Gli articoli con tag: " Liberazione "
Per Carole Roussopoulos
Ho appreso ieri sera della morte di Carole Roussopoulos. Il suo primo film che ho visto, se la memoria non mi inganna, credo sia stato S.C.U.M, parecchi anni fa, durante una delle mie tante giornate/notti en promenade per Parigi, tra cinema e femminismo.
Vincenza Perilli su http://www.gennarocarotenuto.it
Libera, e ipocrita, informazione.
In vista dell’appuntamento di domani, 3 Ottobre, per la libertà d’informazione, con la manifestazione indetta dalla FNSI (alle 16.00 in Piazza del Popolo a Roma; per chi volesse conviene arrivare un’ora prima, a Piazza della Repubblica, per partecipare anche al corteo dei precari, che hanno sicuramente bisogno d’aiuto più di "Repubblica), potrebbe essere utile riflettere non solo sulla "libertà" ma anche sulla "verità" dell’informazione.
Lungi da me l’intenzione di usare questo spazio per autoeleggermi a "censor maximus" sulla veridicità o meno delle notizie e delle opinioni (cosa peraltro molto alla moda, soprattutto per Berlusconi, Scajola, la Gelmini e gli altri compagni di merende), vorrei solo riportare alcuni dati sui temi all’ordine del giorno nelle ultime settimane.
Mattia Nesti su http://www.gennarocarotenuto.it
Attività per la libertà della Palestina in Argentina. Una lotta colpita dalla repressione. Intervista
Come compagni delle Brisop (Brigate per la solidarietà e per la pace) abbiamo intervistato il compagno Dario, di Buenos Aires, venuto in Italia per intervenire al campo estivo organizzato a Viareggio dall’Unione democratica arabo-palestinese.
Alessandro Bruschi su http://www.gennarocarotenuto.it
Ladri di illusioni e biciclette, un muratore laureato a Sora….

La segnalazione di un amico mi porta a leggere in ritardo una notizia del 19 settembre, quel sabato in cui doveva scendere in piazza la Stampa e il popolo che legge ascolta guarda indignato, Senza Bavaglio e senza Informazione ma bisognava rispettare il silenzio per i Morti caduti in Pace e l’appuntamento è slittato, come una trasmissione della Rai, di porta in porta, tra un ballo e un altro.
Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
La Jornada, compie 25 anni; fare un quotidiano di sinistra ha ancora un senso
Compie 25 anni il quotidiano messicano “La Jornada” (nell’immagine la prima pagina che festeggiava la fine dell’era Bush), probabilmente il più grande giornale di sinistra al mondo. Agli albori dell’era Internet fece conoscere ovunque cosa stava succedendo con gli zapatisti del Chiapas.
Quel capodanno tra il 1993 e il 1994, quando Jaime Áviles, una delle firme di punta del quotidiano di Città del Messico, solo casualmente si trovava in Chiapas, cambiò anche la storia dell’informazione.
Per la prima volta una tragedia negata del sud del mondo, quella della ribellione armata degli indigeni del Chiapas, che avevano formato l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, riusciva a sforare il silenzio omertoso dei media mainstream facendo leva su due combinazioni: la capacità di comunicare e la presenza di Internet.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Arfè. La morte non spegne un pensiero fecondo
Spesso, nell’imbarbarimento di quest’anno terribile per la democrazia, mi sono tornati in mente Arfè e le nostre ultime conversazioni nel suo studio.
Giuseppe Aragno su http://www.gennarocarotenuto.it
Víctor Polay Campos: una vita spesa nella guerra all’ingiustizia

di Marinella Correggia, Annalisa Melandri
“Il Manifesto”, 10 settembre 2009
«Ora soluzione politica»
Intervista dal carcere del Callao, dove è sepolto vivo da quasi 20 anni, a Víctor Polay, leader dell’Mrta, il Movimento rivoluzionario Túpac Amaru. «La nostra lotta era giusta e non è stata vana. Ma il tempo delle armi è finito: in Perú e in una America latina che va vista con speranza e ottimismo»
su http://www.gennarocarotenuto.it
La sparizione forzata di Rosendo Radilla: il Messico davanti alla Corte Interamericana dei Diritti Umani

Lo scorso 7 luglio si è tenuta a San José di Costa Rica presso la Corte Interamericana di Difesa dei Dirtti Umani un’udienza che per il Messico può essere considerata storica.
Per la prima volta nella storia dell’Esercito e del paese, lo Stato messicano si trova al banco degli imputati per la politica repressiva applicata dal governo e dalle Forze Armate durante la così detta guerra sucia. Il caso preso in esame, della sparizione forzata di Rosendo Radilla Pacheco, avvenuta il 25 agosto del 1974 ad Atoyac de Álvarez, stato del Guerrero, e del quale quella del 7 luglio è stata soltanto l’udienza preliminare, è considerato infatti emblematico di centinaia di altri avvenuti in quegli stessi anni, nel decennio compreso tra la fine degli anni ’60 e la fine degli anni ’70, quando la sparizione forzata era una modalità repressiva applicata sistematicamente in Messico con lo scopo di rompere l’unità del tessuto sociale organizzato e di annientare fisicamente qualsiasi forma di protesta e di dissidenza.
Annalisa Melandri su http://www.gennarocarotenuto.it
Lettera aperta: costruiamo insieme un’altra Italia.
"[Questa lettera è tratta da un dibattito sviluppatosi sul sito del “Giornalismo Partecipativo” www.gennarocarotenuto.it].
Siamo uomini e donne che credono nell’altra Italia.
Quell’Italia onesta che lavora, che resiste, che vuole costruire un Paese migliore. Quell’Italia che negli ultimi tempi è stata fin troppo oscurata dall’Italia dei padroni e dei padroncini, dei furbetti del quartierino, degli speculatori, dell’ipocrisia dei benpensanti e dei figli di papà, degli evasori che dichiarano quanto un operaio e tengono lo yacht in porto, dei raccomandati e dei raccomandanti, dei corruttori e dei corrotti.
Mattia Nesti su http://www.gennarocarotenuto.it
Detenuti Contenuti Legati e Morti: Francesco Mastrogiovannii

Certi fatti li conoscono in pochi, sono marginali, certi altri li leggono in un numero ancora più esiguo, sopratutto se si tratta di detenuti contenuti legati e morti, mai prosciolti da certa cronaca nera, che diventa sempre più buia, fino alla fine: “pericolosi per sè e per gli altri e/o se si arreca pubblico scandalo“. La mia filosofia da 4 soldi è quella di farli circolare e comunicare, non fosse altro che per darne notizia. Ringrazio Gino Ancona per la possibilità che mi ha data, ricapitolando, di sapere quanto è emerso in Rete e purtoppo non solo virtualmente. Questa è la notizia di cronaca nera-Vallo: morte in corsia del 14 agosto 2009.
Lui, l’anarchico che non c’è più, si chiamava Francesco Mastrogiovanni, detto Franco: insegnante elementare , i suoi alunni lo chiamavano ” il maestro più alto del mondo”. Aveva 58 anni. Un diverso indesiderabile.
La caccia all’uomo, una volta ancora si è conclusa, per il colpevole di disturbo. E si indaga.
Che le nuvole danzino…
Doriana Goracci
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Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
Maroni o, se volete, "Roberto delle bande verdi"
Dalle parole ai fatti. Il governo verde cavalletta dei celoduristi, sostenuto dai quattrini versati a fiumi da “Roma ladrona”, procede come uno schiacciasassi e appare chiaro: nasce un Principato Gallo-Cisalpino.
A Bossi che straccia il tricolore e a Calderoni che fa il filo alle gabbie salariali, copre le spalle con piglio celtico Maroni, “Roberto delle bande verdi”, con la Guardia Nazionale, gli alpini di Padania e, da ultimo, la Milizia Volontaria per la Sicurezza dell’agiatezza gallo-cisalpina.
E’ il principato dell’egoismo e tanto peggio per i poveri d’ogni contrada: nordici, sudici e comunitari o islamici, marocchini e clandestini.
Giuseppe Aragno su http://www.gennarocarotenuto.it
La pillola del diavolo
Diciamolo subito. Lo scandalo non è l’indemoniata pillola abortiva RU486, contro cui l’alto clero cattolico sta mobilitando tutte le sue forze. Pillola che causerebbe nientemeno che “una crepa nella civiltà” come si è premurato di diagnosticare il cardinale Angelo Bagnasco. "Delitto da scomunica" invece per Monsignor Sgreccia (Movimento per la Vita).
marcello faletra su http://www.gennarocarotenuto.it
Honduras, perché gli Usa tacciono? Colpa del conflitto Obama- Hillary
Alcuni fedelissimi della Segretaria di Stato americana oggi lavorano attivamente con i golpisti.
Tom Hayden
La politica americana confrontata al colpo di Stato del 28 giugno (che ha detronizzato il presidente dell’Honduras Manuel Zelaya, sostituendolo con Roberto Micheletti), rischia di sprofondare nella confusione a causa delle divergenze tra il Presidente Barack Obama e la Segretaria di Stato Hillary Clinton.
Questi contrasti vengono da lontano, almeno dalle primarie del 2008 quando i due si sfidarono per l’investitura presidenziale.
Mattia Nesti su http://www.gennarocarotenuto.it

