Thursday 09 February 2012, 10:56

Gli articoli con tag: " Isola dei Famosi "

Chiacchiere e Occupazione da Port au Prince (o sulle Ali della Libertà)

Non so quando inizia Carnevale so che le Ceneri sulle Ali della Libertà già ci stanno.

Questo articolo è il solito Ponte che faccio a Federico Mastrogiovanni, il suo diario RadicalSchock,aggiornato a oggi 25 gennaio 2009.

Leggete, leggete , sono da spargere queste Ceneri perchè di Carnevalate ne vediamo da un pezzo e globali, compresa la metodica Occupazione che nega qualsiasi voce che la contrasti. Qualcosa ne sappiamo anche noi quì in Italìa, che taglia, taglia…e cuce altri racconti.”Dunque per rispondere facciamo un po’ di cucina”…figurarsi se non mi presto a queste ricette, da casa mia, nostra. Da Haiti non Tahiti, signore e signori dell’Isola dei Famosi…

Doriana Goracci

“…E se sei arrivato fin qui, forse hai voglia di andare un pò più lontano …”

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diario da Port au Prince. occupazione (o le ali della libertà).

Dell’approccio creativo dei marines alle tragedie umanitarie si è già detto. Quello su cui vorrei tornare è l’immagine che si è data del popolo haitiano negli ultimi giorni. Gente che fa sommosse, che tira fuori i machete, che minaccia la sicurezza propria e altrui. Bestie di satana che si avventano sui poveri stranieri che cercano di aiutarli. Tanto da giustificare una presenza molto massiccia di militi prevalentemente della U.S. Army.

E dunque Haiti è occupata. Mentre le Nazioni Unite fanno briefing uno appresso all’altro, ti ritrovi soldati su mezzi blindati che girano per le strade di Port au Prince come se si trattasse di Saigon, fucili spianati e sguardo molto maschio e molto cattivo.

La gente da parte sua se li rimira come se fossero matti. Ma che cazzo andate in giro armati così?

Annosa questione. Ma ste famose sommosse popolari ci sono state? Dunque per rispondere facciamo un po’ di cucina. Prendiamo centinaia di migliaia di persone rimaste senza nulla (mi pare che il concetto, a questo punto, sia abbastanza chiaro) che stentano a trovare del cibo e dell’acqua. Aggiungiamo frustrazione e risentimento verso una comunità internazionale che non è in grado di organizzare la distribuzione dei viveri che quotidianamente atterrano all’aeroporto e rimangono stipati lì. A parte aggreghiamo i marines che come tutti sanno sono esperti di distribuzione di aiuti umanitari, che senza avvertire nessuno né coordinarsi ad esempio col World Food Programme decidono di lanciare a pioggia col paracadute a casaccio (tecnicamente a cazzo di cane) razioni k, cioè quei simpatici pacchettini con dentro sorprese alimentari, senza alcun criterio. Se io sono un capo banda armata e mi vedo piovere viveri dal cielo senza nessun controllo è ovvio che mi lancio a pesce ad arraffare, e se posso a rubare anche ai miei compatrioti. E dunque lo faccio. E minaccio gli altri di morte. E se non si tolgono dalle palle li faccio proprio fuori.

Ripetere l’operazione finché non si scatena una sommossa e servire a temperatura ambiente.

Viaggiando come i cani sulla fuoriserie di Vi non ci è capitato mai di vedere le violenze raccontate e gridate dai media di tutto il mondo. Parlando con gli operatori sul campo, con i volontari, con i gendarmi francesi, che pattugliano le strade con quei loro adorabili vestitini celesti, nessuno ha confermato l’efferatezza delle violenze. Non più di quanto ci si possa aspettare in una situazione del genere.

Ma se non c’è violenza sommossa, spargimento di sangue, come si giustificano le migliaia di soldati? Come si giustifica il colpo di mano dell’esercito?

Per capirlo io e Sciacallo cogliamo l’occasione al volo e ci facciamo invitare su un Seahawke, un elicottero della U.S. Navy, che tiene parcheggiate le portaerei al largo della città.

Dopo due ore a farsi esplodere le orecchie all’aeroporto tra elicotteri cargo militari, hercules, aerei civili della American Airlines, è il nostro turno di salire su questo attrezzo cafonissimo e molto maschio.

Il marine che si occupa del rapporto coi giornalisti è amabilissimo, sorride, fa battute. Cesare Lombroso lo avrebbe sicuramente tacciato di criminale a giudicare dai suoi tratti somatici leggermente “ottusi”, ma a noi ce fa tanto ride, che sagoma!

Dunque i due moschettieri si preparano a un pomeriggio da embedded. scattiamo foto ai robusti soldatini che davanti a telecamere, instancabili, caricano razioni k e bottigliette d’acqua sui mirabolanti seahawkes che vanno e vengono sul pratino dell’aeroporto. Ci tengono proprio a far vedere che sono indispensabili.

Arriva il nostro turno dopo un’attesa interminabile. Ci forniscono di due caschi con copriorecchie e saltiamo agilmente sui potenti mezzi dell’aviazione americana. Stipati in mezzo a decine di scatoloni di cibarie che, a quanto dicono i marines, devono servire a sfamare 10mila persone per 5 giorni. me cojoni!

si sorvolano i paesaggi haitiani per 15 minuti. Montagne semi deserte, fino ad arrivare a Jacmel, a sud di Port au Prince. Va detto che sti elicotteri dentro so tutti sgarrupati e mezzo sfonnati, non è che stiamo proprio viaggiando con la tecnologia di punta. Ma in ogni caso per dei giovani freelance italiani, temporaneamente embedded, che devono essere sedotti, fa comunque la sua porca figura.

Si atterra. Si scarica la merce. Foto ricordo. Poi risalite al volo se no vi lasciamo qua. E risaliamo… Di nuovo in volo su valli e colline. Finché non arriva l’imprevisto. Regà, scusate, dice il baldo soldato, c’è finita la benzina, tocca annà a fa rifornimento un attimo alla porteaerei. Come finita la benzina? E noi qua sopra a fa gli splendidi senza benzina? E annamo su sta portaerei, che te devo dì? Dopo il rifornimento, si riparte veloci come il fulmine verso Port au Prince. Ma prima a sorpresa sorvoliamo un quartiere che dà sul mare. E da qui su lo Sciacallo riesce a scattare delle foto di centinaia di poracci che si accalcano su cinque navi stile carrette del mare di Lampedusa. Più altre centinaia di persone ammucchiate a riva in attesa di salire a bordo. E dove cazzo vanno questi? Non mi dire che stanno cercando di scappare via mare? Ma siete pazzi? Gli americani hanno detto proprio specificamente, noi ve volemo tanto bene, aiuti, tricchettracche, cotillon, però nun dovete cacà er cazzo. Rimanete qua, no che venite tutti a Miami a fa come ve pare!

Invece quelli proprio se ne vanno. Ce provano. Perché se è vero che il presidente del Senegal ha offerto un pezzo del suo paese ai fratelli haitiani per farli tornare in Africa, gli Stati Uniti stanno lì appizzati per rimpatriarli tutti.

Finito il giro ringraziamo per la gentilezza e ci ributtiamo nel marasma, felici di aver visto all’opera i veri buoni, felici di aver provato l’ebbrezza di essere embedded, ma un po’ con la sensazione sgradevole di aver vissuto sulla nostra pelle il concetto di “media asserviti”. Mo perché noi siamo vagabondi e randagi e non ci comprano co du noccioline, e quindi racconteremo per bene che porcate fanno gli americani da ste parti, però sono certo che altri si sono fatti fregare co du gomme da masticare e no specchietto.

Haiti di notte direi che è buia e di bello c’è che si vede un oceano di stelle sulla testa. Sdraiato su un cartone sul prato della base ONU, cena scroccata, con una copertina aspetto che arrivi il sonno. Qua non si sogna.
http://radicalshock.wordpress.com/2010/01/24/diario-da-port-au-prince-occupazione-o-le-ali-della-liberta/

http://images.movieplayer.it/2003/03/08/tim-robbins-in-una-scena-di-le-ali-della-liberta-6624.jpg

Lode delle imposte e delle tasse

Tutti dicono che bisogna abbassare le imposte, oggi la minoranza delle grandi imprese paga imposte, l’evasione fiscale, per i non dipendenti, è alta; buon ultimo Marino, del PD, ha parlato di regalare ai dipendenti e pensionati le imposte della tredicesima, proposta che spesso lanciano tutti, a destra e sinistra.

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Honduras, l’isola dei famosi, la normalizzazione del silenzio e degli squadroni della morte

Foto Giorgio Trucchi Si sono spente le luci e se ne va perfino l’ “Isola dei famosi” dall’Honduras mentre si rafforza la resistenza popolare (nella foto di Giorgio Trucchi), si espellono i giornalisti e la diplomazia si impantana in trattative che convengono solo ai golpisti.

Roberto Micheletti, il dittatore di Bergamo alta che ripartendo dal Costa Rica ha dichiarato di aver bisogno di qualche giorno di riposo, intanto manda i suoi squadroni della morte ad ammazzare il sindacalista Róger Bados e fa un’offerta irricevibile al presidente legittimo Mel Zelaya: vieni, consegnati, ti processiamo e poi ti amnistiamo. Buonasera!

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Compagne! La sinistra italiana al tempo della tivù!

Compagne

 

Cancellate decenni di studi di genere, dimenticate Tina Modotti e Nilde Iotti, buttate via le suffragette, il pensiero della differenza, Simone de Beauvoir e Rosi Bindi, il femminismo e milioni di militanti silenziose o rumorose. Oggi arriva la nuova via italiana al socialismo, o se preferite la risposta progressista (sic) a Mara Carfagna!

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Sky: per una volta che Silvio ne fa una buona…

00006155 Il PD alza la voce! Finalmente un po’ di opposizione, e ci diamo di gomito contenti. L’intero stato maggiore, da Walter Veltroni a Pierluigi Bersani a Paolo Gentiloni fa la voce grossa e parla all’unisono perfino con Italia dei valori. Si parla di scuola? Maddai… Si parla di lavoro? Macché! Si parla di laicità? Ma figurati! Si parla di Sky e dell’inviolabile diritto di una multinazionale straniera a pagare la metà dell’IVA che pagano la maggior parte delle imprese italiane in ogni settore.

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La sai quella dell’italiano, dell’americano e del giapponese?

este_667532_15020 Chi ha vinto il premio Nobel per la Fisica? Due giapponesi e un “americano” si rimpallano i TG e i GR. E chi è l’americano? Avanti, dalla foto si capisce benissimo. E Yoichiro Nambu, tipico nome e faccia da WASP! Dove vuole arrivare quel rompipalle di Carotenuto? Ma a che non più tardi di un anno fa, quando Mario Capecchi, che è molto meno italiano di quanto Yoichiro Nambu è giapponese, vinse il premio Nobel per la medicina, gli stessi TG e GR si rimpallavano la notizia che un “italiano” avesse vinto il Nobel. Delle due l’una:

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Orde di italiani infestano l’Italia, mandiamoli via!

cinese Emmanuel-Parma L’Italia è un paese pericoloso. Ci vuole sicurezza. La sicurezza è la prima cosa (quella era la salute, diceva il povero Massimo Troisi). La sicurezza è un tema né di destra né di sinistra diceva Walter Veltroni in campagna elettorale. Neanche di colore della pelle, aggiungerei.

Qui se c’è un grave problema di sicurezza è per gli immigrati nelle mani di 58 milioni di energumeni di italiani brava gente! Questi italiani sono decisamente troppi. Non vi danno fastidio in strada tutti questi italiani? Che essendo di più, anzi che essendo troppi, si attrezzano: uomini con spranga contro ragazzino agonizzante in terra. Criminali con fucile contro lavoratori disarmati. Poliziotti con manganello contro ragazzino. Branco contro lavoratore cinese solo alla fermata.

E’ vero, in Italia c’è un grave problema di sicurezza e verrebbe da bofonchiare da sinistra che il problema è sociale e culturale e non di ordine pubblico, ma sbrigati a dirlo perché ci sono i consigli per gli acquisti. E comunque gli elettori non capirebbero. Ah già; che capiscono più quelli?

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Dalla Maremma alla Tuscia, tornando a casa

Arrivando nella metà del mese di settembre, in Maremma, capita che fa ancora caldo, che è piovuto assai pochino e la vendemmia appena iniziata, subisce un arresto. Il giorno dopo piove violentemente e si allagano gli stabilimenti della costa, cadono pini e si sfascia qualche incauta macchina. … Leggi tutto

Riconciliarsi con Erich Priebke? E a quando con Totò Riina?

priebke riinasalvatore01 Qualcuno sa darmi un solo motivo per riconciliarmi con l’ergastolano Erich Priebke?

Eppure è questa la motivazione con la quale un mentecatto lo ha invitato a presiedere un concorso di bellezza riuscendo a farsi intervistare ovunque. Che motivo avrei per riconciliarmi con chi ha deportato persone inermi e sparato alla nuca di uomini legati? Che motivo avrei di riconciliarmi con chi si considera di una razza superiore?

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Le minestre delle ministre

Nella minestra del Ministero dell’ Istruzione, si scopre un nuovo sapore: Mariastella Gelmini spiega che “in tre anni taglieremo 87mila posti di lavoro: è un percorso obbligato”. … Leggi tutto

Cabina di regia: Mamme Madonne Figli Aereoporti, tutti sulla Macchina Santa?

Dove si apposterà oggi a Viterbo, Berlusconi, con la sua folta squadra e scorta, per assistere al trasporto della Macchina di Santa Rosa?

La decisione del Premier ci ricorda il sindaco Giulio Marini, “nasce dal desiderio di ricordare la madre ed è la prima volta che un Presidente del Consiglio partecipa alla manifestazione. Si tratta di una scelta del tutto spontanea da parte del Presidente del Consiglio, senza che fosse sollecitata da alcuno. … Leggi tutto

Donna 2008, bottino di voti

Nel 2002 , forse ancora sotto l’effetto Genova, “la donna Valentino per la primavera estate 2002 è zingara ballerina di flamenco, etnica principessa, Carmen felice e gioiosa. Che ama sentirsi libera e non disdegna il vintage” . ‘Sta zingara di moda sei anni fa, oggi, cos’è diventata? Beh, c’è ancora un po’ di “solarità del Mediterraneo” ma “sulle passerelle milanesi  si è visto soprattutto un desiderio di guardare al passato. … Leggi tutto

Lisbona, zitta zitta, avanza

Il Senato approva il Trattato di Lisbona: apprendo la notizia dall’Osservatorio sulla legalità, leggo poco i giornali e guardo assai di meno la televisione.

Quando l’Irlanda fu l’unico paese a dire no, Marcello Pera del Pdl tuonò:”E’ la vendetta cristiana, la storica risposta dei credenti all’Europa senza Dio. Il no irlandese al trattato di Lisbona è l’inevitabile reazione alla cancellazione delle radici cristiane dalla Costituzione e alle eurodirettive, prive di legittimazione democratica, che stravolgono le legislazioni nazionali sui temi bioetici, questa Ue è morta perché stata abbandonata dai popoli e ora solo Benedetto XVI può dare un’identità al vecchio continente”. … Leggi tutto

La libertà di espressione al tempo di Bruno Vespa, Simona Ventura e RCTV

Ma siete davvero sicuri che “libertà d’espressione” è permettere a Bruno Vespa di condurre “Porta a porta” fino a che morte non ci separi?

Rispetto al trasferimento sul cavo e sul satellite del canale venezuelano RCTV siamo di fronte ad una duplice campagna, di disinformazione e di negazione di un dibattito che sarebbe vitale anche in Italia. E’ possibile che gli stessi che approvarono la legge che trasferiva Rete4 sul satellite, oggi utilizzano gli stessi argomenti di Emilio Fede (che a parole disprezzano) per attaccare il … Leggi tutto

Giornalismo?

Con Luca Bertoli con risposta mia

Luca Bertoli: ho letto con molto interesse il Suo commento di oggi all’articolo di Teodori che, personalmente, non ritengo degno di particolari considerazioni, dato l’atteggiamento di aggressività gratuita ed ingiustificata con cui si è posto nei confronti della questione. La mia riflessione, senza entrare nel merito, è puramente stilistica.

Ho l’impressione di vivere un "momento mediatico" in cui lo sfogo di Gino Strada e quelli che si sentono nel confessionale del Grande Fratello ci vengano "presentati" allo stesso modo: trovo che lo stile, i toni e la forma della comunicazione – che dovrebbero essere "conformi" al contenuto del messaggio – si sono appiattiti ed uniformati in … Leggi tutto