di Gennaro Carotenuto, venerdì 8 dicembre 2006, 23:18
Archiviato in:
Senza categoria
La guerra civil que no fue
Telesur, el canal público multiestatal latinoamericano, salió al aire con los resultados reales a boca de urna, violando la ley venezolana pero anticipando la noticia del triunfo de Hugo Chávez. Sólo se entiende esta decisión de Telesur si se sabe que la cadena estadounidense CNN, antes que Telesur, difundía rumores falsos sobre irregularidades en las elecciones y afirmaba que Manuel Rosales iba a la cabeza. Era la señal para crear el caos en Venezuela.
Brecha – Montevideo – 8 diciembre 2006
Gennaro Carotenuto desde Caracas
Informes reservados destinados a hombres de negocios, a los que BRECHA accedió, diagnosticaban que había 70 por ciento de posibilidades de caos en Venezuela en la proclamación de los resultados de las elecciones presidenciales del pasado domingo. En el 10 por ciento de los casos se hubiese podido manifestar una situación al borde de la guerra civil. Esta es la verdadera historia de la guerra civil que no fue.
Una semana antes de las elecciones … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, giovedì 7 dicembre 2006, 17:30
Archiviato in:
America latina, Media, Primo piano
Anticipo, oramai di ritorno a Oaxaca, per i lettori di GennaroCarotenuto.it in italiano uno degli articoli che usciranno domani su Brecha sulle elezioni venezuelane.
Telesur, il canale pubblico multistatale latinoamericano, nel pomeriggio di domenica ha diffuso per prima i risultati reali delle elezioni venezuelane, violando la legge venezuelana e anticipando la notizia del trionfo di Chávez. Quella di Telesur era una risposta a CNN che ?libera di violare qualunque legge- aveva diffuso rumori falsi su irregolarità nelle elezioni e ventilando -nonostante la realtà fosse nota a CNN con Chávez avanti 20 punti- che Rosales stesse vincendo. Era il segnale per creare il caos in Venezuela.
CARACAS Rapporti riservati, destinati a uomini d’affari, che Brecha ha potuto consultare, pronosticavano che c’era almeno il 70% di possibilità di caos in Venezuela alla proclamazione dei risultati delle Presidenziali della scorsa domenica. Nel 10% dei casi si sarebbe potuta creare una situazione al limite della guerra civile. Ma come si doveva creare il caos? Con un mix esplosivo di falsi dati e strapotere informativo. Questa è la vera storia della guerra civile che domenica si è evitata in Venezuela.
Una settimana prima delle elezioni … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, martedì 5 dicembre 2006, 17:21
Archiviato in:
America latina, Primo piano
Per la seconda volta nella storia una proposta dichiaratamente socialista vince, anzi stravince, elezioni presidenziali in pace e democrazia. Dopo Salvador Allende nel 1970 tocca a Hugo Chávez, in condizioni politiche, economiche, culturali, storiche diverse e con una correlazione di forze molto più favorevoli. Propone al mondo, e in primo luogo alla sinistra, un problema politologico che ai più sembrava sepolto: è davvero finito il socialismo?
CARACAS La riconferma a furor di popolo di Hugo Chávez alla presidenza del Venezuela, è avvenuta sulla base di un programma dichiaratamente socialista. In otto anni il Venezuela bolivariano ha operato una massiccia redistribuzione che ha dimezzato la povertà estrema nel paese e la disoccupazione, utilizzando la proprietà pubblica del petrolio. Si può continuare a trattare … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, lunedì 4 dicembre 2006, 02:51
Archiviato in:
America latina, Primo piano
Il dodicesimo trionfo elettorale di Chávez, il più chiaro e monitorato di tutti, ma soprattutto il discorso politico con il quale gli ha conteso la presidenza Manuel Rosales, un Achille Lauro venezuelano, testimoniano che l’agenda politico-economica latinomericana è definitivamente cambiata e che nessuno può più vincere elezioni proponendo liberismo economico.
CARACAS – Bisogna vederlo il popolo venezuelano festeggiare. Nel metro di Caracas un anziano sulla settantina, in testa un improbabile cappellino con il volto del Che, che copre una pelata color carbone, stringe il braccio di sua moglie. Gli occhi le brillano di felicità. Tiene a bada una nipotina minuscola … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, lunedì 4 dicembre 2006, 02:49
Archiviato in:
Senza categoria
El triunfo electoral de Chávez, el más claro y monitoreado de todos, pero más que esto el discurso político con el cual lo enfrentó Manuel Rosales, testimonian que la agenda político-económica latinoamericana ha cambiado definitivamente y que nadie más puede ganar elecciones proponiendo liberalismo económico.
CARACAS – Hay que ver al pueblo venezolano festejar. En el metro de Caracas un anciano con un gorro con la cara del Che, que le esconde una calvicie negra como el carbón, aprieta el brazo de su mujer. A ella le brillan los ojos mientras cuida a la sobrina, … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, martedì 24 ottobre 2006, 08:11
Archiviato in:
Dialoghi
Tito Pulsinelli: Le elezioni per la Presidenza che si sono svolte il 15 di ottobre in Ecuador, erano state accompagnate da ripetute denunce di frode elettorale, già alla vigilia del voto. Si sono concluse con l’anomalia della estromissione della società brasiliana incaricata dello scrutinio informatico. E’ una conferma che in America latina si è imposta la linea che sbarra alla sinistra, e ai movimenti sociali, l’accesso al potere politico con i voti.
Dopo il caso messicano che ha dato luogo all’ingovernabilità e all’insorgere di una dualità di poteri -uno nei Palazzi, l’altro nella vita sociale- in Ecuador c’è stata una variante "creativa" di broglio e … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, lunedì 23 ottobre 2006, 09:10
Archiviato in:
America latina
Sia Hugo Chávez che Lula da Silva corrono verso una trionfale riconferma elettorale. Per Lula è la consacrazione dopo essere stato costretto al ballottaggio da giochi sporchi. Per Chávez, atteso il 3 dicembre alla riconferma, non c’è proprio storia: è lui il leader della Rivoluzione bolivariana ed ha almeno il doppio dei voti del suo rivale. E intanto la Farnesina, per fare il proprio interesse nazionale, e non votare contro il Venezuela all’ONU, sta facendo infuriare Washington.
Ci siamo. Mancano sei giorni alla rielezione di Lula da Silva. Gli ultimi sondaggi (Ibope e Datafolha) lo danno tra il 57 e il 62% dei voti, con oltre il 20% di vantaggio sul candidato delle destre Geraldo Alckmin fermo intorno al 38%. Il presidente operaio (ma presidente operaio davvero) aveva mancato l’elezione al primo turno per pochi decimali di punto e solo a causa di un dossier quasi certamente confezionato per danneggiarlo da servizi segreti deviati. L’8% di voti raccolti da candidati alla propria sinistra (da Heloisa Helena e Cristovam Buarque) riconfluiscono in gran parte verso Lula, che mostra di poter recuperare anche … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, domenica 22 ottobre 2006, 17:34
Archiviato in:
Senza categoria
originale in italiano qui
Desaparecidos, falsos dossier, servicios secretos en acción, fraudes electorales, la batalla en la ONU, un golpe de estado inminente en Bolivia y la vida amenazada de militantes y dirigentes politicos. Para la primavera latinoamericana llega la hora de ponerse a la prueba contra la reacción.
La primavera latinoamericana, a más de alguno, le había parecido una fiesta. Los movimientos sociales se transformaban en gobiernos de manera tan fácil que hacía dudar de porque no hubiese sucedido antes. Presidentes elegidos por casualidad, como el argentino Nestor Kirchner, se revelaron capaces de agregar consenso y cancelar la impunidad. Movimientos radicales- hijos de ancestrales sacrificios- como los sin tierra brasileros … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, venerdì 20 ottobre 2006, 20:31
Archiviato in:
Dialoghi
Antonio Pagliula: Solo pochi giorni fa avevo letto un interessantissimo articolo di Gennaro Carotenuto sulle elezioni venezuelane (America Latina, arriva la mano pesante delle destre). [Ho poi assistito] al dibattito con Alan Woods sul Venezuela a Milano, e molti sono stati gli spunti di riflessione. In particolare sono rimasto colpito da una domanda rivolta ad Alan Woods a fine incontro da un gruppo di cittadini venezuelani che avevano assistito … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, martedì 17 ottobre 2006, 22:56
Archiviato in:
America latina, Primo piano
Desaparecidos, dossier falsi, servizi segreti in azione, brogli elettorali, la battaglia all’ONU, un colpo di stato imminente in Bolivia e la vita minacciata di militanti e dirigenti politici. Per la primavera latinoamericana arriva l’ora della prova contro la reazione.
este articulo en español aquí
La primavera latinoamericana a più d’uno era sembrata una festa. I movimenti sociali si facevano governo in maniera così facile da far dubitare del perché non fosse successo prima. Presidenti eletti per caso, come l’argentino Nestor Kirchner, si sono rivelati capaci di aggregare consenso e cancellare impunità. Movimenti radicali -figli di atavici sacrifici- come i senza terra brasiliani, fanno prudentemente politica. Perfino un colpo di stato organizzato con tutti i sacri crismi, quello dell’11 aprile 2002 a Caracas, è stato spazzato via dalla democrazia partecipativa della rivoluzione bolivariana. A Mar del Plata, a fine 2005, movimenti popolari e nuove classi dirigenti hanno gridato, insieme ai governi, un inaudito “no” all’ALCA e a George Bush. Argentina e Brasile hanno chiuso i loro conti con l’FMI: non vogliono più consigli interessati e l’integrazione regionale disegna un continente che mette finalmente al primo posto l’inclusione sociale.
Le destre di sempre hanno incassato colpi, via via più concreti, al privilegio e all’impunità. Ma il 2006, anno elettorale fondamentale, sta dando segnali di una sistematica reazione sotto forma di una nuova guerra sporca. Non può esserci ancora un nuovo Piano Condor, ma i segnali sono molteplici, diseguali, mutevoli eppure omogenei, e da non sottovalutare … Leggi tutto
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it