Thursday 09 February 2012, 15:31

Gli articoli con tag: " Mariastella Gelmini "

Mariastella Gelmini: “ho sbagliato”, ma non si dimette

Il Ministro Gelmini ammette di aver sbagliato con i tagli sanguinosi a scuola e università (che fino a ieri aveva impudicamente negato) ma neanche prende in considerazione l’ipotesi di trarne le conseguenze e dimettersi: “mai”. … Leggi tutto

Legge Gelmini, vado via perché…

Ieri è stata scritta l’ennesima pagina delittuosa nella storia parlamentare italiana e nella storia dell’Università mentre troppo deboli e tardive sono state le proteste della politica e della società civile, perfino degli studenti.

In “Futuro e libertà”, il nuovo partitino di Gianfranco Fini, non è prevalso il tatticismo rispetto all’avversario Silvio Berlusconi, ma il proprio conflitto d’interesse. Troppe sono infatti le commistioni con quel mondo che esigeva una spallata all’Università pubblica per favorire quelle private, le prestigiose o presunte tali, come la Cattolica, la Bocconi o la Luiss ma soprattutto le avventizie, a cominciare dal CEPU/E-campus, caro a Berlusconi, e l’Università Europea di Roma, cara al vero estensore della legge, il senatore finiano Giuseppe Valditara sulle quali giungeranno fiumi di denaro sottratti al pubblico.

“Futuro e libertà” ha scelto pertanto la stessa linea scellerata della Conferenza dei Rettori, la famigerata CRUI: una pessima legge in cambio di meno tagli di là da venire. La realtà però è sotto gli occhi di tutti, mentre la Germania taglia ovunque ma aumenta gli investimenti in Università e ricerca come unico antidoto al declino dell’Europa. La realtà per gli studenti è il taglio del 90%, qui ed ora, alle borse di studio per i “capaci e meritevoli” dei quali recita la Costituzione in maniera così stridente dal vuoto blaterale di “merito” di Mariastella Gelmini.

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Simboli leghisti, simboli di sinistra

napolitano Mariastella Gelmini: "mi piacerebbe che tutti coloro che hanno polemizzato in queste ore con il sindaco di Adro lo facessero per coerenza anche le molte volte in cui sono simboli della sinistra a entrare in classe". 

Mbeh certo, con tutte quelle foto di Napolitano in ogni scuola… c’ha ragione!

Agresión a Berlusconi: si la política no deja otra alternativa que la violencia

ansa_17445933_59500 Por Gennaro Carotenuto. Introducción y traducción para Rebelión por Gorka Larrabeiti

El 31 de octubre de 1926 Benito Mussolini acudió a Bolonia para inaugurar el estadio. Anteo Zamboni, un joven de quince años, disparó contra Mussolini, pero no dio en el blanco. Los escuadristas del jerarca Leandro Arpinati lo lincharon en el acto. Como consecuencia del atentado fallido, apenas un mes después, se aprobaron las "Leyes para la defensa del Estado": anulación de pasaportes, supresión de periódicos antifascistas, disolución de partidos, institución de una policía secreta. El 9 de noviembre se declaró la decadencia del mandato parlamentario de 120 diputados.
En este texto, Gennaro Carotenuto sustituye los nombres de la crónica de la agresión de ayer por los del atentado de Zamboni a Mussolini.

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L’ultima vergogna di Hugo Chávez: l’Università di massa!

MISION_SUCRE I trinariciuti d’ogni risma in genere sventolano la lotta all’analfabetismo come fosse un risultato. Sai che ci vuole… ma ai trinariciuti venezuelani non è bastato insegnare a scrivere quattro parole a due nonnette. Ma è il merito, l’alta formazione, l’eccellenza quella che conta. E lì, i trinariciuti non sanno che dire salvo che un insulso bla bla bla sull’investire in ricerca, educazione… Ma lì ci vuol altro Contessa!

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Mariastella Gelmini: L’università senza vocazione e l’(inedita) equità del mercato

beatagl3 In questo Primo piano proseguiamo la discussione sull’università, concentrando l’attenzione su alcuni (e prevalenti) presupposti delle proposte di policy correnti e sull’opportunità di riaprire su questo tema spazi per un contributo differente della sociologia.

In questa direzione può essere utile introdurre alcune considerazioni generali su quelle che potrebbero essere definite “mistificazioni ricorrenti” nel dibattito sullo stato di salute e sul destino dell’università italiana e quindi sulla necessità di recuperare strumenti di analisi propriamente sociologici.

Per esempio partendo da una concezione più sofisticata e realistica del mercato, in netto contrasto con la sua supposta neutralità da cui oggi viene fatto discendere anche un suo improbabile ruolo egualitarista e di giudice ‘neutrale’ della qualità.

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TAR, pettini e code. Il merito secondo Mariastella Gelmini

2984032850_0353aefa15_o La sentenza del TAR del Lazio sulle graduatorie dei precari mette a nudo l’ipocrisia della retorica del merito del ministro bresciano Mariastella Gelmini. Spieghiamola in poche parole per i non addetti perché è importante. Secondo logica chi ha più merito (titoli, esperienza), ovvero più punteggio (ammesso e non concesso che il merito si possa pesare), va ai primi posti della graduatoria alla quale aspira ad entrare e quindi passa avanti a chi ha meno merito di lui.

Si possono cambiare, verificare, aggiustare i criteri con i quali si attribuiscono i punti, ma non il principio generale per il quale dopo aver calcolato il merito questo venga fatto valere. Sulla base di tale principio se Tizio, che ha più punti di Caio, vuole insegnare nella provincia X, evidentemente il primo posto sarà per Tizio e solo quello successivo sarà per Caio. Altrimenti che vantaggio ha Tizio nell’essere più bravo di Caio?

Qui casca l’asina, quella che se ne andò da Brescia a Reggio Calabria a far gli esami perché era più facile.

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Un appello contro l’imposizione del silenzio

Siamo genitori, insegnanti, educatrici ed educatori, persone che credono nell’importanza di un’educazione contro la guerra ed abbiamo appreso con sconcerto e preoccupazione che il 21 settembre, giorno dei funerali di stato per i sei parà italiani morti nell’attentato del 17 settembre 2009 a Kabul, negli istituti scolastici (comprese le scuole materne ed elementari) è stata diramata una circolare (proveniente direttamente dal ministro Mariastella Gelmini), che invitava all’osservanza da parte degli istituti di tutta Italia di un minuto di silenzio alle ore 11.30, per sensibilizzare i più giovani sulla cosiddetta "missione di pace" del contingente italiano in Afghanistan.

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Scuola: la rivolta solidale

Pubblico l’appello di Francesco Pardi, membro della Commissione Affari Costituzionali del Senato, rivolto a tutti i docenti, per una «rivolta solidale» (dal manifesto del 5 settembre).
L’appello è a difendere la scuola pubblica italiana dalla rovina e, allo stesso tempo, il lavoro di decine di migliaia di insegnanti precari. Ma l’appello è anche a «riscoprire la solidarietà» per «coloro che si trovano senza lavoro e senza stipendio, sotto ricatto e privi di sicurezza», quelli per cui «lottare è più che mai difficile». «E chi è più indicato a difenderli se non i loro colleghi più garantiti?».
Riflessione che mi tocca in prima persona, in quanto insegnante indegnamente privilegiato per il solo fatto di abitare in una regione, la Valle d’Aosta, dove è ancora possibile essere assunti in ruolo.
Cerco il modo di manifestare questa «solidarietà», magari nella mia scuola.

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Esame di romanesco per parlamentari

Roma, Montecitorio Pronta la legge sul dialetto a scuola, assicura Calderoli, andando incontro a una sensibilità diffusa (almeno dalle parti delle feste della Lega, tra mangiate di polenta, fiumi di birra e coretti razzisti sui napoletani condotti dal “maestro” Matteo Salvini).

Studio dei dialetti obbligatorio alle elementari, alle medie e alle superiori, una proposta del tutto inutile, ora che Renzo Bossi è stato finalmente promosso: bisognava pensarci prima.

Il problema, naturalmente, non è lo studio del dialetto, che è – di per sé – cosa degnissima, ma qualcos’altro:

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Studenti del sud, gabbie salariali, regolarizzazione badanti, l’Italia al tempo della Lega Nord fa schifo

1556882wq7 Se gli studenti del mezzogiorno battono quelli del Nord in matematica esiste la presunzione di colpevolezza (devono aver barato) e quindi vengono retrocessi d’ufficio per far vincere il Nord. Continuando così sapete che c’è di nuovo? L’anno prossimo non giochiamo più, tanto la classifica la decide a tavolino Boniperti con l’Avvocato Agnelli e noi ci facciamo il campionato del Regno delle due Sicilie.

In Italia è oramai peccato anche solo pensare che le statistiche, la ricerca di campo, la verifica, smentiscano i luoghi comuni. Sarà per quello che siamo all’ultimo posto OCSE per investimenti in ricerca. Lo sanno tutti che i meridionali sono tutti corti, chiatti, sporchi, ladri e sfaticati, per omnia saecula saeculorum, amen.

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Moriremo di H1N1 o affogati nella melassa?

umbertoI A guardare i TG (in questi giorni ogni tanto mi tocca perfino Minzolini) sembra di vivere nell’Italia umbertina con Pinocchio portato via in catene dai gendarmi con i mustacchi e il pennacchio.

Sublime l’intercettazione (ma non dovevano essere proibite?) della telefonata tra i due camorristi che testualmente si dicono: “prima ne entrava uno e ne uscivano dieci. Adesso ne entrano dieci e non ne esce nessuno”.

Neanche nei Sopranos… Manca solo che si alzino gli effetti di “meno male che Silvio c’è”.

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Mariastella Gelmini, il 26 la controriforma dell’Università

ULTIMORA Il disegno di legge della Riforma dell’Università di Mariastella Gelmini sarà approvato nel prossimo consiglio dei ministri previsto per il 26 giugno.

Le carte di Silvio Berlusconi per uscire dalla casa del “Grande fratello”

economist Giuliano Ferrara, sulle pagine de “Il Foglio”, ha invitato in settimana Silvio Berlusconi a riprendere in mano il proprio destino: “Berlusconi deve liberarsi della molta stupidità e inesperienza politico-istituzionale che lo circonda, e deve decidersi: o accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare, senza perdere più un solo colpo, il senso e la dignità di una grande avventura politica all’insieme della sua opera e delle sue funzioni”.

Il quotidiano della CEI “Avvenire” intanto ha messo sul tappeto un punto ineludibile: Berlusconi deve “sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier”.

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Mariastella Gelmini, la scuola e il signorino

Parla e sparla, avvocato Gelmini, ma lo sa bene e glielo dico chiaro: non va al cuore dei problemi e meglio sarebbe misurare interventi e parole.
L’istruzione del merito, come ha voluto definire questo giugno da Erode di cui, stia certa, renderà conto alla storia, ha un merito solo e in questo lei non c’entra davvero nulla: ha mostrato a chi vuole capire quanto vale un’orchestra se il maestro è scadente. Vale poco, avvocato, e mi fa male dirlo. Se agli strumenti ci fossero stati solo professionisti preparati e seri, questo concerto lei non l’avrebbe messo in scena: non si sarebbero prestati a far da mano per lo schiaffo che lei ha inteso dare alla didattica e alla psicopedagogia.

Colpa nostra, avvocato. Colpa di quella nebulosa che continuiamo a chiamare “docente” e che, in tanta parte del suo pulviscolo, non vedeva l’ora di sentirsi le spalle coperte da un’ondata di revanscismo becero e sguaiato per “tornare all’antico“.

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