di Zag, martedì 27 gennaio 2009, 08:27
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Dialoghi
Messaggio
Vendola fonda RCS, è l’ottavo partito o gruppetto o ottavo nano della sinistra cosi detta anticapitalistica. Poi vi sono i raggrupamenti della Sinistra propiamente detta dai Verdi, alla Sinistra democratica ecc ecc. Beh! a giudicare dalla frammentazione e dallo stato d’animo del popolo della sinistra dovremmo dichiararci delusi, sconfitti e con un futuro nero. Io invece a costo di andare controcorrente mi sento fiducioso, fiducioso anche perchè so che l’altro fronte non naviga in acque tranquille al di là dei successi e consensi mediatici della destra e della frammentazione e caos del centro democratico ( il PD). … Leggi tutto
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di Yani Alvaro, lunedì 20 ottobre 2008, 15:15
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Italia, Storia
Vittorio Foa nacque a Torino il 18 settembre 1910. Nel 1933, dopo la laurea in giurisprudenza, entrò in Giustizia e Libertà, movimento politico antifascista. Il 15 maggio 1935, all’età di 25 anni, venne arrestato a Torino in seguito alla segnalazione di un confidente dell’OVRA, quindi denunciato al Tribunale Speciale Fascista, che lo condannò a 15 anni di reclusione per attività antifascista. Condivise la stessa cella con Ernesto Rossi, Massimo Mila e Riccardo Bauer, e nel frattempo sposò il liberalismo di Benedetto Croce.
Dopo essere uscito dal carcere nell’agosto 1943, nel settembre dello stesso anno entrò nel Partito d’Azione (PdA), di cui divenne segretario assieme a Ugo La Malfa, Emilio Lussu, Altiero Spinelli e Oronzo Reale, e per cui fu rappresentante nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), prendendo parte alla Resistenza.
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di Yani Alvaro, domenica 19 ottobre 2008, 10:37
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Dialoghi
Dopo il botta e risposta fra il commissario Ue all’Ambiente Stavros Dimas e il governo italiano sui costi dell’attuazione del piano Ue sul cambiamento climatico, la Commissione europea si è detta fiduciosa sulla possibilità di trovare un accordo costruttivo entro il 2008, così come indicato dai leader europei, nel summit di questa settimana.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 16 ottobre 2008, 08:04
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Media
Prometto di scrivere presto il post che mi riprometto da settimane in difesa e solidarietà con Il Manifesto. Ma adesso una cosa la devo dire perché un ragionamento più complicato ce l’ho sulla punta della lingua da tempo. Voi e Internet proprio zero! Voi quel 10-20% di ricavi possibili dalla Rete neanche ci pensate a farli. Il Manifesto, con l’Unione Sarda e L’Unità è online dal lontano 1994. Ma mentre il mondo si è evoluto e ha visto la Rete anche come una maniera di lavorare, il Manifesto online puzza di muffa da quel dì.
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di Gennaro Carotenuto, sabato 11 ottobre 2008, 11:27
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Italia
La legge elettorale per le europee, che il PdL sta varando con il silenzio-assenso del PD, fa schifo. Ma non è, come invece sbraita la cosiddetta sinistra radicale, un golpe. Per più motivi; innanzitutto perché se tutto è un golpe nulla è un golpe. Poi perché lo sbarramento al 5% non è un golpe, l’eliminazione del voto di preferenza non è un golpe e la riduzione delle dimensioni dei collegi (saranno una decina) non è un golpe. Anche se fanno schifo. Il modello della nuova legge è quello cileno, ma non nel senso pinochetista, nel senso bacheletiano, con un paletto così alto che ci vorrebbe Javier Sotomayor per saltarlo.
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 3 ottobre 2008, 11:58
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Italia
L’Italia è un paese pericoloso. Ci vuole sicurezza. La sicurezza è la prima cosa (quella era la salute, diceva il povero Massimo Troisi). La sicurezza è un tema né di destra né di sinistra diceva Walter Veltroni in campagna elettorale. Neanche di colore della pelle, aggiungerei.
Qui se c’è un grave problema di sicurezza è per gli immigrati nelle mani di 58 milioni di energumeni di italiani brava gente! Questi italiani sono decisamente troppi. Non vi danno fastidio in strada tutti questi italiani? Che essendo di più, anzi che essendo troppi, si attrezzano: uomini con spranga contro ragazzino agonizzante in terra. Criminali con fucile contro lavoratori disarmati. Poliziotti con manganello contro ragazzino. Branco contro lavoratore cinese solo alla fermata.
E’ vero, in Italia c’è un grave problema di sicurezza e verrebbe da bofonchiare da sinistra che il problema è sociale e culturale e non di ordine pubblico, ma sbrigati a dirlo perché ci sono i consigli per gli acquisti. E comunque gli elettori non capirebbero. Ah già; che capiscono più quelli?
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 29 settembre 2008, 13:47
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Senza categoria
Forse è vero che Mauro Biani l’ha fatta fuori del vasino con la vignetta pubblicata da L’Unità nella quale un precario punta la pistola contro il Ministro Brunetta (ammazza Conchita che esordio!). E allora ci dissociamo e gli intimiamo di non farlo più. Ma a noi Mauro ci piace lo stesso, per esempio qui sotto, e qui, e qui:

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di Gennaro Carotenuto, lunedì 22 settembre 2008, 09:37
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Italia, Primo piano, Storia
In Uruguay, il paese che ha dato all’Italia la camicia rossa dei garibaldini e molti martiri alla Repubblica Romana, per circa un secolo il XX settembre è stato una sentita Festa nazionale: la “Festa della ragione”.
Con quella giornata gli illuminati, positivisti e laicissimi dirigenti politici di quel lontano paese celebravano la nostra Breccia di Porta Pia che elevavano a simbolo mondiale, un po’ come il 14 luglio francese è simbolo della fine dell’assolutismo.
Per l’Uruguay il XX settembre simboleggiava il trionfo della ragione dato dalla fine dell’oscurantismo papalino.
Nella legge istitutiva della festa della ragione si commetteva anche un curioso ma significativo errore: erano infatti i garibaldini e non i bersaglieri ad entrare in Roma dalla Breccia di Porta Pia. Un peccato veniale visto il ruolo avuto da Giuseppe Garibaldi nella storia della Repubblica Orientale dell’Uruguay.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 11 settembre 2008, 07:55
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Italia
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Noto che se chi fischia o contesta oramai viene trattato come un pericolo pubblico un po’ di colpa è anche del centrosinistra (siamo alla sacralizzazione dei politici, impuniti e infallibili come il papa). Non sorprendiamoci se adesso, come Silvio Berlusconi con Piero Ricca, arrivino i carabinieri a identificare chi osa fischiare la Gelmini. 87.000 insegnanti in mezzo alla strada e non possono neanche mugugnare? Devono uscire dalla scuola in fila per quattro a passo dell’oca cantando Giovinezza in coro con Ignazio La Russa, Gianni Alemanno e Giuseppe Ciarrapico? Perché la Gelmini è gggiovane…
Fonte: L’Unità. Eccolo lo stile della nuova destra: è punito anche il dissenso. Così chi fischia un rappresentante del governo viene identificato dalla polizia. Il governo Berlusconi, il più a destra che l’Italia abbia mai avuto, mostra così in ogni occasione l’idea di società che vuole imporre. Stavolta tocca a Mariastella Gelmini, che per far approvare la sua “riforma Moratti” (non la chiamano così anche se è uguale), fa la spola per le scuole italiane a cercare di spiegarla.
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di Gennaro Carotenuto, mercoledì 3 settembre 2008, 09:13
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Media
Dall’amico Ugo Stornaiolo ricevo una lettera da lui inviata all’Unità alla neodirettore Conchita de Gregorio e non pubblicata:
Sul nostro giornale di oggi, lunedì 1 settembre, leggo a pag. 25 una lettera dell’ex presidente della Repubblica Cossiga. Non voglio entrare in merito delle stupidate di cui ci ha già abituato, ma semplicemente della sua ignoranza in Geografia. Più volte parla di “La Paz” come capitale della Colombia. Occorrerebbe una tirata di orecchie per informare il presidente che La Paz è la capitale della Bolivia, e che è Bogotà quella della Colombia: bastava guardare una carta geografica…
Soggiungo che magari correggere un Presidente emerito può costare, ma con un vecchio correttore di bozze una svista del genere sarebbe stata impossibile.
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di Yani Alvaro, sabato 30 agosto 2008, 12:24
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Dialoghi
Ero anch’io là, quella primavera del 1982, là a Comiso, all’aeroporto, dove il Governo di Spadolini aveva deciso di far installare i missili Cruise. Ero là in uno dei giorni in cui facevano il blocco davanti al cancello centrale dell’aeroporto i pacifisti giunti d’ogni dove. Erano ragazzi accovacciati a semicerchio per terra. Volevano così impedire ai camion, alle impastatrici, agli operai di entrare nel campo. Tutti avevano maglie, giacconi variopinti sopra le teste di capelli ricciuti.
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di Gennaro Carotenuto, martedì 12 agosto 2008, 10:52
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America latina, Media
ALLE 11.20 GENNARO CAROTENUTO COMMENTA I RISULTATI DEL REVOCATORIO BOLIVIANO SU RADIO3 MONDO, RAI.
Avrete visto in giro, da Repubblica al Corriere i titoli sulla presunta “vittoria a metà” di Evo Morales in Bolivia. Per capirci è come se, dopo le politiche italiane di aprile, un giornale coreano o uzbeko avesse titolato “Berlusconi: vittoria a metà” perchè in Umbria o in Toscana ha vinto il centrosinistra.
Come scrivo nel pezzo in esclusiva per Latinoamerica, che sarà online a secondi, quello di Evo Morales è un trionfo politico e un plebiscito personale. Nessuno aveva previsto che l’indio riuscisse a guadagnare un ulteriore 10% di consenso portandosi dal 54 al 64% dei voti. E’ quello stesso indio che, negli slogan della destra, considerata pietosamente “l’opposizione democratica” dal governo degli Stati Uniti che la finanzia e dalla grande stampa internazionale, deve essere “ammazzato” (“tumbar el indio” quello vuol dire).
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 28 luglio 2008, 15:23
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Media, Pianeta Terra
Maria Gianniti è una brava giornalista del Giornale Radio RAI. Spesso si è fatta notare in situazioni complicate, per esempio da inviata nella striscia di Gaza.
Adesso che sta a Londra da corrispondente passa anche lei sotto le forche caudine di insulsi, insopportabili servizi sulla Casa Reale inglese come quello di stamane sull’anziana signora Elisabetta Windsor che accompagna alcuni di quelli che la mantengono da una vita a spasso per Buckingam Palace.
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di Gennaro Carotenuto, giovedì 10 luglio 2008, 09:15
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Italia, Media
Ribadisco che tra Mara e Silvio e chi fa lo scandalizzato, preferisco Mara e Silvio. E che il fatto che per la mia generazione i fratelli Guzzanti e la loro compagnia di finti saltimbanchi pariolini fossero degli idoli mi ha sempre preoccupato. Sui berci di Beppe Grillo poi (un tipo che, come è stato ricordato da più d’uno in questa sede, si è trovato d’accordo con Walter Veltroni solo quando si trattava di pensare come Calderoli in materia Rom) ho annoiato fin troppo i lettori/autori di Giornalismo partecipativo.
Ma in queste ore un bombardamento a tappeto sta coventrizzando l’Italia a reti e partiti unificati: vietato disturbare, si vergogni chi critica gli intoccabili, a partire dal papa. Si rafforza così l’Union Sacrée tra PDL E PD contro il vero unico problema del paese: il giustizialismo, Antonio di Pietro, Marco Travaglio.
Non si può demonizzare Berlusconi e pertanto si deve demonizzare un giornalista troppo documentato. E il legittimo sospetto che l’Italia sia governata da personaggi che sono lì per prestazioni di vario tipo (quelle a Cosa nostra o agli speculatori e inquinatori sono francamente più preoccupanti di quelle sessuali), non deve neanche sfiorarci.
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di Vincenza Perilli, mercoledì 11 giugno 2008, 12:28
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Dialoghi
Continuo dopo un’interruzione (forzata) di qualche giorno No trespassing. Del resto tempo o non tempo, lavoro o non lavoro (per tacere delle tante altre cose che possono impedirmi di stare qui a scrivere) l’ho detto tante volte: Marginalia è un blog “anomalo”, non ha nulla del “diario” nè tanto meno della testata giornalistica seppur “alternativa” (quella per intenderci che ti rifila le stesse identiche notizie girate sui “grandi” media con un cosiddetto “taglio critico”). … Leggi tutto
Vincenza Perilli su http://www.gennarocarotenuto.it