Wednesday 08 February 2012, 19:22

Gli articoli con tag: " Media "

Wilkinson: effetto viral, da Rasa il pratino a Bikini Ville

Originalità, interazione diretta con gli utenti e una buona dose di ironia sembrano essere gli elementi vincenti per una campagna web di successo.

Spot e video lanciati su Youtube come Walk in the fridge di Heineken o Swagger Wagon firmato Toyota (solo per citarne alcuni)  ne sono la prova. Se volessimo parlare di un caso italiano, esempio lampante è Wilkinson che, da due mesi a questa parte, sta mettendo in atto una interessante strategia per il lancio del rasoio Quattro for Women Bikini, il famoso rasoio che permette di donare un look alternativo alla zona bikini femminile.

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Libera, e ipocrita, informazione.

In vista dell’appuntamento di domani, 3 Ottobre, per la libertà d’informazione, con la manifestazione indetta dalla FNSI (alle 16.00 in Piazza del Popolo a Roma; per chi volesse conviene arrivare un’ora prima, a Piazza della Repubblica, per partecipare anche al corteo dei precari, che hanno sicuramente bisogno d’aiuto più di "Repubblica), potrebbe essere utile riflettere non solo sulla "libertà" ma anche sulla "verità" dell’informazione.

Lungi da me l’intenzione di usare questo spazio per autoeleggermi a "censor maximus" sulla veridicità o meno delle notizie e delle opinioni (cosa peraltro molto alla moda, soprattutto per Berlusconi, Scajola, la Gelmini e gli altri compagni di merende), vorrei solo riportare alcuni dati sui temi all’ordine del giorno nelle ultime settimane.

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Iran e Usa. Where is democracy?

"Where is my vote?". In questi giorni centinaia di migliaia di cittadini iraniani sono scesi in piazza, in Iran come nel resto del mondo, per chiedere "dove sono finiti" i loro voti che, secondo il Governo di Teheran, non sono riusciti ad impedire una vittoria a valanga del Presidente in carica Ahmadinejad alle presidenziali di venerdì scorso.
A voler essere cinici, senza lasciarsi influenzare dall’onda emotiva che sta scuotendo il paese mediorientale, si potrebbe ricercare la risposta in un’intervista rilasciata pochissimi giorni fa da Ken Ballen e Patrick Doherty, sondaggisti di un’organizzazione americana finanziata dal Rockfeller Brothers Found che aveva previsto una larga vittoria di Ahmadinejad, dato, sempre secondo questo sondaggio, molto avanti in tutte le provincie del Paese.

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Pubblicità, l’editoria con l’acqua alla gola

L’emorragia non si arresta: il fatturato pubblicitario dei mezzi di comunicazione continua a calare. A ritmi vertiginosi. E la crisi degli organi d’informazione, perlomeno di quelli tradizionali, pare destinata ad aggravarsi sempre più.

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Per l’Attrattività della Cultura: in hoc signo vinces!?

http://black.babylonlodge.org/images/inhocsignovinces.gif Il 9 gennaio ho concorso alla Formazione del pubblico che ha ascoltato a Viterbo “Un documento di programmazione sulle attività di promozione culturale, nato da un lavoro in commissione svolto con il contributo di maggioranza e opposizione e approvato all’unanimità: da tutto questo è scaturito il bando cultura”. … Leggi tutto

Liberare l’Informazione, Liberandoci noi: GUERRILLA !

Credeteci o no, ma questo e' proprio l'ingresso di un internet point

In queste giornate parlare di Liberazione, induce a diverse riflessioni: di un giornale che è un partito che muore o si rifonda, lo dico subito, non me ne importa niente. L’abbuffata di menzogne, chi ce la impone?

Leggo piuttosto il conto alla rovescia in movimento… di Carlo Gubitosa , tarantino classe 1971: “sto aspettando da 368 giorni, 10 ore…che i compagni amministratori di Liberazione mi paghino gli articoli scritti per il giornale” e vado avanti nel suo sito Giornalismi.info. , in un articolo “Lo sfruttamento del cognitariato”, sottotitolato Mentre negli Usa il diritto d’autore mostra le sue aberrazioni, il nostro premier annuncia di voler regolamentare il “sistema internet”, Berlusconi dichiara: “credo che al prossimo G8 si possa portare sul tavolo la proposta di una regolamentazione del sistema internet. Credo che ci possa essere questa prospettiva internazionale in cui noi possiamo portarci come avanguardia di queste nuove tecnologie che ormai sono il futuro del mondo”. Era l’8 dicembre: news vecchie?

Ce ne sono di più recenti, odierne e provenienti da Indymedia Italia - Emilia Romagna:” Era già’ accaduto per alcuni servizi su terribili bombardamenti ai danni di civili in Afghanistan ed Iraq, accade oggi per informazioni che il mainstream occidentale non ritiene di veicolare alla propria audience, dice il JP perché sarebbero “di parte”. Ma è accaduto anche nel nostro paese e più recentemente in Turchia, in Grecia, in Francia e in molti altri paesi dove le storie raccontate dai governi e da organi d’informazione, succubi quando non complici, sono state disintegrate da un flusso costante di informazioni che ha messo a nudo la realtà e ridicolizzato la propaganda attraverso la quale i governi cercavano di prendersi gioco dei cittadini e di sfuggire alle proprie responsabilità”.

e cene sono altre dal nostro amato Stivale, giù in basso, come la testimonianza – video di un 22enne siciliano, Giuseppe Gatì, attivista del “democratico” Pd, che neanche sottoscrive appelli e volantini per la Libera Palestina, uno che si occupa delle Cose sue e Nostre, reo di contestare Sgarbi ad Agrigento e difendere l’antimafia di Caselli.

E alcuni, ascoltando più che guardando il telegiornale Rai Tre, hanno percepito per la prima volta in questi giorni e per ben due sere, comunicazioni totalmente diverse da un fronte reale di resistenza: la voce di Vittorio Arrigoni, un italiano attivista che rimane lì a Gaza, con pochi altri, per raccontare e agire e farlo fare anche a noi. Non mi stanco di dirvi leggete e guardate il suo sito http://guerrillaradio.iobloggo.com/ ci sono epigrafi in cambiamento, fino a poco fà una:

Libertà significa dire agli altri quello che gli altri non vogliono sentirsi dire. (George Orwell)

Motivo per cui scrivo e invito alla Guerrilla, ancora citando Vik:

” Guerrilla è una guerriglia ideale, contro l’accanimento terapeutico all’informazione moribonda veicolata dai grossi media che ormai sono tutti istituzionalizzati, lobotomizzati quindi a grancassa di una mediocre politica che non si vuole estinguere. Guerriglia non perchè vogliamo intendere un moto tumultuoso di violenza, la parola guerrilla dev’essere intesa in senso lato e non nell’accezione fisica e rapace che abitualmente le si riferisce…si può benissimo immaginare una guerriglia senza strazio carnale. Dal punto di vista del mio spirito, guerrilla significa rigore, applicazione alla ribellione e decisione implacabile, determinazione irreversibile, assoluta. Per questo di punto di vista Gandhi è stato un implacabile guerrillero”

E a chi va, questo suo-mio-nostro messaggio? Sta a noi tutti inventarci il sistema per coinvolgere e far partecipe chi sembra non essere toccato dalle notizie e sono a milioni, viceversa, a volerle dare dei “casi loro”: lotta quotidiana per il posto di lavoro, la salute, la scuola, il razzismo e il pregiudizio, la violenza e la sufficenza caritatevole che condanna all’emarginazione. Carceri e ospedali, raccontano miseria repressione buonismo pacifista menefreghismo politico: non si cui non si parla dei contenuti ma di ciò che i Media contengono e sanno bene come farci sapere cosa fanno.

Non chiedo di fare quanto riesco a sapere, godendo di tempo per farlo, garantita in pensione, come ad esempio leggere che i Ventun membri del gruppo “Anarchici Contro il Muro” sono stati arrestati: “Venerdì mattina dopo aver bloccato l’ingresso della base delle Forze Aeree Israeliane di Sde Dov, nella parte nord di Tel Aviv. I manifestanti, che indossavano maschere bianche macchiate di sangue finto, si sono sdraiati sulla strada fingendo di essere morti. Hanno detto di essere stati arrestati dopo essersi spostati dalla strada, mentre stavano già sul marciapiede. Ayala, uno dei manifestanti, ha detto che la protesta avrebbe dovuto servire a “mostrare ai piloti delle Forze Aeree Israeliane il risultato delle loro azioni a Gaza. Dall’alto del cielo, un pilota che schiaccia un bottone può ignorare, dimenticare, o non essere neppure in grado di capire che in quel preciso momento ha ucciso persone innocenti. Siamo venuti qui a ricordarglielo.”

Non posso neanche tacere delle assai poco voci ascoltate, come quella di Renzo Coletti , conosciuto in rete e non vedente, che scrive stamattina: “Come ho detto mille volte, non c’è tempo e i messaggi sono proporzionali al tempo che resta a nostra disposizione. Chi ci sta bene, chi non ci sta può smettere. Nessuno è esclusodal dibattito, nessuno è mai stato bloccato nel suo dire, nessuno può esimersi dalla responsabilità di aver avvallato un sistema corrotto e assassino. Chi ha votato per tutta la vita personaggi da galera e perfidi sino alla nausea, non può oggi piagnucolare per una strigliatina ed un po’ di critica. Dove erano sino ad oggi? Cosa facevano? Perchè a distanza di un secolo in cui si lottava per 8 ore per lavorare, 8 ore per riposare, 8 ore per evolversi, oggi con una tecnologia che consentirebbe di lavorare non più di 4 ore e forse meno, invece lavora più di 12 ore al giorno e senza nessuna garanzia? Io sono stato minacciato di morte, perseguitato, ridotto ad uno straccio, per non parlare delle persecuzioni in ambito lavorativo, politico, sindacale e associativo…Eppure abbiamo, io di fatto no, sopportato tutto, tollerato sino alla tortura fisica e psichica, dialogato senza nessun parametro di riferimento, continuiamo a voler dialogare con chi ci sta portando alla catastrofe e alla possibile fine dell’umanità stessa. Urlerò, sbraiterò, insulterò, bestemmierò, se potrò ucciderò perchè loro lo faranno contro di mè e sono già stato attaccato e quindi risuscitato. Se non capiremo questo avremo perso in partenza. Non mi interessano le masse pecorone, non mi interessano le dame di carità, non mi piacciono gli intellettuali ipocriti e fasulli, non mi piace chi ostenta un pacifismo che celebra sè stesso, non mi piacciono i debosciati e gli imbevuti di vittimismo ipocrita, non mi piace chiunque non capisca dove vive, cosa sta facendo, dove sta andando e perchè”.

Potrebbero seguire a iosa e irritando molti, le lettere di noti e niente affatto, da ogni angolo di questa terra: ho provato a scrivere di una piccola parte che lotta e resiste e grida, non rimane in commosso silenzio.

Internet è fatta anche da noi , come tutta la comunicazione, scritta agita parlata. Usiamoci e restiamo umani e sia: “Guerriglia alla prigionia dell’Informazione”

abbandoniamo la Grande Abbuffata della Menzogna, magari, anche, cantando Fabrizio De Andrè

e la Libertà.

Doriana Goracci

http://arago4.tnw.utwente.nl/stonedead/silly-stuff/mr-creosote/mr-creosote.jpg

Vietato interrompere l’Alimentazione Eucaristica: l’Adorazione perpetua continua

Beppino Englaro era entrato nel silenzio. Sono trascorse poche decine di giorni da quando aveva detto: “Ringrazio tutti i media dell’aiuto e del sostegno che mi hanno offerto in tutti questi anni ma ritengo che non mi resta altra scelta di quella di non parlare più, altrimenti non uscirò mai da questo vortice, io non posso impedire agli altri di parlare e di dire quello che vogliono ma io devo conservare le poche forze che mi rimangono per portare a termine quello che devo fare. So che le proveranno ancora tutte per ostacolarmi, è un gioco senza fine , io adesso andrò avanti in silenzio per la mia strada”. … Leggi tutto

Il “successo” di una Manifestazione, di Donne

Al giornale Rai 3 di stamattina 22 novembre 2008, ore 6,45, si è detto che le femministe e lesbiche cercheranno oggi di ripetere il successo dell’altr’anno. Grazie della menzione?
Chiariamoci, a noi donne non ci paga nessuno, non siamo in tournee, non siamo attrici di nessuna telenovela o animali da circo da contenere in una gabbia:  saranno più quelle che rimarranno a casa per molte giustificate ragioni che quelle che potranno essere  in piazza. Noi ci saremo  e  con molte difficoltà economiche e personali, per dar voce proprio a quelle che non ce l’hanno, tantomeno visibilità, dati i Muri che vengono febbrilmente eretti e le Porte che si chiudono, sbattute in faccia. Non siamo per niente felici di riesibirci, gridando o in silenzio denunciando i numeri delle violenze che le donne subiscono quotidianamente in questa e in altre parti del mondo e non siamo per niente felici di denunciare, con innumerevoli difficoltà di spazio ed espressione nel farlo,  quale politica mortale di controllo, a titolo di Vita e di Bene,reprime e  imperversa sulle nostre esistenze.
Non siamo per niente grate dell’attenzione dei Media che continuano a contarci e immortalare la nostra diversità di esistenza: siamo e saremo dentro e fuori questo sistema che fa della nostra vita uno sbandieramento di “consumo”, grazie alla  “carità ” sempre più precaria del nostro lavoro e impegno. Siamo e saremo in piazza, tra tutte e tutti, a denunciare la violenza maschile, delle Istituzioni, delle Amministrazioni, del Vaticano, delle Chiese tutte che da sempre impongono l’Adorazione Perenne della santità e del martirio. Non siamo bambole insanguinate, non siamo manichini da esporre o bersagli di continue aggressioni fasciste, nè i figli che abbiamo sono bambolotti di pezza,  tantomeno le  nostre compagne  di cammino, come i nostri compagni di vita sono numeri di morti da giocare al Lotto o buttare in un cassonetto dopo aver grattato le Cifre e aver vinto un buon “pezzo” sui Media. Manchiamo volutamente di quella “intelligenza politica e folle coraggio” che  delega al potente di turno, il nostro presente e futuro, sfruttando il passato, scritto nella Costituzione Italiana e nella Carta dei Diritti Umani. Non ci preserva nessuna Cappellina o Cupola misericordiosa, continueremo a lottare e denunciare e resistere, decidendo noi quando stare in silenzio o gridare e come condurre la lotta per la libertà di pensiero e una vita dignitosa, per tutte e tutti, senza chiedere la Grazia e tantomeno dire grazie a chi sfrutta e usa, quotidianamente, la protesta. Non paghiamo e non pagheremo noi la crisi e la guerra: i conti li sappiamo fare e li facciamo ogni giorno, con un’esistenza sempre più precaria e un presente indegno, che preconizza futuri da incubo e allegri banchetti e balletti al Tavolo delle Contrattazioni: non siamo merce,  tantomeno di scambio e bottino,  per nessuna e nessuno.

Doriana Goracci

Casa di bambola con frattaglie

Casa di bambola con frattaglie

Era il 1879, quando il norvegese Henrik Ibsen, fece dire a Nora: “riflettere col mio cervello e rendermi chiaramente conto di tutte le cose”. Vidi Casa di bambola, alla Televisione, che era solo la  Rai:  il 1968. Come quell’anno, fu per me  un soffio straordinario di libertà e di vita, quanto se ne desidera oggi: dopo quasi 130 anni. Fa notizia e terribile notizia che  ci siano azioni squadriste, mafiose, intimidatrici che arrivano a firmare e far parlare, a forza di regolamenti di conti, la violenza, quella che in perfetto stile fascista, denunciano, operata dalle donne. Fanno notizia e terribile notizia che ancora si debba passare un sabato di novembre, il prossimo 22, a sfilare per le strade di Roma, a farsi fotografare e contare, ad annotare le presenze e le assenze per denunciare la violenza, sulle donne…E subito seguirà il 25 dello stesso mese,  un giorno in cui si lavora o si spera di trovarlo il lavoro, un’altra giornata dedicata alle donne colpite da femminicidio, nel mondo.Verranno scritti dei bei “pezzi”, sui giornali e i telegiornali, sarà una gara nel farlo. E si ripartirà il giorno successivo nella conta non più delle vive ma delle morte. E l’opinione pubblica è sconvolta dai dati sulle  autrici dei misfatti, del Macello, degli aborti non clandestini, di quelle che si oppongono a vendere mente e corpo, al miglior offerente, della Casa… … Leggi tutto

Se davvero Obama fosse la soluzione per l’ Italia

E’  arrivata la resa dei conti. La crisi dove tutto quello che è stato sembra da buttare , almeno in america, e la soluzione a ogni problema servita su un piatto d’argento da gustare tutti insieme.

La soluzione è davvero Obama? la storia certo non insegna allora che chi davvero ha voluto cambiare le cose è finito male. Quello che l’america e quindi anche l’europa ( uk e francia in primo luogo) faranno nei prossimi mesi e anni per i rapporti con la russia, la cina e il medio oriente sarà fondamentale non solo per lo spettro nucleare, tanto comodo e caro a chi controlla il sistema mediatico ed energetico, ma appunto per la gestione delle risorse di materie prime del pianete in luoghi ben delineati (iran e irak, africa, polo nord).

L’italia sta a guardare come ha sempre fatto cercando di mediare perchè fa comodo e rimanendo al centro geograficamente ( su quello nessuno ci può fare niente per fortuna) e commentando le immagini delle elezioni americane in maniera bipartisan positivamente, elogiando la grande democrazia americana che come al solito appare lontanissima dal nostro teatrino mediatico. Solo un appunto è sfuggito a tanti e non capisco come… andandosi a riguardare due video e confrontandoli è spontaneo chiedersi come certi personaggi influenti della linea mediatico-divulgativa italiana non li abbiamo citati:

http://it.youtube.com/watch?v=tfIKyrvd1wE

http://it.youtube.com/watch?v=mag44WVNbeA

la differenza c’è ed è nella data!

Non vuole essere un elogio a Veltroni ma uno spunto di riflessione perchè in apparenza le due democrazie almeno in questo stralcio post elezioni risulterebbero simili o identiche oserei scrivere. Questo certo non è vero tante sono le differenze e a voi lascio il giudizio positivo o negativo.

f.f.

La corsa

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La Corsa di Obama è finita: ha raggiunto il traguardo. La vittoria di un nero d’America ha fatto sognare e piangere d’emozione i volti di tutti i colori di quegli States, Uniti, sia pure una volta, in un solo traguardo. Anche i Media del mondo hanno corso per entrare nelle nostre case, ville o tuguri non ha importanza, per portarci il Sogno americano e poi la buona Novella. … Leggi tutto

Cenere e Patate

Se non fosse che, passando nell’unica antica via carreggiabile del paese, costellata da qualche bar, con crocchi sempre più fitti di anziani e giovani, in cerca di lavoro o a riposarsi per quel che hanno fatto, di sempre più rapide spese e approvvigionamenti invernali per le belle giornate che permangono, di certi mugugni e fronti aggrottate, di donne coraggiose a spingere passeggini e bambini a scuola, di anziane su e giù con il carretto che si confidano pene ed acciacchi… potrebbe apparire un fine settembre comune, qui nella Tuscia. … Leggi tutto

Buone notizie sulla pubblicità in America latina

pubblicitaarmenti Circa un anno fa ho scritto un saggio, oggi pubblicato in cartaceo, sul razzismo nella pubblicità in America Latina.

Ne pubblicai uno stralcio qui.

In breve raccontavo come in un continente soprattutto meticcio, nero e indigeno, l’essere bianco era condizione sufficiente per essere testimonial del mercato pubblicitario. Dal Messico al Perù in America latina acquistare un bene di consumo sbianca la pelle.

Quel saggio credo che valga ancora oggi al 99% ma per fortuna Pietro Armenti, su Notizie da Caracas, ci mostra brillantemente una pubblicità che va in controtendenza.

Riporto il breve commento di Armenti: … Leggi tutto

Il Parlamento europeo riconosce il valore dei blog come contributo alla libertà di espressione

Il Parlamento europeo ha respinto oggi la proposta di regolamentazione legale dei blog, che aveva suscitato molte critiche da parte degli internauti europei preoccupati dalla possibile valanga di azioni legali nel caso in cui ai blog fosse accordato uno status giuridico.

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Nasce il Master in Giornalismo partecipativo

banner_a E’ proprio vero, le notizie in Rete si bruciano con una rapidità impressionante. Basta un trackback partito per sbaglio e cominciano ad arrivare immediatamente le visite, i link, le telefonate via Skype o via rame degli amici perfino offesi di non saperne ancora niente. E allora va bene, tiriamo giù il lenzuolo con qualche giorno di anticipo, tagliamo il nastro e sveliamo quello che chi scrive è orgoglioso di considerare uno dei progetti più importanti in Italia (e non solo) nel campo della Comunicazione del XXI secolo.

Nasce infatti, presso il Dipartimento e la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Macerata, il Master universitario di II livello in Giornalismo partecipativo. E’ un anno che ci pensiamo, ci ragioniamo, ci giriamo intorno, con la direttrice, Prof. Paola Magnarelli, con gli altri docenti della Facoltà e con una serie di autorevoli amici, alcuni dei quali sono stati cooptati come docenti in questa esperienza.

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