale ci racconta Guido Piccoli.

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Brevi-ario latinoamericano 12 – Susana Villarán: una sindaca di sinistra per Lima?

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In questo numero: Fabio Gadea per la destra antisandinista in Nicaragua?
si uniscono le borse valori del Pacifico;
la Jornada compie 26 anni;
Documenti dell’FBI: Sicari della CIA a Cuba e in Portorico
FARC, 22 guerriglieri caduti nel Putumayo
Felipe González adesso fa il lobbista anche per Álvaro Uribe
Perù: Susana Villarán (foto), una sindaca di sinistra per Lima?

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Brevi-ario latinoamericano 11 – Non solo minatori: i mapuche allo stremo in Cile

INF_NOTA41866_558 In questo numero:

i mapuche in sciopero della fame si avvicinano alla morte in Cile;
Hugo Chávez abbraccia la comunità ebraica di Caracas,
lo Yuan compete con il dollaro in América latina,
Silvio Rodríguez in concerto di solidarietà a Ciudad Juárez,
l’America latina sta meglio e crollano gli aiuti alle ONG,
giornalisti in Honduras massacrati nell’indifferenza,
schizzo di corruzione ad un passo da Lula.

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Brevi-ario latinoamericano 10 – Hillary Clinton: Messico come la Colombia, Uribe contestato a Georgetown, scuole occupate a Buenos Aires

estudarg In questo numero: Hillary Clinton: Messico come la Colombia, Uribe contestato a Georgetown, scuole occupate (foto) a Buenos Aires, processo a genocidi in Guatemala, blackout in mezzo centroamerica, l’hub a Manta non decolla, il caso di William Parra di Telesur, l’opposizione cilena con i mapuche, integrazione tra Argentina e Brasile, il vizietto perduto di Jaime Bayly.

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Brevi-ario latinoamericano 9 – Fidel e il modello cubano: cosa ha detto REALMENTE, soldi USA all’opposizione venezuelana, sciopero delle maras in Salvador

maras thumbIn questo numero:

aumentano gli stupri commessi da adolescenti in Colombia,

diminuisce la disuguaglianza in Venezuela e Brasile,

due minori tra i sicari di Tamaulipas,

l’opposizione venezuelana ammette di ricevere fondi dagli USA,

Fidel Castro e il modello cubano: cosa ha detto realmente.

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Brevi-ario latinoamericano 8 – Telesur nel mirino in Colombia, danni collaterali in Messico, Dilma in carrozza in Brasile

dilma-rousseff-una-donna-alla-guida-del-brasileIn questo numero William Parra di Telesur arrestato in Colombia, Dilma Rousseff (foto) oltre il 50% nei sondaggi, scuola in Messico peggio che in Italia (sic), Satelliti latinoamericani, il repressore Bussi di nuovo processato, danni collaterali in Messico come in Iraq. … Leggi tutto

Brevi-ario latinoamericano 4 – il primo transessuale a Cuba, attentato alla stampa a Sinaloa, milioni di pagine su Chávez

Mexico Drug War

In questo numero: import-export tra Argentina e Brasile, trans a Cuba, record di libri su Chávez, falsi positivi in Colombia, attentato a Sinaloa, milioni di pagine su Chávez, lo stato di Sao Paulo condannato per razzismo a scuola, l’uscita all’Avana del film sul primo trans a Cuba, golpe in arrivo nei Caraibi?

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Brevi-ario latinoamericano 3 – Rivoluzione mediatica in Argentina. mariuhana libera in California?

TS44129 In questo numero: la nuova legge sui media in Argentina è in vigore; l’Uruguay torna un paese di immigrazione; il silenzio sui mapuche e le prime pagine per il caso Brito; corruzione in Brasile, i latinos per il referendum sulla liberalizzazione della mariuhana in California (foto).

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Brevi-ario latinoamericano 2, Piñera e i minatori, Riforma agraria in Brasile, lunga vita a Cuba, inferno nelle carceri venezuelane, l’amico di Silvio è un assassino

pinera5_0 In questo numero: come il presidente cileno Sebastían Piñera (nella foto) guadagna consenso dai minatori in Cile, la lunga vita dei cubani, i salari in Uruguay che crescono, l’amico di Berlusconi, il presidente panamegno Ricardo Martinelli, è un assassino, la Resistenza in Honduras non si arrende, l’Ecuador pacifista di Rafael Correa.

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Brevi-ario latinoamericano 1, Cantarell a secco, Fidel si scusa con i gay, i Mapuche in sciopero della fame, Santos in Brasile

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In questo numero: il giacimento Cantarell verso l’esaurimento in Messico, Fidel Castro chiede scusa per la discriminazione dei gay negli anni ‘60, almeno tre mapuche sono in stato critico in Cile nel silenzio dei media, 20.000 clandestini desaparecidos in Messico in 10 anni, la visita di Santos in Brasile, muore impunito terrorista a Miami, meno caduti per la polizia bonaerense.

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Messico, la verità sulla strage di Tamaulipas: ventimila migranti sequestrati ogni anno

mapa_migracion Riguardo il massacro di 72 migranti nel Tamaulipas, per il quale subito dopo sono stati assassinati sia il magistrato incaricato dell’indagine che il sindaco della città di Hidalgo, il complesso disinformativo mondiale ha voluto far credere che le vittime della strage fossero state reclutate dal narco o si volessero meglio vendere ai cartelli o si fossero (nella migliore delle ipotesi) rifiutate di farsi reclutare come sicari.

E’ un’interpretazione infondata, calunniosa e razzista che vuole nascondere la verità dello sfruttamento fino all’ultimo centesimo delle vite dei 600.000 migranti che dal centro e sud del Continente ogni anno affrontano l’attraversamento di tutto il Messico. La verità è che tali migranti sono costantemente vittime di estorsioni, vessazioni, stupri, minacce ancor prima di affrontare la traversata del deserto, il muro voluto da George Bush, le ronde dei Minutemen, le leggi razziali di stati come l’Arizona e quant’altro alla ricerca di un lavoro negli Stati Uniti. Per il sacerdote cattolico Alejandro Solalinde i cachucos (“sporchi centroamericani” in gergo) dal momento nel quale lasciano il loro paese “smettono di essere persone e si trasformano in mercanzie, una miniera d’oro sia per le mafie che per le autorità”.

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Messico: nel paese dell’impunità migliaia di donne in galera per avere abortito

manifestante_derecho-387x310 Alma Yarelí ha fatto tre anni di carcere prima di essere liberata quando finalmente un giudice ha creduto che il suo fosse stato un aborto spontaneo. Se non fosse stato così, in un Messico dove per il 90% degli omicidi non si apre neanche un’inchiesta, avrebbe scontato per intero i 27 anni e sei mesi ai quali era stata condannata per omicidio volontario con l’aggravante della relazione familiare con la vittima.

Dopo di lei restano in galera nel solo stato di Guanajuato altre 166 donne (migliaia in tutto il Messico), tutte povere e spesso analfabete, alcune con condanna definitiva fino a 35 anni di carcere.

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Messico: López Obrador ci riprova

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Andrés Manuel López Obrador, in uno Zócalo di Città del Messico gremito (foto) di sostenitori, ha annunciato ieri la sua candidatura alle elezioni presidenziali 2012.

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America latina, la crisi non abita qui

7(12062) Il continente intero nel 2010 crescerà del 5.2%.

Se un tempo un battito d’ali a Wall Street provocava un uragano a Brasilia o a Buenos Aires, l’accelerata integrazione latinoamericana, voluta dai popoli e alla quale in questo decennio hanno dato impulso grandi dirigenti come Nestor Kirchner, Lula da Silva o Hugo Chávez, è stato solo un venticello (-1.9% nel 2009) nel Sud.

Questo continua a tessere la tela del proprio futuro da quando ha smesso di prendere ordini dalla Casa Bianca e dal Fondo Monetario Internazionale.

Luci e qualche ombra dalla Patria Grande economica.

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