di Fabio Sallustro, martedì 23 marzo 2010, 09:39
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Dialoghi

La vicenda è nota: in un asilo di Goito l’iscrizione ai fanciulli è stata vincolata alla dichiarazione, da parte delle famiglie, di avere una concezione che sia permeata da una “visione cristiana della vita“.
L’asilo è PUBBLICO.
I soldi sono versati dai contribuenti.
Alcuni di questi potrebbero avere figli.
Alcuni potrebbero essere atei.
Alcuni, nel caso tengano ad una propria coerenza sostanziale, non potranno mandare i figli in una tale sezione dell’asilo nonostante paghino per tale servizio. … Leggi tutto
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di ciamello, domenica 3 gennaio 2010, 21:38
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- “Immorale, inammissibile e aberrante”. Quando si parla di libertà civili l’armamentario dialettico di Santa Romana Chiesa è sempre lo stesso, ad ogni latitudine. Oggetto delle invettive è la riforma al codice civile approvata dal governo di Città del Messico il 21 dicembre scorso che consente alle coppie omosessuali di potersi unire in matrimonio ed adottare figli. Autore delle invettive, pronunciate a caldo, è il cardinale Norberto Rivera Carrera, che poi ha voluto chiarire meglio la sua condanna durante l’omelia di domenica 27 dicembre nella cattedrale di Città del Messico: “riconoscere legalmente le unioni omosessuali o equipararle al matrimonio – ha tuonato il sacerdote – significherebbe offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell’umanità”. Se ne deduce che Città del Messico sarebbe da oggi una città disumana! Per fortuna i cittadini della megalopoli messicana hanno un’idea diversa dell’umanità e non trovano nessun beneficio nel privare gli altri di diritti in nome di presunte forme di famiglia indiscutibili ed immodificabili. Lo dice chiaramente un sondaggio pubblicato martedì 15 dicembre sul quotidiano “El Universal” dall’inequivocabile titolo: “i cittadini capitolini avallano il matrimonio tra persone dello stesso sesso”. Il dato generale mostra un 50% di favorevoli contro il 38% di contrari. I favorevoli arrivano però al 67% quando a rispondere sono i giovani tra i 18 ed i 29 anni; una fascia di popolazione che da queste parti rappresenta numericamente un gran bel pezzo di quella che sarà la prossima società messicana. Un po’ come succede negli Stati Uniti, il Messico è una repubblica federale organizzata in stati che godono di una propria indipendenza legislativa. Città del Messico, che qui chiamano Distrito Federal, raccoglie da sola circa un quarto della popolazione messicana totale. Da circa 10 anni, in controtendenza rispetto a quanto accade nel resto del paese, è governata dalle forze di centrosinistra del PRD (Partido de la Revolucion Democratica) e del PT (Partido del Trabajo). Amministrare una delle città più popolate al mondo richiede come minimo la capacità di saper vedere ed ascoltare la complessità e la diversità sociale che in questa realtà inevitabilmente si mescolano quotidianamente per dar vita a quell’enorme e stimolante contenitore di percorsi umani che è Città del Messico. E così, nel giorno in cui iniziava ufficialmente l’inverno, il governo del Distrito Federal ha voluto aprire una stagione nuova in tema di diritti civili nel cattolicissimo Messico. Laddove si leggeva “il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna”, ora si legge “il matrimonio è l’unione tra due persone”. Basta poco, pochissimo, per includere migliaia di vite nel panorama dei diritti civili! Rimane un mistero il perché tale inclusione dovrebbe in qualche modo mettere a repentaglio la cosiddetta famiglia convenzionale. Eppure tanto è bastato affinchè, alle solite posizioni di censura espresse dalla chiesa, si affiancassero subito interessatissimi alleati politici. Il PRI (Partido de la Revolucion Institucional), regnante incontrastato per 70 anni di fila e l’ultraconservatore PAN (Partido de Accion Nacional), che governa il paese dal 2000, non hanno lesinato energie per dimostrare il loro attaccamento alle gerarchie ecclesiastiche ed al loro prelibato bottino di voti. Forte del consenso popolare, la maggioranza non ha arretrato di un passo, rispondendo colpo su colpo all’oscurantismo, all’intolleranza ed infine rilanciando. Si è così arrivati ad includere nel testo definitivo della riforma anche il diritto di adozione. Alla chiesa è stato espressamente richiesto di “togliere il naso dalle faccende statali”, come la costituzione laica messicana esplicitamente indica. La votazione è finita 39 a 20. Città del Messico, primo stato messicano a legalizzare l’aborto, batte un altro colpo in tema di libertà civili.
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di Mario Badino, giovedì 5 novembre 2009, 07:40
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Dialoghi
Niente crocifisso in classe.
A seguito di un ricorso presentato dalla signora Soile Lautsi, di Abano Teme (Padova), la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che l’esposizione del crocifisso in classe «è contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione». Parole interamente condivisibili, a patto di aver interiorizzato il principio democratico che sostiene l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Non stupisce, perciò, che il governo italiano abbia immediatamente presentato ricorso contro la sentenza, né che il nuovo leader del principale partito d’opposizione (ah ah), quello che non aveva avuto paura di pronunciare la parola «sinistra» in campagna elettorale, si sia affrettato a dichiarare che il crocifisso «non offende nessuno». Come se fosse questa la questione.
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di Gennaro Carotenuto, lunedì 12 ottobre 2009, 16:27
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Italia, Politica italiana, Primo piano
Ieri, con la cosiddetta Convenzione, è cominciato il definitivo spiaggiamento dell’ex-aspirante nuova balena bianca che voleva essere il Partito Democratico. Parallelamente, con l’elezione di Angelo Bonelli come Presidente (autonomista come Craxi) dei Verdi, si va spiaggiando anche il balenottero di Sinistra e Libertà, che proprio non riesce a superare il suicida frazionismo pro-poltroncina del personale politico. Alla sinistra di questi lo spazio identitario del PRC sembra intanto poter congelare i propri voti meglio di quelli missini al tempo di Almirante. Se contiamo anche gli irriducibili dipietristi e la palude casinista dell’UDC, quei sei italiani su dieci che non hanno votato per Berlusconi sono per l’ennesima volta all’anno zero.
Concentriamoci sullo spiaggiamento del Partito Democratico. Concentriamoci sulla meccanica e non sulla politica ché questa resta ben poca. Ieri al PD non è bastato mostrarsi unito per non farsi rubare la scena da un Berlusconi che sembra sempre più Alvaro Vitali. Gli bastano tette e linguaggio triviale per dominare la scena. Ieri gli è stata sufficiente una parolaccia (“sputtanare” resta una parolaccia che continua legittimamente ad infastidire qualcuno) per mandare in visibilio i giornalisti che su tutte le reti godevano a ripeterla come i bambini. Così avvilivano con Berlusconi il linguaggio settoriale della politica e la stessa lingua italiana abbassandola a un malinteso linguaggio popolaresco. E dire che Dario Franceschini aveva studiato a lungo quello sciasciano “ominicchio” per far propri con ben altra eleganza i titoli dei giornali.
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di marcello faletra, mercoledì 7 ottobre 2009, 21:06
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Dialoghi
Lo scudo fiscale è stato approvato. Una manciata di voti è stata sufficiente per far passare una delle leggi più criminose di questo governo. Ma ciò che più sbalordisce è il fatto che se l’opposizione fosse stata al completo, questa legge non passava. 270 a favore, 250 contrari. Un’occasione persa. 22 deputati del PD e 6 dell’UDC assenti, hanno fatto sì che la destra, nonostante fosse sfavorita dalle molte assenze, licenziasse una legge-truffa. Queste assenze sono centrali, decisive, per leggere il livello di militanza politica contro questo governo complice degli evasori. La prova di questa impostura ideologica ce la fornisce il comportamento assunto dal PD (il maggior partito di “opposizione”) al momento di votare la pregiudiziale di incostituzionalità (29 settembre 2009) promossa dall’IDV. Alla camera erano presenti in tutto 485 deputati, per avere la maggioranza erano sufficienti 242 voti. Votanti 482, astenuti 3, a favore dello scudo 267, contro 215. E’ sbalorditiva l’assenza di ben 51 parlamentari del PD e 8 dell’UDC che ha determinato il fallimento della pregiudiziale di incostituzionalità. Adesso sono recidivi. Non hanno scusanti. A ciò si aggiunge pure la beffa mediatica. Urlano davanti ai microfoni dei giornalisti contro questo governo, dissimulando la loro irresponsabilità verso la società civile. Un livello di opposizione inesistente nei fatti, ma mediaticamente infarcito di parole urlate. Lacrime di coccodrillo davanti alle telecamere, assenteismo alla camera. Come leggere questo fenomeno? Se messo a fianco ad altri fenomeni analoghi, scopriamo un ruolo tutt’altro che oppositivo dell’opposizione.
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di Redazione, sabato 25 luglio 2009, 20:05
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Politica italiana
"Rutelli sia leale, basta ambiguità"
Bindi all’attacco: se il Pd non lo convince tragga le conseguenze
FEDERICO GEREMICCA
L’idea del punto al quale potrebbe giungere la situazione, Rosy Bindi prova a darla con una battuta: «Ma sì, forse quel soprannome si può rispolverare. Aveva cominciato a darmi un po’ fastidio, ma dati i tempi…». Il soprannome è quello che la rese famosa durante la battaglia per il rinnovamento della Dc: la pasionaria. E dunque, rieccola sulle barricate. Con messaggi netti e chiari, come al tempo che fu.
Per Franceschini, al quale dice che «con certe polemiche distruttive e false, su faccende tipo i vecchi, il ritorno al passato e il tesseramento, si scivola nel dipietrismo, nel grillismo»; per Ignazio Marino e le sue misteriose dimissioni dall’Università di Pittsburgh e dall’Ismett di Palermo per le quali «spero che chiarisca e che chiarisca anche a me, visto che da ministro della Sanità accompagnai la nascita dell’Istituto»; e per Rutelli, che dice di non essere contento e di temere un Pd «partito di sinistra»: «Deve mettersi in testa che il Pd non può che essere un partito nel quale si riconosca anche la sinistra. Altrimenti…».
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di Martino Mai, domenica 5 luglio 2009, 15:31
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Dialoghi
È arrivato il momento. Siamo in molti, moltissimi. Sogniamo un’Italia diversa, crediamo nella cultura del merito, nella laicità della Stato, nella solidarietà, nel rispetto delle regole, nei diritti uguali per tutti, vogliamo liberare le energie migliori di questo Paese e creare una squadra di persone che diano voce, forza, concretezza alle nostre idee.
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Martino Mai su http://www.gennarocarotenuto.it
di Eugenio Viceconte, venerdì 3 luglio 2009, 13:05
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Dialoghi
Roma, 1 lug. (Adnkronos) – Il governo ha posto la questione di fiducia sul ddl sicurezza all’esame del Senato.
Lo ha annunciato in aula a Palazzo Madama il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito.
”La Camera ha approvato poche e limitate modifiche al testo licenziato dal Senato e pertanto il governo -ha spiegato Vito- ritiene opportuno a questo punto giungere alla definitiva approvazione del testo”.
Il voto di fiducia riguarda ciascuno dei tre articoli del provvedimento nel testo approvato a Montecitorio.
Due articoli saranno approvati oggi nel tardo pomeriggio, mentre domani mattina e’ previsto il terzo voto di fiducia. Dalle 12 di domani le dichiarazioni di voto e alle 13 il voto finale sul provvedimento
SICUREZZA: GOVERNO PONE QUESTIONE FIDUCIA SU DDL – Adnkronos Politica
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di cometa, martedì 19 maggio 2009, 00:46
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Una buona parte dei o delle blogger con cui dialogo si definiscono atei.
Spesso mi sorprendo per le affinità di vedute con loro, nonostante dentro di me mi senta quasi uno spiritualista, lontano anni luce da una visione razionalista del mondo.
Quello che non posso condividere è l’assunto, a cui si rifanno riduttivamente molti atei "radicali", secondo cui si può affermare solamente ciò che è sperimentabile coi 5 sensi principali ed elaborato attraverso la logica; una posizione ben rappresentata dalla celebre battuta di Gagarin nello spazio: "Non vedo nessun dio quassù."
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cometa su http://www.gennarocarotenuto.it
di Redazione, domenica 12 aprile 2009, 17:06
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Media
Questa nell’immagine è la classifica odierna di BlogBabel, la più nota agenzia di misurazione della blogosfera italiana.
“Giornalismo partecipativo – Gennaro Carotenuto.it” è per la prima volta nei primi dieci blog in Italia, insieme tra gli altri a siti come quello di Luca Sofri, Beppe Grillo, Luca De Biase, Marco Travaglio e gli altri autori di Chiare Lettere, Gilioli de L’Espresso, Massimo Mantellini, Macchianera. Si calcola che siano fino a tre milioni i blog italiani e almeno 130.000 siano quelli che fanno quotidianamente informazione. Essere considerati tra i primi dieci, sia pure considerando la fallacia e la relatività delle classifiche, è motivo di soddisfazione e di responsabilità.
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di Martino Mai, mercoledì 25 marzo 2009, 11:45
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LE RECENTI affermazioni del papa, secondo cui «il problema dell’ Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi, che anzi lo aggravano» hanno sollevato in Francia un uragano di proteste, mentre in Italia regna un silenzio assordante. È dunque forte la tentazione di vedere in questo sconcertante contrasto un ulteriore esempio dell’ antica contrapposizione tra una Francia ostinatamente laica e un’ Italia profondamente cattolica. In verità, la situazione è più complessa. La difformità delle reazioni va certo ascritta al peso delle differenze storiche tra questi due Paesi, ma anche a scelte politiche divergenti. In Francia le reazioni più virulente sono state quelle dei rappresentanti del governo di destra.
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di Doriana Goracci, mercoledì 11 marzo 2009, 20:54
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“Che mortificazione chiedere al potere di riformare il potere…”. Questo confessa frate Giordano Bruno, che aveva avuto tempo di riflettere, al Tribunale della Chiesa. E fu bruciato vivo sul rogo 409 anni fa, dichiarando la sua sconfitta tentando di conciliare il libero pensiero con l’azione politica della pace fra le “diverse” religioni. Aveva alzato la testa, un uomo povero ma non di spirito come Qualcuno tenta costantemente di mantenere nei secoli, donne e uomini su questa Terra. E la parola rogo ricorre anche nella cronaca odierna.
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di Zag, domenica 22 febbraio 2009, 17:10
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Oggi a Piazza Farnese Camilleri ha detto che lui alla sua età non ha più nulla da chiedere alla vita, semmai vorrebbe dare qualcosa in cambio. Beh questa sera ha dato parole di denuncia e di chiarezza, saggezza dei vecchi verrebbe da dire. Come sempre in queste manifestazioni per pochi intimi, "per tre gattini" (però la piazza era stracolma), ci si ritrova e ci si rincora . Vecchi volti noti con i capelli sempre più bianchi, saluti, un " come stai?" non lo si nega a nessuno, con i volti sempre più sconsolati. Giro con difficoltà, "mi scusi" , "permesso", alla ricerca di un volto che mi possa dare il senso e lo spirito di questa manifestazione. Sul palco incominciano gli oratori, i quali denunciano tutti lo stato autoritario verso cui ci stiamo incamminando o verso il quale abbiamo già fatto abbondanti lunghi passi. Poi arriva la Ravera, scalda un pò gli animi. I riferimenti ad Eluana sono d’obbligo, anche se avrei preferito che non si fosse fatto cenno, ma è previsto il collegamento telefonico con Peppino , il padre. Si denunciano le malefatte del governo e del personaggio Berlusconi, non si risparmiano critiche al PD, al vecchio come anche cenni al nuovo segretario. Si esalta la figura di Marino , addirittura un eminente rappresentante della laicità degli italiani che il suo partito non lo merita. E così di questo passo. I tavolini con la raccolta delle firme dei radicali si sprecano. Raccolgono firme per una petizione al comune per istituire un registro sul testamento biologico e contro il DdL sul Testamento Biologico ( non ancora per il Referendum, che qui si dà per scontato)) . Poi arriva il grande vecchio, la sua voce roca per i tanti sigari toscani fumati,e la sua invocazione agli astanti a far qualcosa per far in modo che i suoi nipoti non possano vivere in un paese così ridotto, un paese che lui nonostante tutto ha amato. Grande saggio vecchio. "il commissario Montalbano sono".
Le foto sono presenti su http://zincao.blogspot.com/2009/02/piazza-farnese-testamento-biologico.html
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di Enza Panebianco, sabato 21 febbraio 2009, 18:06
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E’ in discussione la legge sul testamento biologico (un breve accenno lo avevamo fatto qui). In sintesi: decide che l’alimentazione e l’idratazione sono sempre obbligatorie anche se in modalità chimica, vale a dire attraverso l’uso di prodotti farmaceutici. Fino ad ora alimentazione e idratazione artificiale sono considerati terapie a tutti gli effetti e in quanto tali possono essere rifiutati. L’accanimento terapeutico è infatti vietato dalla nostra costituzione.
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Enza Panebianco su http://www.gennarocarotenuto.it
di Yani Alvaro, sabato 21 febbraio 2009, 16:34
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Italia, Laicità, Politica italiana
Mercedes Bresso su l’Unità: «Non piangerei proprio se la Binetti se ne andasse. Siamo oltre il livello dell’accettabile per il modo in cui pensa di imporre le sue idee agli altri»
Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, all’assemblea di oggi non ci sarà.
«Sono a Cipro con il Comitato delle Regioni dell’Unione europea. Sono presidente del gruppo socialista in questo Comitato…».
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Yani Alvaro su http://www.gennarocarotenuto.it