Thursday 09 February 2012, 04:22

Gli articoli con tag: " mercenari "

Francisco Chávez Abarca arrestato in Venezuela, verrà estradato presto a Cuba. Fu l’autore dell’attentato in cui perse la vita Fabio di Celmo.

Francisco Chávez Abarca arrestato in Venezuela, verrà estradato presto a Cuba. Fu l’autore dell’attentato in cui perse la vita Fabio di Celmo.

di Annalisa Melandri

E’ stato arrestato giovedì scorso in Venezuela mentre cercava di entrare nel paese con documenti falsi,  il terrorista salvadoregno Francisco Chávez Abarca,  braccio destro di  Luis Posada Carriles ai cui ordini  negli anni ‘90 ha organizzato  a Cuba numerosi attentati, tra i quali quello in cui perse la vita il nostro Fabio di Celmo nel 1997. “El Panzòn”, come era conosciuto Chàvez Abarca, era ricercato dall’Interpol a seguito di una denuncia presentata  dal governo cubano che ne ha richiesto prontamente l’estradizione al Venezuela. … Leggi tutto

Le guerre dimenticate di Haiti prima e dopo il terremoto (1/3)

Di Fabrizio Lorusso

Campo.jpgQuesto reportage nasce dall’esperienza diretta, dalle fonti documentali e giornalistiche, dalle testimonianze, i video e le interviste che io e l’amico Diego Lucifreddi abbiamo raccolto durante il mese di febbraio 2010, periodo in cui siamo rimasti nel quartiere Delmas di Port au Prince, Haiti, per collaborare con l’Aumohd (Associazione di Unità Motivate da un’Haiti dei Diritti) che è un associazione di avvocati volontari dedicati alla difesa dei diritti umani e civili delle persone più povere e svantaggiate soprattutto in quartieri difficili e tristemente famosi come Cité Soleil e Gran Ravine. Visto l’alto livello di corruzione e ingiustizia sociale e giuridica ad Haiti l’associazione si occupa dall’anno della sua nascita (2002) di aiutare i cittadini imprigionati ingiustamente (circa il 90% della popolazione carceraria di Porto Principe), ma nei momenti di crisi come questo, in una metropoli sconvolta da quei 36 secondi di terremoto che ne hanno cambiato la storia, l’Aumohd e il suo presidente Evel Fanfan provvedono a fornire servizi di ogni tipo alla popolazione del quartiere, ai sindacati, ai gruppi di base e alla gente in generale nei limiti delle proprie possibilità. Sono inoltre aperti alla creazione di reti internazionali di supporto e scambio d’informazioni oltre ad accogliere persone volenterose e interessate a conoscere la realtà haitiana. Dopo il terremoto si sta promuovendo una raccolta fondi via PayPal che può consultarsi qui: http://prohaiti2010.blogspot.com/

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Dalla Colombia alla Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Santa Ana de Coro.

Arriviamo da Santa Marta(Colombia) a Maracaibo alle dieci del mattino dopo 12 ore di pulmino anziché 7 a causa del bus che prima si ferma con la batteria scarica e che poi buca una ruota.
Alla frontiera di Maicao non abbiamo nessun problema nonostante in precedenza ci avessero detto il contrario a causa delle tensioni Colombia-Venezuela.

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Colombia e Venezuela: amore e odio

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19 Settembre 2009: quale manifestazione ci aspetta?

E’ assolutamente fuori discussione che nel nostro Paese esistano grandi problematiche legate all’informazione o, per essere più precisi, alla disinformazione e all’omologazione del ventennio berlusconiano.

Prendendo in considerazione questo primo e fondamentale elemento, scendere in piazza domenica 19 Settembre (Piazza del Popolo a Roma, dalle ore 16), per partecipare alla manifestazione lancia dalla FNSI in difesa della "libertà di stampa", dovrebbe essere una conseguenza logica e naturale.

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Barack Obama, le basi in Colombia e quei matti di latinoamericani

Obama “Né ho autorizzato né mi è stato chiesto. E non manderemo molte più truppe oltre l’assistenza che già forniamo alla Colombia [con Egitto e Israele la più grande al mondo, ndr]. Alcuni paesi, a partire dall’Ecuador e dal Venezuela, ma anche amici come Brasile e Cile, stanno tentando di trarre profitto usando la solita retorica antiyankee”.

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La puzza delle donne e l’olezzo del divino

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Sembra che puzziamo molto, la pubblicità  lo  canta in tutti modi: lavati, spruzzati, intimamente…Tanto se orini, tanto se peggio ancora, emetti qualche goccia di sangue che ti ricorda che non hai prodotto ma magari fatto all’amore. Prima durante e dopo, ti devi lavare, nascondere quelle piccole tracce, l’umore…

E così mentre puliamo noi stesse e la casa, l’ufficio e la fabbrica, il centro anziani e le scale del condominio, c’è Qualcuno a cui non basta, s’ ha da fare  piazza pulita dell’ autodeterminazione:  si  pretende l’ Igiene.

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Escort: edulcorando la lingua italiana

La lingua inglese serve anche per tergiversare ed evitare che la nettezza dell’italiano dia pane al pane.

Lo abbiamo visto nelle lande irachene quando i mercenari divennero contractors. Vuoi mettere? Lo rivediamo in questi giorni, quando le prostitute del presidente del consiglio vengono ribattezzate escort. Vuoi mettere (ma le nigeriane in strada come le chiamiamo?).

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Golpisti di tutto il mondo unitevi a Caracas

968_80_1220887145_mercenari Questo fine settimana Caracas, dove secondo alcuni non vi sarebbe libertà di espressione, vede la riunione di alcuni dei più sinistri rappresentanti delle destre golpiste e del fondamentalismo neoliberale in America latina finanziato dagli Stati Uniti.

Ci saranno Mario Vargas Llosa, Carlos Alberto Montaner, il boliviano “Tuto” Quiroga e tanti altri amici.

Tutta bella gente con auto di lusso e conti in banca a molti zeri con un solo obiettivo: screditare, diffamare, sabotare, destabilizzare e liberarsi infine dei governi democratici latinoamericani, a partire da quello di Hugo Chávez.

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.

Storie di pirati, di mare e di fame

di mazzetta

pirati

Il sequestro di una nave italiana con alcuni marinai italiani a bordo, ha riportato sui nostri media l’attenzione per i pirati. Un’attenzione selettiva, perché pur essendo somali, della Somalia si parla pochissimo, nonostante sia da anni teatro di tragedie che fanno impallidire terremoti e altre disgrazie. Ma nel nostro paese c’è poco interesse per il destino dei poveri, a maggior ragione se sono negri: migliaia di migranti muoiono da anni nei nostri mari senza suscitare la minima commozione, mentre il governo si fa sempre più ostile nei loro confronti. Lo dimostra la prima storia di mare, quella di uno dei tanti barconi affondati tra la Libia e la Sicilia agli inizi di aprile. Si parlò allora di quasi duecento dispersi in un naufragio, ma la notizia venne passata insieme al “salvataggio” di un altro barcone stracolmo di gente da parte della nostra marina. Tutto vero, ma i “dispersi” che fine hanno fatto? I dispersi sono diventati ufficialmente morti pochi giorni dopo, nel numero esatto di duecentotrentasette. Numero esatto perché nonostante un diffusa convinzione contraria, ciascun migrante ha un passato, una storia, famiglie che non vedrà più e che ora li piange.

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Scuola e università: i luoghi della nostra resistenza

Se continueremo a ridurre l’intervento governativo sulla scuola a scelte economiche legate a problemi di bilancio, molto probabilmente non riusciremo a cogliere la reale portata di un progetto politico che, attirando l’attenzione su una fumosa volontà di “cambiare” la scuola, copre abilmente l’obiettivo più ambizioso e pericoloso di trasformare profondamente il Paese. … Leggi tutto

Roberto Saviano – La bugia perenne: il sequestro delle due Simona

arton189 Ricostruzione del rapimento di Simona Pari e Simona Torretta
[Questa mia inchiesta non è stata accettata da nessun giornale con cui collaboro né da altra testata giornalistica italiana. L’unico giornale che ha ricostruito lo scenario del rapimento Pari-Torretta attraverso informative e documentazioni ufficiali raccolte da Rita Pennarola è stato il mensile
La Voce della Campania (www.lavocedellacampania.it) che ormai da anni combatte assieme al suo direttore Andrea Cinquegrani la sua solitaria battaglia contro il potere della camorra e l’idiozia del giornalismo italiano, sopravvivendo con dignità nonostante le querele milionarie e le minacce continue.
]

Roberto Saviano per Agoravox.it

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Sequestri di serie A e sequestri di serie B

I due guerriglieri delle FARC catturati nell’ambito dell’operazione che ha portato alla liberazione di Ingrid Betancourt, di tre mercenari statunitensi e di un’altra decina di ostaggi colombiani senza nome, sono sul punto di essere estradati negli Stati Uniti d’America dove saranno giudicati e presumibilmente condannati per sequestro di persona dei tre cittadini del paese nordamericano. … Leggi tutto

La sesta vita di Ingrid Betancourt

20080702-betancourt_libre-m Il primo pensiero è di allegria, allegria per Ingrid Betancourt e per gli altri 14 sequestrati liberati, tra i quali tre mercenari statunitensi, che in qualunque altro conflitto al mondo sarebbero stati da tempo passati per le armi.

Il secondo pensiero è perchè non si spenga la luce sulle centinaia di ostaggi che restano nella selva nelle mani delle FARC. Si vedrà se l’interesse dei benpensanti europei per la selva colombiana era genuino o era solo figlio del colonialismo mentale e razzista con il quale l’Europa guarda ai drammi del Sud del mondo. Se le luci sulla selva si spegneranno dovremo amaramente concludere una volta di più che è così, che la benpensante Europa si mobilita solo se qualcuno buca lo schermo. Altrimenti se ne frega.

Il terzo pensiero è per Álvaro Uribe, apparente trionfatore della giornata di oggi. La giornata per lui si era aperta nel peggiore dei modi, come si era aperta la settimana, il mese, l’anno. La Corte Suprema, con parole insolitamente dure, aveva preteso il rispetto delle proprie decisioni da parte del Presidente che non accetta che la sua stessa rielezione, nel 2006, sia stata viziata dalla corruzione nella forma e nella sostanza e che potrebbe perfino essere annullata.

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Ingrid Betancourt libera

Secondo Telesur sarebbe stata un’azione militare dell’esercito colombiano a liberarla. Altre fonti parlano di liberazione da parte delle FARC. Con lei altri 15 sequestrati, tra i quali i tre mercenari statunitensi.