Thursday 09 February 2012, 09:04

Gli articoli con tag: " Mara Carfagna "

Reagisci!

Se sei una donna che vive una situazione di violenza, reagisci. Se sei una donna che vive una situazione di violenza e hai dei figli, reagisci.

Se tu non reagisci, e non sto dicendo che sia semplice e che se non riesci sei una fallita, ma se tu non reagisci rischi la tua vita e quella dei tuoi figli.

Lascia stare tutto quello che ti hanno detto fino ad ora, che devi essere meno aggressiva, più femminile, dedita alla famiglia, riconoscente per il solo fatto di aver trovato un uomo che ti ha messo una fede al dito. Sono balle!

Tu non devi fare nulla che non vuoi. Basta che guardi dentro di te e capirai cosa ti piace e cosa invece ti produce disagio.

Tu sei una splendida persona, sei bellissima, mille altre persone ti ameranno nel modo giusto se solo tu ti vorrai bene un po’ di più.

Se non reagisci i tuoi figli si sentiranno responsabili per te. Se non reagisci i tuoi figli impareranno a non reagire. Saranno sopraffatti dalla vita, dalle emozioni, dai prepotenti.

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Berlusconi e prostituzione: anche la D’Addario ha il calendario come la Carfagna

prostituzione

Silvio Berlusconi se le sceglie sul calendario. Alcune le fa ministro, altre le fa candidare al comune di Bari ma sempre utilizzatore finale è.

Ticket to ride per Gheddafi

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Il presidente Obama è  stato a Buchenwald e ha detto: “Coloro che negano il genocidio dovrebbero venire qui. Non ho pazienza con loro”.
Ne abbiamo invece molta noi  con i nostri capi di stato, ne ha il popolo americano ed europeo, asiatico e arabo, africano e tutto il terzomondista che non è affatto poco. Dal 1960 ne ha il popolo nigeriano, da quando è diventato indipendente e si è visto sottrarre oltre al petrolio da chi “non c’entra niente” , 380 miliardi di dollari.

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Post Elezioni

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Pochi giorni fa ho avuto modo  di rivedere certe sequenze di Ieri oggi e domani, film del 1963 diretto da Vittorio De Sica vincitore dell’  Oscar al migliore film straniero nel 1965: 3 episodi di coppie “diverse”  interpretate da Sofia Loren e Marcello Mastroianni, girati a Napoli, Milano e Roma.

Mi hanno caricato di una tristezza infinita, uno scenario di un Italia che si arrangia, ruffiana, prolifica di figli usati come misura anticarcere, di clienti buoni, di signore e loro amanti, di intellettuali che non possono fare a meno di godere di tanto scenario.

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Gheddafi e le donne italiane

loc58 Il Presidente libico Muammar Gheddafi, il “campione della libertà” secondo Silvio Berlusconi, nel suo imminente viaggio di stato in Italia, nel quale riceverà anche una laurea a Sassari, ha chiesto e ottenuto che Mara Carfagna gli combinasse un incontro con 700 donne italiane. Mica è un Berlusconi qualsiasi che si porta sui voli di stato in Sardegna appena 30 o 40 veline. Ce ne scrive (e gli scrive) Enza Panebianco (gc).

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Adesso puoi lasciarmi addio, fotoromanzo a colori

adesso puoi lasciarmi addioC’è lui, vorrebbe fare il tronista di Uomini e Donne ma ha 73 anni e dunque deve accontentarsi di fare il Presidente del Consiglio.

Va in giro da anni circondato da attrici e attricette. E c’è lei che lo attende a casa con i figli. E poi lei improvvisamente si sveglia: ehi, lui era al compleanno di Noemi! Noemi aveva diciassette anni quando lo andava a trovare in hotel o in villa, a Roma, a Milano e in Sardegna.

Noemi aveva diciassette anni, e forse meno, quando vedeva la scrivania del Presidente sommersa di carte e dunque magari cercava posto sotto, cantava il karaoke con lui, lo trovava "tanto sensibile".

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Filippo Panseca, Silvio Berlusconi, Mara Carfagna, il mondo ne parla, l’Italia no

Berlusconi

Sacconi e il diritto di sciopero: un governo di clerico-sfascisti

Il Presidente Napolitano li invita a smetterla coi tagli indiscriminati alla scuola, all’università e alla ricerca, ma l’avvocato Gelmini risponde sotto dettato: noi eliminiamo solo gli sprechi. E nessuno capisce perché, spreco per spreco, non si cominci a tagliare il governo.

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Compagne! La sinistra italiana al tempo della tivù!

Compagne

 

Cancellate decenni di studi di genere, dimenticate Tina Modotti e Nilde Iotti, buttate via le suffragette, il pensiero della differenza, Simone de Beauvoir e Rosi Bindi, il femminismo e milioni di militanti silenziose o rumorose. Oggi arriva la nuova via italiana al socialismo, o se preferite la risposta progressista (sic) a Mara Carfagna!

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LA PROSTITUZIONE E L’IPOCRISIA COMUNE

La prostituzione e l’ipocrisia comune

Proibizionismo e regolamentazione: opposte soluzioni a confronto … Leggi tutto

Lettera aperta alla signora Maria Antonietta Russo “Apri Opportunità” a Viterbo??

http://blufiles.storage.live.com/y1pq5vwidSHJyTRj7HylMYqkWYAjVGxSPp5TfgI05q4LWIIEs0U3mftnXShb0XW2aAAO-z4cAmZ38ILeggo che per la GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, la consigliera delegata alle Pari Opportunità Maria Antonietta RUSSO, condivide la proposta di Linda Natalini e il Palazzo dei Priori resterà al buio per 5 minuti durante la sera di  martedì 25 novembre e dichiara: ”Si tratta di un giorno in cui istituzioni, ong, onlus, associazioni, enti di tutto il mondo sono chiamati a discutere , confrontarsi, e ricercare le modalità operative per emarginare un grave ed agghiacciante  problema sociale, principale causa di morte delle donne, con una incidenza  a livello  statistico
maggiore del cancro e degli incidenti automobilistici”-”NECESSARIO ISTITUIRE UN PUNTO DI ASCOLTO”.
Ma questa signora, di cui non conosco il recapito postale altrimenti per conoscenza le scriverei,anche in questa giornata speciale è sempre così sensibile alle donne, incidentate, ai mezzi a 4 ruote che usano, proprio come la Carfagna, ministro Pari Opportunità, che ieri non ha trovato di meglio che essere a Milano a proporre “con il Sindaco  Letizia Moratti e il Presidente della Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale Sandro Salvati, e l’Ass. alle Politiche sociali del Comune di Milano Mariolina Moioli,  il progetto “Scatola rosa: per automobiliste più sicure” che offre una maggiore sicurezza alle donne al volante e risponde ai rischi cui le donne guidatrici incorrono sulle strade: incidenti, guasti meccanici,
aggressioni e atti di violenza” ??? Presenza che ho letto sul Blog ufficiale del ministro, che sostiene che ”L’Italia è in prima linea contro lo sfruttamento sessuale”.
E non è sempre la stessa signora Capogruppo di Viterbo Vola, che  ha ricevuto dal Sindaco di Viterbo la delega alle pari opportunità a luglio scorso?
La stessa capogruppo di Viterbo Vola, Maria Antonietta Russo, che  ha illustrato, “nella seduta consiliare del 27/06/2008, la proposta di dare attuazione con apposita regolamentazione a quanto già nella precedente amministrazione era stato oggetto di delibera, di parcheggi rosa destinati alle mamme in attesa e alle neo mamme con gli stalli di sosta rosa contraddistinti dalla cicogna riprodotta nei cartelli e sull’asfalto e collocati in prossimità del centro storico, nella vicinanza di consultori familiari, ospedali, scuole, uffici pubblici, farmacie, principali supermercati e che il rispetto della segnaletica sarà demandato alla responsabilità sociale e al senso civico dei cittadini” ???

Chi ha redatto il comunicato del Comune di Viterbo deve essere andato di fretta o gliela hanno messa, perchè nelle conclusioni della Russo, si legge ancora sul sito (www.comuneviterbo.it):”Occorre dare un segno tangibile e fattivo per rimuovere gli ostacoli che ancora oggi impediscono il raggiungimento delle Apri Opportunità, ma ancor più impediscono il rispetto dei diritti umani nella loro intrinseca essenza.”
Si, che le Apra queste Opportunità, anzichè spegnere la luce e non solo per cinque minuti sulle esistenze delle donne, raccogliendo e condividendo questi Inviti  e Proposte  di Genere in Rosa.
Rimango in attesa, come donna e cittadina,  non di parole che volano Alto ma di fatti che devono essermi sfuggiti, tanto erano in basso.
Un cordiale saluto

Doriana Goracci
Capranica (Vt)

All’alba del 25 novembre in Italia: storie di donne e bambini

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Le storie-notizie che  seguono, le ho lette e trascritte a 24 finito, consumate in un giorno, in Italia. Il 25 novembre è dedicato a certe meravigliose farfalle , come le sorelle Mirabal: a quelle che sono morte e a quelle vive.

Doriana GoracciLe sorelle crebbero in Ojo de Agua a Salcedo, Repubblica Domenicana. Quando Trujillo (con l’appoggio degli Stati Uniti d’America) salì al potere, la loro famiglia (come molte altre nel paese) perse quasi totalmente i propri beni, prima nazionalizzati, poi incamerati direttamente dal dittatore nei suoi beni privati. Le sorelle animarono un movimento democratico chiamato 14 di Giugno, e lì conquistarono il soprannome di Farfalle. Furono incarcerate e turturate in varie occasioni, ma non abbandonarono mai la lotta contro la dittatura. Il 25 novembre del 1960 Trujillo inviò degli uomini ad intercettare la macchina su cui viaggiavano dopo aver visitato i mariti in prigione, le sorelle, totalmente disarmate, furono portate in una piantagione di canna da zucchero, pugnalate e strangolate. Trujillo credette di aver eliminato un problema, ma la loro morte, causò grandi ripercussioni nell’opinione pubblica dominicana (nonostante la censura), molte coscienze si scossero e il movimento culminò con l’assassino di Trujillo nel 1961.Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 54/134 con cui scelse la data del 25 novembre per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in omaggio alle sorelle Mirabal”.Wikipedia

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Sarebbe deceduto per soffocamento il neonato partorito a Otranto, in provincia di Lecce, da una badante rumena di 49 anni, e poi ritrovato dai carabinieri in un sacchetto. I carabinieri hanno arrestato la donna. Il cadavere e’ stato scoperto nell’abitazione del centro di Otranto, dove la donna, ora accusata di infanticidio, presta servizio. Il piccolo, del peso di 2,5 kg, era nato in mattinata. All’interno della bocca sono stati trovati alcuni pezzi di stoffa. I militari erano stati allertati nella tarda mattinata quando personale del 118, intervenuto per soccorrere la donna, colta da emorragia post-partum, non avevano trovato il feto. Le indagini hanno portato alla scoperta del corpicino in un sacchetto di plastica, riposto in un angolo della stanza da letto, occupata dalla rumena.

E’ morto all’ospedale Bufalini di Cesena Antonio Guidi, l’albergatore cinquantunenne di Cattolica (Rimini) che lunedì scorso si era sparato alla testa al termine di un dramma familiare in cui aveva ucciso con un fucile la moglie Loretta Mussoni, 48 anni, e aveva ferito non gravemente la figlia Valentina, di 28 anni. Lo ha reso noto l’Azienda Usl, precisando che il decesso dell’uomo è avvenuto ieri, per insufficienza cardiorespiratoria con arresto cardiaco, “dopo un improvviso aggravamento delle sue condizioni cliniche”.

Ha approfittato della sua amicizia con la famiglia della vittima per abusare sessualmente di un 11enne, promettendogli merendine o un euro a prestazione. Si tratta di un 31enne di un comune nel sud est  barese, arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Triggiano con l’accusa di atti sessuali con minorenni.A dare l’allarme è stata la madre dello stesso bimbo, che ha sorpreso l’uomo compiere l’atto proprio davanti ai suoi occhi nella stanza da letto del minore.

Un romano di 39 anni e’ stato arrestato dai Carabinieri della Stazione Roma Appia per ‘violenza sessuale aggravata’. L’uomo, gia’ con precedenti specifici, ha cercato di abusare di una donna di 82 anni. I Carabinieri, giunti nell’abitazione perche’ allertati al 112, sono riusciti a bloccarlo. Successive indagini hanno consentito di accertare che, negli ultimi mesi, gia’ altre due volte l’uomo aveva tentato di abusare della donna che, per pudore, non lo aveva mai denunciato. L’arrestato si trova ora nel carcere di Regina Coeli.

A Caltanisetta, per paura di restare disoccupato, un padre, ha permesso al datore di lavoro, un imprenditore agricolo di 83 anni, di abusare di suo figlio, un ragazzino appena adolescente. Temeva di perdere l’impiego e la stalla diroccata in cui l’anziano gli consentiva di vivere insieme alla famiglia. Un silenzio colpevole, quello del protagonista della vicenda, che, a dire del gip, pero’, sarebbe giustificato dallo ‘’stato di necessita”’. Per l’uomo, un bracciante di 40 anni, il pm che oggi ha arrestato il pedofilo, aveva chiesto la misura cautelare del divieto di dimora nelle campagne del Nisseno, teatro della vicenda.
E’ stato ucciso con una coltellata al torace un transessuale, forse di origini brasiliane, trovato morto all’alba dai carabinieri di Roma in via Ribes, in una zona periferica nel quadrante est della città. Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli uomini del Nucleo operativo di via in Selci, l’aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 4:30. La vittima dopo essere stata colpita si è trascinata a piedi per alcuni metri per poi crollare a terra prima di vita. Il transessuale era privo di borse ed effetti personali e questo fa supporre agli investigatori che l’aggressione posso essere stata la conseguenza di una rapina, anche se non escludono altre ipotesi.

Il Movimento sociale-Fiamma tricolore della Basilicata darà 1.500 euro ai genitori dei bambini che nasceranno nel 2009 in cinque comuni del Potentino dove vi sono poche centinaia di abitanti, a due condizioni: che il neonato si chiami Benito o Rachele e che il contributo sia utilizzato per l’acquisto della culla, di vestiti o di prodotti alimentari specifici per la prima infanzia. I cinque comuni interessati all’iniziativa del Ms-Ft sono Calvera, Carbone, Cersosimo, Fardella e San Paolo Albanese, fra i più piccoli della Basilicata. Il segretario regionale del partito, Vincenzo Mancusi, ha detto che l’iniziativa “non affronta il problema dello spopolamento della Basilicata, ma è un piccolo segnale di un piccolo partito. La Regione – ha aggiunto – potrebbe fare molto di più”. Secondo Mancusi, la Regione potrebbe assegnare 1.500 euro all’anno (prelevati dai diritti di sfruttamento dei giacimenti di petrolio lucani) a tutti i bimbi nati in Basilicata fino alla maggiore età, quando scatterebbe un bonus a loro favore di 50 mila euro. Alla domanda sul perché i neonati nei cinque comuni debbano chiamarsi Benito o Rachele per avere i 1.500 euro del Ms-Ft, Mancusi ha detto che “la scelta dei nomi è casuale. E poi – ha concluso – Benito o Rachele sono nomi belli come gli altri”.

Dal sito ufficiale di Mara Carfagna, ministro Pari Opportunità 2008

SICUREZZA DONNE: CARFAGNA ALLA PRESENTAZIONE DI “SCATOLA ROSA: PER AUTOMOBILISTE PIU’ SICURE”
 

Lunedì 24 novembre, alle ore 10.30, il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, il Sindaco di Milano Letizia Moratti, il Presidente della Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale Sandro Salvati, e l’Ass. alle Politiche sociali del Comune di Milano Mariolina Moioli, presenteranno alla stampa il progetto “Scatola rosa: per automobiliste più sicure”. Il progetto ha l’obiettivo di offrire una maggiore sicurezza alle donne al volante e di rispondere ai rischi cui le donne guidatrici incorrono sulle strade: incidenti, guasti meccanici, aggressioni e atti di violenza.
Sala dell’Orologio – Palazzo Marino – P.za della Scala 2, Milano

 

Carfagna: ”L’Italia è in prima linea contro lo sfruttamento sessuale”

Non da sole, per le Giornate a venire…

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Non da sole: oh, come ci sta a cuore! Cosa starà a cuore, al Pd: la solitudine di noi donne? Ma certo! Camminando ieri 22 novembre 2008, per le strade del centro di Roma alla Manifestazione delle donne contro la violenza, mi sono fermata a guardare, colpita, una serie di  manifesti attaccati lungo il percorso, correttamente, negli spazi consentiti:”NON DA SOLA” e a fianco : Più prevenzione. Più solidarietà. Più libertà. Il 24 novembre giornata mondiale contro la violenza sulle donne con Vittoria Franco e Walter Veltroni Lunedì 24 novembre ore 16,30 – 19,30 Roma, Teatro Centrale – via Celsa, 6 (Piazza del Gesù).

Partiamo dal luogo dell’incontro, Piazza del Gesù. Prende il nome dall’omonima chiesa dell’Ordine dei Gesuiti e la notorietà dal Palazzo Cenci-Bolognetti  che, dal 1942  al 1994,  fu la sede nazionale del partito della Democrazia Cristiana: davvero una piazza straordinaria. C’era pure dappresso in quella piazza, un cestino della carta straccia, nella controllatissima Roma, dove le Br lasciarono un volantino durante il sequestro Moro e dove poche centinaia di metri più in là, fu ritrovato anche il corpo, a via Caetani, vicinissima non solo a quella del Gesù ma anche a via delle Botteghe Oscure, dove c’era il Pci… Esamino meglio gli attori protagonisti della storica Giornata Mondiale: la senatrice Franco è una garanzia come vuole il programma. A luglio del 2007, presso la festa dell’Unità, sosteneva in un’intervista rilasciata a Edoardo Semmola per Resistenza Laica: “Sto nel Partito Democratico per renderlo più laico. Spogliamoci della non negoziabilità dei valori e delle convinzioni”. E la memoria corre, non alla Rosy Bindi, con la quale dialogò in quella Festa ma alla sua “compagna”  di partito, la signora Binetti, che con molta coerenza non si è mai spogliata: lei si, previene qualunque “fantasia” di interruzione della gravidanza e della vita.
Mentre aspettavo di riprendere lo spezzone del corteo delle donne di Action, (presenti alla pari con donne  migranti come l’ultimo giorno di propaganda elettorale dello scorso aprile-le sole a contestare a Roma  l’Ultracorpo Ferrara) ho ripensato a questo altermondialismo, pan-africanismo, internazionalismo della nostra opposizione che cura, fa “ponti” nella realtà quotidiana in Italia.  E allora mi sono detta come saranno  messe oggi, queste donne migranti e viaggiatrici, rispetto alla “solitudine”? Mi è apparsa la Turco: quella signora che era in Piazza Navona, lo scorso 24 novembre 2007, che fornì ben altri numeri da grattare e vincere, stizzita e fotografatissima star della giornata, allora ministro della Salute, con le altre deluse senza palco: Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna di Forza Italia , Giovanna Melandri allora  ministro dei Giovani e lo Sport, passato a certa Meloni e Barbara Pollastrini, che per Pari Opportunità, dovette cedere il testimone a una del rigo-piano di sopra.

Torniamo alla Livia che creò tanti luoghi di prima accoglienza, gratuiti e ospitali,  per la prima volta nella storia della Repubblica, insieme a nonno Napolitano con una legge che prende il loro nome nel 6 marzo del 1998, la n.40, detti Centro di permanenza temporanea   (all’articolo 12 della legge), per tutti gli stranieri “sottoposti a provvedimenti di espulsione e o di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera non immediatamente eseguibile”.
Che ne è stato di quell’intento tutto femminile  di regolamentare l’immigrazione, favorendo da un lato l’immigrazione regolare e scoraggiando l’immigrazione clandestina? L’immigrata regolare può affrontare il percorso di acquisizione della cittadinanza, configurato dalla legge, facilmente? Tale percorso è caratterizzato da una serie di tappe verso l’acquisto dei diritti propri del cittadino pleno iure, inclusivo del diritto al ricongiungimento familiare, del diritto al trattamento sanitario e alla salute e del diritto all’ istruzione? Quante e quali clandestine, diventano  destinatarie di un provvedimento di espulsione dallo Stato?

Le donne che arrivano sulle nostre coste, con imbarcazioni certo non da diporto, sono dimuinite o aumentate?
Ma queste sono polemiche da basso cortile, a noi rinfranca sapere che c’è, sempre e comunque, magari in Ombra piuttosto che in Onda, questa attività febbrile: un bel servizietto domani al Tg del Lazio, per ricordare che le donne del mondo non camminano da sole, se accompagnate da tutte queste donne, portatrici di istanze e progetti, pari opportunità e formazioni e con la perenne protezione dei  loro compagni di partito, laddove le amministrazioni democratiche e condivise, concedono loro, di governare e proporre.
Sarebbe interessante per noi donne, apprendere l’arte e la pratica dismessa  del fai da te, nel trovare casa, sanità, istruzione, lavoro: forse”basterebbe” ascoltare le storie di quelle sconosciute indispensabili migranti che spesso vivono nelle nostre case, siedono sui mezzi pubblici se trovano un posto, vanno al mercato,  al discount, fanno fare la  pipì al cane, puliscono deretani e bagni pubblici , a volte subendo i bisogni ingovernabili maschili?

Faremmo bene a far  accomodare a certe poltrone, solo per le Giornate con Dedica, quelle e quelli che  ricorderanno le morte, le vittime e diranno: mai più sole!Ferme restando, per carità, le Misericordine che si affannano a curare la Vita e il Movimento che la finanzia …
Si accederà dunque al Teatro, centrale per eccellenza e a questa ennesima “rappresentazione”, gratuitamente, senza Colloquio Motivazionale di Orientamento. Affrettatevi donne migranti e sorellanze tutte, il Teatro sarà gremito di badanti, tate e serve di ogni colore e di ogni parte del mondo: non più sole, non da sole, quì in Italia ma  accompagnate dal Pd. Per chi dovesse rimanere fuori, può chiedere “protezione e sicurezza”- “prevenzione e solidarietà” alla Rinnovata Casa delle Libertà.
Doriana Goracci

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Ancora sulla cultura maschilista che condanna Mara Carfagna e assolve Silvio Berlusconi

Stimolato, integro il post di ieri con alcune considerazioni ulteriori.

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La guerra dei Guzzanti a Mara Carfagna

4073-carfaguz Dopo Sabina Guzzanti anche il padre italoforzuto Paolo si è scagliato contro Mara Carfagna (nella foto mentre conversano amabilmente in parlamento) con un linguaggio insolitamente volgare anche per un paese volgare come l’Italia.

Leggete, se vi va, e notate il dilagare senza limiti di una cultura veteromaschilista che un tempo sarebbe stato confinata al “da caserma”.

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