Friday 25 May 2012, 05:46

Gli articoli con tag: " ipocrisia "

30 agosto Giornata dell’Amicizia Italia – Libia: il nuovo Calendario dell’Avvento-Evento

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Quello che segue è per stomaci forti come se fossero di donne e uomini…come dire umani.

Ecco a voi la Notizia da aggiungere sul Calendario dell’ Avvento-Evento di questo Bel Paese: Il Senato ha approvato il ddl di ratifica del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia, firmato a Bengasi il 30 agosto 2008. Cominciamo da una bella carrellata di foto, non dei nostri parlamentari sugli scranni ma delle carceri libiche dove sono detenuti i migranti e i rifugiati arrestati sulle rotte per Lampedusa. “Sono le poche foto che sono riuscito a scattare, di nascosto, durante quelle visite. A Sebha, Zlitan e Misratah. Nel novembre 2008?. Sono le parole di  Gabriele Del Grande, curatore del blog  Fortress Europe , giornalista.

Chi volesse sfiziarsi nella lettura di questo Trattato di amicizia italo-libica, faccio seguire l’articolo “La mobilità passa per la tortura, poi sempre in tema, l’articolo dal  Blog di Magdi Cristiano Allam, Protagonista per l’Europa Cristiana. Questa volta cliccando: lo spazio è già pure troppo per l’attento cultore.

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Ripeto: sempre più straniera e clandestina.

Doriana Goracci

(Apcom) – . Sui 267 presenti, ci sono stati 232 voti favorevoli, 22 contrari e 12 astenuti. Il testo del Trattato diventa ora legge: il testo è lo stesso già ratificato da Montecitorio. Alla ratifica del trattato di cooperazione con la Libia, siglato il 30 agosto scorso, hanno espresso voto contrario i senatori dell’Italia dei Valori, l’Udc e i Radicali eletti nelle liste del Pd Donatella Poretti e Marco Perduca. Per l’Idv ha parlato Stefano Pedica secondo il quale “per molti aspetti il trattato è un accordo unilaterale” mentre Perduca ha tuonato: “Gheddafi non ha mai mantenuto una promessa, non possiamo affidare a lui la politica dell’immigrazione”. Il Pd ha votato a favore, insistendo sulla necessità di ottenere da Tripoli garanzie per il rispetto dei diritti umani. E’ stato Nicola Latorre a motivare la scelta del Partito democratico: “Un rinvio oggi suonerebbe come un’incomprensibile atto di ostilità nei confronti di quel paese”. L’accordo prevede che l’Italia realizzi in Libia infrastrutture di base per un importo di 250 milioni di dollari americani all’anno per venti anni e pattugli i confini terrestri della Libia per contrastare terrorismo e immigrazione clandestina, mentre la Libia si impegna a concedere visti di ingresso ai cittadini espulsi in passato. Con il trattato si chiude definitivamente “il capitolo del passato” per il quale l’Italia ha espresso il proprio “rammarico per le sofferenze arrecate al popolo libico a seguito della colonizzazione italiana”. Italia e Libia si impegnano a non ricorrere alla minaccia o all’impiego della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica della controparte e si impegnano, nel rispetto dei princìpi dellalegalità internazionale, a non usare né concedere l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile nei confronti della controparte. In particolare la Libia si impegna ad abrogare tutti i provvedimenti che impongono vincoli o limiti alle sole imprese italiane operanti in Libia; a concedere visti di ingesso ai cittadini italiani espulsi nel 1970; a sciogliere l’Azienda libico-italiana, che, pur essendo stata originariamente concepita con finalità opposte, finora si è rivelata un ostacolo allo sviluppo della presenza economica italiana in Libia (le nostre aziende sono state costrette a versare contributi obbligatori all’Ali pari fino al 5 per cento del valore dei contratti acquisiti, con una discriminazione a danno delle stesse aziende rispetto alla concorrenza). Il Trattato prevede meccanismi di consultazioni politica, con riunioni annuali a livello di Capi di Governo, definite ‘Comitato di partenariato’, e di Ministri degli affari esteri, definite ‘Comitato dei seguiti’. L’intesa costerà circa 214 milioni di euro per il 2009, 254 milioni circa per il 2010, oltre 250 milioni per il 2011 e oltre 181 milioni a decorrere dal 2012. A tali oneri si provvede tramite l’utilizzo delle maggiori entrate derivanti dall’addizionale Ires che pagherà l’Eni. Una tassa che è già stata definita ‘Gheddafi tax’ anche se nei giorni scorsi l’Eni ha assicurato che “non peserà sui consumatori”. Infine il 30 agosto diventa la ‘Giornata dell’amicizia italo-libica’. I libici si sono impegnati a non celebrare più, il 7 ottobre, la cosiddetta ‘Giornata della vendetta’, che ricordava l’espulsione degli italiani dalla Libia nel 1970.

Accordo bilaterale tra Italia e Libia. La mobilità passa per la tortura

Intervista a Gabriele Del Grande, curatore del blog Fortress Europe

Cattivi contro gli irregolari ma non solo in Italia. Il Parlamento appoggia le violazioni dei diritti umani praticate da sempre in Libia

E’ stato approvato definitivamente dal Senato il testo dell’accordo di amicizia partenariato e cooperazione e tra Italia Libia. L’accordo è l’ultimo tassello di una serie di intese bilaterali tra i due paesi, utile ad ottenere in cambio, da parte della Libia, l’attuazione degli accordi di pattugliamento al fine di contrastare le partenze dalla Libia verso l’Italia. (Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica italiana e la grande Giamariria libica popolare socialista)

Su questo argomento abbiamo intervistato Gabriele del Grande, fondatore e curatore del blog Fortress Europe.

D: Il Senato ha approvato definitivamenteil testo dell’accordo Italia – Libia. Cosa avverrà ora?

R: Si tratta fondamentalmente di fornire alla Libia un risarcimento per i danni coloniali, in cambio di un pattugliamento delle coste libiche al Nord e delle frontiera Sud, nel deserto, attraverso un impianto elettronico che sarà installato da Finmeccanica con un finanziamento europeo. Ovvio, questa è la teoria. Nella pratica, con questi accordi, si darà ancora una volta mano libera alla Libia per arrestare, come già si fa da anni, decine di migliaia di migranti e rifugiati per poi rimpatriarli e soprattutto si farà poi partire l’accordo di pattugliamento congiunto che fu firmato dall’allora Governo Prodi nel 2007 e che prevede l’invio in acque libiche di sei motovedette della Guardia di finanza italiana per respingere verso la Libia i migranti intercettati in mare, che fino ad oggi vengono invece scortati a Lampedusa.

D: Sono diversi i reportage che anche Fortress Europe ha prodotto sulle condizioni di detenzione dei migranti in Libia. Un paese strategico per il governo delle migrazioni europeo. Ma cosa avviene li?

R: In Libia avvengono ormai quotidianamente retate nei quartieri dove vivono gli immigrati africani, a Tripoli, a Bengasi, ad Agedabia , le principali città della costa. I migranti vengono arrestati durante queste retate e poi detenuti in vere e proprie carceri. Si tratta di una ventina di prigioni, tre delle quali sarebbero state finanziate dal Governo italiano secondo un documento dell’Unione Europea del 2004. Parliamo di un paese, lo dicono i rapporti di tutte le più grandi organizzazioni umanitarie ( Human Rights Watch, Amnesty International), abituato a praticare la tortura ed in cui le condizioni di detenzione sono assolutamente disumane.
Esiste un intero corpo di polizia addestrato alla tortura, non soltanto dei migranti ma anche dei dissidenti. I racconti che abbiamo potuto ascoltare dai prigionieri libici (su pressione del figlio di Gheddafi ne sono stati rilasciati circa un migliaio negli ultimi anni) parlano di queste cose. Un trattamento uguale se non peggiore viene riservato agli stranieri, soprattutto a quelli dell’Africa subsahariana, soprattutto verso le donne. Le persone vengono ammassate in 40, 50, in stanze di quattro metri per cinque, vengono mantenuti in vita da acqua e riso e vengono rimpatriate verso i loro paesi anche quando si tratta di rifugiati politici. In Libia infatti non esiste nessuna forma di tutela per i rifugiati. La Libia, ricordiamolo, non ha mai firmato la Convenzione di Ginevra. C’è solo una presenza dell’Alto Commissariato delle nazioni Unite, che fra l’altro entra nei centri. Anche su questo argomento ci sarebbero molti dubbi da sollevare visto che, se guardiamo alle condizioni del campo di Misratah, dove da oltre tre anni sono detenuti seicento rifugiati politici eritrei, l’unico risultato ottenuto dall’ Onu è stato quello di spostare un centinaio di loro verso l’Italia o verso la Romania e la Svezia.
Quella dei rifugiati è una questione fondamentale: metà delle persone che viaggiano dalla Libia verso Lampedusa sono rifugiati politici della Somalia, dell’Eritrea, del Sudan o dell’Etiopia.

D: Con un appello ai senatori italiani si è ricordato la richiesta lanciata dai registi del film Come un uomo sulla terra e da Fortress Europe, di istituire una commissione di inchiesta internazionale sul caso Libia. La risposta di oggi sembra chiara: il Senato ha approvato l’accordo tra l’Italia ed uno dei Paesi maggiormente implicato nella violazione dei diritti umani.

R: Ovviamente la commissione di inchiesta non si farà, è evidente l’allineamento di tutte le forze politiche rispetto alla necessità di collaborare con la Libia per il respingimento dei migranti. A Roma in queste ore le strade sono tappezzate di manifesti del Partito Democratico che criticano il Governo Berlusconi, per aver fatto raddoppiare gli sbarchi di “clandestini”. Amato poi rivendica la paternità dell’accordo con la Libia. C’è una perfetta sintonia su queste tematiche, insieme ad una perfetta ipocrisia, italiana ed europea. Perché le commissioni ci sono state, anche se non d’inchiesta, hanno viaggiato, hanno visitato la Libia, nel 2004, nel 2007,. Erano missioni che evidentemente valutavano le possibilità tecniche di rendere operativi gli accordi, di cooperare con la polizia di quello stato. I loro rapporti però non dicono una sola parola sullo stato di detenzione in Libia e tacciono completamente gli abusi, le torture e le violenze che migliaia di uomini e donne subiscono nelle carceri libiche.

Sulle conseguenze tecniche che avrà questo accordo, comunque, sarebbe sbagliato pensare che saranno le navi italiane o quelle libiche a fermare il fenomeno delle migrazioni. La Libia ha duemila chilometri di costa ed è razionalmente inimmaginabile che si riescano a pattugliare. Fintanto che ci sarà una esigenza di mobilità da Sud verso Nord, fintanto che non ci saranno possibilità di spostarsi legalmente, continueremo a vedere i viaggi sulle carrette del mare. L’esperienza della Spagna è emblematica: le rotte semplicemente si allungano, si modificano. Si parte sempre più da Est, sempre più dall’Egitto, come già avviene da alcuni anni, dall’Algeria verso la Sardegna. Ci saranno insomma rotte sempre più lunghe e più pericolose. L’unica conseguenza prevedibile è proprio questa: da un lato l’arresto di decine di migliaia di persone che saranno malmenate e torturate nelle carceri libiche prima di essere rimpatriate, dall’altro molti più morti nel Mediterraneo per tentare di aggirare quei pattugliamenti.

D: I migranti vengono torturati in Libia, o muoiono in mare, oppure chi arriva qui e non viene espulso, anche se dobbiamo ricordare sempre che solo una minima parte di chi entra in Italia lo fa attraverso il mare, rischia di essere bruciato, come a Nettuno, o ucciso, come è avvenuto a Civitavecchia.

R: Quando un Ministro rivendica il diritto ad essere cattivi contro chi sbarca sulle coste italiane, come se le barche che arrivano a Lampedusa fossero cariche di criminali pronti ad assaltare la “civile Italia” compie una operazione molto pericolosa. Poi non è possibile stupirsi di fronte alla barbarie di certi fatti.

http://sergiobontempelli.files.wordpress.com/2008/08/berluddafi.jpg

Vedi anche:
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L’Italia e il regime euro-africano dei controlli migratori
di Paolo Cuttitta, Univeristà di Palermo
-
Accordi bilaterali e tutela dei diritti fondamentali dei migranti: il caso Italia-Libia
di Fulvio Vassallo Paleologo, Univeristà di Palermo
-
Fallisce la politica delle intese bilaterali con la Libia. Sempre a rischio la vita dei migranti
di Fulvio Vassallo Paleologo, Univeristà di Palermo
-
Libia: siamo entrati a Misratah. Ecco la verità sui 600 detenuti eritrei
da Fortress Europe
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Le condizioni dei migranti in Libia
Intervista a Silja klepp, ricercatrice in antropologia culturale presso l’Università di Lipsia- Il trattato Italia-Libia. Un appello ai senatori italiani
-
Il rapporto di Amnesty International
-
Il rapporto di Human Rights Watch
-
Trattato Italia-Libia – Appello ai senatori italiani

[ mercoledì 4 febbraio 2009 ] http://www.meltingpot.org/articolo13953.html

27 Gennaio – una ricorrenza

perchè domani è così importante?

tu mi chiedi tranquillo

legittimato dalla tua giovane vita… … Leggi tutto

Gaza. Dei vivi che passano

di Vincenza Perilli

Mona Hatoum

(L’immagine è un’opera di Mona Hatoum, artista palestinese nata a Beirut. Lo scoppio della guerra civile in Libano le impedirà di ritornare nel paese d’origine, costringendola all’esilio).

Sono passate settimane dall’inizio dei bombardamenti su Gaza, settimane durante le quali l’attivismo contro la guerra e per il cessate il fuoco non ha avuto tregua, tra appelli, presidi, petizioni per il boicottaggio dei prodotti made in Israel e per la sospensione degli accordi commerciali con Israele, manifestazioni grandi e piccole in tutto il mondo, da Roma ad Atene, da Parigi a Tel Aviv. … Leggi tutto

Guido Piccoli: le verità di Gaza

gaza-martyr Una cosa è chiara.
Israele, i suoi governanti e la gran parte del suo popolo non vogliono la pace. Per la preponderanza bellica, per gli appoggi internazionali, perché le guerre come l’attuale (accettando che possa chiamarsi così il massacro di questi giorni) gli comportano un centesimo delle vittime rispetto al nemico. Israele, i suoi governanti e la gran parte del suo popolo non vogliono la pace per il fanatismo cresciuto con il compiacimento o la tolleranza della gran parte dell’intellettualità locale e internazionale.

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E’ morto Sergio Piro, uno dei fondatori della psichiatria democratica

Ieri Giovedì 8 Gennaio 2009, a Napoli, probabilmente stroncato da un infarto, è morto Sergio Piro. Ho cercato in rete una sua foto, pubblicabile, ne ho trovato solo una di 7K …troppo piccola.

Anche questo era Sergio Piro, un uomo assai schivo di protagonismi anche quando ha assunto ruoli pubblici di rilievo,  un compagno di tantissime e tantissime compagne e compagni, del quale in questa rete iperinflazionata quasi non si trovano foto.

Come scrive nel proprio blog Sergio Falcone:
“E’ stato uno dei rivoluzionari della psichiatria italiana, tra i fondatori nazionali di psichiatria democratica. All’Ospedale Materdomini di Nocera, negli anni ’60, creò la seconda comunità terapeutica di psichiatria alternativa dopo quella di Basaglia.
Un punto di riferimento nella critica sociale sulla nostra città e nell’analisi del potere medico, ma anche e soprattutto un amico e un compagno per tanti di noi! … Leggi tutto

LA PROSTITUZIONE E L’IPOCRISIA COMUNE

La prostituzione e l’ipocrisia comune

Proibizionismo e regolamentazione: opposte soluzioni a confronto … Leggi tutto

Dei diritti umani: ovvero la fattoria degli intellettuali

Il nuovo google-gruppo che raccoglie gli affezionati di Giornalismo partecipativo mi invita a  pubblicare articoli e commentare quelli altrui. Sono ben felice di fare la mia parte, e iniziare così la nuova stagione di questo sito. Mi perdoni il lettore se pubblico un articolo di Settembre dedicato alle Olimpiadi passate, ma non sempre sono al passo con gli eventi. Inoltre credo che la diffusione di siti come questo e il potenziale aumento di informazione che internet offre, vada controbilanciato con una severa autodisciplina che imponga allo scrivente di pubblicare solo ciò che ritenga veramente significativo. Altrimenti la pan-informazione andrà di pari passo con il suo annullamento. Non è ovviamente facile stabilire da sé se un articolo meriti.davvero. Errori sono sempre possibili. Mi pare però che, con questo sistema, si possano ottenere risultati apprezzabili, anche se a volte, come in questo caso, il prezzo da pagare è pubblicare un po’ in ritardo testi che, con meno opera di limatura, avrebbero potuto uscire prima. Male, ma prima! … Leggi tutto

Documento: il discorso di Walter Veltroni del 25 ottobre 2008 al Circo Massimo

Quella di oggi, diciamocelo con orgoglio, è la prima grande manifestazione di massa del riformismo italiano, finalmente unito. E lo è perché il Partito Democratico è il più grande partito riformista che la storia d’Italia abbia mai conosciuto.

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L’ombralonga e l’ipocrisia di massa…

Ubriaco muore travolto dal treno dopo il giro delle osterie a Treviso. Si chiama “l’ ombralonga” ed è una manifestazione che da anni si svolge a Treviso, il “giro delle osterie”, che vede nel (pro)sindaco razzista, Gentilini, uno degli sponsor principali.

Quanto è ipocrita la nostra società: tra leggi punitive, controlli nelle strade tra palloncini ed esami, c’è chi permette l’ ubriacatura collettiva di migliaia di persone senza che nessuno, nelle istituzioni, si senta indignato. Certo, le polemiche ci sono da tempo, ma non attechiscono in chi adesso ha in mano il potere ed il consenso della maggior parte degli italiani. D’ altronde basterebbe vedere Treviso il giorno dopo per avere qualche dubbio. Adesso che c’è scappato il morto sono curioso di sentire cosa diranno i “ministri dell’ ordine”, dal luciferino La Russa all’ onnipresente Maroni con la sua politica degli annunci.

A Treviso ed in molte altre parti della mia regione c’è molta tolleranza nei confronti di chi abusa dell’ alcool, forse è un modo per autoassolversi, visto che anche tra i politici locali, se ne fa ampio uso. Mentre, se ti beccano con uno spinello, se fosse per loro, ti darebbero l’ergastolo. Questi “giudici ipocriti” della nostra vita assomigliano sempre più a coloro che appartengono alla filosofia del “fate quello che dico ma non fate quello che faccio”. La loro vita privata smentisce i sermoni che spesso ci “lanciano” dai loro ruoli pubblici.

Così il ministro Zaia viene “beccato” a quasi 200 km all’ ora, così il grande amico dei leghisti xenofobi, il razzista Haider si schianta a 140 km all’ora completamente ubriaco e che, per puro caso, non ha causato altre vittime. Molti di loro odiano pubblicamente le prostitute poi di notte le rincorrono. Ipocrisie e contraddizioni premiate dal voto dei cittadini. Sarà perche questi politici sono lo specchio di comportamenti massificati?

Nicola Cosentino, Gomorra al governo

di Annalisa Melandri

Ha ragione Roberto Saviano. Siamo tutti casalesi. La storia del nostro paese, soprattutto la storia politica del nostro paese,   non accetta più giustificazioni.  Ormai non ci possiamo più nascondere dietro “la questione meridionale del crimine”. Il silenzio con il quale l’Italia tutta, da Nord a Sud, passando per Roma e Casal di Principe, secondo quella traiettoria che unisce a doppio legame camorra e politica,  tace su quello che dovrebbe essere uno scandalo nazionale, e ci  rende pertanto complici dei disastri ambientali commessi nel casertano,  dei morti, delle stragi e finanche delle minacce di morte a Roberto Saviano. … Leggi tutto

Cari cattolici, l’altro ieri è morto un mio cane

L’altro ieri è morto un mio cane. Ed allora? Al di là del fatto emozionale/personale che chi ha avuto e visto un animale soffrire e morire può capire senza pensarmi ridicolo, come mio solito ho cercato di esplodere il fatto, oltre il fatto. Forse un vizio generazionale, per chi, almeno, non ha dimenticato il proprio passato. … Leggi tutto

Morti invano / 2

Se a qualcuno fosse sfuggito, segnalo questo interessante pezzo sul dilagare del fascismo nel mondo del calcio, che si aggiunge al dilagare del fascismo negli stadi, al dilagare del fascismo nelle strade, al dilagare del fascismo nelle istituzioni…ma allora veramente tanti sono morti invano ??? … Leggi tutto

Ramadan e Rosh ha Shanà

Forse il mondo che mi appare non è realtà condivisibile. Forse la realtà non esiste e ognuno vive la sua limitatezza come in un guscio protettivo. Condivido la speranza del mondo islamico e partecipo alla sua unione con il Divino e quindi la gioia intrinseca di questo momento. Questo a mio modesto parere non può e non deve oscurare la sofferenza che i Popoli islamici stanno vivendo e combattendo.

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Quando la sicurezza della famiglia viene minata dall’interno…

Figlia rubava in casa per comprare la droga da spacciare
È stata la denuncia della madre di una 15enne trevigiana a fare scattare le indagini che hanno portato, questa mattina, a una vasta operazione antidroga con perquisizioni che hanno riguardato anche minorenni. … Leggi tutto

Oltre la siepe

(Se puoi vedere guarda, se stai guardando osserva)

La mappa non è il territorio, il sublime non è né arte né bellezza, la verità ultima è limite.

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