Friday 25 May 2012, 05:46

Gli articoli con tag: " Iraq "

Tagli Guinzagli e Urne Globali

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E così mentre i Talebani minacciano di tagliare le dita a chi andrà a votare, da noi si taglia la testa di pietra del Senatur, dal momento che sembrava gli avessero già segato  quattro dita e fosse rimasto solo il medio, al Bossi Legale.

Con   rammarico dei Media, sfuggito ai più perchè sotto il Ferragosto,  è stata  invece cancellata la conferenza della ex-soldatessa Usa, Lynndie England,  quella che faceva passeggiare al  guinzaglio un prigioniero di guerra iracheno. Doveva presentare la sua biografia data alle stampe a maggio, alla Biblioteca del Congresso, per  un seminario tra veterani di guerra a Capitol Hill.

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Il Pentagono studierà le cause dei suicidi tra i soldati

L´Esercito degli USA realizzerá uno studio di 5 anni, del costo di 50 milioni di dollari, sulla salute mentale e le cause dei suicidi nelle truppe, secondo informazioni del "The Washington Post" di ieri, lunedí 10 agosto 2009.

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Più americanista degli americani: un PD che, così, è senza futuro

Ormai è del tutto evidente che il contingente italiano in Afghanistan, ripetutamente sotto attacco negli ultimi giorni, stia compiendo vere e proprie operazioni di guerra contro l’esercito talebano e che questa guerra (il vocabolo "missione di pace" è ormai sparito anche dai discorsi di La Russa) non serve affatto alla sicurezza del popolo italiano, e, come ha confermato anche l’ex  Capo di Stato Maggiore del comando NATO Fabio Mini (L’Unità, 28 Luglio), "il terrorismo che si combatte in Afghanistan non è più quello né di Al Qaeda né della Jihad islamica (sempre che lo sia mai stato, fatto discutibile se si considerano gli scarsi risultati ottenuti, ad esempio, nella caccia ai "latitanti" Bin Laden e Mullah Omar, ndr). Le forze contrapposte in Afghanistan non sono in grado di portare alcuna minaccia al nostro sistema".

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G8 2009 We are your crisis! La storia la raccontiamo noi

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“E mo’ cantammo  sta nova canzone,
tutta la ggente  se l’à dda ‘mparà”.

Al grido di: “Terremotate il G8! La vostra crisi siamo noi!” si chiedeva  a Berlino per il 4  Luglio, “sostegno per la mobilitazione in Italia, facendo appello alla costruzione, attraverso mobilitazioni internazionali, di una lotta transnazionale alle “architetture securitarie”, non importa se queste vengano ordite dalla Nato, dal G8 o dall’ UE”.

Dieci anni dopo Seattle, il gruppo “Diggers 2.0” invita alla “solidarietá dalle macerie del capitalismo”.

Cinzia Bottene, leader del Comitato ‘No Dal Molin’, ha sottolineato la “grande pazienza che il popolo dei No-base ha mantenuto nel corso della lunga attesa. C’erano persone anziane  disponibili a marciare loro stesse contro i reparti del Tuscania”.

Si, avete letto bene, gli stessi reparti usati in Afghanistan. Credo sia il caso di rinfrescare la memoria, la storia di questo Reparto, perchè “SOLDATO SI NASCE SI DIVENTA,VIVE NELLA PAURA PERCHE’ L’AFFRONTA.

Dunque il 10 luglio 1940, viene ufficialmente creata la Repubblica di Vichy sotto la guida del maresciallo Philippe Petain:  il nuovo regime proclamò il ritorno ai valori tradizionali: famiglia, patria e lavoro. La società fu riorganizzata. I francesi considerati ostili al potere,  cioè i comunisti, i sindacalisti e gli ebrei, furono internati.

Il 10 luglio del 1940 ” furono concentrati in Roma, presso la Caserma Podgora, ventidue Ufficiali, cinquanta Sottufficiali e trecentoventi tra Appuntati e Carabinieri volontari: nasceva così il leggendario Battaglione Carabinieri Paracadutisti, i “parà del Tuscania, esperti contro il terrorismo e in operazioni umanitarie”.

Era il  30 dicembre 2001 e la cronaca registrava con disappunto che venivano messi a disposizione soloDuecentottanta militari impiegati a Kabul e dintorni con compiti di sicurezza, umanitari e logistici, ed un aereo da trasporto C-130: ormai raggiunto l’ accordo sulla composizione della Forza di pace Onu in Afghanistan si delinea, in modo piu’ o meno chiaro, il contributo delle forze armate italiane”.

Si sono visti sfilare quelli del Reparto Tuscania,  per il 2 giugno 2009, Festa della Repubblica: presenti all’estero in Kosovo, Libano, Afghanistan, Cisgiordania, e nelle sedi diplomatiche di Baghdad (Iraq), Kabul (Afghanistan), Abidjan (Costa D’Avorio), Riad e Gedda (Arabia Saudita), Beirut (Libano).

Oggi erano presenti a Vicenza, perchè come dice il Ministero della Difesa, ” il Reparto svolge occupazione preventiva e difesa di posizioni, interdizione e controinterdizione d’area, guerriglia e controguerriglia etc, supporto alle azioni delle Forze Speciali ed ai contingenti di Forza Armata in operazioni “fuori area”..compiti di polizia, supportando l’Arma territoriale in particolari attività a tutela della sicurezza pubblica, ed addestrativi a favore sia di militari dell’Arma destinati a Reparti speciali, sia di unità appartenenti a FF.AA. estere“.

Scendono le Forze Armate in difesa dei potenti del mondo, contro il popolo che vive e risiede in Italia. L’ hanno fatto e lo faranno domani, Vicenza, l’Aquila…Ero a Genova nel 2001 e  poi dopo…non scordo.

La cronaca di questa giornata, il 4 luglio 2009, la potete trovare sulla stampa, cartacea e on line e in questo video: “Dal 6 luglio L’Aquila sarà attraversata dal più cinico Summit G8 che la storia ricordi”  si legge il 1 luglio su Indymedia Abruzzo.

Dunque andando un po’ indietro nella storia dell’Arma, apprendiamo che nascono  il 13 luglio del 1814  i Carabinieri Reali, per assicurare il controllo del territorio contro le influenze interne, per la sicurezza pubblica, la lotta al brigantaggio… Niente di nuovo: Brigante se more , era il 1920 quando Antonio Gramsci scrisse sull’esercito e la repressione che « Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e? fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti. »

Io so che stasera sto scrivendo anche per farvi sapere la storia di una bambina afghana, Maryam,  schiacciata sotto uno scatolone da venti chili pieno di volantini informativi delle forze di occupazione Nato, lanciato da tremila piedi di altezza, che le ha causato una grave frattura pelvica, vagina, retto e ano distrutti e danni all’uretra .
Potete giurarci, noi siamo la vostra crisi, questi, dovunque voi siate e per chiunque combattete, sono  crimini di guerra:  la storia la raccontiamo noi.

Doriana Goracci


“E mo’ cantammo  sta nova canzone,
tutta la ggente  se l’à dda ‘mparà”.

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Maryam ha 5 anni.
E’ nata a Taywara, nella provincia centrale di Ghowr. Ma poi la sua famiglia, nella speranza di fuggire dalla miseria, è emigrata nella provincia meridionale di Helmand, finendo a vivere nel campo profughi di Mahajor, alle porte di Lashkargah. La casa di Maryam è una baracca, dove abita assieme ai suoi genitori, Mohammed Tahir e Qamar Gull, al nonno, allo zio, ai suoi quattro fratelli e alle sue due sorelle. Alle tre di mattina del 27 giugno, tutti sono stati svegliati dalle urla della piccola Maryam, schiacciata sotto uno scatolone da venti chili pieno di volantini informativi delle forze di occupazione Nato, lanciato da tremila piedi di altezza. Normalmente questi contenitori si aprono durante la caduta lasciando piovere il loro contenuto. Ma questa scatola, evidentemente, era difettosa. Verso le cinque di mattina, Maryam, accompagnata dal padre, è arrivata nell’ ospedale di Emergency, a Lashkargah. 12386

“Era in stato di shock, con un trauma da schiacciamento della regione addominale e una vastissima ferita dei tessuti molli di tutta l’area genitale”, riferiscono fonti mediche dell’ospedale di Emergency. Immediatamente assistita e operata, le hanno trovato una grave frattura pelvica, vagina, retto e ano distrutti e danni all’uretra. “Viene operata di laparotomia, le viene fatta una colostomia (per defecare dalla pancia, ndr) e diverse trasfusioni visto che aveva perso moltissimo sangue. Oggi, tre giorni dopo, è stata riportata in sala operatoria per un’ulteriore pulizia delle ferite. Il 3 luglio dovrebbe subire un ulteriore intervento, e la storia credo si ripeterà per parecchi giorni a venire”, aggiunge la fonte medica. Maryam ha ripreso conoscenza il secondo giorno di degenza. Da allora brontola continuamente perché vuole l’acqua da bere. Il suo viso è perennemente crucciato in una smorfia di rabbia. In effetti non è piacevole svegliarsi di botto alle 3 di mattina con un pacco da venti chili che ti piomba addosso e ti apre l’addome spaccandoti le ossa… Quale futuro avrà questa bimba senza più organi genitali in un Paese come l’Afghanistan?

Enrico Piovesana , inviato di Peacereporter




Frei Betto, mi chiamo miseria, G8 e G20 si sono dimenticati di me

palazzodelgovernoterrem Il mio nome è miseria. Oggi accompagno la vita di 1 miliardo e 50 milioni di persone, soprattutto bambini: denutriti, vulnerabili.  Muoiono presto. Avevo sperato che nella riunione di aprile a Londra il G20 si fosse ricordato di me nella preparazione della messa solenne G8-G20 che si terrà in Italia.
Invece a Londra, dove erano riunite le economie  potenti del mondo, mi hanno appena sfiorata senza drammatizzare e con altri pensieri.

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Morire di giugno al Mercato dove il motociclista non c’è…


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Non è la prima volta che si muore al  mercato come nella mattina del  26 giugno 2009, dove a Baghdad,  sono rimasti senza vita almeno in 19: un attentato. Stavolta “la bomba era stata piazzata su una motocicletta lasciata in mezzo al mercato – dove si vendono appunto motocicli – nell’area di Bab el Sheikh, al centro della capitale irachena. L’attentato è  avvenuto a pochi giorni dal programmato ritiro delle truppe americane dalle città irachene, previsto per il 30 giugno”.

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Le carte di Silvio Berlusconi per uscire dalla casa del “Grande fratello”

economist Giuliano Ferrara, sulle pagine de “Il Foglio”, ha invitato in settimana Silvio Berlusconi a riprendere in mano il proprio destino: “Berlusconi deve liberarsi della molta stupidità e inesperienza politico-istituzionale che lo circonda, e deve decidersi: o accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare, senza perdere più un solo colpo, il senso e la dignità di una grande avventura politica all’insieme della sua opera e delle sue funzioni”.

Il quotidiano della CEI “Avvenire” intanto ha messo sul tappeto un punto ineludibile: Berlusconi deve “sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier”.

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L’eterna lotta tra Bene e Male

Cometa

A leggere una buona parte dell’informazione italiana, la situazione in Iran sembra chiara, lampante, da favola per bambini: da una parte i buoni, democratici, laici, moderati, combattenti per il cambiamento, la libertà, la modernità, dall’altra i cattivi, gli ayatollah, sostenitori della sharia, liberticidi, antisemiti… al punto che qualche giorno fa, a proposito delle elezioni in Iran, ho sentito parlare di "colpo di stato".

Riporto uno stralcio di un articolo molto citato in questi giorni, scritto da Lucia Annunziata per la Stampa del 16 giungo scorso.

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Non abbiamo candidati nelle liste per le prossime elezioni europee: il movimento contro la guerra‏

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Condivido il seguente comunicato,chiaro ed inequivocabile, lo invio dove posso. Era il 7 agostodello scorso 2008, quando vennero consegnate al Parlamento italiano le sessantamila firme raccolte sulla Legge diIniziativa Popolare contro i trattati, le basi e le servitù militari.L’ annuncio concludeva così: “Con nessun governosi è mai discusso apertamente in Parlamento della questione dei trattati militari segreti, delle armi nucleari e delle basi militari. O lo fanno loro o lo faremo noi rafforzando in ogni sito – a partire da Vicenza -l’opposizione popolare alle basi militari”.

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L’Abruzzo già dimenticato?

Apprendo da RAINews solita, unica testata radio televisiva che informa (forse poiché ha poca "audience") , che in Abruzzo le tendopoli con 1400 persone hanno 5  bagni, come un piccolo agriturismo. I giovani hanno seguito il consiglio "dell’imperatore imbandanato" e sono nei hotels della riviera, ma vedrete che con l’arrivo della stagione balneare verranno delicatamente rispediti nei propri paesi, magari il bauscia pluri-prescritto uscirà con frasi del tipo "ora con questo caldo il fresco delle vostre montagne è un toccasana”. Ma il guaio è che sia i cattivi che i buoni, sia i cinici che i sentimentali hanno in fretta smesso di parlare del post-terremoto, da tutti nelle proprie case in autunno ad una percentuale in Dicembre, e poi passerà il 2010 ed anche il "commosso abruzzese" Bruno Vespa ne parlerà molto meno di Cogne. Tante passerelle,tante parole e  fiumi d’inchiostro ed ora dopo solo un mese e’ rimasta solo  Rainews, proprio come fu con la strage nascosta di Fallujah in Iraq, ed il Parlamento Europeo quasi vuoto quando il biologo iracheno Al Deraji esponeva l’immane tragedia provocato dal fosforo bianco. La parola più sobria che mi viene è: DISGUSTO.

Dalla Polonia

Leonello

Esercito degli Stati Uniti: l’albero di Giuda

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Il lusso della Pace in Guerra


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Scusate se interrompo il vivace  dibattito parlamentare sulla Signora Lario e le varie Compagnie di Merende ma la misura del mio cestino è colma, ho raccolto l’ultima notizia alla fine di una pacifica giornata capranichese con tanto di bancarelle e processione del SS. Crocifisso e  Confraternite: Herat, militari italiani sparano su un’auto: muore una 13enne. Diciamo  uccisa.

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Guantanamo: Barack Obama come Raúl Alfonsín e la CIA come i carapintadas argentini

Abu-ghraib-leash Forse non si sentirà proprio rumore di sciabole negli Stati Uniti, ma l’impunità garantita da Barack Obama ai torturatori della CIA per i crimini contro l’umanità commessi a Guantanamo, in Iraq, Afghanistan e altri paesi nell’era Bush, disegna una democrazia statunitense fragile e incapace di fare davvero i conti col suo passato. Così l’amnistia garantita da Obama alla CIA per le violazioni dei diritti umani somiglia tanto alle leggi dell’impunità in America latina.

Barack Obama ha cambiato molte cose rispetto al decennio infame di George Bush, almeno dal punto di vista formale. Sostiene di volere un nuovo inizio con Cuba, ma non pensa né di abolire l’embargo né di restituire all’isola, come pure sarebbe ragionevole, la base di Guantanamo, a tutti gli effetti un possedimento coloniale illegale. Rispetto al resto del Continente ha dispensato sorrisi e strette di mano, ma le differenze politiche restano immutate già che vende all’estero quello stesso neoliberismo affamatore la critica del quale in casa lo ha portato alla Casa Bianca.

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.

Internet a Cuba e ‘Reporters sans Frontières’

La continua aggressione mediatica contro Cuba, purtroppo, fa presa anche sulle persone più accorte e sensibili, compresi i miei amici, che mi hanno segnalato l’inclusione di Cuba nella solita lista nera dei Paesi considerati nemici di Internet (vedi articolo “Sono dodici gli Stati canaglia dell’Internet", di cui al link), basato sulle asserzioni di ‘Reporters sans Frontières’, fonte della pseudo notizia.

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Clima surriscaldato a Bruxelles: 300 arresti

350 attivisti bloccano le porte del palazzo della Commissione europea
Era il 3 giugno del 2008, faceva già caldo a Bruxelles quando la polizia arrestò dei pescatori
in protesta. L’Unione Europea aveva detto di no agli aiuti al settore e scattò la guerriglia con la polizia per le strade di Bruxelles, non proprio quella che cantava Jacques Brel.
Oggi 10 marzo 2009, il clima è diventato rovente a Bruxelles, malgrado la primavera non sia ancora iniziata. “Oltre 300 attivisti di Greenpeace provenienti da tutta Europa sono stati arrestati dalla polizia per aver preso parte, oggi a Bruxelles, a una protesta non violenta contro i cambiamenti climatici.
Gli attivisti hanno bloccato le uscite del palazzo in cui i ministri della Finanza stavano discutendo sui fondi per affrontare i cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo.
Gli attivisti di Greenpeace sono arrivati questa mattina a Bruxelles da 20 paesi. Tra loro 18 italiani. Si sono incatenati ai cancelli e alle recinzioni bloccando le entrate dell’edificio e hanno chiesto ai ministri della Finanza di salvare il clima dalla bancarotta. Un ampio schieramento di agenti di polizia e una squadra anti-sommossa hanno tagliato le catene e trascinato via gli attivisti verso i veicoli. La polizia ha istituito rapidamente un perimetro di sicurezza, mentre il servizio sicurezza dell’Ue ha sigillato tutti gli ingressi dell’edificio.
Dopo circa due ore la polizia ha portato via gli ultimi manifestanti.Cinque attivisti sono stati portati in ospedale a causa dell’azione della polizia.Uno di loro ha due costole fratturate. I manifestanti sono ancora sotto la custodia della polizia.Nessuna accusa è stata ancora formulata”.

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Vi invito a leggere e vedere il seguito di questa Puntata Europea direttamente sul sito di Greenpeace Italia, mentre a Casa Nostra si discute sui Candidati e le Liste per le Europee e ci si candida a ospitare gli Europei di calcio del 2016.
Qualcuno ricorda che il 29 maggio scorso , alla riunione di Bruxelles del Consiglio Europeo per la Competitività, i 25 governi europei hanno trovato un accordo sulla direttiva Bolkestein?
“E’ stato approvato il testo redatto dalla Commissione Europea, a seguito delle modifiche introdotte dopo il voto del 16 febbraio 2008 in Parlamento europeo.Il “compromesso “Ghebardt” , che, pur modificando alcuni aspetti della direttiva, ne lascia immutato l’impianto liberista e i pericoli per gli attacchi ai diritti sociali e del lavoro”…così scriveva Attac: “Se credete che ci basti”

E chi si perde le Prossime Puntate:
“Le elezioni per la VII legislatura (2009-2014) del Parlamento europeo si terranno in Italia il 6 e 7 giugno 2009. In contemporanea ad esse si svolgerà anche la tornata ordinaria delle elezioni amministrative provinciali e comunali e forse un referendum”.

Che devo dire…http://www.gerca.it/vecchio/img/notizie/prodibolke.jpg io non mi scordo del signor Bolkestein e del suo amico
Prodi: il 19 marzo a Bruxelles, non avendo meglio da fare, c’ero a protestare, contro. Cantammo la
Solita Musica: “CONTRO LA GUERRA, IL LIBERISMO,IL RAZZISMO, PER UNA EUROPA SOCIALE DI PACE, VIA LE TRUPPE
DI OCCUPAZIONE DALL’IRAQ, VIA LA BOLKESTEIN DALL’EUROPA, CITTADINANZA,DIRITTI SOCIALI E DEL LAVORO
PER TUTTI

Questioni di punti di vista, sul Clima geneticamente modificato, sempre più Caldo per tutte e tutti,
malgrado l’Ombra e la malinconica poesia di una Bruxelles come la cantava Dick Annegarn.

Doriana Goracci

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