In Italia la polemica non ha attecchito. Troppo complicata da spiegare (o da capire?) per i prodi corrispondenti dall’America latina dei nostri grandi giornali la storia delle complicate relazioni tra ETA e FARC e le questioni connesse al diritto d’asilo. Eppure in Spagna e nell’area grancolombiana non si parla d’altro da due settimane e perfino il presidente colombiano Álvaro Uribe (sic!) ha dovuto stoppare Mariano Rajoy (il successore di José María Aznar alla guida del PP) che era andato a Bogotà praticamente per dichiarare guerra al Venezuela (pensando di poter utilizzare l’ex colonia per fare propaganda interna). Rajoy, dopo essersi visto a Palazzo Nariño con Uribe si è visto costretto ad abbassare i toni con la coda tra le gambe e si è ulteriormente coperto di vergogna nel suo appoggio incondizionato ad Uribe, sostenendo pubblicamente che in Colombia non si violano i diritti umani.
La storia è quella del giudice Eloy Velasco, un magistrato spagnolo molto di destra, che, in una sentenza che si riferiva ad un caso di collaborazione tra ETA basca e FARC colombiane, buttava lì due righe che testualmente dicevano “è chiara la collaborazione del governo venezuelano con queste due organizzazioni terroriste”. Tutto lì, senza alcuna spiegazione, documento, prova. Una goccia di veleno e null’altro buttata fuori dal calamaio, con l’aiuto del computer magico di Raúl Reyes (il dirigente delle FARC ucciso in Ecuador) ma sufficiente per far riempire paginoni a Madrid: Chávez protegge l’ETA.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

Siamo seri. In religioso silenzio ascoltiamo, innalzando i nostri cuori al Signore: ” Sono misure molto serie», ha detto Draghi a margine di un convegno all’Università di Roma III, facendo riferimento ai tagli fiscali varati dal governo di Atene.
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Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
di Doriana Goracci, martedì 17 novembre 2009, 23:52
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Dialoghi

Jean-Daniel Beley foto
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di cometa, sabato 20 giugno 2009, 19:41
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Politica internazionale
Cometa
A leggere una buona parte dell’informazione italiana, la situazione in Iran sembra chiara, lampante, da favola per bambini: da una parte i buoni, democratici, laici, moderati, combattenti per il cambiamento, la libertà, la modernità, dall’altra i cattivi, gli ayatollah, sostenitori della sharia, liberticidi, antisemiti… al punto che qualche giorno fa, a proposito delle elezioni in Iran, ho sentito parlare di "colpo di stato".
Riporto uno stralcio di un articolo molto citato in questi giorni, scritto da Lucia Annunziata per la Stampa del 16 giungo scorso.
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di foscalontana, lunedì 13 aprile 2009, 23:05
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Dialoghi
di mazzetta

Il sequestro di una nave italiana con alcuni marinai italiani a bordo, ha riportato sui nostri media l’attenzione per i pirati. Un’attenzione selettiva, perché pur essendo somali, della Somalia si parla pochissimo, nonostante sia da anni teatro di tragedie che fanno impallidire terremoti e altre disgrazie. Ma nel nostro paese c’è poco interesse per il destino dei poveri, a maggior ragione se sono negri: migliaia di migranti muoiono da anni nei nostri mari senza suscitare la minima commozione, mentre il governo si fa sempre più ostile nei loro confronti. Lo dimostra la prima storia di mare, quella di uno dei tanti barconi affondati tra la Libia e la Sicilia agli inizi di aprile. Si parlò allora di quasi duecento dispersi in un naufragio, ma la notizia venne passata insieme al “salvataggio” di un altro barcone stracolmo di gente da parte della nostra marina. Tutto vero, ma i “dispersi” che fine hanno fatto? I dispersi sono diventati ufficialmente morti pochi giorni dopo, nel numero esatto di duecentotrentasette. Numero esatto perché nonostante un diffusa convinzione contraria, ciascun migrante ha un passato, una storia, famiglie che non vedrà più e che ora li piange.
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Maria Gianniti è una brava giornalista del Giornale Radio RAI. Spesso si è fatta notare in situazioni complicate, per esempio da inviata nella striscia di Gaza.
Adesso che sta a Londra da corrispondente passa anche lei sotto le forche caudine di insulsi, insopportabili servizi sulla Casa Reale inglese come quello di stamane sull’anziana signora Elisabetta Windsor che accompagna alcuni di quelli che la mantengono da una vita a spasso per Buckingam Palace.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 3 dicembre 2007, 17:59
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Un percorso iniziale per il sito può iniziare da questa trasmissione televisiva di RAI Utile, America Latina, ieri e oggi condotta da Flavia MCondotta da Flavia Marimpietri con Gianni Minà e Gennaro Carotenuto o quest’altra trasmissione sempre della RAITV, su donne e potere LINKARE. Oppure puoi ascoltare il dibattito su Radio3Mondo – RAI: “il Venezuela e l’America Latina“, condotto da Gian Antonio Stella del Corriere della Sera, con Gennaro Carotenuto, Lucio Caracciolo, direttore di Limes e Maurizio Stefanini de Il Foglio, oppure ascoltare la puntata monografica di Pianeta Dimenticato, programma di Radio1 Rai basata su di un’intervista a Gennaro Carotenuto sui processi per violazioni dei diritti umani. La puntata si può ascoltare a questo indirizzo. Se vuoi leggere dei testi scritti, puoi iniziare con le interviste ai presidenti della repubblica venezuelana, Hugo Chávez e boliviana, Evo Morales oppure leggi gli articoli più importanti.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 4 giugno 2007, 19:50
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Dialoghi, Disinformazione
Fidel, sì Fidel, che problema è Fidel. Perfino come chiamarlo è un problema, un discrimine, un Rubicone. Piero Sansonetti, direttore del quotidiano del PRC Liberazione, è molto attento a scrivere sempre Castro. Non scrive mai Fidel, come tutti i cubani, e centinaia di milioni di sfruttati di questo pianeta lo continuano a chiamare. E’ una cartina tornasole potentissima. Per star bene in società, con i Gianni Riotta, i Lucio Caracciolo, i Pierluigi Battista, gli Omero Ciai, è necessario dire “Castro”, e nonsiamai farsi scappare “Fidel”. Chissà, forse Sansonetti conosce Emir Sader, il filosofo brasiliano, tra i fondatori dei Fori Sociali Mondiali. In un magistrale articolo intitolato “come diventare un ex-intellettuale di sinistra” Sader lo mette al primo comandamento: “non chiamare mai più Fidel, Fidel. Da oggi in poi chiamalo sempre Castro”.
Con Nello Margiotta, Sabatino Annecchiarico, Mirko del Medico e Fabio Amato:
Continuano, su questo sito e sulla stampa nazionale (la polemica è dilagata sulla stampa che una volta quelli del partito di Sansonetti definivano “borghese”, dalla Repubblica al Giornale, che se la ridono grassamente), gli eco del caso Nocioni-Liberazione-Cuba. Il giorno 2 giugno Sansonetti ha dedicato un … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 18 maggio 2007, 14:19
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Castellano
La revista Limes, desde hace más de una década es la publicación periódica más importante de Italia dedicada a la geopolítica y una de las más reconocidas de Europa. Pertenece al grupo editorial L’Espresso, el más importante grupo editorial progresista del país. Es el equivalente al grupo Prisa, de España, que edita el diario El País. Y como el grupo Prisa, cuando se habla de gobiernos de izquierda en Latinoamérica, se comporta como otro grupo de derecha más. Lo grave es que la postura demonizante y falsificatoria del grupo L’Espresso se hace … Leggi tutto
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E’ necessaria una riflessione sul numero di Limes (2/2007) in edicola, intitolato “Chávez-Castro, l’antiamerica”. Chi scrive ne ha discusso per oltre un’ora nel programma di Radio RAI Radio3Mondo con il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, con uno degli autori, Maurizio Stefanini de Il Foglio e con il conduttore, Gian Antonio Stella, firma del Corriere della Sera. La registrazione può essere ascoltata qui.
Nel dibattito radiofonico si è parlato moltissimo di Venezuela e del presidente Hugo Chávez. Molto meno del numero di Limes che eravamo chiamati a presentare. Dal punto di vista dell’ascoltatore, e della riuscita della trasmissione, fa lo stesso. Ma avendo chi scrive scrupolosamente letto un volumotto di oltre 300 pagine, Limes appunto, per dovere professionale sento il bisogno di alcune puntualizzazioni.
La novità più importante è che la “Rivista italiana di geopolitica”, parla ben poco di geopolitica e molto di altre cose. Parla pochissimo di economia. Per esempio ignora un evento capitale come la chiusura dei rapporti con il FMI da parte di mezzo continente latinoamericano. Non c’è un solo pezzo che contestualizzi l’attuale fase storica dopo il crollo dell’ortodossia neoliberale. Dovendosi occupare di Venezuela non c’è un solo articolo sull’ingresso del paese nel Mercosur né sul Mercosur in generale. Non c’è un solo articolo che … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, martedì 17 aprile 2007, 14:24
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America latina
Ascolta la trasmissione di Radio3Mondo, sull’ultimo numero di Limes dedicato al Venezuela e all’America Latina, condotta da Gian Antonio Stella del Corriere della Sera, con Gennaro Carotenuto, Lucio Caracciolo, direttore di Limes, Diletta Varlese dalla Isla Margarita, Marisa Bafile, deputata dell’Ulivo eletta in Venezuela e Maurizio Stefanini de Il Foglio.
Parole chiave: America Latina, Informazione, disinformazione, Venezuela, Hugo Chávez, Gian Antonio Stella, Corriere della Sera, Gennaro Carotenuto, Lucio Caracciolo, Limes, Diletta Varlese, Marisa Bafile, Maurizio Stefanini, Il Foglio, Radio3Mondo, Rai
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 16 aprile 2007, 08:21
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Media
ANNUNCIO IMPORTANTE: Domani, 17 aprile, a Radio3Mondo, Radio3 Rai, dalle ore 10.15 alle ore 11.15 circa, Gennaro Carotenuto dibatterà con Lucio Caracciolo sull’ultimo numero di Limes, “Chávez – Castro, l’antiamerica”.
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