di marcello faletra, mercoledì 7 ottobre 2009, 21:06
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Dialoghi
Lo scudo fiscale è stato approvato. Una manciata di voti è stata sufficiente per far passare una delle leggi più criminose di questo governo. Ma ciò che più sbalordisce è il fatto che se l’opposizione fosse stata al completo, questa legge non passava. 270 a favore, 250 contrari. Un’occasione persa. 22 deputati del PD e 6 dell’UDC assenti, hanno fatto sì che la destra, nonostante fosse sfavorita dalle molte assenze, licenziasse una legge-truffa. Queste assenze sono centrali, decisive, per leggere il livello di militanza politica contro questo governo complice degli evasori. La prova di questa impostura ideologica ce la fornisce il comportamento assunto dal PD (il maggior partito di “opposizione”) al momento di votare la pregiudiziale di incostituzionalità (29 settembre 2009) promossa dall’IDV. Alla camera erano presenti in tutto 485 deputati, per avere la maggioranza erano sufficienti 242 voti. Votanti 482, astenuti 3, a favore dello scudo 267, contro 215. E’ sbalorditiva l’assenza di ben 51 parlamentari del PD e 8 dell’UDC che ha determinato il fallimento della pregiudiziale di incostituzionalità. Adesso sono recidivi. Non hanno scusanti. A ciò si aggiunge pure la beffa mediatica. Urlano davanti ai microfoni dei giornalisti contro questo governo, dissimulando la loro irresponsabilità verso la società civile. Un livello di opposizione inesistente nei fatti, ma mediaticamente infarcito di parole urlate. Lacrime di coccodrillo davanti alle telecamere, assenteismo alla camera. Come leggere questo fenomeno? Se messo a fianco ad altri fenomeni analoghi, scopriamo un ruolo tutt’altro che oppositivo dell’opposizione.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 15 giugno 2009, 08:10
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Italia
Complotti, eversione, coltellate alla schiena, rischio golpe (bum!) titola “il Giornale”, per le idi di giugno non ne facciamo nulla, ma per quelle di luglio o agosto forse sì. Cesare Papi Silvio ha paura e da oggi al G8 si afferra all’abbronzato Obama visto che in casa vede ombre dappertutto. Dà la colpa a Franceschini, maddai, al perfido baffino, ummh… di coltellate alla schiena ne sa, chiedere a Bologna, ma di forza per sferrarle?
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di Giuseppe Aragno, domenica 14 giugno 2009, 11:46
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Dialoghi
Non m’importa di sapere se in tema di violenza politica lo statunitense Ronald Reagan, l’uomo che nel 1986 bombardò Tripoli ferocemente in una guerra mai dichiarata, vanti un pedigree più nobile di quello che può esibire il dittatore libico Muammar Gheddafi. La violenza, in ogni caso, fu inutile e il colonnello sfuggì al bombardamento terroristico americano. Allah pare sia grande e, da bambino, il colonnello era del resto sfuggito miracolosamente alla morte, saltando su una mina di Mussolini, dittatore di casa nostra, figlio dell’Italia colonialista e liberale al tempo degli eccidi di Shara Shat e padre di quella fascista: l’Italia dei gas etiopi, delle leggi razziali, delle stragi balcaniche, delle pubbliche esecuzioni e delle mortali deportazioni tripolitane.
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di Redazione, giovedì 4 dicembre 2008, 16:56
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Italia
Riccardo Orioles
L’onorevole Cosimo Trombetta, parlamentare Pd di Voghera, è da oggi segretario del Partito democratico. L’ha deciso il Capo del Governo Silvio Berlusconi per sciogliere la lunga impasse (che data dai corsi delle Frattocchie del 1965) fra Walter Veltroni e Massimo D’Alema. L’obiettivo del Partito Democratico, come tutti sanno, è di tener lontani dal potere Prodi e D’Alema. La "mission" di quest’ultimo, viceversa, è radere al suolo Veltroni e seminarci il sale sopra.
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 29 agosto 2008, 10:26
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Politica internazionale
Quello che mi fa impazzire dei politici (salvo Massimo D’Alema e la sua versione superwoman, Hillary Clinton, che almeno sono sinceri e ammettono che venderebbero la loro madre per il potere) è questa capacità e ostinazione nel recitare il loro mostrarsi disinteressati.
Barak Obama ieri ha accettato la candidatura del Partito democratico statunitense. Poteva ripensarci, in teoria, come Celestino V, e poteva anche lui fare “per viltade il gran rifiuto”.
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di Martino Mai, mercoledì 9 aprile 2008, 08:44
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Dialoghi
A cura di Alessio Marri, Megachip – da www.ilbenecomune.net . Tavola rotonda sul G8 di Genova 2001 con Giulietto Chiesa, Vittorio Agnoletto e Giuliano Giuliani
Ancora oggi, a distanza di quasi sette anni da quei tragici giorni, ancora in molti, probabilmente in troppi, continuano a ricordare del G8 di Genova solo le vetrine ridotte in frantumi, le auto incendiate e i bancomat distrutti. E’ avvenuto anche questo, impossibile negarlo. Ma non solo. Infatti le decine di cortei pacifici, di dibattiti e di incontri culturali sono presto caduti nel dimenticatoio.
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Sul Medio Oriente Massimo d’Alema, ministro degli esteri italiano uscente, ha ribadito ieri cose semplici e che afferma da sempre: “Hamas controlla un pezzo importantissimo del territorio palestinese e se si vuole la pace bisogna coinvolgere chi rappresenta una parte importante del popolo palestinese. E poi, non dimentichiamoci mai che Hamas vinse le elezioni…”. Del resto –ha aggiunto d’Alema- “con chi si negozia la pace? Con i nemici. Con gli amici non c’è bisogno di negoziare”.
Su d’Alema, ringraziato pubblicamente dall’ex primo ministro palestinese Ismail Haniyeh, si sono abbattute delle vere e proprie invettive da parte dell’ambasciatore israeliano a Roma. Spostandoci 10.000 km a sudovest, ritroviamo le stesse identiche posizioni per un altro conflitto, quello colombiano, che dura da oltre mezzo secolo esattamente come quello palestinese. Tra selva colombiana e aridità mediorentali le differenze si equivalgono alle similitudini.
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 15 febbraio 2008, 10:06
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Elezioni 2008, Italia, Politica italiana
Da ieri, ufficialmente, sia Pierferdinando Casini che Massimo d’Alema, ci hanno spiegato che la PDL si è spostata a destra. Caspita, è un buon argomento che spenderò in tutti i bar della provincia italiana dell’impero da qui al 13 aprile.
Se LN+AN+FI+UDC vanno dall’estrema destra all’estremo centro, LN+AN+FI+Giovanardi vanno dall’estrema destra all’estremo Silvio. Tutto molto giusto ma con dieci possibili obiezioni (di coscienza):
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 26 ottobre 2007, 13:07
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Diritti civili, Italia, Politica italiana
La vedova di Nicola Calipari vorrebbe restituire la medaglia al valore data al marito, ammazzato in Iraq dal fuoco amico. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, le telefona per esprimerle solidarietà. Se non ci fosse da piangere si potrebbe citare Fabrizio de André: “Si costerna, si indigna, si impegna e poi getta la spugna con gran dignità”.
Il problema è che la decisione della Corte d’Assise è corretta, realista, soprattutto realista e si appoggia su eccellenti precedenti che la politica fornisce alla magistratura.
Andiamo a memoria. E’ facile. Ricordiamo che né Castelli né Mastella (gli ultimi due guardasigilli) hanno dato corso alla richiesta della magistratura per processare i sequestratori di … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 21 settembre 2007, 22:40
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Castellano
La Francia de Sarkozy sostiene que la guerra estadounidense contra Irán es inevitable. Israel declara a la Franja de Gaza una entidad enemiga y le corta luz y gas a un millón y medio de personas. Irak y Afganistán van de mal en peor, y en Líbano siguen volando diputados cristianos. ¿Será éste el “nuevo Oriente Medio” de George Bush? … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, domenica 3 giugno 2007, 10:12
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America latina
I giornali di oggi raccontano con dovizia di particolari di uno scontro diplomatico tra Brasile e Venezuela, Lula e Chávez. Il parlamento brasiliano, che non è controllato dal PT come in Europa in molti credono, ha condannato Chávez per il caso RCTV. Questo ha risposto in maniera bruta. Itamarati, la Farnesina brasiliana, non poteva non replicare. Ma se i media, intenzionalmente, cercano di mostrare divisioni tra Lula e Chávez ben oltre la realtà, omettono del tutto di contestualizzare il caso. Magari non sono neanche troppo in malafede, semplicemente chi scrive da Roma, Washington o Madrid, non sa di cosa parla.
IL CONTESTO Durante tutto il primo mandato di governo del Presidente brasiliano Lula, la stampa brasiliana e mondiale lo ha continuamente tenuto sulla … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 1 giugno 2007, 22:34
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Media
Gentile Piero Sansonetti, direttore di Liberazione,
da due giorni il mio sito, che si occupa prevalentemente di informazione e America Latina, è inondato di messaggi di lettori del suo quotidiano, indignati per la pagina intera (pp. 1 e 9) pubblicata a firma Angela Nocioni, presunta inviata a L’Avana per il suo giornale, il giorno 30 maggio.
Molti lettori, suoi e miei, mi chiedono di fare qualcosa, attribuendomi un potere che evidentemente non ho. Non sono un lettore di Liberazione, non ho alcun rapporto di lavoro con il suo giornale, non sono mai stato militante né del PRC né di alcun partito di sinistra. Sono solo un docente di Storia del Giornalismo e un attento osservatore delle cose latinoamericane e del giornalismo italiano.
Se ho ricevuto una ventina di messaggi io, lei ne avrà ricevuti mille e mi auguro li abbia letti. Non … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 1 giugno 2007, 22:22
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Dialoghi
Massimo di Sarno: Stavo cenando, pochi minuti or sono, la mia compagna e la mia bambina, di 7 mesi, avevano già lasciato la cucina ( fortunatamente) e mi accingevo a terminare di mangiare. Casualmente stavo seguendo il tg della 7. Mandano in onda un servizio sulla prima giornata delle finali della Luis Vuitton Cup: la mia ignoranza nel campo mi fa capire solamente che … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, martedì 24 aprile 2007, 10:31
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Diritti civili
Siamo in Afghanistan per ricostruire il sistema giudiziario ma Rahmatullah Hanefi rischia di essere condannato a morte senza assistenza legale. Se è vero che ‘solo essendoci contiamo’, Massimo D’Alema non può tollerarlo.
Rahmatullah Hanefi, funzionario di Emergency e mediatore nel caso Mastrogiacomo, è nelle mani dei servizi segreti (afghani?). E’ accusato di omicidio e rischia la pena di morte. Ma non è l’accusa, probabilmente ma non necessariamente pretestuosa, e nemmeno l’eventuale condanna a morte ad essere la cosa più sconcia della vicenda. La cosa insopportabile della vicenda è che, secondo il diritto del nuovo Afghanistan … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 22 marzo 2007, 12:42
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Media
Causa nausea la caccia all’uomo scatenatasi nei confronti del governo, del "comunista" Gino Strada e di Peacereporter, di quei talebani di Emergency, perfino dei rossi (?) de La Repubblica, quotidiano che sull’Afghanistan ha l’elmetto in testa come il Washington Times o Fox Tv, dopo la liberazione dell’inviato Daniele Mastrogiacomo dopo 15 giorni di prigionia in Afghanistan.
La caccia all’uomo si è estesa subito allo stesso ex-rapito, Daniele Mastrogiacomo. A questi non è sufficiente avere posizioni favorevoli alla guerra, e non aver nemmeno mai peccato in gioventù scrivendo per il Manifesto o Lotta continua, com’è successo invece a molti delle più belliciste penne nostrane. Sono riusciti a criticare perfino che la figlia gli sia corsa incontro per abbracciarlo! Meglio sarebbe stata un’orfana. Avrebbe rinsaldato il patriottismo, per gente alla quale piacciono di più le spoglie "rimandate a casa nelle bandiere / legate strette perché … Leggi tutto
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