di Fabrizio Lorusso Mex, giovedì 18 marzo 2010, 01:04
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Dialoghi
di Fabrizio Lorusso
Questa è la seconda parte di un reportage sulla storia di Haiti, prima e dopo il tremendo terremoto che ha colpito la sua capitale, Porto Principe, ormai due mesi or sono. La disgrazia di un paese e i problemi profondi della sua gente vengono dal passato e non dipendono solo dalla sfortuna, dagli uragani o dalla geologia.
S’è tanto discusso di aiuti umanitari e solidarietà in Europa e negli USA, ma non si discute mai dell’estrema dipendenza cui il popolo haitiano è da sempre stato abituato: dipendenza religiosa, economica, educativa, energetica, politica e spirituale da qualche salvatore, Dio o potenza straniera. In generale non amo credere alle spiegazioni facili, attribuire la colpa di tutti i mali sempre e solo all’imperialismo, agli americani o ai francesi, oppure a un gran complotto internazionale, però l’esperienza diretta ad Haiti mi ha mostrato una realtà innegabile: una nazione orgogliosa e pacifica costantemente repressa dall’esterno e dall’interno nei suoi slanci di emancipazione, uno stato al limite del fallimento che dipende, così come i suoi cttadini, dalla cooperazione interessata dei paesi ricchi e dall’ottusità della sua stessa classe dirigente.
Alcuni hanno denunciato il "populismo" dell’ex presidente di Haiti, Aristide, spesso definito dai media come un prete-messia, ma senza cognizione di causa o secondo gli stereotipi classici da sempre diffusi sull’America Latina. Ciononostante Aristide (due volte presidente eletto tra il 1990 e il 2004 e due volte forzato in esilio dopo dei colpi di stato) aveva delle idee chiare su come far uscire Haiti dalla spirale di dipendenza e sottomissione, ma la forza delle idee approvate democraticamente a volte deve cedere alle bombe e ai machete dei pochi potenti che non sono d’accordo dentro e fuori dal paese.
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Fabrizio Lorusso Mex su http://www.gennarocarotenuto.it
di Mario Badino, giovedì 18 marzo 2010, 00:59
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Dialoghi
Quello che segue è un comunicato stampa di Arci Valle d’Aosta sui primi Giochi mondiali militari di sport invernali che si terranno in Valle d’Aosta a partire da questo sabato (20 marzo).
Per quanto mi riguarda, trovo disgustoso il tentativo di "imbellettare" gli eserciti mettendone in mostra gli atleti, poiché non mi risulta che oggi le forze armate – italiane o estere – si distinguano per il proprio rifiuto della guerra se non come estrema risorsa difensiva (così vorrebbe l’articolo 11 della nostra Costituzione). Non mi risulta che le famose «missioni di pace» (che probabilmente hanno valso il nobel per la medesima al Presidente Obama) siano volte a stabilizzare altro se non gli interessi internazionali delle nazioni economicamente e militarmente più potenti e, in ogni caso, ho sotto gli occhi quasi ogni giorno le vittime innocenti di conflitti che sono quantomeno fallimentari rispetto agli obiettivi dichiarati.
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Mario Badino su http://www.gennarocarotenuto.it

Siamo seri. In religioso silenzio ascoltiamo, innalzando i nostri cuori al Signore: ” Sono misure molto serie», ha detto Draghi a margine di un convegno all’Università di Roma III, facendo riferimento ai tagli fiscali varati dal governo di Atene.
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Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
di Annalisa Melandri, domenica 6 dicembre 2009, 10:14
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di Silvio Favari, giovedì 3 dicembre 2009, 22:14
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Dialoghi
Nel momento in cui l’Iran è nell’occhio del ciclone per la sua presunta, ma piuttosto probabile, volontà di diventare l’ennesima potenza nucleare del pianeta, un’altra minaccia ben più concreta si profila all’orizzonte geo-strategico contemporaneo.
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Silvio Favari su http://www.gennarocarotenuto.it
di Maurizio Guiducci, giovedì 3 dicembre 2009, 09:31
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Dialoghi
Da uno che di certo di democrazia se ne intende; faccio il copia/incolla da un articolo si Peace Reporter di oggi, 2 dicembre 2009:
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di Doriana Goracci, venerdì 27 novembre 2009, 17:02
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di Fabrizio Lorusso Mex, martedì 24 novembre 2009, 01:26
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di Doriana Goracci, giovedì 12 novembre 2009, 23:40
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Diritti umani

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Nel silenzio del complesso mediatico-industriale oggi le Nazioni Unite condanneranno pressoché all’unanimità per la diciottesima volta l’embargo statunitense contro Cuba, un crimine ed un’ossessione al quale finora Barack Obama non ha voluto o potuto mettere fine.
Per il diciottesimo anno consecutivo oggi il mondo condannerà l’ostracismo contro Cuba da parte del governo degli Stati Uniti. Nel 2008 ben 185 paesi votarono a favore di Cuba e contro gli Stati Uniti. Appena tre votarono in difesa dell’embargo: gli Stati Uniti, Israele e le isole Palau (19.000 abitanti, fino al 1994 protettorato statunitense) mentre due, le isole Marshall (56.000 abitanti) e la federazione di Micronesia (135.000 abitanti) preferirono astenersi.
A vent’anni dalla caduta del muro di Berlino e dalla fine della guerra fredda, su una faglia cruciale della quale Cuba si trovava, l’isola si è reinserita nel consesso politico ed economico internazionale ma senza ottenere la possibilità di dialogare con il grande paese a 70 miglia dalle proprie coste settentrionali. Questo, nonostante alcuni segnali conciliatori lanciati dal premio Nobel Barack Obama, non ha ancora fatto alcun passo tra quelli che la comunità internazionale si attende nei confronti del diritto di Cuba a vivere in pace e commerciare con i propri vicini.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
di Alessandro Bruschi, domenica 27 settembre 2009, 08:19
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Come compagni delle Brisop (Brigate per la solidarietà e per la pace) abbiamo intervistato il compagno Dario, di Buenos Aires, venuto in Italia per intervenire al campo estivo organizzato a Viareggio dall’Unione democratica arabo-palestinese.
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di Davide Galati, sabato 19 settembre 2009, 10:00
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Parafrasando un recente post di Paola Caridi, non sono esente dalla malattia del voler affermare la mia verità sul conflitto israelo-palestinese: prendo spunto dalla notizia dell’autorizzazione concessa da Netanyahu a favore dei coloni israeliani per circa 500 nuovi insediamenti abitativi in Cisgiordania, nonostante le riserve espresse sia dagli USA che dall’Europa.
Credo che chiunque sia onestamente intenzionato al raggiungimento della pace in Palestina dovrebbe considerare come principale ostacolo a questo traguardo l’ininterrotto processo di occupazione dei Territori palestinesi da parte dei coloni israeliani. Non è che consideri trascurabili le responsabilità palestinesi: nella definizione della road map, venivano loro richiesti l’abbandono della violenza terroristica e l’avvio di riforme in senso democratico. (Al proposito segnalo un paio di articoli di Foreign Affairs che analizzano i progressi, ma anche le difficoltà, di Hamas nel farsi partito capace di governare con sempre maggiore efficienza, oltre che con maggiore senso democratico e meno condizionamenti ideologici. Per quanto mi riguarda, devo ancora affrontare la necessaria lettura di “Hamas”, di Paola Caridi.)
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Davide Galati su http://www.gennarocarotenuto.it
di Doriana Goracci, sabato 5 settembre 2009, 23:08
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di Mario Badino, giovedì 3 settembre 2009, 09:52
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Dialoghi

Oggi, 1° settembre, è stato il settantesimo anniversario dell’aggressione nazista alla Polonia, il primo vagito della seconda guerra mondiale, probabilmente l’esperienza bellica più devastante dell’intera storia del genere umano, non solo per l’altissimo numero di morti, militari e soprattutto civili, ma per la tipologia, la natura, la quantità dei massacri, degli eccidi, dei crimini contro l’umanità.
La seconda guerra mondiale ha coinciso con l’accelerazione dei progetti di sterminio del popolo ebraico da parte di Hitler. Ha visto affermarsi l’uso su larga scala dei bombardamenti a tappeto contro obiettivi civili, una pratica inaugurata nel ’36 in Spagna dai nazifascisti e replicata negli anni ’40 tanto dall’aviazione tedesca, quanto da quella alleata. Ha visto succedersi gli eccidi di civili, passati per le armi in risposta alle azioni dei partigiani. Si è conclusa, infine, con gli unici bombardamenti atomici mai condotti, nella storia, contro bersagli umani.
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Mario Badino su http://www.gennarocarotenuto.it
di Doriana Goracci, mercoledì 12 agosto 2009, 23:22
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