Friday 25 May 2012, 05:50

Gli articoli con tag: " Joseph Ratzinger "

Antonio di Pietro e il Piano di rinascita democratica

dipietro

Aggiornato mercoledì 9, alle 8.20

Già a metà aprile un signore di destra che conosco fece una previsione: alle prossime elezioni il Partito Democratico avrà i voti di Italia dei Valori e Italia dei Valori avrà quelli del Partito Democratico. Temo che c’azzecchi.

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Ingrid Betancourt, la "donna del destino"

007 Ingrid Betancourt si sta trasformando rapidamente in un’icona pop, una Lady Diana del XXI secolo, una donna del destino che i media hanno già deciso che vincerà le elezioni, avrà il Premio Nobel e farà sei al Superenalotto. Perciò tutti le chiedono i numeri, e di predire il proprio destino e quello altrui. Chi le vuol bene, come Clara Rojas o Piedad Córdoba, invita a lasciarle il tempo di atterrare su questo pianeta, prima di dar peso alle sue prime sorprendenti dichiarazioni politiche. Intanto altre tre versioni sulla sua liberazione contrastano con la verità ufficiale.

La donna del destino

Ingrid Betancourt sarà presidente della Colombia. Lo hanno deciso il Time, Cosmopolitan e Vogue. Non hanno consultato i colombiani, ma nelle vie Solferino ciò è un dettaglio insignificante. E comunque è sicuro, lei è la donna del destino che salverà l’America latina da se stessa e poi si dedicherà alla cura del cancro, sarà segretario generale dell’ONU e infine fonderà un lebbrosario a Calcutta.

Intanto lei prosegue la sua tournée mostrando un’energia degna di chi sono sei anni che è in vacanza a Cortina. Dopo il grande successo di Bogotà e Parigi è attesa la sua apparizione nel cielo di Lourdes tra due ali di arcangeli, troni e dominazioni. Subito dopo sarà in Vaticano e si vocifera che nel ’29 via della Conciliazione sia stata aperta in previsione di questa visita.

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Involución en Italia. Y nos morimos democristianos…

silviopapa Tres noticias nos dan la medida del desplazamiento simbólico del cuadro político/cultural entero del país, al que corresponde un triste proceso de involución de la sociedad italiana. La primera ha dado la vuelta al mundo y es la postración literal ante el Papa de Silvio Berlusconi. El jefe de gobierno exhibió un gesto que ni Alcide de Gasperi, Amintore Fanfani, Aldo Moro o Giulio Andreotti, los mayores líderes de la historia de la Democracia Cristiana, que gobernó Italia entre 1943 y 1992, habían hecho antes que él, demostrando un vasallaje incluso plástico hacia la otra orilla del Tíber.

Gennaro Carotenuto (traducido por Gorka Larrabeiti)

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Siamo morti democristiani

silviopapa Tre notizie ci danno la misura dello slittamento anche simbolico dell’intero quadro politico/culturale del paese, al quale corrisponde un triste processo involutivo della società italiana. La prima notizia ha fatto il giro del mondo ed è il letterale prostrarsi davanti al papa di Silvio Berlusconi. Il capo del governo ha compiuto un gesto che né Alcide De Gasperi, né Amintore Fanfani, Aldo Moro o Giulio Andreotti avevano compiuto prima di lui in una dimostrazione di sudditanza anche plastica all’altra riva del Tevere.

Al laico, plurinquisito, puttaniere e divorziato Berlusconi, non è bastato garantire a Joseph Ratzinger soldi, molti soldi, in un ribaltamento concettuale dell’evangelico “date a Cesare quel ch’è di Cesare”. Ha avuto bisogno di marcare l’accettazione di una verticalità di rapporti che né con le guarentigie savoiarde, né con il patto Gentiloni, né con la conciliazione mussoliniana, l’articolo 7 togliattiano o il concordato craxiano, nessun dirigente politico dello Stato italiano, quasi tutti cattolici di ben più specchiata fede e moralità rispetto al padrone di Canale5, aveva mai ritenuto né opportuno né utile accettare. Al papa tedesco non si può dar colpa, è passato all’incasso di un successo facile facile che porterà frutti per tutta la legislatura e ben oltre.

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Derattizzare (lettera straordinaria di Ettore Masina)

Oh, non turbate il Santo Padre, che è vecchio e stanco. Ditegli che c’è un guasto nei ripetitori di Ponte Galeria e perciò nei palazzi vaticani  per qualche giorno radio e televisori sono in black-out. Ditegli che c’è uno sciopero dei giornalisti di tutto il mondo e quindi non arrivano notizie. Fate che non sappia, insomma, quel che sta succedendo  in Italia ai Rom: e cioè che, come molti non-papi e non-VIP sanno, da mesi gli “zingari”, in Italia, vedono (e non soltanto a Ponticelli ma in molte città e paesi)  i loro campi assaltati da facinorosi o “rimossi”, quasi senza preavviso, dalle “forze dell’ordine”. E’ una specie di pulizia etnica, senza morti, per fortuna, ma con valanghe di odio, inasprimento di una miseria già  di per sé dolorosa e terribili traumi per centinaia di bambini. La comunità europea aveva già sanzionato l’Italia come il paese meno accogliente per i Rom: il  nuovo governo ha ora deciso una soluzione radicale. Razzista.

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Cinco reflexiones sobre el ingreso de Paraguay en el “eje del mal latinoamericano”

FernandoLugo En Asunción fue suficiente elegir presidente a Fernando Lugo, un tranquilo “cura de campo”, como lo hubiese definido Georges Bernanos, para que Paraguay fuera inscrito oficialmente en el “eje del mal latinoamericano”.

Lo acusaron de cualquier cosa, desde pertenecer a las FARC de Colombia a ser un títere en las manos del venezolano Hugo Chávez y del cubano Fidel Castro, y sin embargo el obispo, que entrando en política le dio un disgustó a Joseph Ratzinger, sólo es un pedazo más de una foto de familia que se va recomponiendo.

Dos días después del voto paraguayo, que terminó con décadas de dominio del Partido Colorado, es necesario apuntar algunas reflexiones importantes sobre el actual momento.

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Il Paraguay entra nell’Asse del male

09_38_41 Ad Asunción è bastato eleggere presidente Fernando Lugo, un tranquillo “curato di campagna”, perché anche il Paraguay fosse iscritto d’ufficio nell’ “asse del male latinoamericano”.

Lo hanno accusato di tutto, dall’essere delle FARC colombiane, all’essere un burattino nelle mani del venezuelano Hugo Chávez e del cubano Fidel Castro, ma il vescovo, che entrando in politica ha disgustato Joseph Ratzinger, è solo un tassello in più di una foto di famiglia che si ricompone.

A due giorni dal voto di Asunción, che ha messo fine a decenni di dominio del Partito Colorado, possono farsi cinque riflessioni importanti.

Leggile in esclusiva su Latinoamerica e poi commentale qui.

Tekojoja! Trionfa Fernando Lugo e l’uguaglianza entra nel dizionario politico in Paraguay

Lugo Tekojoja vuol dire “uguaglianza” in lingua guaraní, con il castigliano l’altra lingua ufficiale del più remoto paese dell’America latina, che da oggi rientra nella storia. Con il 41% dei voti infatti l’ex-vescovo Fernando Lugo, è da oggi presidente, ed è la prima volta in 196 di storia del Paraguay indipendente che un dirigente dell’opposizione arriva al governo pacificamente.

Ha sconfitto le oligarchie che, con il Partido Colorado che fu di Alfredo Stroessner, il Supremo echeggiato da Augusto Roa Bastos, avevano sempre dominato il paese ma che nella nuova America latina hanno dovuto accettare il trionfo popolare. Nel primo discorso da presidente eletto, Lugo ha detto che i suoi hanno dimostrato che “anche i piccoli possono vincere” e (riprendendo lo slogan del Venezuela bolivariano) che “il Paraguay adesso è di tutti”.

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Joseph Ratzinger negli Stati Uniti

papa

http://www.allanmcdonald.com/

Ulteriori sviluppi del Caso Maiani (CNR, Ratzinger alla Sapienza): Gabriella Carlucci di Forza Italia insiste e si copre di ridicolo davanti al mondo

camper_carlucci Certi casi smettono di fare notizia. Ma magari devono ancora dare il meglio, le comiche finali. Molti ricorderanno il caso della mancata visita di Joseph Ratzinger all’Università di Roma La Sapienza e il linciaggio dei fisici, rei di aver firmato la lettera con la quale osavano dubitare dell’opportunità della visita stessa.

Parecchi di meno ricorderanno che Luciano Maiani, il più prestigioso dei fisici firmatari della lettera, appena nominato Presidente del CNR vide la sua nomina bloccata dal Senato (solo successivamente fu ratificata) proprio perché firmatario della lettera con un attacco senza precedenti alla libertà di espressione e alla laicità dello Stato. Lo documentammo qui.

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La rosa (bianca) rubata – Maurizio Chierici

Rubare un fiore ormai non è reato. La morale si adegua al marketing della modernità. Nell’Italia politica dei Dini e dei Mastella, viados alla ricerca del marciapiede d’alto bordo; o dei Cuffaro, Previti, Dell’ Utri, insomma, gente così, il peccato sembra veniale e nessuno se ne meraviglia. Purtroppo c’è chi insiste nel brontolare con la malinconia del sopravvissuto a una morale trascurata: non si rassegna alle mani lunghe dei nostri tempi. È successo a Milano, qualche sera fa, fondazione Lazzati, Corsia dei Servi. Nel presentare il saggio di Paola Rosà, Willy Graf – Con la Rosa Bianca contro Hitler, prefazione commossa di Moni Ovadia, la piccola casa editrice Il Margine distribuisce due foglietti. E li distribuisce in ogni città dove si parla del libro: Novara, Brescia, Rovereto. Continuerà; non si rassegna. La gente deve sapere.

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Il complotto della "grande sorella"

donna Sul forum di Repubblica, tale Pino59 scrive:

"Il sacro diritto delle donne si estenderebbe fino a decidere della vita e della morte di una creatura esterna al loro corpo. E se possono decretare la morte di un feto nato vivo per sbaglio, perché non quella di un figlio di 2-3 anni? L’incubo del Mondo Nuovo e di 1984 é dietro l’angolo con una piccola ma significativa variazione: invece del Grande Fratello avremo una Grande Sorella".

Al di là dell’arruffonatezza di quello che scrive un Pino59 qualsiasi tra mille, sono pensierini sciolti presenti e radicati nella nostra società. Gli arruffapopolo come i ginecologi romani fomentano con le loro fantasie, rimestano nel torbido della pervasività dell’idea di un "complotto delle donne" contro l’ordine costituito e soprattutto contro la maternità che le inchioda al loro dovere, alla loro sfera. E da Giuliano Ferrara a Joseph Ratzinger giù giù fino a Pino59, decodificano oggi con perfino più virulenza di ieri, l’aborto come omicidio e quindi come luogo pubblico della colpa e della temibilità della donna che alla sfera per lei stabilita dall’ordine naturale (maschile) vuole sottrarsi. Strano ma vero in una società che ha fatto dell’infanticida di Cogne, Anna Maria Franzoni, una star televisiva.

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Il promotore del potere a divinis

di Stella Martinez – Megachip

A divinis, letteralmente significa dai ministeri divini. Veniamo al promotore: parlo di Gianni Baget Bozzo. Questo acutissimo, e non ironizzo affatto, servitore di Cristo, fu da sempre animato da forte repulsione per qualsiasi movimento che si configurasse con il Comunismo, teoria politico-economica in effetti non compatibile con il potere della Chiesa.
Quindi nel momento in cui ritenne il pericolo più vicino, favorito dall’appoggio di Bettino Craxi, si candidò al Parlamento Europeo per il Partito Socialista Italiano, ritenendo – non ingiustamente – lo stesso partito uniformarsi a valori e pratiche che avrebbero fatto da baluardo all’avvento del Comunismo. Giovanni Paolo II si vide costretto sospenderlo a divinis, perché aveva assunto una carica politica che se fosse stata istituzionale, sarebbe stato lo stesso. Rimase seduto in poltrona fino al 1994, diciamo un decennio…

Ma scadde anche il suo mandato e venne “ovviamente” riammesso all’esercizio di tutte le funzioni sacerdotali, quali quella di essere il collaboratore, co-fondatore e consulente di Silvio Berlusconi e l’opinionista di tante trasmissioni televisive private e di Stato e il collaboratore di giornali quali “Il Giornale”, La Stampa , Il Secolo XIX, Panorama… alla pari di altri illustri Don come Mazzi, in sintonia con altri schieramenti…

Oggi Gianni Baget Bozzo è assai più soddisfatto del Papa che attualmente governa, sentendosi ampiamente sintonizzato con Joseph Ratzinger.Quanto ha interessato alla sinistra, varare una riforma elettorale dove il popolo italiano potesse scegliere i suoi rappresentanti? Senza turbative a divinis? Senza gestioni a divinis? Le risposte ce le dà Gianni Baget Bozzo, sostanza divina, che non è una creatura della Gianna Nannini.

Pochi avrebbero scommesso, diciamo due decenni fà, che personaggi del genere avrebbero potuto avere la meglio, figurando sul palcoscenico italiano a braccetto con personaggi della Lega e della Destra italiana: invece eccoli lì. Pronti a ri-promuovere con tutta la violenza di cui sono capaci le masse, non solo a camminare alla presa di Porta Pia e San Giovanni, ma a votare, dando la delega a coloro che sono indicati dai promotori del Paese di Bengodi, dove si promette di tutto: non pagare le tasse come si fa in Vaticano, non pagare l’Ici, come si fa in Vaticano, mantenere una famiglia senza lavorare, come si fa in Vaticano, sfruttare i lavoratori come si fa in Vaticano, fottere e non prendersi le responsabilità del caso, come si fa in Vaticano, investire i risparmi che si riescono a risparmiare per tutti gli affari esposti poc’anzi, come si fa in Vaticano grazie allo Ior.

Ma ritorniamo al Bozzo, a marzo del 2006 scriveva: “Berlusconi ha per sé il senso comune della gente comune, Prodi è l’investito del partito intellettuale”. Non servirono i suoi strali, Prodi ce la fece con la sua risicata maggioranza e il pericolo Berlusconi sembrò finito, sembrò aprirsi l’era del cittadino e dei suoi diritti civili, che i doveri li sapeva bene da un pezzo…Ma invece grazie alla voluta inutile parentesi politica, eccoLo di nuovo, colui che in effetti non aveva abbandonato mai l’avamposto.

Il 25 gennaio del 2007 con l’acutezza di cui è armato, scrisse: “Non c’è alcun vuoto politico analogo nella storia italiana, se non quello rappresentato dalla caduta del fascismo. Un vuoto politico che fu coperto da Silvio Berlusconi e dalla nascita di Forza Italia… Bisognava creare qualcosa che non esisteva prima e che non aveva alcun fondamento precedente… Si trattava di un cattolico della Brianza che esprimeva il cattolicesimo popolare della Lombardia e di un grande imprenditore, ma nulla faceva presagire che egli avrebbe potuto aggregare gli italiani dopo la fine del partito dell’unità dei cattolici e del socialismo riformista…Non è un caso che Berlusconi sia partito dal pallone e che l’unico titolo precedente all’ingresso in politica fosse la presidenza del Milan. Ciò perché il calcio è l’unico spazio legittimo in cui, nel tempo di Yalta, era rimasto qualcosa come sentimento dell’Italia. Quando, nell’82, l’Italia vinse i Mondiali di Spagna, il tricolore si levò spontaneo in molte case e apparve da molti balconi, segno che qualcosa era rimasto di un sentimento che non si riduceva all’ideologia e ai partiti, ma che aveva carne e sangue”.

Il 22 gennaio di quest’anno ritorna a farsi militante: “Questo è il primo testo programmatico del nuovo presidente della Cei. Colpisce il tono molto chiaro del discorso che parte dal mancato intervento del Papa alla Sapienza e fa di esso la base del cambiamento di approccio della Conferenza Episcopale del nostro Paese…. La Chiesa è in dialogo con la modernità per principio e vuole salvarne il legato: ma sa che esso non potrà essere fatto se non in collaborazione con la Chiesa.Le questioni perciò assumono uno stile di confronto diretto che riguardano anche la sfera politica. E sono proprio i temi dell’omosessualità e dell’aborto che divengono centrali in un conflitto che non è più di politiche, ma che riguarda l’essenza della civiltà. Bagnasco non considera più i temi che la Chiesa propone nella politica italiana come questioni ecclesiastiche, ma come problemi che riguardano la sua missione nel mondo come difesa di ciò che il Cristianesimo vi ha apportato…Con Bagnasco la Chiesa cattolica italiana diviene militante in forma molto più netta di quello che era avvenuto con il cardinale Ruini. Bagnasco indica la sua adesione alla posizione del Papa sulla connessione essenziale tra Chiesa e Cristianità, tra Chiesa e civiltà cristiana. Il tema delle radici cristiane non diviene oggetto di desiderio e di supplica, ma bandiera di combattimento.Evidentemente la condizione dei cattolici in politica muta. Non sono più i tempi in cui le condizioni della collaborazione tra cattolici e laici possano essere lasciate alle scelte dei partiti anche se di cattolici. Ma le posizioni dei cattolici in politica devono essere parte dell’impegno della Chiesa per la salvezza della Cristianità, quindi del ruolo sociale e politico del Cristianesimo nella storia del mondo occidentale e orientale. Che cosa sarà dei teodem non sappiamo. I tempi dei cattolici democratici sono finiti quando è tramontato il comunismo nella storia. Oggi contro la visione laicista e scientista del mondo vi è una Chiesa italiana che fa della Cristianità non dimenticata il segno della sua battaglia e apre una prospettiva verso il futuro”.

E siccome Zapatero è sempre stato visto dalla sinistra italiana come un’odioso amministratore da non copiare (che è meglio ispirarsi ad altri campioni della convivenza civile cari alla liberalmemoria prodiana e della sinistra tutta) è buon gioco già dal 2004, all’indomani delle elezioni in cui gli spagnoli si ritrovarono in piazza con un tamtam personalissimo, dire al Bozzo ciò che segue: ” … Zapatero ha vinto le elezioni con un attacco calunnioso in tempi così stretti che il governo non aveva possibilità di difesa. Il suo contributo proprio alla vittoria elettorale del Psoe è stato un’accusa mai provata: la volontà del governo di nascondere la pista islamica. Sono democratiche le elezioni spagnole? Il governo uscente ha scelto di non contestare la legittimità del suffragio e di non sottolineare le condizioni abnormi in cui esso era avvenuto…Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e quando diciamo diavolo non intendiamo parlare metaforicamente, ma intendiamo proprio lui, il signore della menzogna e della violenza. Zapatero ha costruito il suo potere sulla sofferenza, sul dolore e sulla morte. E un dramma per la Spagna avere un governo eletto in questa maniera. Poiché abbiamo ricordato Satana, concludiamo con la preghiera: Dio benedica la Spagna “.

E mettendo in pratica le piste indicate dal Vangelo, laddove si dice : “dov’è il tuo tesoro là sarà anche il tuo cuore” (Mt. 6,21), Bozzo si rifà promotore, senza ad onor del vero smesso mai, dei tesori della sua famiglia nella città del Vaticano che siede alla Destra del Padre. Sa bene qual è il tesoro di ciascuno dei potenti e come solleticare il cuore di ciascuno di loro e il voto di coloro che sono Fedeli.

Come dicono i Giovani Padani a nome di don Ugo Carandino:” Non ci resta che invocare San Pio X per perseverare nell’autentica Fede cattolica, ricordando le parole dello stesso Papa: … i veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né innovatori, ma tradizionalisti”.

Avviandomi infine alla spiegazione di quel ” a divinis” , San Bonaventura risolve queste difficoltà di ordine teologico-concettuale introducendo la nozione di «sostanza in divinis», quella ben presente nel pensiero ratzingeriano e del bozzo pensiero, laddove si dice che il predicato «sostanza» attribuito alle creature non è la stessa cosa del predicato «sostanza» attribuito a Dio: infatti Dio esiste di per sé, senza bisogno di nessuno, le creature invece hanno bisogno di Dio per esistere e le creature soprannominate non sono volontà di Cristo? Sostanza in divinis?

I media di regime hanno ben chiaro quale messaggio deve passare dal balcone, scusate volevo dire dalla finestra. L’11 gennaio 2008 sul Riformista, Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio “legge” come parole appassionate quelle del pontefice, laddove rivolge a Veltroni speranze di risoluzione per le emergenze educative di degrado, di sicurezza, di povertà per, alla fine, le strutture sanitarie “cattoliche” che non siano penalizzate nella distribuzione delle risorse.

Ci aspetta quindi una via Crucis da percorrere: “Gesù vuole che vivi la passione”, come dice S. E. Mons. Claudio Gatti .
Se per caso tra chi legge ci fosse qualche bibliofilo, il titolo di uno dei libri di Gianni Baget Bozzo è “Il futuro del cattolicesimo”, risparmiatevelo dal comprare. Il futuro è divenuto presente.

Stanno lavorando per noi, è certo.

E’ cominciata la caccia all’uomo contro i laici: per il Senato Luciano Maiani è indegno di presiedere il CNR

maiani Il Senato ha bloccato la nomina a presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche del fisico Luciano Maiani. La sua colpa? Aver firmato il documento sul papa.

Tempi duri per i laici, ma anche per milioni di cattolici onesti in Italia. Tempi così duri da evocare davvero il processo “onesto e giusto” contro Galileo Galilei. Così duri da evocare le liste di proscrizione dei regimi totalitari. Così duri da paventare che presto tra i requisiti per accedere alla docenza universitaria potrebbe essere necessario un giuramento di fedeltà a Benedetto XVI speculare a quello che Benito Mussolini impose l’8 ottobre del 1931[1] ai docenti universitari. … Leggi tutto

Brecha – Italia: la provocación

En Italia, después de la moratoria sobre la pena de muerte, sectores neoconservadores reclaman una moratoria sobre el aborto. Provocación política que da pie a quienes piden revisar una ley aprobada en 1978. La Iglesia juega la carta paradójica de una supuesta “objetividad” científica contra la subjetividad de la mujer, y el naciente Partido Democrático no sabe qué hacer.

Gennaro Carotenuto, desde Roma
Giuliano Ferrara es un personaje peculiar en el panorama político y mediático italiano. Con barba roja y de unos 200 quilos de peso, fue comunista cuando éstos arrasaban en los setenta, socialista con Bettino Craxi en los ochenta, y berlusconiano en los noventa, cuando llegó a ser ministro. En esta década encarna la cara italiana del neoconservadurismo, cada vez más cercano a la ideología ratzingeriana. Polemista culto, inteligente, pero más que nada agresivo, dirige un diario, Il Foglio, y conduce una trasmisión televisiva de lunes a viernes en uno de los mayores canales del país.

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