Gli articoli con tag: " Lega Nord "
Viaggio nel paese di White Christmas “I nostri figli hanno troppi amici neri”
di SANDRO DE RICCARDIS, La Repubblica
COCCAGLIO (Brescia) – Un anno fa, per John, il Bianco Natale è stato il concerto gospel nella parrocchia Santa Maria Nascente. È stato quelle lunghe notti di prove con i suoi amici del centro storico, ghanesi come lui, e coi senegalesi che arrivavano in chiesa dai condomini di via Castrezzato, gli unici palazzi in questo comune tutto ville e villette. “Un anno fa – dice ora John – il Bianco Natale era anche la mia festa. Io sono cristiano. Avevamo organizzato il concerto perché sappiamo che quel tipo di musica gli italiani la conoscono poco, la vedono solo in televisione”. Poi John smette di parlare. Affonda il mento nella sua sciarpa rossa, gialla e verde come la bandiera del suo paese. “Quest’anno invece ci dicono che a Natale dobbiamo andare via”.
davide.divo su http://www.gennarocarotenuto.it
L’anatra zoppa berlusconiana e il Partito della Costituzione
La coalizione di maggioranza, imperniata su due alleati principali, il Popolo delle Libertà e la Lega Nord (quest’ultimo apertamente eversivo), ma dominata da un uomo solo, ha il diritto di continuare a governare. L’Italia è ancora una Repubblica parlamentare e, come ha dimostrato la pronuncia di incostituzionalità della Consulta sul Lodo Alfano, la Costituzione nata dall’antifascismo rappresenta la diga insuperabile contro ogni deriva autoritaria e ogni piano di rinascita democratica.
Silvio Berlusconi pertanto, nonostante appaia un abominio politico intollerabile in ogni altra democrazia, può fare orecchie da mercante, accusare i giudici e perfino il presidente comunista e tirare innanzi. Ma per quanto spregiudicata sia la sua strategia, per la quale perfino un Lodo Alfano palesemente incostituzionale è servito a guadagnare tempo umiliando una volta di più la democrazia di un paese di 60 milioni di abitanti ai suoi fini, su almeno due sentenze (Mills e Lodo Mondadori) è già scritto il giudizio definitivo di colpevolezza: corruttore, corrotto.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Riflessioni solitarie a partire dal manuale di bon ton di un gay-friendly leghista: terrone sinonimo di maleducato…
Credo che i fatti, dopo i tanti articoli, comunicati e prese di posizione, siano noti. Riassumo: la settimana scorsa, a Bologna, dopo una festa gay ai Giardini Margherita, un gruppo di almeno quattro persone aggredisce fisicamente un giovane omosessuale.
Vincenza Perilli su http://www.gennarocarotenuto.it
Renzo Bossi, la Lega Nord e i 12.000 Euro al mese all’Expo 2015
Sandra Amurri, una giornalista che conosco come seria, scrive che Renzo Bossi, detto “la trota”, famoso per a) essere il figlio di Umberto Bossi; 2) essere stato bocciato tre volte alla maturità; 3) aver diffuso un videogame dove si divertiva ad affogare immigrati, sia stato nominato consigliere di un organismo legato all’Expo 2015 di Milano per il quale percepisce uno stipendio di 12.000 Euro al mese.
Che la Trota sia stato nominato consigliere (sic) è notizia di gennaio scorso. Del faraonico stipendio parastatale per il figlio del Senatur invece apprendiamo da Sandra Amurri.
La notizia è talmente vergognosa che:
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Partito democratico in burkini
Avevo già commentato l’episodio della donna di religione musulmana cacciata da una piscina veronese perché in burkini. In questi mesi di caldo torrido, gossip su Berlusconi&Co, allarme influenza suina e divieti vari (insomma si è parlato tanto di tutto tranne che dell’essenziale) anche quanto avvenuto nella Verona del leghista Tosi non è stato un caso isolato. Il sindaco di Varallo Sesia, Gianluca Buonanno, parlamentare della Lega Nord, non è stato infatti da meno, varando un’ordinanza che vieta l’uso del burkini (anzi "burquini" probabilmente per sottolineare l’assonanza del costume più con il burqa che con il bikini), con sanzione di 500 euro. La dichiarazione di Buonanno segue il solito schema e stile leghista: "Non ci inchiniamo rispettosi verso usanze e atteggiamenti che non sono proprie della nostra civiltà, non dobbiamo per forza essere sempre tolleranti! Proviamo ad immaginare il bagno di una donna occidentale in bikini in un paese musulmano: la conseguenza potrebbe essere la decapitazione, il carcere, l’espulsione. Noi ci limitiamo a vietarne l’uso e se questa decisione creerà qualche malumore, potranno scegliere di immergersi con il burkini nella loro vasca da bagno".
Vincenza Perilli su http://www.gennarocarotenuto.it
Sud e Nord: egoismo leghista o analfabetismo di ritorno?
Non mi dilungo sul tema dell’egemonia culturale. A che servirebbe? Mi limito ad osservare che l’eccesso di attenzione dedicata alla ditta “Noemi e associate” e, per legge di contrappasso, alla spazzatura messa in circolo quotidianamente dal pennivendolo di turno, fa il gioco dei “padroni del vapore”, quale che ne sia la parte politica, se di politica a questo punto si può ancora parlare.
Dopo il “vuoto a perdere” del sedicente federalismo fiscale, dopo gli esempi di pochezza politica, indigenza culturale e miseria morale, confezionati, impacchettati e messi in vendita sotto l’etichetta di quel lucido delirio chiamato “emergenza sicurezza”, la “riscoperta” delle “gabbie salariali”, non è una stravagante “trovata” della Lega Nord, alla quale quel genio di Sacconi copre prontamente le spalle con la formula del salario differenziato.
Quella che ognuno di noi che sa “leggere, scrivere e far di conto” si trova ormai di fronte va ben oltre la volontà e la consapevolezza che appartengono anche a chi è fazioso, egoista e ferocemente razzista.
Giuseppe Aragno su http://www.gennarocarotenuto.it
La Chiesa, la Lega e l’IDV: la decadenza razzista e clericale della politica italiana.
Simpatico teatrino agostano della politica nostrana.
La Chiesa, dopo essersi accorta con qualche decennio di ritardo di aver sostenuto negli anni un assiduo difensore dei principi cattolici ma anche dei benefici ricavabili dalle escort e da giovani ragazzine in carriera, si è decisa, anche in questo caso con alcuni mesi di ritardo, a denunciare le politiche disumane del Governo in materie d’immigrazione.
Oggi è puntualmente giunta la replica, in pieno stile leghista, de La Padania, che denuncia, con toni che neanche il miglior Pannella avrebbe potuto usare, "Strane ingerenze ideologiche in uno stato laico", arrivando a minacciare la rottura del Concordato.
Mattia Nesti su http://www.gennarocarotenuto.it
Ehi ci stai? Ma ci stai o no?

Ehi ci stai a farti una risata? Un certo vespaio, tra l’allibito e l’indignato, in questi giorni è spuntato col gioco Rimbalza il clandestino, ideato da Fabio Betti e supportato dalla Lega Nord e risate, risate… Ehi ma ci state o no a giocare?
Tante volte vi fosse sfuggito, non solo in Rete come adesso ma nelle case, in privato, negli uffici italiani e del mondo, girano da anni certi giochini, apparentemente molto più innocui, come quello delle Nazioni di Wildgun, giochi da ragazzi… Un avvio del gioco indica i “passaggi”: “Fonda il tuo villaggio nel bel mezzo della prateria solitaria. Espandi i tuoi villaggi e trasformali in basi fortificate ed invulnerabili. Esplora le zone circostanti, scopri artefatti nascosti e sfrutta nuove regioni per ampliare così la tua area di potere. Raccogli legna nei boschi, ferro nelle miniere, scava per trovare l`argilla e coltiva cereali nei campi: potrai così espandere la tua città e reclutare guerrieri. Istituisci delle truppe per difendere le tue regioni dalle tribù nemiche o cerca di impossessarti delle aree nemiche usando un po` di violenza. Esplora le zone circostanti, scopri artefatti nascosti e sfrutta nuove regioni per ampliare così la tua area di potere”.
Esploro un po’ ogni giorno queste praterie e mi faccio trasportare da certi onomatopeici vocaboli, come il carezzevole gioco. Così mi viene alla mente il motivetto e il testo del provocatorio Goran Kuzminac dell’ 80:”ci stai a questo gioco che sembra così poco ma che invece non lo è ?”
La domanda allusiva è posta anche ad una donna, che entri magari nel letto, meglio se liberata e nuda: altro che burkini e burka e veli… Chiediamolo alla donna che si è spogliata, nuda, a Viterbo o a Rosa ,na fijarella poveretta e scalza, che fa da anni rivivere lo spettacolo della Tradizione , in dialetto, sempre non abbastanza conosciuta…se ci stanno, al gioco.
E siccome vorrei addolcirmi la bocca e non solo la mia, penso a quel “Gelato gratis per tutti a L’Aquila, dal 27 al 29 agosto durante le cerimonie organizzate in occasione della Perdonanza Celestiniana. Il gelato artigianale sarà offerto grazie alla gelateria ‘Cream Garden’ di Milano in un gazebo allestito presso il terminal bus Lorenzo Natali. Lo scopo è offrire refrigerio ai cittadini colpiti dal terremoto”.
E così l’estate finisce, cantinando e cantando, degustando nuove versioni di badanti e zozzoni, zuzzurelloni al parlamento e indignati rimasti for de porta…e ai porti, quei dannati clandestini che bisogna limitare…ci perdonino tutte e tutti.
Capezzone perdonaci almeno tu,che sei permanentemente in ideazione, malgrado gli ex, giovane azzurro e forte, generazionetuareg, toglici ’sto cesso di gesso, facci ri-giocare a Markette sulla Piattaforma Italia. Ma tu ci stai o no?
C’è chi ci prova a dire che non si può morire così….per gioco. Basta accontentarsi, farsene una ragione: “Più che morì…un si pole” tantopiù se in un video game. E il gioco continua…Ehi ci stai…? Dai che stasera l’aria è fresca…
Potrebbero venirci dei pensieri…e leccare…la cronaca.
Doriana Goracci

| L’immagine è tratta da questo link |
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Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
Padre Albino Bizzotto in sciopero della fame contro la base di Vicenza
Dal 2 al 13 settembre a Vicenza si svolgerà il Festival No Dal Molin (dai un’occhiata al programma e vedi se riesci a fare un salto), l’ennesima occasione d’impegno, di riflessione e di lotta per una comunità – quella vicentina contro la base di guerra americana – che sta dimostrando di sapere tener testa a decisioni prese sopra la testa dei cittadini, a Palazzo Chigi o alla Casa Bianca, tanto dai governi di destra quanto da quelli di (sedicente) sinistra.
Il Festival sarà un’occasione di solidarietà per una città ferita (i lavori di costruzione della base sono, tristemente, iniziati), ma anche di riflessione e allegria, tra concerti, conferenze, dibattiti e quant’altro. Obiettivo, gridare forte che i giochi non sono ancora fatti e che il compito è lo stesso di sempre: «resistere un minuto di più». Un compito che sarebbe più facile se le frastagliatissime sinistre e, più in generale, il movimento contro la guerra non avessero deciso di tacere. L’invito è quindi a tornare a far sentire la propria voce (di pace), a ri-esporre le bandiere arcobaleno, a pretendere che i media tornino a parlare di Vicenza e di quella base che un’ideologia di guerra sta costruendo al Dal Molin, un invito del quale questo blog vuole nel suo piccolo farsi megafono.
A partire da ieri, mercoledì 19 agosto, padre Albino Bizzotto, fondatore dei Beati Costruttori di Pace ha iniziato uno sciopero della fame perché, spiega in un intervista al manifesto, «mi sono reso conto che di Vicenza e della base americana al Dal Molin in questo periodo di ferie non parla più nessuno, a parte i vicentini». Ma «questa della base americana non è una questione che riguarda solo Vicenza, riguarda tutta l’Italia», se non si vuole continuare «ad avere un rapporto tra popoli [...] tradotto in rapporti di guerra». E ancora: «sta passando una assuefazione al degrado, al peggio che fa paura» (e pensare che qualche spiritoso ha proposto Berlusconi per il nobel per la pace).
Del resto, è sufficiente osservare gli effetti di questa politica di guerra, cui l’occidente non sembra disposto in nessun modo a rinunciare, per capire quale sia la posta in palio a Vicenza. Da un lato c’è il diritto di una comunità a decidere del proprio futuro e modellare a piacimento la propria città; dall’altro, la considerazione che da Vicenza partiranno quegli aerei che colpiranno i prossimi obiettivi americani, tanto in Medio Oriente quanto in Africa; e quale sia la vera natura dei target “militari” lo dicono i dati bruti: circa duemila vittime civili soltanto nel corso del 2008, una cifra enorme, che non può essere liquidata tirando in ballo i soliti «effetti collaterali».
Il fallimento del collaudato modello di politica estera basato sull’uso della forza è sotto gli occhi di tutti. Anche i recenti attentati in Afghanistan e in Iraq, col loro spaventoso carico di morte, lungi dall’essere una dimostrazione del fatto che non si può “mollare” abbandonando in tal modo i civili a se stessi, costituiscono l’ennesima prova che l’intervento militare non è in grado di portare stabilità e pace; né del resto è credibile la natura pacifica di missioni che permettono l’occupazione di un Paese e lo sfruttamento delle sue risorse. Intendiamoci: né il regime di Saddam Hussein, né quello dei talebani meritavano di sopravvivere; ma i vari fondamentalismi hanno buon gioco, oggi, a rivendicare per i propri appartenenti lo status di guerriglieri, o magari di resistenti, anche quando colpiscono nel mucchio, facendo strage di civili. Non fanno forse la stessa cosa, in Iraq e in Afghanistan, le «democrazie» occidentali? Qualcuno ha detto che la democrazia non si esporta con le armi; si potrebbe aggiungere che bisogna stare particolarmente attenti all’esempio che si dà, e che ogni strage di civili per mano della coalizione occidentale è un ennesimo invito all’avversario a continuare per la propria strada.
Già si è detto del parere del generale Leonardo Tricarico, ex capo di stato maggiore dell’aeronautica militare, circa l’impossibilità di evitare vittime civili se i nostri Tornado utilizzaranno le armi di bordo, in un primo momento escluse dalla missione in Afghanistan, ma recentemente autorizzate. A stretto giro di posta, lo stato maggiore della difesa fa sapere che i «cannoncini in dotazione sui caccia Tornado» aiutano a proteggere le forze della coalizione in Afghanistan e sono sicuri per quanto riguarda «eventuali danni collaterali». Staremo, naturalmente, a vedere, ma quanto fatto finora per proteggere i civili durante il bombardamento degli obiettivi sensibili non dispone certo all’ottimismo.
Dalla base di Vicenza eravamo partiti e alle basi Usa torniamo, rilevando l’inclinazione della nuova amministrazione per la politica militare di George W. Bush. In base alla “attualizzazione” di un accordo militare con la Colombia, infatti, gli Stati uniti d’America sarebbero in procinto di installare altre 7 basi (il Congresso ha già approvato un finanziamento di 46 milioni di dollari), anche per compensare la perdita della grande base di Manta, in Ecuador, il cui accordo di utilizzo scade a novembre e non è stato rinnovato dal presidente Correa; l’installazione delle nuove strutture militari avrebbe come effetto quello di circondare il Venezuela di Chávez e di riaffermare la presenza statunitense in America latina, fino a qualche anno fa considerata da Washington il proprio «cortile di casa».
È questo il tipo di politica contro cui si pone chi lotta per un modello non-violento delle relazioni umane, chi si propone d’impedire la realizzazione di un’opera di guerra come quella che si profila a Vicenza. Concludo linkando un testo scritto dal movimento No Dal Molin per contestare l’esautorazione della città, della sua popolazione e delle sue istituzioni, in obbedienza alla logica militare della distruzione di massa.
Il regime dei colonnelli
Da www.nodalmolin.it
A Vicenza non governano i cittadini; e si sapeva da un pezzo. Non governa nemmeno il sindaco; e l’avevamo notato da qualche mese. A comandare sono i colonnelli, statunitensi e italiani, sostenuti dal buon commissario Costa che la Lega Nord chiede di confermare nel ruolo di commissario straordinario, giusto per continuare a pagargli la parcella di “estirpatore del dissenso locale”.
A comunicare al sindaco che la nuova installazione militare statunitense al Dal Molin sarebbe “opera di difesa nazionale” – e, di conseguenza, territorio sottratto, manu militari, alla giurisdizione dell’amministrazione comunale – non è stato il parlamento che, del resto, sulla vicenda Dal Molin non si è mai espresso; nemmeno il governo il quale, fino a prova contraria, dovrebbe discutere e deliberare su un tema così delicato – la cessione di una fetta di territorio nazionale a un esercito straniero – e comunicare ai cittadini la propria decisione.
A mettere nero su bianco l’ordine – fuori il naso dal Dal Molin, ovvero nessuna ispezione sarà concessa – è stato il colonnello Maggian, comandante italiano della Ederle; lo stesso, per intenderci, che di fronte agli ingressi illegali dei militari statunitensi in un parco cittadino – dove scavalcavano la rete in orario di chiusura facendo scattare l’allarme – non ha trovato di meglio che denunciare l’assenza di cartelli di divieto in lingua inglese. Sarà proprio perché non parlano inglese che tanti civili afgani sono stati ammazzati in questi mesi? Del resto i soldati non potevano capire che dicevano “non sparate…”.
Leggi anche il testo nel quale padre Albino Bizzotto spiega le ragioni del proprio digiuno.
Sulle basi americane, leggi anche l’articolo La sconvolgente storia di Diego Garcia.
Mario Badino su http://www.gennarocarotenuto.it
Liga Norte: el odio legalizado
La nueva ley de seguridad, impuesta por la separatista Liga Norte en Italia, incita al odio racista y legaliza el “escuadrismo” fascista. La inmigración “sin papeles” fue equiparada a un crimen y patotas de ciudadanos financiados por el Estado ya han salido “legalmente” a cazar a los trabajadores extranjeros. Pero la Liga Norte, que domina a un Silvio Berlusconi debilitado por sus escándalos sexuales, va más allá: su objetivo es –también– discriminar a los italianos del sur, empezando por reducir sus sueldos.
Gennaro Carotenuto desde Roma para Brecha
A partir de ahora todo extranjero que no tenga documentos o que simplemente pierda su empleo (y con ello su derecho a permanecer en la península) cometerá un crimen y puede ser perseguido, encerrado hasta 180 días en un Centro de Identificación y Expulsión –en condiciones mucho peores de las de una cárcel– y finalmente expulsado. En tiempo de crisis económica, el pbi italiano cae en picada y los empresarios del norte, que votan a la Liga pero necesitan mano de obra extranjera barata y clandestina para no pagar impuestos, obtuvieron medidas que les permiten chantajear más a los trabajadores: o te sometés (aun más) o te hago expulsar.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Studenti del sud, gabbie salariali, regolarizzazione badanti, l’Italia al tempo della Lega Nord fa schifo
Se gli studenti del mezzogiorno battono quelli del Nord in matematica esiste la presunzione di colpevolezza (devono aver barato) e quindi vengono retrocessi d’ufficio per far vincere il Nord. Continuando così sapete che c’è di nuovo? L’anno prossimo non giochiamo più, tanto la classifica la decide a tavolino Boniperti con l’Avvocato Agnelli e noi ci facciamo il campionato del Regno delle due Sicilie.
In Italia è oramai peccato anche solo pensare che le statistiche, la ricerca di campo, la verifica, smentiscano i luoghi comuni. Sarà per quello che siamo all’ultimo posto OCSE per investimenti in ricerca. Lo sanno tutti che i meridionali sono tutti corti, chiatti, sporchi, ladri e sfaticati, per omnia saecula saeculorum, amen.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
Eugenio Scalfari: Perché la Lega sta facendo ammuina
LA PAROLA "isteria" e l’aggettivo "isterico" sono stati usati per la prima volta da Ezio Mauro nel suo articolo di ieri a proposito dei recentissimi comportamenti del nostro presidente del Consiglio. Si sente braccato, inventa un suo ruolo maieutico in tutte le trattative internazionali che si rivela però del tutto infondato (a cominciare dal vertice russo-turco sul gasdotto); insulta come delinquenti due giornalisti che fanno domande scomode ma pertinenti nel corso di una conferenza stampa da lui convocata; teme l’arrivo di un settembre difficile per il governo e per lui e lo dice nel corso d’una riunione con i suoi collaboratori mentre contemporaneamente riafferma che il peggio della crisi è passato e che da settembre verrà il bello.
Insomma isteria. Isteria da insicurezza psicologica, economica, politica.
Martino Mai su http://www.gennarocarotenuto.it
INNSE: quando la crisi è solo una scusa

E’ una storia strana quella dell’ INNSE.
Siamo nella Milano produttiva che tanto piace ai nostri patrioti.
Un’azienda funzionante che viene venduta per interessi legati al terreno sulla quale sorge ed ai macchinari che utilizza.
Torneremo più avanti su questo argomento.
I dipendenti, gli operai, non ci stanno a questa svendita.
Lottano e cercano di tenersi stretto quel lavoro che è tanto difficile mantenere.
Le trattative proseguono mesi.
Fabio Sallustro su http://www.gennarocarotenuto.it
Io non sono padano
Ho appena spedito la seguente e-mail a Umberto Bossi.
Gentile signor Bossi,
Le scrivo per dirle questo: benché settentrionale (al nord sono nato e cresciuto, ho studiato, lavoro) io non sono padano. Vivo ad Aosta, che fra l’altro è più "su" di casa sua, e mi trovo bene con i miei concittadini, tanto i valdostani autoctoni, quelli col cognome francese, quanto i veneti, i calabresi e oggi anche gli stranieri, figli e i nipoti – tutti quanti – di diverse migrazioni.
Mario Badino su http://www.gennarocarotenuto.it