Friday 25 May 2012, 05:53

Gli articoli con tag: " leggi razziali "

Berlusconi: un colpo di testa o un colpo di Stato?

Senza mezze parole, com’è giusto che sia se la misura è colma e il livello di guardia raggiunto. La taverna lombarda che comanda in un Parlamento di “nominati“, in attesa di dominare il Paese, getta la maschera sceglie di infilarsi in un vicolo cieco e apre uno scontro istituzionale dall’esito incerto e pericoloso. … Leggi tutto

Economia dello stupro e della razza

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Dal Manifesto della razza al Manifesto di Verona

Silvia Berruto e Paolo Momigliano Levi
In occasione della Giornata della Memoria, una riflessione sulle leggi razziali italiane del 1938 tenuta da Paolo Momigliano Levi, insegnante ed ex direttore dell’Istituto storico della resistenza della Valle d’Aosta.

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Talmente vero da essere quasi del tutto falso

Definendo le leggi razziali “una pagina vergognosa della storia italiana. Quelle leggi hanno rappresentato uno dei momenti piu’ bui nelle vicende de nostro popolo” Gianfranco Fini non smentisce la propria continuità con il politicantismo italiano. … Leggi tutto

Documento: il discorso di Walter Veltroni del 25 ottobre 2008 al Circo Massimo

Quella di oggi, diciamocelo con orgoglio, è la prima grande manifestazione di massa del riformismo italiano, finalmente unito. E lo è perché il Partito Democratico è il più grande partito riformista che la storia d’Italia abbia mai conosciuto.

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La sai quella dell’italiano, dell’americano e del giapponese?

este_667532_15020 Chi ha vinto il premio Nobel per la Fisica? Due giapponesi e un “americano” si rimpallano i TG e i GR. E chi è l’americano? Avanti, dalla foto si capisce benissimo. E Yoichiro Nambu, tipico nome e faccia da WASP! Dove vuole arrivare quel rompipalle di Carotenuto? Ma a che non più tardi di un anno fa, quando Mario Capecchi, che è molto meno italiano di quanto Yoichiro Nambu è giapponese, vinse il premio Nobel per la medicina, gli stessi TG e GR si rimpallavano la notizia che un “italiano” avesse vinto il Nobel. Delle due l’una:

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Morti invano / 2

Se a qualcuno fosse sfuggito, segnalo questo interessante pezzo sul dilagare del fascismo nel mondo del calcio, che si aggiunge al dilagare del fascismo negli stadi, al dilagare del fascismo nelle strade, al dilagare del fascismo nelle istituzioni…ma allora veramente tanti sono morti invano ??? … Leggi tutto

Lettera aperta al portiere del Milan Abbiati. L’outing ipocrita del calciatore fascista

Mai nessuno che abbia il coraggio di dire: “Ebbene sì, sono fascista, mi stanno sul cazzo i negri, mi piace il Duce, i suoi ideali maschi di forza, di giovinezza, di comando, contro gli intellettualini mezzi froci e comunisti che danno lezioni su camere a gas, campi rom e altre stronzate del genere” … Leggi tutto

Mariastella Gelmini e Umberto Bossi: filosofia della storia o storia senza filosofia

Non ho dubbi. La sensazione che provo da tempo di una pericolosa afonia dei filosofi, di una sorta di desertificazione del pensiero speculativo, è figlia naturale della mia ignoranza. … Leggi tutto

Alessandro Portelli: Negro di merda? «Generica antipatia»

Alessandro Portelli 
Fonte: Il Manifesto
Hanno proprio ragione i magistrati e i politici milanesi secondo cui massacrare una persona chiamandolo «negro di merda» non è un atto di razzismo. Infatti hanno dalla loro la più autorevole giurisprudenza del nostro paese: un paio di anni or sono, la Corte di Cassazione sentenziò, infatti, che «l’espressione ‘sporco negro’» – pronunciata da un italiano mentre aggredisce persone di colore alle quali provoca serie lesioni – non denota, di per sé, l’intento discriminatorio e razzista di chi la pronuncia perché potrebbe anche essere una manifestazione di ‘generica antipatia, insofferenza o rifiuto’ per chi appartiene a una razza diversa». 
Immagino che la suddetta preclara giurisprudenza possa applicarsi anche a espressioni affini come «negro di merda». … Leggi tutto

Mortacci dell’8 settembre

Li mortacci tua – li mortacci vostra: non credo che debba tradurre questa colorita e cadaverica affermazione ed imprecazione romanesca ma questo mi è venuto in mente leggendo i ben 4 messaggi arrivati da Tim sul cellulare, pari a quelli ricevuti l’11 settembre del 2001. … Leggi tutto

All’Ombra dei Rom

Cominciamo dai quelli che rubano sporcano delinquono falsificano, cominciamo dai Rom, magari:’per i bambini rom nati in Italia senza i genitori dovremmo garantire la cittadinanza italiana, un nome e un cognome per dargli tutela e identità, una cittadinanza non per ius sanguinis ma per ragioni umanitarie’, propone e  dispone Maroni.

Questo incipit, non è un aborto umanitario-giustizialista estivo, nasce  da un parto lontano, quasi un’ottantina di anni fa. In Europa, tra le due guerre, si era sperimentata l’eliminazione, quanto meno il controllo dei ‘devianti sociali’ e degli stranieri.  Tra il 1926 e il 1972, venne condotta l’operazione in Svizzera dell”Enfants de la grand-route’(Bambini della strada maestra): oltre seicento bambini jenisches furono sottratti a forza alle loro famiglie, bisognava ‘Sradicare il male del nomadismo’. Quella bella ‘Opera di soccorso’  era stata fondata e diretta fina dal 1926 , dal dottor  Alfred Siegfried , benefattore amatissimo dalla  polizia e dalle autorità pubbliche cantonali e comunali: ‘Chiunque voglia combattere efficacemente il nomadismo deve mirare a far saltare la comunità dei girovaghi e porre fine, per quanto ciò possa apparire duro, alla comunità familiare. Non esistono altre soluzioni’. Tutto questo è scritto ampiamente nell”Eugenetica in Europa tra le due guerre e oltre’ da Laurence Jourdan, per chi voglia approfondire. Settanta anni ci distaccano dal 1938, in cui l’Italia adotta le leggi razziali, il papa Pio XII tace addolorato, la Svizzera chiude le frontiere, in Germania si intensificano le ostilità contro gli ebrei, la conferenza di Evian sui profughi fallisce, l’Italia adotta le leggi razziali.  Parlano i giornali svizzeri,  come il cattolico Giornale del Popolo, allineato alle posizioni del Vaticano che  condanna gli eccessi nazisti, ma vede di buon occhio il fascismo italiano e ritiene opportune le legislazioni discriminatorie, purché vengano prese con cristiana “mitezza e persuasione”. Silvana Calvo, ricercatrice ticinese, pubblicò nel 2005  un interessante studio intitolato “1938, anno infame. Antisemitismo e profughi nella stampa ticinese” in cui spiega come   la stampa del Canton Ticino informava l’opinione pubblica sul crescente antisemitismo in Germania e sulla politica confederata in materia di profughi, malgrado alcuni organi della sinistra, come Libera Stampa, Avanguardia e Popolo e libertà, condannavano senza indugi il nazismo e il fascismo.
Ma venendo all’oggi, l’opposizione sinistra al governo,  partorì anch’essa un sublime luogo di contonimento che è il Cpt, firmato da una parlamentare, la signora Turco e dall’attuale presidente della Repubblica italiana, Napolitano. Maroni può agevolmente incalzare: ‘togliere la patria potestà a chi manda i figli a rubare o a chiedere l’elemosina. Anche solo a vendere rose. Del resto nel 2007 l’allora ministro Rosi Bindi disse che occorreva difendere i minori anche ricorrendo alla rilevazione delle impronte digitali’. Gioco facile quindi anche per un’altra signora del Pdl-An all’Europarlamento, Angelilli , intervenire sul dibattito impronte digitali rom, nell’Aula a Strasburgo, dicendo:’Questo dibattito mi dà l’occasione per rivolgere delle domande alla sinistra, che con tanta solerzia ha pensato di utilizzare il Parlamento europeo per giudicare in maniera del tutto impropria, pretestuosa e preventiva l’applicazione di un’ordinanza italiana che è ancora in fase organizzativa’. La seduta di luglio,  si è conclusa con 284 voti favorevoli, 329 contrari e 11 astensioni, e  ha bocciato un emendamento presentato da Roberta Angelilli e Mario Borghezio , quello  che invitava l’Italia “a continuare il suo impegno per affrontare l’emergenza sociale e umanitaria e per assicurare il ripristino delle condizioni di legalità, sostenendo politiche per la lotta al lavoro nero minorile, allo sfruttamento dei minori e della prostituzione”. Questo accade al Pe. Da noi, in  estate, magari afosa come dice la Rossanda, ci si indigna, seduti all’Ombra o sdraiati per l’abbronzatura, a malapena  per il Lodo Alfano…Noi dobbiamo delegare: siamo o non siamo, come dice l’onorevole Borghezio, ‘cittadini esasperati e nauseati dagli spettacoli da quarto mondo che offrono generalmente i campi nomadi, a cominciare dalla realtà di Roma, frutto dell’assoluto disinteresse di Veltroni’?
Dalla Lotta di Popolo alla Rinascita Nazionale: i dispersi si sono ritrovati nell’appello di Gaudenzi e di Pietro Sella nell’Università d’Estate a Erba, in cui si concluse: ‘La genetica  insegna che la società multirazziale è irreversibile; la freccia del tempo ha una sola direzione. Se dobbiamo batterci occorre farlo subito. Pentirsi domani di quanto non si è fatto oggi non servirebbe a nulla. Nessuna razza inquinata può tornare quel che era; nessun popolo che abbia perso la sua identità etnica potrà mai più recuperarla. Quel che è certo anzi è che in esso scompare l’interesse all’indipendenza politica e la voglia di difendere, per i figli, quella economica. Un popolo privo di identità diventa un gregge che si muove docile nella direzione voluta dalla Grande Finanza. È per questo che a noi non interessa che gli immigrati siano regolari, istruiti, magari cattolici. La presenza di masse di stranieri inassimilabili per ragioni di razza, di religione, di cultura, è comunque, per qualsiasi Paese, assolutamente negativa. Ci auguriamo che nella prossima legislatura, la Lega e quelle forze che specie al centro e al sud si coaguleranno intorno a Rinascita Nazionale, abbiano i numeri per imporre i grandi cambiamenti necessari’. Se avessero potuto avere gli Endsieg -Vittoria finale, li avrebbero fatti cantare  il pezzo Kanaken.
Tornando al presente, Maroni ha fatto notare  che i bambini rom, vivono in condizioni eccezionalmente disagiate, che necessitano di misure eccezionali: «Quei bambini dividono il loro spazio con i topi. Tutti coloro che protestano dicano se se la sentono di consentire che oggi in Italia in questi campi i bambini convivano con i topi».
Chissà se Maroni ha mai letto MAUS di Art Spiegelmann, disegnatore di sublimi fumetti e topi? Nel suo libro, gli ebrei sono raffigurati come topi, i tedeschi come gatti, i polacchi come maiali, gli americani come cani e gli svedesi come cervi. Mancano gli italiani, ma qualcuno ci sta lavorando a questo ‘disegno’, anche se è estate e noi possiamo cantare come Fiorello con i Veltroni-boys, sul pulman del Pd, solo pochi mesi fa: ‘ Arrivederci Roma…ma  che ce frega ma che ce ‘mporta’…a gennaio c’è tempo. In alto i nostri medi e la croce, magari celtica.

Doriana Goracci

Manifesto degli scienziati antirazzisti 2008

einstein_001 A 70 anni dal Manifesto degli scienziati razzisti e dalle leggi razziali volute dal fascismo e dal re, un gruppo di autorevoli studiosi lancia un Manifesto degli scienziati antirazzisti. Plaudo e aderisco a questa iniziativa e invito a scaricare e diffondere il volantino del testo del manifesto che riporto di seguito. Non diamo per scontato che il nostro vicino di casa non abbia bisogno di una rinfrescata sul fatto che di razza ce n’è una sola. Quella umana.

Gennaro Carotenuto

I. Le razze umane non esistono. L’esistenza delle razze umane è un’astrazione derivante da una cattiva interpretazione di piccole differenze fisiche fra persone, percepite dai nostri sensi, erroneamente associate a differenze “psicologiche” e interpretate sulla base di pregiudizi secolari. Queste astratte suddivisioni, basate sull’idea che gli umani formino gruppi biologicamente ed ereditariamente ben distinti, sono pure invenzioni da sempre utilizzate per classificare arbitrariamente uomini e donne in “migliori” e “peggiori” e quindi discriminare questi ultimi (sempre i più deboli), dopo averli additati come la chiave di tutti i mali nei momenti di crisi.

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“Nomadi”: se fossero schedati davvero tutti? Tornerebbero forse le mezze stagioni?

Se tanto mi da tanto…
Su Repubblica online (3 luglio) appare un articolo, di cronaca nera, “Roma, arrestato dopo 14 anni – Uccise durante una rapina -”. Come mai un omicidio per rapina, risolto dopo 14 anni, salti alla cronaca di un giornale online importante è presto detto: il fermato è un “nomade”, all’epoca dei fatti minorenne, “Incastrato dalle impronte su un pezzettino di carta: – Allora non era ancora schedato -”.
Il nostro buon giornalista di Repubblica non lo dice ma ci sorge il dubbio che forse il messaggio “subliminale” sia “se fosse stato schedato le indagini si sarebbero risolte subito”. Non pochi lettori di Repubblica, sicuramente si riconosceranno in ciò. E con questo, l’opinione pubblica, anche nel piccolo, non è delusa.
Leggi razziali? Ma no; lo si fa per la sicurezza! Ha visto signora mia?

Allarmi, siamo fascisti…

Postfascisti???

Questo che ho pubblicato in Marginalia è il manifesto affisso a Milano da Alleanza Nazionale in questi giorni: Giorgio Almirante un esempio da seguire? E intanto il neo-sindaco di destra Alemanno (che fu instancabile organizzatore dei funerali di Almirante alla fine dei quali Gianfranco Fini pronunciò un accorato elogio funebre) propone di dedicare a Giorgio Almirante una via della capitale. Un’analoga proposta del nostalgico di turno di qualche anno fa in quel di Grosseto ebbe esito negativo. Ma sembra che i tempi siano cambiati. E la memoria è (sempre più) corta. … Leggi tutto