In Italia la polemica non ha attecchito. Troppo complicata da spiegare (o da capire?) per i prodi corrispondenti dall’America latina dei nostri grandi giornali la storia delle complicate relazioni tra ETA e FARC e le questioni connesse al diritto d’asilo. Eppure in Spagna e nell’area grancolombiana non si parla d’altro da due settimane e perfino il presidente colombiano Álvaro Uribe (sic!) ha dovuto stoppare Mariano Rajoy (il successore di José María Aznar alla guida del PP) che era andato a Bogotà praticamente per dichiarare guerra al Venezuela (pensando di poter utilizzare l’ex colonia per fare propaganda interna). Rajoy, dopo essersi visto a Palazzo Nariño con Uribe si è visto costretto ad abbassare i toni con la coda tra le gambe e si è ulteriormente coperto di vergogna nel suo appoggio incondizionato ad Uribe, sostenendo pubblicamente che in Colombia non si violano i diritti umani.
La storia è quella del giudice Eloy Velasco, un magistrato spagnolo molto di destra, che, in una sentenza che si riferiva ad un caso di collaborazione tra ETA basca e FARC colombiane, buttava lì due righe che testualmente dicevano “è chiara la collaborazione del governo venezuelano con queste due organizzazioni terroriste”. Tutto lì, senza alcuna spiegazione, documento, prova. Una goccia di veleno e null’altro buttata fuori dal calamaio, con l’aiuto del computer magico di Raúl Reyes (il dirigente delle FARC ucciso in Ecuador) ma sufficiente per far riempire paginoni a Madrid: Chávez protegge l’ETA.
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di Davide Galati, sabato 19 settembre 2009, 10:00
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Dialoghi
Parafrasando un recente post di Paola Caridi, non sono esente dalla malattia del voler affermare la mia verità sul conflitto israelo-palestinese: prendo spunto dalla notizia dell’autorizzazione concessa da Netanyahu a favore dei coloni israeliani per circa 500 nuovi insediamenti abitativi in Cisgiordania, nonostante le riserve espresse sia dagli USA che dall’Europa.
Credo che chiunque sia onestamente intenzionato al raggiungimento della pace in Palestina dovrebbe considerare come principale ostacolo a questo traguardo l’ininterrotto processo di occupazione dei Territori palestinesi da parte dei coloni israeliani. Non è che consideri trascurabili le responsabilità palestinesi: nella definizione della road map, venivano loro richiesti l’abbandono della violenza terroristica e l’avvio di riforme in senso democratico. (Al proposito segnalo un paio di articoli di Foreign Affairs che analizzano i progressi, ma anche le difficoltà, di Hamas nel farsi partito capace di governare con sempre maggiore efficienza, oltre che con maggiore senso democratico e meno condizionamenti ideologici. Per quanto mi riguarda, devo ancora affrontare la necessaria lettura di “Hamas”, di Paola Caridi.)
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Davide Galati su http://www.gennarocarotenuto.it
di cometa, sabato 20 giugno 2009, 19:41
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Politica internazionale
Cometa
A leggere una buona parte dell’informazione italiana, la situazione in Iran sembra chiara, lampante, da favola per bambini: da una parte i buoni, democratici, laici, moderati, combattenti per il cambiamento, la libertà, la modernità, dall’altra i cattivi, gli ayatollah, sostenitori della sharia, liberticidi, antisemiti… al punto che qualche giorno fa, a proposito delle elezioni in Iran, ho sentito parlare di "colpo di stato".
Riporto uno stralcio di un articolo molto citato in questi giorni, scritto da Lucia Annunziata per la Stampa del 16 giungo scorso.
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di Enza Panebianco, lunedì 27 aprile 2009, 09:58
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Dialoghi
Questa è la locandina del film spagnolo "Valerie. Diario di una ninfomane". In Italia pur non essendoci ufficialmente una censura che filtra film e immagini, ne hanno impedito l’affissione. Non si capisce se a dispiacere di più sia il riferimento ad una psychopathia sexualis che non fa più parte dell’elenco delle "patologie": quelle riferite in maniera sessista alle donne che amavano fare sesso per provare anch’esse l’ebbrezza del piacere (isteria, ninfomania – le patologie sono sempre state inventate dagli uomini di scienza per definire comportamenti che non venivano riconosciuti nella norma, come la omosessualità cancellata dall’elenco delle *malattie psichiatrizzabili* solo nel 1993).
Forse dispiace l’immagine priva di macho muscoloso e lucido di virile sudore. Cioè: nuda si ma solo con maschio accanto, come dimostra la pubblicità relish o mille altre di quella specie. Erotismo finalizzato al piacere femminile invece no.
Non so se l’avete notato, e certamente ci torneremo su, ma in questo periodo sono sparite le donne dai giornali, l’emergenza stupro non c’e’ più. Ora c’e’ l’emergenza kebab, stranieri, arabi, poi ci sarà l’emergenza caccole. Le donne continuano ad essere picchiate e stuprate come dimostra la sapiente rassegna che ogni giorno fa Zeroviolenzadonne.it, però in tempi di gloria dell’impero, durante il quale bisogna affermare che l’imperatore tutto può e tutti i mali fa sparire, ci piace parlare solo delle donne afghane e di altre vittime d’oriente. Ovvio che è giusto parlarne ma è tipico dell’impero parlare male dell’inciviltà delle proprie colonie anche se consistono in un misero appalto nella provincia di nassirya. Oltretutto le donne di laggiù stavano meglio prima che l’italia intervenisse militarmente per partecipare allo scippo di risorse mascherato da guerra giusta contro i burka.
Insomma, le donne di quei luoghi sarebbero tutte imbruttite e le nostre invece liberissime. Chissà come mai allora l’italia abbonda di ordinanze per il decoro, di censure sessuofobiche e di licenze di smercio dei corpi solo alle multinazionali e nei paesi arabi circola invece liberamente una rivista come quella illustrata sotto.

Si chiama Jasad (corpo in arabo) ed è una rivista erotica contro l’oscurantismo. Perchè l’oscurantismo si combatte mostrando i corpi nel modo giusto e non sottraendoli alla vista dei moralisti e dei benpensanti. La rivista parla di erotismo, sessualità e corpo e si rivolge prevalentemente ad arabi e musulman*. Scritta in arabo e senza veli. Il primato della demonizzazione di sesso e corpo rimane dunque assegnato alla religione monoteista più integralista tra tutte: il cattolicesimo.
—>>>Vai sul sito della rivista Jasad
da femminismo a sud
Enza Panebianco su http://www.gennarocarotenuto.it
Maria Gianniti è una brava giornalista del Giornale Radio RAI. Spesso si è fatta notare in situazioni complicate, per esempio da inviata nella striscia di Gaza.
Adesso che sta a Londra da corrispondente passa anche lei sotto le forche caudine di insulsi, insopportabili servizi sulla Casa Reale inglese come quello di stamane sull’anziana signora Elisabetta Windsor che accompagna alcuni di quelli che la mantengono da una vita a spasso per Buckingam Palace.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Gennaro Carotenuto, lunedì 3 dicembre 2007, 17:59
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Un percorso iniziale per il sito può iniziare da questa trasmissione televisiva di RAI Utile, America Latina, ieri e oggi condotta da Flavia MCondotta da Flavia Marimpietri con Gianni Minà e Gennaro Carotenuto o quest’altra trasmissione sempre della RAITV, su donne e potere LINKARE. Oppure puoi ascoltare il dibattito su Radio3Mondo – RAI: “il Venezuela e l’America Latina“, condotto da Gian Antonio Stella del Corriere della Sera, con Gennaro Carotenuto, Lucio Caracciolo, direttore di Limes e Maurizio Stefanini de Il Foglio, oppure ascoltare la puntata monografica di Pianeta Dimenticato, programma di Radio1 Rai basata su di un’intervista a Gennaro Carotenuto sui processi per violazioni dei diritti umani. La puntata si può ascoltare a questo indirizzo. Se vuoi leggere dei testi scritti, puoi iniziare con le interviste ai presidenti della repubblica venezuelana, Hugo Chávez e boliviana, Evo Morales oppure leggi gli articoli più importanti.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 2 luglio 2007, 08:24
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America latina, Disinformazione
La storia, gustosissima, ve la racconta Attilio Folliero ed è a lui che vi rimando. L’inchiesta nella quale Omero Ciai scoprirebbe le malversazioni della famiglia Chávez è, secondo quanto rivela Folliero, completamente copiata da altra fonte, ed è ragionevole pensare che Omero Ciai non sia mai stato nei luoghi che descrive e non abbia mai incontrato le persone che dichiara di aver incontrato. Di più, Omero Ciai spaccia come propria un’inchiesta da altri realizzata. Non proprio una sciocchezza in quanto a deontologia professionale.
Ciò segue ad una lunga serie di articoli scopiazzati da Ciai in giro, come puntualmente rivelato da questo e altri siti. E’ davvero sicuro il direttore Ezio Mauro che i lettori di La Repubblica non meritino una miglior copertura sugli avvenimenti latinoamericani?
Faccio solo tre brevi considerazioni:
1) si conferma una volta di più che il gruppo editoriale L’Espresso … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, venerdì 18 maggio 2007, 14:19
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Castellano
La revista Limes, desde hace más de una década es la publicación periódica más importante de Italia dedicada a la geopolítica y una de las más reconocidas de Europa. Pertenece al grupo editorial L’Espresso, el más importante grupo editorial progresista del país. Es el equivalente al grupo Prisa, de España, que edita el diario El País. Y como el grupo Prisa, cuando se habla de gobiernos de izquierda en Latinoamérica, se comporta como otro grupo de derecha más. Lo grave es que la postura demonizante y falsificatoria del grupo L’Espresso se hace … Leggi tutto
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E’ necessaria una riflessione sul numero di Limes (2/2007) in edicola, intitolato “Chávez-Castro, l’antiamerica”. Chi scrive ne ha discusso per oltre un’ora nel programma di Radio RAI Radio3Mondo con il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, con uno degli autori, Maurizio Stefanini de Il Foglio e con il conduttore, Gian Antonio Stella, firma del Corriere della Sera. La registrazione può essere ascoltata qui.
Nel dibattito radiofonico si è parlato moltissimo di Venezuela e del presidente Hugo Chávez. Molto meno del numero di Limes che eravamo chiamati a presentare. Dal punto di vista dell’ascoltatore, e della riuscita della trasmissione, fa lo stesso. Ma avendo chi scrive scrupolosamente letto un volumotto di oltre 300 pagine, Limes appunto, per dovere professionale sento il bisogno di alcune puntualizzazioni.
La novità più importante è che la “Rivista italiana di geopolitica”, parla ben poco di geopolitica e molto di altre cose. Parla pochissimo di economia. Per esempio ignora un evento capitale come la chiusura dei rapporti con il FMI da parte di mezzo continente latinoamericano. Non c’è un solo pezzo che contestualizzi l’attuale fase storica dopo il crollo dell’ortodossia neoliberale. Dovendosi occupare di Venezuela non c’è un solo articolo sull’ingresso del paese nel Mercosur né sul Mercosur in generale. Non c’è un solo articolo che … Leggi tutto
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di Gennaro Carotenuto, martedì 17 aprile 2007, 14:24
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America latina
Ascolta la trasmissione di Radio3Mondo, sull’ultimo numero di Limes dedicato al Venezuela e all’America Latina, condotta da Gian Antonio Stella del Corriere della Sera, con Gennaro Carotenuto, Lucio Caracciolo, direttore di Limes, Diletta Varlese dalla Isla Margarita, Marisa Bafile, deputata dell’Ulivo eletta in Venezuela e Maurizio Stefanini de Il Foglio.
Parole chiave: America Latina, Informazione, disinformazione, Venezuela, Hugo Chávez, Gian Antonio Stella, Corriere della Sera, Gennaro Carotenuto, Lucio Caracciolo, Limes, Diletta Varlese, Marisa Bafile, Maurizio Stefanini, Il Foglio, Radio3Mondo, Rai
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 16 aprile 2007, 08:21
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Media
ANNUNCIO IMPORTANTE: Domani, 17 aprile, a Radio3Mondo, Radio3 Rai, dalle ore 10.15 alle ore 11.15 circa, Gennaro Carotenuto dibatterà con Lucio Caracciolo sull’ultimo numero di Limes, “Chávez – Castro, l’antiamerica”.
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