Thursday 09 February 2012, 13:23

Gli articoli con tag: " leggi ad personam "

“Lo sbarco, la nave dei diritti da Barcellona a Genova”

Immagine anteprima YouTubeFonte: www.losbarco.org

Sotto riporto il manifesto dell’iniziativa:

“Siamo un gruppo di italiani/e che vivono a Barcellona.
Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale.
Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi.
In Spagna, negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati.
Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam.
Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane.
E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute.
Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona e arrivi a Civitavecchia (o a Genova).
Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria.
Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.
Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio.
Creiamo ponti, non muri.
È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e.
Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento.”

QUANDO E COME

“La nave, un servizio di linea di cui occuperemmo una parte, dovrebbe partire giovedì 24 GIUGNO sera e rientrare domenica 27 GIUGNO sera. Durante il viaggio prevediamo di svolgere attività di vario tipo. Se hai qualche proposta, segnalacela.

Stiamo cercando di contrattare dei prezzi accessibili (intorno ai 100 Euro per persona) e penseremo a forme di autofinanziamento (collette, sottoscrizioni, feste…) affinchè anche coloro che hanno difficoltà economiche (studenti, disoccupati, famiglie numerose…) possano partecipare. Aiutaci!

Stiamo lavorando su due possibili destinazioni:

- o Civitavecchia (e quindi: Roma) la nave in questo caso, essendo più grande, offre più servizi e ha saloni a disposizione per riunirsi, fare attività.

- o Genova, con il vantaggio di arrivare subito nel centro urbano.

Si tratterebbe poi di organizzare un’ospitalità per UNA NOTTE e una giornata nella città di destinazione, in una piazza, con eventi, incontri, quanto nascerà.

Vi chiediamo:

· di far girare questa informazione e mandare osservazioni, il lavoro è in progress

·di partecipare al viaggio se vivete qua o di aiutarci a preparare la parte di manifestazione “in Italia”: l’obiettivo è che partano 1000 persone (di tutte le età), altrimenti si penserà ad altro.

·Chiediamo anche un’adesione simbolica a gruppi italiani, europei, extraeuropei e a singole persone, intellettuali o meno, con messaggi di testo o video.”

Fonte: www.losbarco.org

Le carte di Silvio Berlusconi per uscire dalla casa del “Grande fratello”

economist Giuliano Ferrara, sulle pagine de “Il Foglio”, ha invitato in settimana Silvio Berlusconi a riprendere in mano il proprio destino: “Berlusconi deve liberarsi della molta stupidità e inesperienza politico-istituzionale che lo circonda, e deve decidersi: o accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare, senza perdere più un solo colpo, il senso e la dignità di una grande avventura politica all’insieme della sua opera e delle sue funzioni”.

Il quotidiano della CEI “Avvenire” intanto ha messo sul tappeto un punto ineludibile: Berlusconi deve “sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier”.

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Elezioni giugno 2009

Elezioni giugno 2009- Bene, anzi male. Si può dire come al solito tutto e il contrario di tutto. Ognuno ha vinto, nessuno ha perso.
Io personalmente dico bene, perché è stato scongiurato il Berlusconi pappatutto, boss anche in Europa e con la forza tracotante per imporre leggi ad personam, per favorire interessi di pochi e per chiudere sempre di più gli spazi democratici. Forse il mancato plebiscito, il fallito raggiungimento del 45% del partito del predellino, gli spunterà un poco le unghie e continuerà a mantenergli qualche difficoltà che le ultime vicende personali gli hanno procurato, specie in chiave internazionale. Forse è vero che una parte dell’elettorato ubriacato si sta svegliando. Forse.

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Maurizio Chierici: La Chiesa che dà fastidio

Famiglia Cristiana non è il solo giornale ad inquietare le gerarchie della Chiesa. E’ già successo; risuccederà. Con l’assenso silenzioso del Vaticano il fascismo aveva scremato ogni testata considerata inopportune. Fogli diocesani < non patriottici > nel mettere in dubbio le opere del regime. Anche la democrazia non è stata di meno. Lontano dai veleni del dopoguerra, negli anni ottanta Padre Alex Zanotelli è stato rimosso dalla direzione di Nigrizia per aver pubblicato l’elenco delle industrie italiane che fabbricavano armi proibite: mine antiuomo, per esempio.

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La nuova Rifondazione

Posto qui il commento che ho scritto su Il Buon caffè, relativo all’elezione di Ferrero a segretario del Prc.
La risorsa. Quasi una lettera
Come avevo promesso qualche giorno fa voglio esprimere con un articolo (che somiglia tanto a una lettera o a un pessimo documento congressuale) la mia posizione riguardo l’elezione di Paolo Ferrero alla guida del Prc. Dopo questa seguirò le sorti del blog – starò in stand by – e probabilmente non vi assillerò per un pò. Ora vi prego, se vi va, di leggere. E mi rivolgo in particolare ai lettori che si riconoscono in qualche modo, nella sinistra. Anche nel senso più generico del termine. … Leggi tutto

La riforma che uccide l’Università

Secondo Il Giornale i docenti universitari lavorano un’ora al giorno e guadagnano 10.000 Euro al mese. Balle. Calunnie. Certe volte mi ritrovo in Skype con un’amica ben dopo la mezzanotte e stiamo entrambi ancora lavorando, scrivendo, correggendo tesi, preparando didattiche vicine e lontane. Lo facciamo con impegno, passione e perfino orgoglio per un’istituzione che pure siamo coscienti che cada a pezzi. Lo facciamo per uno stipendio di circa un settimo (1/7) di quello che ci attribuisce Il Giornale e non ci lamentiamo. Non sono un “figlio di” né un raccomandato, né un fannullone (al contrario) e sono stufo di essere calunniato da questo governo e i suoi sicari informativi.

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Il vero volto del Cavaliere

di Ezio Mauro

NEL mezzo della luna di miele che la maggioranza degli italiani credeva di vivere con il nuovo governo, la vera natura del berlusconismo emerge prepotente, uguale a se stessa, dominata da uno stato personale di necessità e da un’emergenza privata che spazzano via in un pomeriggio ogni camuffamento istituzionale e ogni travestimento da uomo di Stato del Cavaliere. No. Berlusconi resta Berlusconi, pronto a deformare lo Stato di diritto per salvaguardia personale, a limitare la libertà di stampa per sfuggire alla pubblicazione di dialoghi telefonici imbarazzanti, a colpire il diritto dell’opinione pubblica a essere informata sulle grandi inchieste e sui reati commessi, pur di fermare le indagini della magistratura. … Leggi tutto

E se facessero Marco Travaglio ministro della Giustizia?

”Mandiamo più rompic… possibile nel prossimo Parlamento”

di Stefano Corradino – Articolo 21

Due scenari possibili. Vince Berlusconi. E’ un replay della sua ultima legislatura? Altro scenario: vince Veltroni. Cosa cambia? Nella giustizia, nell’informazione. Sul conflitto di interessi, sulle leggi ad personam… Nulla di fatto come in passato? E un po’ di fantapolitica. Si propone il nome di Marco Travaglio a ministro della Giustizia: cosa faresti nei tuoi primi 100 giorni? “Premesso che non lo farebbero e io non lo accetterei mai… Comunque, stando al gioco… la prima cosa da fare è un testo unico di due righe che dica: con decorrenza da oggi sono abrogate: la Legge sul falso in bilancio, la Legge Mastella sull’ordinamento giudiziario, la Cirami, la Gasparri, la Legge Frattini sul conflitto di interessi…” In una lunga intervista Travaglio ci introduce al suo ultimo libro, scritto con Peter Gomez. Un godibile un vademecum per le imminenti elezioni.

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Di Pietro non capisce niente

Claudio Sabelli Fioretti

Certo che questo Di Pietro, insomma, deve stare un po’ più attento. Ma che cosa gli viene in mente di dire che bisogna togliere due reti a Berlusconi! Ma così ci fa perdere voti. Vogliamo proprio farci del male?

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Esco di rado…e non parlo mai – Johnny Riotta

Ma l’avete visto Johnny Riotta sdraiato come un tappetino sotto Berlusconi (pelato ma con evidente riporto) ?

Sempre ligio e sorridente a far la parte dello zerbino, qualsiasi puttanata dicesse il nano (piduista), sia che sputasse sulla tomba di Enzo Biagi (“se ne è andato dalla Rai perchè voleva una liquidazione più alta”…testuale); sia che dicesse, restando serio, “non ho mai fatto leggi ad personam”; sia che mostrasse una foto, chiaramente taroccata, con se medesimo (opportunamente seduto, per evitare spiacevoli confronti) al fianco degli ultimi tre presidenti USA, ovvero “20 anni di storia americana” e anche diverse migliaia di tonnellate di bombe ed uranio impoverito in tre, tra Iraq, Serbia ed Afghanistan; sia che rivendicasse con orgoglio di aver mandato carne da macello in Iraq. Anzi, qui Johnny ha pensato bene di aprire finalmente la bocca, per sottolineare (sempre testuale): “FUMMO in pochi allora a condividere questa scelta”. E vanne fiero!!! … Leggi tutto

Il casta-mercato di Silvio Berlusconi in un paese che affonda nella palude politica

veltroni-berlusconiUn guardasigilli riceve un avviso di garanzia e lui avvisa il governo del quale fa parte (e il suo partito, se non fosse una delle tante one man band) che allora si vada a votare: muoia Sansone con tutti i filistei. In un paese civile Mastella si dimetterebbe e si farebbe sostituire da un membro del suo partito (alzi la mano chi se ne ricorda almeno un altro). Intanto il magistrato che l’ha inquisito (e che il guardasigilli voleva trasferire, innescando oggettivamente un processo uovo-gallina su chi ce l’ha per prima con chi) risponde che se quell’inchiesta non la porta a termine lui e solo lui, allora siamo al fascismo, porta via il pallone e non si gioca più.

Pur avendo franca empatia verso il giudice Luigi de Magistris e la magistratura, e un’inconfessabile simpatia per Clemente Mastella, è chiaro che non può finire una legislatura per un … Leggi tutto

Dentro e fuori di galera, Battisti, Priebke e Sofri

Come un questurino stamane amministro giustizia, e per fortuna che non mi tocchi farlo davvero.

Dei tre personaggi in questione l’unico che libererei è proprio il vecchio nazista.
Eric Priebke è un personaggio vomitevole. Se potesse oggi stesso risparerebbe alla nuca ad un prigioniero inerme. Mi repellono le argomentazioni sull’obbedienza dovuta. Senza la retorica vuota dell’obbedienza agli ordini non esisterebbe il militarismo e non esisterebbero le guerre.

Ma Priebke ha 92 anni, ed è stato pienamente condannato da un tribunale civile, dopo che un tribunale militare, seguendo la repellente logica del militarismo, lo aveva sostanzialmente assolto. Quello che temo di più del caso Priebke è il paradosso di lasciare l’argomento umanitario nelle mani delle destre radicali, da Forza Nuova a Forza Italia, visto che c’è di mezzo l’ex sottosegretario Carlo Taormina.
Che vada a morire dove vuole, che l’inferno l’aspetta.

Invece proprio non capisco come si possa pensare di difendere il profugo parigino. Anche con questo bel nome risorgimentale resta un rapinatore che ha ripetutamente assassinato a sangue freddo, pluricondannato e che siccome si è rifatto una vita, chiama la giustizia vendetta. Non è più tempo per queste semplificazioni. Non è più tempo per difendere questi compagni che sbagliano. E’ il peggior modo, il più repellente per affrontare la soluzione del problema politico degli anni ’70.
Non muoverei un dito in sua difesa.

Adriano Sofri è tutto un altro caso, per dignità e spessore. Ma, mi dispiace per lui, tanto più nell’Italia berlusconiana, è impossibile parlare di leggi ad personam. E’ proprio folle pensarlo.