Friday 25 May 2012, 06:02

Gli articoli con tag: " Maurizio Gasparri "

OK Notizie censura Giornalismo partecipativo

Ok Notizie è il più grosso aggregatore di notizie in Italia. Un articolo ben piazzato lì può essere letto anche da 1.000 o più persone. Perciò sempre più spesso, anche qui, vi invitano sistematicamente a votare gli articoli che leggete su OK o altri aggregatori.

Il mio articolo su Maurizio Gasparri, solo attraverso OK Notizie è stato letto stamane da circa 500 persone. Quindi hanno ritenuto opportuno censurarlo ed eliminarlo dal loro aggregatore, come è possibile verificare cliccando qui. Ovviamente lo hanno fatto senza alcuna spiegazione, convinti evidentemente che fosse sconveniente per loro dare spazio ad un articolo che dimostrava come un uomo potentissimo avesse mentito in pubblico.

E sempre allegri bisogna stare / che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco, al cardinale / diventan tristi se noi piangiam

Maurizio Gasparri è un pagliaccio

gasparri Maurizio Gasparri sostiene pubblicamente (vedi Ballarò) che in Italia vengano intercettate un miliardo di telefonate l’anno. Uh, che impressione! Facciamogli due conti in tasca.

La durata media di una telefonata è tre minuti. Quindi se Gasparri dicesse il vero, ogni anno in Italia verrebbero registrati tre miliardi di minuti di conversazioni. Per semplificare, ma non è così, facciamo che la telefonata sia ascoltata da una sola persona.

Facciamo anche che la persona sia così brava da trascrivere in tempo reale e che nessun altro ci metta mano. Ovviamente non è così, una trascrizione decente, fatta in genere in un secondo momento, richiede circa il triplo del tempo. Ma immaginiamo per un momento che invece non sia così.

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Alemanno: «Strada ad Almirante?Serve consenso comunità ebraica”

Gianni Alemanno a colloquio con la moglie di Giorgio Almirante, Donna Assunta in occasione della cerimonio a Montecitorio
Così il sindaco della capitale sulla controversa questione sollevata dal deputato del Pd Emanuele Fiano

ROMA
Sala gremita a Montecitorio, per la cerimonia di presentazione dei discorsi parlamentari di Giorgio Almirante. Nelle prime file, accanto alla moglie del leader missino, Donna Assunta, è schierato tutto lo stato maggiore di An, a partire dal reggente Ignazio La Russa, oltre ad Andrea Ronchi, Maurizio Gasparri, Giorgia Meloni, Italo Bocchino e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Ma in seconda fila, accanto a parlamentari (e non, come Teodoro Buontempo) eredi dell’Msi, siede anche Emanuele Fiano, il deputato del Pd che in mattinata, in Aula, aveva letto le frasi che il leader missino aveva scritto sulla rivista “La Difesa della Razza” in epoca fascista. Parole razziste poi definite «vergognose» da Gianfranco Fini. Fiano è uno dei pochi esponenti delle opposizioni che hanno partecipato alla commemorazione, oltre ad Arturo Parisi e Pier Ferdinando Casini, accompagnato da Angelo Sanza.

A rappresentare la maggioranza, oltre agli esponenti di An, anche Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, e l’ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu, oltre a Giuseppe Ciarrapico, senatore azzurro. Presenti anche gli ex presidenti della Camera Fausto Bertinotti, ora presidente della Fondazione Camera dei Deputati, e Luciano Violante, e i senatori a vita Giulio Andreotti e Francesco Cossiga.

Alemanno: “Auspico confronto con la comunità ebraica”
Una strada romana sarà intitolata a Giorgio Almirante ma attraverso «il consenso della comunità ebraica» dopo un «approfondimento storico» con la stessa. Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine della presentazione nella sala della Lupa del volume dei discorsi parlamentari dell’ex segretario missino.

Alemanno ricorda che Almirante ripudiò «con chiarezza» quanto scritto su “La difesa della razza” e che l’approfondimento storico con la comunità ebraica potrà dimostrare che «è sempre stato amico di Israele» e che «dentro e fuori dal partito ha sempre combattuto il razzismo e l’antisemitismo».

E se facessero Marco Travaglio ministro della Giustizia?

”Mandiamo più rompic… possibile nel prossimo Parlamento”

di Stefano Corradino – Articolo 21

Due scenari possibili. Vince Berlusconi. E’ un replay della sua ultima legislatura? Altro scenario: vince Veltroni. Cosa cambia? Nella giustizia, nell’informazione. Sul conflitto di interessi, sulle leggi ad personam… Nulla di fatto come in passato? E un po’ di fantapolitica. Si propone il nome di Marco Travaglio a ministro della Giustizia: cosa faresti nei tuoi primi 100 giorni? “Premesso che non lo farebbero e io non lo accetterei mai… Comunque, stando al gioco… la prima cosa da fare è un testo unico di due righe che dica: con decorrenza da oggi sono abrogate: la Legge sul falso in bilancio, la Legge Mastella sull’ordinamento giudiziario, la Cirami, la Gasparri, la Legge Frattini sul conflitto di interessi…” In una lunga intervista Travaglio ci introduce al suo ultimo libro, scritto con Peter Gomez. Un godibile un vademecum per le imminenti elezioni.

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Giusva Fioravanti e Francesca Mambro: chi sono

Circa tre anni fa pubblicai questo curriculum di Francesca Mambro e Giusva Fioravanti. Dovrebbe essere stato scritto da Mario Adinolfi. Da allora, solo sul mio sito, è stato letto da circa 7000 persone. E’ un numero impressionante, ma non basta mai. Quelli che un tempo non avremmo esitato a chiamare boia fascisti e che oggi per troppi sono una tenera coppietta che ha diritto di rifarsi una vita e perfino avere un ruolo pubblico nella storia di questo paese sono stati condannati in via definita per avere ammazzato un centinaio di persone.

Ricordo, per ubicarsi, che dal 1971 al 1988 il terrorismo rosso assassinò in Italia 128 persone, 131 aggiungendo Emanuele Petri, Massimo D’Antona e Marco Biagi. E’ sconvolgente pensare che la romantica coppietta abbia da sola quasi equiparato 20 anni di terrorismo rosso. E invece … Leggi tutto

I veri nemici di Israele

La splendida Cecilia Rinaldini, nel GR3 delle 8.45 di stamane 31 luglio, firma un’eccellente, surreale ma paradigmatica e importante intervista a Massimo Teodori.
Rispetto alla guerra in Libano ed al suo rapido trasformarsi in un pantano ed un boomerang per gli israelostatunitensi, l’americanista radical-neoliberal-italoforzuto, opportunamente stimolato dalla giornalista del gr Rai, si dedica in maniera sorprendentemente puntigliosa a dividere le sorti degli Stati Uniti da quelle dello stato israeliano.

A qualunque persona di medio intelletto e cultura è chiaro che per ogni goccia di sangue versata in Libano il governo degli Stati Uniti sia almeno altrettanto responsabile quanto … Leggi tutto

Dalla rete: chi sono Giusva Fioravanti e Francesca Mambro

Scrive Mario Adinolfi…


“Proprio questa mattina mi è capitato di incrociare nella via parallela alla mia Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, che giocavano con la loro figliola di poco più di tre anni. Sono rimasto a fissarli e credo d’avere avuto lo sguardo non privo di rancore. Poi torno a casa e leggo, guarda un po’, che domani proprio i due sposini ex Nar saranno celebrati dal
movimento Onda Azzurra del crocerossino Maurizio Scelli. Ci sarà anche Silvio Berlusconi. Nel frattempo il ministro Maurizio Gasparri non dà il via libera all’emissione di un francobollo che ricordi il venticinquesimo anniversario, il prossimo 2 agosto, della strage di Bologna. Strage per la quale Mambro e Fioravanti sono stati condannati in via definitiva.
Per lo Stato italiano sono i responsabili del più grave eccidio di uomini, donne, anziani e bambini inermi che sia mai avvenuto nella storia repubblicana.”


Mambro e Fioravanti sono stati condannati complessivamente a 17 ergastoli e la sentenza sulla strage di Bologna è passata in giudicato. Però, visto che oggi c’è chi santifica i due sposini che-sono-tanto-cambiati, mi va di ricordare quello che Giusva Fioravanti e Francesca Mambro hanno fatto. Pur lasciando da parte la strage di Bologna. Strage
fascista, non dimentichiamolo mai.


28 febbraio 1978. Giusva Fioravanti ed altri notano due ragazzi seduti su una panchina che dall’aspetto (capelli lunghi e giornali) identificano come appartenenti alla sinistra. Fioravanti scende dall’auto, si dirige verso il gruppetto e fa fuoco: Roberto Scialabba, 24 anni, cade a terra ferito e Fioravanti lo finisce con un colpo alla testa. Poi, si gira verso una ragazza che sta fuggendo urlando e le spara senza colpirla.


9 gennaio 1979. Fioravanti ed altre tre persone assaltano la sede romana di Radio città futura dove è in corso una trasmissione gestita da un gruppo femminista. I terroristi fanno stendere le donne presenti sul pavimento e danno fuoco ai locali.
L’incendio divampa e le impiegate tentano di fuggire. Sono raggiunte da colpi di mitra e pistola. Quattro rimangono ferite, di cui due gravemente.


16 giugno 1979. Fioravanti guida l’assalto alla sezione comunista dell’Esquilino, a Roma. All’interno si stanno svolgendo due assemblee congiunte. Sono presenti più di 50 persone. La squadra terrorista lancia due bombe a mano, poi scarica alla cieca un caricatore di revolver. Si contano 25 feriti. Dario Pedretti, componente del commando, verrà redarguito da Fioravanti perché, nonostante il ricco armamentario “non c’era scappato il morto”. Che Fioravanti fosse colui che ha guidato il commando è accertato dalle testimonianze dei feriti e degli altri partecipanti all’azione, e da una sentenza passata in giudicato.
Ciononostante, Fioravanti ha sempre negato questo suo pesante precedente stragista.


17 dicembre 1979. Fioravanti assieme ad altri vuole uccidere l’avvocato Giorgio Arcangeli, ritenuto responsabile della cattura di Pierluigi Concutelli, leader carismatico dell’eversione neofascista. Fioravanti non ha mai visto la vittima designata, ne conosce solo una sommaria descrizione. L’agguato viene teso sotto lo studio dell’avvocato, ma a perdere la
vita è un inconsapevole geometra di 24 anni, Antonio Leandri, vittima di uno scambio di persona e colpevole di essersi voltato al grido “avvocato!” lanciato da Fioravanti.


6 febbraio 1980. Fioravanti uccide il poliziotto Maurizio Arnesano che ha solo 19 anni. Scopo dell’omicidio, impadronirsi del suo mitra M.12. Al sostituto procuratore di Roma, il 13 aprile 1981, Cristiano Fioravanti – fratello di Valerio – dichiarerà: “La mattina dell’omicidio Arnesano, Valerio mi disse che un poliziotto gli avrebbe dato un mitra; io, incredulo, chiesi a che prezzo ed egli mi rispose: “gratuitamente”; fece un sorriso ed io
capii”.


23 giugno 1980. Fioravanti e Francesca Mambro uccidono a Roma il sostituto procuratore Mario Amato. Il magistrato, 36 anni, è appena uscito di casa; da due anni conduce le principali inchiesta sui movimenti eversivi di destra. Amato aveva annunciato che le sue
indagini lo stavano portando “alla visione di una verità d’assieme, coinvolgente responsabilità ben più gravi di quelle stesse degli esecutori degli atti criminosi”.


9 settembre 1980. Mambro e Fioravanti con Soderini e Cristiano Fioravanti, uccidono Francesco Mangiameli, dirigente di Terza Posizione in Sicilia e testimone scomodo in merito alla strage di Bologna.


5 febbraio 1981. Mambro e Fioravanti tendono un agguato a due carabinieri: Enea Codotto, 25 anni e Luigi Maronese, 23 anni. Dagli atti del processo è emerso che durante l’imboscata Fioravanti ha fatto finta di arrendersi. Poi ha gridato alla Mambro, nascosta dietro un’auto, “Spara, spara!”.


30 settembre 1981. Viene ucciso il ventitreenne Marco Pizzari, estremista di destra e intimo amico di Luigi Ciavardini, poiché ritenuto un “infame delatore”. Del commando omicida fa parte Mambro.


21 ottobre 1981. Alcuni Nar, tra cui Mambro, tendono un agguato, a Roma, al capitano della Digos Francesco Straullu e all’agente Ciriaco Di Roma. I due vengono massacrati. L’efferatezza del crimine è racchiusa nelle parole del medico legale: “La morte di Straullu
è stata causata dallo sfracellamento del capo e del massiccio facciale con spappolamento dell’encefalo; quello di Di Roma per la ferita a carico del capo con frattura del cranio e lesioni al cervello”. Il capitano Straullu, 26 anni, aveva lavorato con grande impegno per smascherare i soldati dell’eversione nera.
Nel 1981 ne aveva fatti arrestare 56. La mattina dell’agguato non aveva la solita auto blindata, in riparazione da due giorni.


5 marzo 1982. Durante una rapina a Roma, Mambro uccide Alessandro Caravillani, 17 anni. Il ragazzo stava recandosi a scuola e passava di lì per caso. La sua morte suscita scalpore anche perché il giovane viene colpito alla testa con un colpo di pistola sparatogli
a bruciapelo.


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