Thursday 09 February 2012, 04:16

Gli articoli con tag: " Lettera22 "

Donne, diamo vita al "Pacchetto Bellezza"

POLITKOVSKAIAda ritaatria.it

Dedicata ad Anna Politkovskaia, giornalista russa, uccisa perché amava la verità

Per cancellare le violenze che ci vengono fatte
E’ COSI’, siamo infuriate ed esasperate per tutta la valanga di violenza che oggi noi donne italiane e migranti
stiamo subendo a causa di comportamenti maschili oltraggiosi e devastanti!
E’ in atto un tentativo determinato ad annientare la grandezza e la gioiosità femminile che va dalla violenza
sessuale che devasta corpi e anime, esercitata da maschi soli o in branco, sconosciuti o parenti, alla violenza
delle guerre, le cui conseguenze ricadono ancor più sulle donne, sui loro figli e sulle loro case. L’esperienza
femminile ci dice che le guerre da qualunque parte si combattano, usano mezzi che ci sono estranei per i
quali noi donne non siamo altro che “bottino di guerra”.

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Russia: Crimini contro la Giustizia

Da troppi mesi dedico insufficiente attenzione a quello che accade in Russia, paese che ho visitato e a cui mi sento legato per diverse ragioni: la mia distrazione è forse anche motivata dalla profondità della sua crisi morale, prima che economica e politica, che mi trasmette un frustrante senso di impotenza e probabilmente un impulso di rimozione.
Ma non posso trascurare quanto è avvenuto nelle scorse settimane, a partire dall’omicidio dell’avvocato e attivista Stanislav Markelov e della giornalista Anastasia Baburova: ho ricostruito i recenti eventi attraverso una sorta di collage di approfondimenti reperiti in Rete, cercando di mettere a fuoco il senso di ciò che sta accadendo. … Leggi tutto

Cosa cambia con l’arrivo di Barak Obama in Medio Oriente?

Cosa cambia con l’arrivo di Barak Obama? Per Hamas guarda alla crisi con gli "occhi di Israele". Ma il neo presidente sceglie anche un rappresentante speciale, George Mitchell (nella foto), che è in realtà una piccola svolta polItica

Junko Terao

Sabato 24 Gennaio 2009

“Un inzio infelice” quello di Barack Obama rispetto alla questione mediorientale. Il commento è di Hamas che, per voce del suo rappresentante in Libano, Osama Hamdan, ha anche aggiunto che “l’impressione è che stia cercando di commettere gli stessi errori di Bush che hanno portato all’esplosione della regione”. Obama, che ieri ha nominato George Mitchell inviato speciale per il Medio Oriente – scelta che Israele e Autorità nazionale palestinese hanno accolto con favore –, nell’auspicare un cessate il fuoco duraturo, ha ribadito il diritto di Israele a difendersi dal lancio di razzi da parte di Hamas. Una frase che non è piaciuta all’organizzazione islamista, secondo cui Obama e gli Usa guardano alla situazione “con gli occhi di Israele”.

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Barack Obama: senza pregiudizio, né positivo né negativo

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Vedo gli obamiti italiani fare la ola e vorrei condividere un po’ di più di quell’ottimismo un po’ ingenuo di chi continua a considerare il più “bla bla” dei presidenti statunitensi, John F. Kennedy, come un cambiamento.

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Decreto legge: la cooperazione in Italia la fanno solo i militari

pdd_061134 Sulla Gazzetta Ufficiale di oggi compare un decreto legge che è un cambio paradigmatico per la cooperazione italiana. Il decreto legge sulle missioni militari all’estero taglia infatti oltre 100 milioni di euro alle attività civili.

L’Italia, che era al penultimo posto dopo gli Stati Uniti per la cooperazione allo sviluppo, diventa così ultima, oramai sotto lo 0,1% del PIL, e gli obbiettivi del Millennio sono carta straccia.

Ma non basta: penalizza il Ministero degli Esteri e privilegia quello la Difesa. Toglie fondi alle Ong e alle associazioni e favorisce la cooperazione dei militari. E’ una scelta che non si spiega solo con i diversi titolari dei ministeri, l’imbelle Franco Frattini e il nerboruto Ignazio La Russa ma con una precisa scelta culturale.

Dopo i tagli della Finanziaria che retrocedono ancora di più l’Italia nel campo della lotta alla povertà, quello del decreto legge è un giro di boa circondato, come tutte le svolte operate da questo governo da un grande silenzio. Lo rompe Lettera22, l’agenzia di stampa che consideriamo partecipativa, amica, indispensabile e ainda mais, che ci segnala di buonora il suo informato speciale sul DL che di seguito pubblichiamo e del quale invitiamo ad attenta lettura e diffusione (gc).

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Emanuele Giordana – Se vince Mao sul tetto del mondo

Pushpa Kamal Dahal, il "compagno Prachanda" (nella foto) è l’asso pigliatutto in testa nelle proiezioni dei risultati di voto delle elezioni politiche del Nepal

di Emanuele Giordana

Martedi’ 15 Aprile 2008
Chi ha paura del lupo cattivo? E’ una domanda inevitabile se si scorrono i risultati parziali, ma assai indicativi, delle elezioni nepalesi. Altro che larghe intese! Di largo, vasto, ingombrante, scoccante, sul Tetto del Mondo c’è solo un risultato che premia il partito maoista di Prachanda che, fino all’altro ieri, imbracciava il fucile e non disdegnava di tagliare la gola ai sindaci filogovernativi. Non di meno, nel giro di un paio d’anni, i maoisti, dopo oltre dieci di lotta armata, hanno fatto un’inversione a U: si sono accordati coi partiti istituzionali, hanno fatto nascere un’organizzazione politica dal movimento popolare armato e convenuto con le Nazioni Unite le tappe dello smantellamento del loro Esercito popolare di liberazione. Del resto l’esercito reale non fece altrettante efferatezze? E’ la guerra civile, bellezza. Ma ora il capitolo è chiuso.
Sarà proprio così?

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Il papa e gli ebrei americani

Durante la sua visita negli Stati Uniti, Papa Benedetto XVI dedichera’ un’attenzione particolare alle comunita’ ebraiche. Durante la tappa a Washington, infatti, il Pontefice incontrera’ al John Paul II Cultural Center i leader di diverse religioni, compresi i musulmani, gli ebrei, i buddisti e gli induisti e poi, separatamente, soltanto gli ebrei

Nella foto, la singagoga di NY, particolare della facciata

Gianna Pontecorboli

Sabato 12 Aprile 2008
‘’Quando ho raccontato la storia della balia cattolica che ha salvato la mia vita in Polonia, durante il nostro incontro a Roma, il Papa mi ha preso la mano e mi ha detto ‘’ Hai toccato il mio cuore, grazie’’. Mi ha dato La sensazione di un uomo caldo e sensibile, non della persona rigida descritta qualche volta dalla stampa’’, racconta Abraham Foxman, direttore della Anti-defamation League americana . Durante la sua visita negli Stati Uniti, Papa Benedetto XVI dedichera’ un’attenzione particolare alle comunita’ ebraiche.

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Nascita, ascesa, declino ed eredita’ dell’ex presidente indonesiano Suharto

Emanuele Giordana, il direttore di Lettera22 è forse il massimo esperto di cose indonesiane in Italia. Come non affidarsi alle sue parole per il coccodrillo di uno dei peggiori criminali del XX secolo (nella foto con l’ex presidente statunitense Gerald Ford che con Henry Kissinger e Richard Nikon fu il principale sponsor e complice).

L’Ottantaseienne ex presidente indonesiano Suharto, uno dei piu’ longevi ditattori del “secolo breve”, e’ morto nel suo letto d’ospedale, dov’era ricoverato da tre settimane, al Pertamnina di Giacarta. Pertamina e’ la compagnia di bandiera che gestisce il petrolio indonesiano. Un vanto per quest’uomo che si faceva amabilmente chiamare “Bapak Pembangunan”, padre dello sviluppo, e che rivendicava di aver reso il suo paese autosufficiente dal punto di vista alimentare. E soprattutto di averlo vaccinato dalla malattia del secolo: il comunismo.
Benche’ il vecchio se ne sia andato con una sfilza di procedimenti giudiziari a carico – mai andati in porto per “motivi di salute” – con il peso di qualche centiania di migliaia di assassini politici alcuni dei quali pubblicamnete rivendicati e che, per gran parte degli indonesiani, quest’uomo abbia rappresentato, per 32 anni dal 1966 al 1998, un regime di terrore, il paese gli ha dedicato una settimana di lutto nazionale e il presidente della repubblica Yudoyhono, l’uomo che gli ha garantito di non finire in questi anni alla sbarra, ha detto che Suharto ha reso un “grande servizio alla nazione”. Se si pensa che Yudoyhono, benche’ sia stato democraticamnete eletto e si sia in effetti dimostrato un presidente democratico, proviene dall’esercito, molto si spiega.

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Rutelli condanna a morte i gay cubani, Cuba no!

La reazione di Mariela Castro, direttrice del Centro cubano di educazione sessuale, alle esternazioni del vicepremier che ha accumunato Teheran all’Avana sulla pena capitale contro gli omosessuali. “Se fosse per me – dice la Castro – la abolirei dal pianeta”. E comunque a Cuba essere omosessuali non è un reato. Tantomeno punito con la pena di morte

Emanuele Giordana da Lettera22

“Francesco Rutelli ha condannato a morte i gay cubani. Cuba no”. La risolve con una battuta in un largo sorriso Mariela Castro. Ma l’arrabbiatura è forte davvero. Qualche giorno fa il vicepresidente del consiglio si è lasciato andare a un’esternazione dove ha abbinato Cuba e Iran in merito alle condanne a morte contro i gay. “Ho letto di questo afflato missionario per liberare dal rischio della pena capitale i gay iraniani e cubani. Mi sono sorpresa perché un uomo che ha una tale responsabilità pubblica dovrebbe informarsi prima di parlare pubblicamente. Informarsi bene. Forse non sa, non solo che a Cuba l’omosessualità non viene punita dalla legge, ma che in parlamento giace una proposta di “unione legale” che darà agli omosessuali gli stessi identici diritti che hanno gli eterosessuali quando vi è un’unione consensuale fuori dal matrimonio. A sentire le vostre associazioni gay, mi pare di capire che in Italia c’è molto dibattito e proteste proprio su questo argomento. Insomma mi pare che da voi ci sia molta insoddisfazione tra gay, lesbiche e transessuali. Forse il signor Rutelli dovrebbe occuparsi degli italiani. Dei cubani già ci stiamo occupando noi”.
Mariela Castro è la direttrice del Cenesex, il Centro cubano di educazione sessuale che, da diversi anni (era diretto da sua madre) si batte per far avanzare la battaglia sui diritti. L’occasione per parlarne è un incontro, ospitato dalla provincia di Firenze e organizzato dal Programma per lo sviluppo dell’Onu (Undp) che ha per oggetto il “rispetto delle differenze”
Una battaglia che non incontra difficoltà?
Certo che ne incontra, come ovunque e soprattutto in società contrassegnate da “machismo” e da scarso rispetto delle diversità. Così a Cuba e così mi pare in Italia. Ma i successi ci sono. Ereditammo il codice spagnolo che puniva gli omosessuali che “davano scandalo” pubblico, ma che comunque non prevedeva per loro la pena capitale: ma con la Rivoluzione, il movimento femminile negli anni Ottanta cominciò una vera e propria lotta che ha cambiato la cultura cubana. Già dal ’79, ad esempio, i transessuali sono in carico al sistema sanitario nazionale C’è ancora molto da fare certo ma stiamo lavorando: adesso è in corso una campagna di educazione sessuale attraverso la stampa e facciamo pressione sui parlamentari con la nostra rivista e le nostre raccomandazioni (a marzo la Giunti pubblicherà una guida per adolescenti del Cenesex dove si parla apertamente di omosessualità ndr)
Ad esempio?
Miriamo a una cultura sempre più aperta verso omosessuali, bisessuali, transessuali. E’ già stato approvato che le operazioni chirurgiche richiesta da trans saranno a carico dello stato
Le reazioni?
Positive secondo i sondaggi anche tra leader religiosi, intellettuali, la gente in generale. Prima della rivoluzione, Cuba era una società razzista e maschilista ma le leggi sono andate nella direzione di una vera pari opportunità rispettosa della diversità
La nuova legge sui diritti delle coppie omosessuali?
Alcuni pensano che potrebbe passare per decreto ed essere poi approvata dal Consiglio di stato. Altri che se ne debba occupare il parlamento. Preferirei questa seconda opzione. E’ importante che cambiamenti importanti siano oggetto di dibattito e larga condivisione
Torno alla pena capitale. A Cuba è in vigore
L’ultimo caso è di diverso tempo fa e riguardava un attentato alla sicurezza dello stato. Ma se mi chiede la mia opinione personale, ritengo che dovrebbe sparire dalla legislazione dell’intero pianeta. Ma tante altre cose devono cambiare. Deve essere condannato anche il terrorismo di stato e i paesi che ne invadono altri.

Il Bangladesh e la protezione civile

Bangladesh Gianni Rufini, sulle pagine di Lettera22, un sito (e ainda mais) amico e consigliabile come pochi, fa un interessantissimo punto della situazione sugli effetti del ciclone Sidr in Bangladesh e sulla accresciuta capacità di questo paese di prevenzione e protezione civile.

Forse è arbitrario come fa Rufini paragonare Sidr al ciclone del 1970 che fece 300.000 morti, e quello del 1991 che ne fece 138.000 per dedurre che il numero … Leggi tutto

Emanuele Giordana, minuto per minuto dall’Afghanistan

Emanuele Giordana, direttore di Lettera22 e conduttore di Radio3Mondo è a Kabul e sta seguendo in tempo reale dall’Afghanistan le ultime vicende, tra le quali spicca il contrattacco dei servizi segreti di Karzai, che accusano Emergency di essere un’organizzazione fiancheggiatrice dei talebani e questa che sta in queste ore chiudendo i propri ospedali. Sul sito di Lettera22, con continui aggiornamenti, l’ottimo lavoro dall’Afghanistan di Emanuele Giordana.


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Oaxaca, le ore più difficili per la APPO

Anticipo in italiano il reportage da Oaxaca che uscirà su Brecha di Montevideo, e che, nella versione italiana è uscito oggi per Lettera22

Le cose sono cambiate a Oaxaca. Di fronte alla dura repressione del governo statale e del governo federale, il movimento di Oaxaca si è ritrovato in un angolo. Ci sono centinaia di incarcerati, alcune migliaia di persone sono nascoste dalle comunità indigene, al limite della clandestinità. Molti sono stati vinti dalla paura. Eppure domenica circa 15.000 persone sono tornate in piazza per esigere la liberazione dei prigionieri politici e le dimissioni del governatore.

OAXACA – Tornare a Oaxaca, dopo due settimane, è traumatico. Il 25 novembre, il giorno degli scontri più duri con la Polizia Federale Preventiva messicana (PFP), ha fatto da spartiacque per il movimento sociale e popolare di questo stato del sud del Messico. Se la storia terminasse oggi, sarebbe la storia di una sconfitta. Oggi l’ordine ?ed una calma apparente- regna su Oaxaca. Già dal cammino che … Leggi tutto

I conti truccati sulla cooperazione

Emanuele Giordana di Lettera22 anticipa i dati sulla taccagneria europea in materia di cooperazione.

L’aiuto pubblico allo sviluppo dell’Europa ne fa una leader mondiale. Ma c’è una scomoda verità. Che verrà rivelata il 25 aprile a Bruxelles da 1600 Organizzazioni non governative che hanno fatto le pulci al bilancio della generosità europea

Emanuele Giordana

I governi dell’Unione europea truccano le carte. E quando rendono noti i conti ai propri concittadini, dimostrando quanto … Leggi tutto

Ancora censurati dalla Tunisia, Lettera22, Amisnet e GennaroCarotenuto.it

Nonostante la dittatura fondomonetarista di Ben Alì abbia amnistiato in febbraio i nove ragazzi di Zarzis condannati a pesanti pene detentive per la colpa di avere utilizzato Internet, i siti che avevano denunciato il caso, tra i quali GennaroCarotenuto.it, restano censurati dal paese nordafricano. In particolare, a questo link, pubblicai il mio pezzo uscito su Brecha di Montevideo intitolato “Le mani di Bush su Internet” che denunciava … Leggi tutto

Si è parlato davvero di Iraq nelle nostre televisioni nel 2005?

Domani su Brecha esce un mio pezzo sul rapporto di Medici Senza Frontiere sulle dieci crisi più dimenticate dell’anno e che trovate qui, una lettura istruttiva. Si va dal Sudan all’Uganda al Nord dell’India alla Colombia al SIDA (Aids) che da quando ha smesso di essere mortale nel Nord del mondo è retrocesso al rango di malattia dimenticata come la malaria o la Tbc. Brecha, oltre a mille altre cose, offre la possibilità di scrivere dei piccoli saggi andando oltre le ristrettezze degli spazi giornalistici. 9500 caratteri sono ben oltre la media degli articoli di quotidiani e settimanali. Eppure, ne discutevo con Raúl Zibechi, il caporedattore agli esteri, mi sono sentito molto male a scrivere quest’articolo. Molto male perché dedicare 800 caratteri l’anno alla Costa d’Avorio o ad Haiti è un po’ come lavarsi la coscienza lasciando una moneta di elemosina. Non ho mai risolto dentro di me il conflitto su se dare una moneta sia meglio di niente ma nel documentarmi ho scoperto … Leggi tutto